I pensieri di Michela

di Daniele Madau

Ho esitato molto prima di scrivere queste poche righe, questo occhiolino, sulle parole di Michela Murgia nell’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’.

La reazione più giusta, in tutto, sarebbe il silenzio, anche perché il tema centrale è quello della sua malattia e delle conseguenze di questa. Però, dato che lei ne ha parlato ho pensato che, con tutto il rispetto, si possa commentare.

E’ stata un’intervista molto particolare: sincera, tagliente, commovente, spiazzante, a volte quasi letteraria, come doveva essere. Senza tristezza. Forse disarmante.

Ammiro il fatto che l’abbia conclusa affermando che morirà antifascista: forse è uno dei sentimenti più grandi coi quali si può pensare ai nostri ultimi momenti.

E lo scrivo non potendo, in nulla, condividere gli stati d’animo che può avere ora Michela Murgia.

Ho condiviso meno il pensiero su Giorgia Meloni, pur essendo assai distante da lei politicamente.

Perché c’è qualcosa di più grande, in assoluto, anche dell’antifascismo: l’amore.

Io, come pensiero nei miei ultimi momenti, vorrei avere l’amore.

Io, però, e non ho nessun giudizio su quelli di Michela.

L’ammiro e rifletto sulle sue parole, sperando che quelle sui mesi di vita che le restano, risultino false.

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