Quando si deve ricorrere alla violenza, soprattutto contro studenti minorenni, la sconfitta è da entrambe le parti

di Dario R.

Come sempre, ‘La Riflessione’ è lieta di ospitare le riflessioni degli studenti e delle studentesse: in questo caso più che mai, dato che Dario, di una seconda del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari, ha presentato i fatti e le sue considerazioni sulle manifestazioni studentesche di Pisa e Firenze

I fatti gravissimi avvenuti a Pisa il 23 febbraio 2024, sono i seguenti. Dopo gli
scontri nel corteo tra manifestanti delle superiori e polizia, in favore della
Palestina, sono finiti in ospedale 15 studenti (11 minorenni), a seguito delle
manganellate ricevute dagli agenti in tenuta antisommossa. Si va da
contusioni a trauma cranici lievi, fino a fratture alle mani. Un 17enne è
rimasto ricoverato per un giorno in osservazione. Segnalati anche due i feriti
tra le forze dell’ordine.
L’inchiesta dovrà stabilire se ci sono responsabilità da parte degli agenti, e se
sono presenti queste, individuare chi tra gli agenti in servizio quel giorno ha
utilizzato il manganello. Le domande che tutto il paese si pone sono molte, tra
cui: era legittimo farlo? E soprattutto, ci sono stati abusi di potere? Queste
domande portano inevitabilmente alla ricerca di un colpevole preciso, che ci fa
arrivare alla domanda più discussa: chi ha dato effettivamente l’ordine della
carica? Ricostruendo i fatti, in strada, quella mattina, era stata inviata una
squadra del reparto mobile da Firenze, di solito composta da 10 operatori, ma
in quel caso formata da 7 agenti più l’autista che resta sul mezzo. Quando nel
corteo la tensione è salita, l’altra squadra di polizia che era sempre in centro
ma non in prossimità di piazza dei Cavalieri, dove gli studenti volevano
arrivare, è stata dirottata dove si era creata maggiore tensione. Quattordici
agenti in tutto, ai quali si devono aggiungere, parlando di presenze e non di
responsabilità, i dirigenti del servizio, i due funzionari della questura, il
personale di Digos e della Polizia Scientifica. In totale, più di 20. Il compito
della magistratura in questi giorni sarà quello di chiarire chi e se, tra loro, ha
compiuto reati. Compito non poco difficile, in quanto tra l’abuso di potere e il
compito di mantenere l’ordine pubblico, in una situazione, così tesa corre un filo
sottile.
I fatti hanno scosso l’intero paese, accendendo la polemica e suscitando
l’attenzione dell’opinione pubblica. Come spesso si è già detto, sia stato reato
o meno, quando si deve ricorrere alla violenza, soprattutto contro studenti
minorenni, la sconfitta è da entrambe le parti. È impensabile che in un paese
evoluto e democratico come l’Italia, si debba ancora arrivare all’uso della forza
per ripristinare l’ordine pubblico. La polemica poi si è infiammata anche in
seguito a fatti analoghi avvenuti a Firenze, spostando l’attenzione mediatica
sull’introduzione dei codici identificativi sui caschi dei poliziotti in tenuta antisommossa,
che diventerebbero gli unici modi che le questure avrebbero per riconoscere
l’indentitá degli agenti accusati, resi irriconoscibili dalle tenute.
I fatti sono stati talmente risonanti nell’opinione pubblica da arrivare fino al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica, che si esprime solo in casi eccezionali, ha rilasciato queste dichiarazioni, con cui concludo:
”Il Presidente della Repubblica ha fatto presente al Ministro dell’Interno,
trovandone condivisione, che l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui
manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo,
la libertà di manifestare pubblicamente opinioni. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento”.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora