di Daniele Madau
Cagliari-Napoli 1-1
Marcatori: 21′ s.t Osimhen (N), 90′ s.t +6 Luvumbo (C)
Assist: 21′ s.t Raspadori (N), 90′ s.t +6 Dossena (C)
Cagliari (4-2-3-1): Scuffet; Nandez, Mina, Dossena, Augello (31′ s.t Oristanio; Deiola, Makoumbou; Gaetano (16′ s.t Viola), Jankto (16′ s.t Zappa), Luvumbo; Lapadula (16′ s.t Pavoletti(31′ s.t Petagna)). All. Ranieri
Napoli (4-3-3): Meret; Olivera, Juan Jesus, Rrhamani, Mazzocchi (40′ s.t Ostigard); Zielinski (34′ s.t Cajuste), Lobotka, Anguissa; Kvaratskhelia, (28′ s.t Politano) Osimhen (40′ s.t Simeone), Raspadori (34′ s.t Lindstrom). All. Calzona
Ancora una volta, quasi all’ultimo respiro. Non una vittoria ma il valore è lo stesso perché, se la classifica indica i freddi numeri, l’atteggiamento in campo indica un’altra classifica che, per forza,alla fine, dovrà coincidere con quella dei freddi punti.
Abbiamo rischiato di perderlo, il ‘mister and commander’ , che esulta, alla fine, rabbiosamente e indica ai suoi che manca ancora un minuto, per provare a vincere.
In settimana ha raccontato che si era dimesso e che, i suoi, si erano opposti, pronti a lottare per salvarsi.
E questo si è visto, in una Unipol Domus che vive le partite col Napoli come diverse, partite in cui prendersi la più bella delle rivincite sportive, non dimenticando ciò che è stato, riannodando i fili del tempo.
E il tempo rimanda a quello spareggio a Napoli, in cui ci trattarono in maniera disumana e in cui, sportivamente parlando, perdemmo la serie A. Da allora inimicizia fu, rivalità storica, Troiani contro Greci, Capuleti e Montecchi, Romani e Cartaginesi. Con eroi di goal all’ultimo secondo, Daniele Conti e, ora, Luvumbu. All’ultimo minuto, dopo un primo tempo di dominio e una ripresa di sbandamento ma senza capitolare. In una partita in cui Mina, Nandez e Dossena hanno duellato all’altezza di Kvareskelia, Osimemhen e Raspadori, in cui Augello fa il cavaliere armato alla leggera dell’ala ma cade e subisce l’affondo con il goal del vantaggio del Napoli. Da lì i rossoblu arretrano, vedono lo spettro della sconfitta e il tempo che scorre. Ma quanto scelto insieme nello spogliatoio dopo l’ultima partita in casa, di lottare sino alla fine, non permette di cedere le armi .
E alla fine il goal arriva. Quello del pareggio. E il tempo torna indietro, prima dell’inimicizia, il tempo della pace. Tempo che, in fin dei conti, evita al Napoli una sconfitta. Chissà, perché la rabbia e la forza c’erano ancora. Quella che mostra Ranieri in conferenza stampa, quella che dovranno avere i rossoblu sino alla fine.
E chissà come avranno preso il pareggio quei ragazzi napoletani, a fianco a me, che mi distraevano chiedendo, quasi ammirati, se fossi giornalista, e mi hanno fatto perdere il goal. Spero bene, perché il pareggio ha riportato la pace e spento l’inimicizia. E speriamo che così rimanga, con ognuno il suo: noi in A, loro il più lontano possibile in Champions.
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