di Daniele Madau
La memoria è parte costitutiva di ognuno di noi, è una di quelle basi, di quegli elementi ultimi e inscindibili su cui costruiamo la nostra vita e la nostra persona. Allargando, la nostra società il nostro Stato.
Fare memoria di noi per capirci e capire. ‘Memoria’ è una delle parole più usate dal Presidente Mattarella, soprattutto in riferimento al nostro futuro e all’Europa.
Oggi ricordiamo l’eccidio delle Fosse Ardeatine, l’abominio nazifascista contro uomini , donne, ragazzi innocenti e inermi.
Il 10 aprile saranno trent’anni dalla più grande strage della marineria civile repubblicana italiana, quella del ‘Moby Prince’.
Dovere di un sito di riflessione, anche piccolissimo, come questo, è aiutare la costruzione della nostra memoria; perciò pubblico, di seguito, i due messaggi affidati alla stampa in ricordo di queste stragi, del Presidente della Camera Fico e di Luchino Chessa e Nicola Rossetti, presidenti dell’ Associazione 10 aprile-Familiari Vittime Moby Prince Onlus e dell’Associazione 140.
Dichiarazione del Presidente Fico nel 77° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine:
‘Era il 24 marzo 1944 quando si consumò uno dei più gravi crimini commessi dai nazifascisti nel nostro Paese. 335 persone furono trasportate alle Fosse Ardeatine dove vennero trucidate con un colpo di pistola alla nuca, portando così a compimento lo scellerato piano di terrorizzare la popolazione civile. Dell’avvenuta fucilazione si seppe solo dallo scarno comunicato tedesco diffuso alla stampa il giorno seguente, senza però che venisse indicato il luogo, il numero e i nomi delle vittime, che poterono essere identificate solo dopo la fine della guerra. Ancora oggi, a distanza di settantasette anni dall’orrendo massacro di innocenti, il ricordo dell’eccidio delle Fosse Ardeatine suscita in tutti noi orrore e sgomento. E ci richiama a ripudiare ogni forma di violenza e di intolleranza e ad apprezzare pienamente e a difendere i valori della libertà, della giustizia e dello stato di diritto cui è ispirata la nostra Costituzione. È quindi una necessità civica, oltre che un dovere morale, ricordare come pagine tragiche come questa abbiano segnato la nostra storia. E coltivarne la memoria affinché sia sempre alta l’attenzione contro il pericolo di nuove e sempre possibili degenerazioni violente e autoritarie. L’esperienza ci insegna, infatti, che libertà, eguaglianza e giustizia non sono acquisite per sempre e vanno difese e promosse ogni giorno’.
Dichiarazione dell’ Associazione 10 aprile-Familiari Vittime Moby Prince Onlus e della Associazione 140:
‘ All’attenzione dei Capigruppo del Senato e della Camera della Repubblica
Illustrissimi Senatori e Deputati Illustrissime Senatrici e Deputate,
il prossimo 10 aprile cadrà il trentennale della strage del Moby Prince. Avremmo voluto commemorare in presenza questo anniversario ma la pandemia del COVID-19 non ce lo permetterà. Più di questo, tuttavia, coltiviamo il desiderio di arrivare a questo anniversario con maggiori certezze sull’impegno del Parlamento nell’accertare la verità su questa vicenda che segna le nostre vite da trenta lunghi anni.
La sentenza della sezione Civile del Tribunale di Firenze del 2 novembre scorso, che ha rigettato la nostra istanza contro i Ministeri dei Trasporti e della Difesa, è stato un duro colpo per noi familiari. Avevamo riposto in quell’ istanza molte speranze per mettere alle corde chi, quella notte maledetta, nulla abbia fatto per mettere in sicurezza il porto di Livorno e per dare soccorso a 140 persone morte dopo atroci sofferenze.
Il coro di protesta sollevato dai familiari delle vittime aveva trovato sponda in un congruo numero di senatori e deputati sensibili alla vicenda, con la conseguenza di alcune interrogazioni parlamentari e di alcune proposte di legge per l’istituzione di una nuova commissione parlamentare di inchiesta capace di proseguire l’ottimo lavoro fatto da quella presente nella precedente legislatura e guidata dal senatore Silvio Lai. Una Commissione che lavorò ininterrottamente per due anni, giungendo ad una relazione finale che ha ribaltato le risultanze delle passate inchieste e dei passati processi.
Molto ha fatto la Commissione, ma molto c’è ancora da fare, anche alla luce di nuovi scenari emersi, che sono sempre più inquietanti. Traffico di armi, criminalità organizzata, coinvolgimento della Marina Militare richiedono nuovi accertamenti e nuove indagini, che possono supportare il lavoro della Procura di Livorno impegnata in una inchiesta delicata da ormai tre anni.
Riteniamo sia il momento di lasciare da parte le differenze ideologiche e partitiche, perché tutti insieme possiate coagulare le vostre proposte di legge di istituzione di una nuova commissione parlamentare di inchiesta in una unica proposta che interessi i due rami del parlamento, ovvero una bicamerale, da costituire quanto prima.
La fretta che vi mettiamo deriva dal fatto che non è possibile attendere oltre, poiché chi alterò a suo tempo le carte e lavorò e ancora lavora per una verità di comodo, sicuramente continua indisturbato nel tentativo di modifica la verità. E permetterci anche di ricordarvi che in 30 anni un certo numero di noi familiari si è spento senza avere avuto il diritto di sapere perché i propri cari sono morti.
Per questo Vi chiediamo di incardinare le proposte maturate e pervenire quanto prima da un testo unico da far approvare dal Parlamento.
Il 10 aprile è prossimo a venire e sarebbe bellissimo per noi familiari avere un segnale di unità di tutti coloro che in parlamento vogliono la verità e la giustizia per la strage del Moby Prince.
Certi della vostra sensibilità a riguardo porgiamo,
Cordiali saluti
Luchino Chessa, presidente Associazione 10 aprile-Familiari Vittime Moby Prince Onlus
Nicola Rossetti, vicepresidente Associazione 140 ‘