La nostra Liberazione, da vivere insieme

di Daniele Madau

Il clima politico, alla vigilia del 25 aprile, non è sereno: è una caratteristica della storia sociale e politica italiana, anche se in questo periodo si può condividere con altre realtà del panorama internazionale, come la Francia.

I campi d’azione scelti dal governo in carica come prioritari per la sua iniziativa – è necessario dirlo – hanno contribuito a esesperare gli animi, insiema a certe dichiarazioni dei suoi esponenti politici e all’individuazione di alcuni argomenti forti eternamente, ormai, riproposti all’opinione pubblica come caratterizzanti.

Andando in disordine, tra disegni e decreti legge -proposti e approvati- si passa da Cutro, a quello sulla concorrenza, a quello sull’ecobonus, sui nuovi ‘docenti tutor’ nella scuola, sull’uso della lingua italiana nell’amministrazione pubblica, a quello sul reddito di cittadinanza, sull riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali, alla tutela del ‘marchio italiano’.

Tutti interventi tanto caratterizzati ideologicamente -come, entro certi limiti, è giusto – quanto superficiali, poco strutturali e lungimiranti.

Come spesso accade, manca il disegno a lungo termine, l’idea di futuro e di società.

Il nostro dibattito politico si concentra sul destino della coppia Renzi-Calenda e sulle vignette satiriche: sgradevoli, non condivisibili ma, pur sempre, vignette.

Su parole di disarmante non senso, come ‘sostituzione etnica’ e ‘made in Italy’.

Prevale il riflesso pavloviano dell’attaccare l’opposizione e i precedenti governi rispetto ai valori, alle idee e al coraggio di metterle in gioco.

Tutto questo mentre, dal giorno dell’insediamento del Parlamento, si è giocato con il 25 aprile, attendendo al varco onorevoli, ministri, il Presidente del Senato, con la collaborazione di tutti, esponenti dell’opposizione, giornalisti, opinionisti.

Il 25 aprile èstato, in primis, il giorno in cui la popolazione italiana si è sollevata e si è liberata da un’occupazione. Anche se può sembrare azzardato, per un momento, lasciamo da parte fascismo e antifascismo: dapprima, infatti, dobbiamo considerare il fatto di essere stati oppressi, soggetti al volere degli oppressori sulla nostra vita e sulla nostra morte e, quindi, schiavi.

Su questo ci si dovrebbe trovare tutti uniti, sul concetto fondante di ogni vita umana: la libertà.

Ognuno, poi, lo vivrà, anche politicamente, secondo le proprie inclinazioni.

I partiti di centro-destra hanno, come concetti cardine, il liberismo e il liberalismo: perché, quindi, non promuovere, senza riserve né indugi, la Festa della Liberazione?

Uniti, con le proprie bandiere, di ogni partito costituzionalmente possibile, magari davanti al Quirinale, simbolo della Repubblica, dell’unità sopra ogni divisione, dell’interesse di tutti senza particolarismi, della Nazione, dell’Italia, del valore dell’europeismo. Questo desidererei per i rappresentanti politici, in quanto nostri rappresentanti.

Magari con la Costituzione in mano, che non avrà il termine antifascismo al suo interno ma che, anche solo cronologicamente, viene dopo il fascismo e incarna il valore di libertà e liberazione.

La Festa della Liberazione: la festa di ognuno di noi, contro la nostra paura, da vivere insieme, per gustarne il vero senso e valore.

2 pensieri riguardo “La nostra Liberazione, da vivere insieme

  1. Ciao Daniele credo che la realtà politica attuale sia lontana da quanto descrivi. Lo dimostrano i risultati che il governo attuale sta ottenendo a livelli di politica nazionale e internazionale. È inutile negarlo. Penso che l’ideologia non possa mai essere strumento di verità. Grazie comunque per la tua riflessione
    Buon 25 aprile

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    1. Grazie a te, Alberto. Ciò che scrivo ha solo la funzione di funzione di favorire una riflessione, e il dibattito. È importante, per me, che qualcuno partecipi: grazie, quindi, del tuo contributo, anche se da posizioni diverse.

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