‘Anime salve’ : il concerto dell’anima di Fiorella Mannoia alla Forte Arena

di Daniele Madau

Fiorella Mannoia nel concerto di ieri alla Forte Arena

Nel trentennale di ‘Anime salve’, ultimo album di Fabrizio De André, scritto con Ivano Fossati e unanimemente considerato un capolovoro, oltre che un lascito spirituale coi tratti del testamento poetico di uno dei più grandi protagonisti della canzone italiana, Fiorella Mannoia ha scelto di portarne in tour alcuni brani, in un concerto da lei chiamato ‘concerto dell’anima’ . A questi se ne aggiungono altri tratti dalla carriera di due figure a lei particolarmente care, presentate come ‘colui che mi ha fatto nascere una seconda volta’- De André- e ‘ l’amico fraterno’, Fossati.

Lo fa con la classe e la levatura che l’hanno sempre contraddistinta, in quanto interprete dei testi dei migliori autori del nostro panorama musicale- e per questo caratterizzati da una cifra poetica e da uno spessore non riscontrabili spesso- e in quanto padrona del palcoscenico, che calca e conosce da più di quarant’anni.

Nel palcoscenico di questo evento – sul prato della Forte Arena di Santa Margherita di Pula, che da anni ormai offre spettacoli di alto livello- è stata, poi, accompagnata da una band che ha garantito un corredo musicale notevole e, a tratti, trascinante, con una scelta di sezione di violini molto giovane, come a indicare una linea generazionale che va dai modelli-De André e Fossati- all’interprete-Fiorella- agli eredi, i giovani musicisti.

La resa si è declinata in un concerto di due ore tutto trascinato dal suo carisma-di canzoni e parole, sempre presenti a commentare i testi con l’attualizzazione nel presente – e da un vestito musicale nuovo di brani ormai patrimonio della nostra musica che ha permesso una loro nuova lettura, che va ad aggiungersi a tante altre – soprattutto per De André- come proprio dei veri classici.

Le riletture più convincenti sono state quelle più sentite e coinvolgenti, come ‘Fiume Sand Creek’ , in cui gli indiani-che originariamente erano stati equiparati da ‘Faber’ a noi sardi- vengono individuati oggi nei palestinesi, ‘La guerra di Piero’, ‘Lindbergh’ o ‘Mio fratello che guardi il mondo’.

Ed è qui che si compie il miracolo della poesia, come forza spirituale: sul palco, a fianco dei protoganisti, appaiono i migranti, i giovani soldati uccisi, i transessuali, le persone fragili di mente, i poveri. Proprio coloro che-magari- un concerto non possono proprio permetterselo, sono lì, con la voce di Fiorella Mannoia a ricordare, ai politici e ai potenti, alcuni di loro presenti ieri, come l’amore, la compassione, la poesia siano i valori più grandi, a cui anche il potere si deve inchinare. Tutto questo è ciò che brilla di più nella notte calda e profumata, come da agosto sardo.

Si chiude con i brani storici di Fiorella, quelli che l’hanno accompagnata con più forza e successo: ‘Sally’ e ‘Quello che le donne non dicono’, e con un ultimo appello sulla solidarietà maschile e femminile contro la violenza di genere: perché Fiorella Mannoia -ce lo ha ricordato ieri – ha sempre prediletto l’arte provocatoria, e non conosolatoria, quella che, mentre lenisce il cuore in quanto poesia, non lo fa adagiare su ricchezza e potere, ma lo rende inquieto finché tutti non avremo la stessa dignità.

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