Comunicato stampa di ‘Sardegna Radicale’
Il 10 febbraio 2026, Vittoria Gammone — ottantaquattrenne di Sindia, provincia di Nuoro, affetta da sclerosi multipla progressiva da oltre vent’anni, semi-paralizzata, con dolori cronici resistenti persino alla morfina — ha presentato alla ASL di Nuoro la propria richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito, procedura prevista e disciplinata dalla Legge Regionale della Sardegna n. 26 del 18 settembre 2025. Per 71 giorni, nessuna risposta.
La stessa legge regionale — che rende la Sardegna la seconda regione italiana ad aver legiferato specificamente sul fine vita dopo l’Emilia-Romagna — obbliga ogni Azienda Sanitaria Locale a istituire una Commissione Multidisciplinare Permanente, incaricata di verificare la sussistenza dei requisiti per l’accesso alla procedura. La norma esiste. La Commissione, alla ASL di Nuoro, non era ancora stata nominata a oltre due mesi dalla richiesta.
Il 20 aprile 2026, l’Associazione Tonino Pascali–Sardegna Radicale ha depositato una formale richiesta di accesso agli atti alla Regione Sardegna e alla ASL di Nuoro, chiedendo di conoscere lo stato della Commissione Multidisciplinare Permanente e le ragioni del mancato riscontro alla richiesta di Vittoria Gammone. La richiesta è stata accolta il 22 aprile 2026.
Quello stesso giorno, il Direttore Generale della ASL Barbaricina, Francesco Trotta, ha firmato la delibera n. 484, con la quale ha nominato ufficialmente la Commissione. La Commissione è composta interamente da figure interne alla ASL: il Direttore di Anestesia e Rianimazione con funzioni di coordinatore, il Direttore dell’Hospice e cure palliative, la Direttrice della Neurologia stroke unit, il Direttore del Servizio Psichiatrico di diagnosi e cura, il Direttore della Psicologia aziendale, il Direttore delle Professioni sanitarie, il Direttore della Qualità e governo clinico e il Direttore del Distretto territorialmente competente.
Al 17 giugno 2026, sono trascorsi 127 giorni dalla presentazione della richiesta di Vittoria Gammone. La Commissione nominata il 22 aprile non ha ancora prodotto alcuna valutazione formale nel merito. L’iter, secondo quanto riportato, si è spostato verso una fase clinica preliminare: un ricovero per la gestione del dolore, prima ancora di procedere con l’esame dei requisiti previsti dalla legge.
La procedura, secondo la Legge Regionale n. 26/2025, dovrebbe essere completamente gratuita per la persona richiedente e prevedere gli accertamenti della Commissione entro 10 giorni dalla convocazione. I tempi del caso Gammone raccontano una distanza considerevole tra il testo della norma e la sua attuazione concreta.
Il caso di Vittoria Gammone è diventato emblematico non soltanto per le condizioni della richiedente, ma per la dinamica che ha determinato la risposta dell’istituzione: 71 giorni di silenzio, cui ha fatto seguito una nomina avvenuta il medesimo giorno in cui la richiesta di accesso agli atti — depositata il 20 aprile — è stata accolta.
La Legge Regionale n. 26/2025 è stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale nel dicembre 2025, ma è rimasta in vigore. Il caso di Sindia dimostra come la sola esistenza di una norma non garantisca l’effettività dei diritti che quella norma intende tutelare — e come la pressione civile e la trasparenza istituzionale restino strumenti determinanti per colmare il divario tra la legge scritta e la sua applicazione.
«Dopo 55 giorni dalla nomina della Commissione» – aggiunge Laura Di Napoli, coordinatrice dell’Associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale – «auspichiamo nel rispetto della sofferenza di Vittoria e di chi si rivolge alle istituzioni, dei tempi più brevi di risposta»