
di Daniele Madau
Lo ammetto subito: essendo sardo sono di parte, ma è anche vero che stimavo Sala- considerato quasi unanimamente uno dei migliori amministratori d’Italia, di una delle più importanti metropoli d’Europa- e che spesso, se non quasi sempre, le mie idee divergevano da quelle di Solinas, pur rispettandolo.
Detto ciò, certe affermazioni del sindaco di Milano come: “Il turismo in Sardegna lo hanno in parte inventato i milanesi, quindi i sardi non dico debbano esserci riconoscenti, ma trattarci da untori, no” necessitano di un respiro profondo, per non prorompere in sproloqui poco educati ed eleganti. Anche in omaggio al titolo, e alla filosofia, del sito, che pone la riflessione sopra tutto.
Allora, fermo restando che affermare “non dico debbano essere riconoscenti”, per il miracolo delle figure retoriche, significa proprio “devono essere riconoscenti”, riflettiamo. La decisione ha implicazioni costituzionali, come si è visto, e dovranno decidere, insieme, il governo e le regioni, nel buon senso, nel rispetto delle leggi, e di sardi, milanesi, italiani ecc… Per questo, è quanto meno spiazzante – e un po’ mi imbarazzo, da sardo e da persona tout court, per loro – che due politici si becchino a mezzo stampa, e social, come in preda a istinti adolescenziali. Ma, tant’è, sembra una delle caratteristiche di questi tempi.
Ora, più precisamente a Sala: ci ho riflettuto. Se proprio devo essere riconoscente a qualcuno per la Sardegna, ho scelto i miei genitori, che mi hanno fatto nascere qui, e il creatore, che l’ha creata così bella.