di Daniele Madau
La rubrica ‘Occhiolino’ presenta articoli brevi e ammicanti come un occhiolino, per portarci sempre a riflettere, a volte con un sorriso, a volte con un pensiero profondo
Il gruppo Tesla ha approvato- con oltre il 75% dei voti- la nuova retribuzione del miliardario sudafricano Musk. Il “pacchetto retributivo”, della durata di dieci anni, prevede, al raggiungimento di determinati obiettivi, un compenso di 1000 miliardi in azioni.
La cifra è al di fuori da ogni possibilità di inquadramento per una mente umana, come quando si pensa all’universo e ai miliardi di stelle, pianeti e costellazioni che lo illuminano.
E’ talmente lontana dalla comprensione che smette di essere reale per diventare simbolica. Simbolo di che cosa? Forse dell’ ybris, della superbia, della tracotanza del genere umano che, secondo gli antichi greci- per i quali l’equilibrio era la regola aurea di un’esistenza- veniva punita dall’ ‘invidia degli dei’, che si manifestava soprattutto quando un essere mortale voleva accumulare eccessive ricchezze.
È vero, Musk ha fondato Tesla e avrebbe forse diritto di sfruttare ogni più piccolo frutto del suo albero. Ma è proprio questo che porta alla superbia, lo sfruttamento. Una volta che hai tutto per vivere al di là di ogni possibile desiderio, a cosa ti serve il resto? È una domanda che ha assillato l’antichità e- ogni tanto- anche i tempi più recenti. San Francesco, Socrate, Diogene il Cinico, Madre Teresa, non hanno avuto dubbi, per loro la ricchezza eccessiva era un male. Per non parlare di Gesù che, per chi crede, rinunciò alla ricchezza più grande, la divinità.
Non si vuol essere così ingenui da poter pensare che Musk possa diventare San Francesco, solo riflettere sulla totale mancanza di equilibrio. Per parlare della nostra Italia, Landini ha proposto una tassa dell’un per cento sui patrimoni di oltre 2 milioni. Frutterebbe 25 miliardi (l’attuale legge di bilancio è di 18) da dedicare a scuola e sanità. Subito si è scatenato- la patrimoniale è un tema scottante- un putiferio politico. Ma l’argomento può anche essere non solo politico, può essere anche di buon senso. E ci si potrebbe chiedere: ma perché il putiferio, lo scontro? Non sarebbe quasi normale che una persona ricca, perché la società glielo ha consentito, contribuisca al benessere di tutti? Peccando di eccessiva ingenuità, potrei anche aggiungere: non sarebbe normale volerlo fare volontariamente? Evidentemente no. Con buona pace dei sapienti indicati prima che cercavano un’altra ricchezza, la vera ricchezza.