Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa
C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica
«Il segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria
di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani.
Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione
per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel
centro della vita civile della città e dell’intera nazione si rinnovano oggi, come in
ogni giorno di ricorrenza.
È una consapevolezza che riguarda la nostra comunità, i giovani anzitutto. E rilancia
l’impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di
democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere.
Quell’impegno, quella solidarietà che Bologna e l’Italia intera seppero offrire per
impedire che gli assassini e i loro complici riuscissero nell’intento di sovvertire i
principi costituzionali, colpire la convivenza e le conquiste sociali.
Il popolo italiano li ha sconfitti nella gravosa ricerca della verità.
La Repubblica è grata ai magistrati e agli uomini delle istituzioni che, con il loro
lavoro, si sono dimostrati più forti dei tentativi di depistaggio e ai familiari delle
vittime per il loro appassionato impegno per la verità.
Fare giustizia è vittoria della democrazia».
Roma, 2 agosto 2026
DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIORGIA MELONI
46 anni fa il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci. Ha colpito al cuore la Nazione intera, con un attentato che ha disintegrato la stazione di Bologna, uccidendo 85 persone e ferendone oltre duecento.
Quello che è accaduto il 2 agosto del 1980 rappresenta una delle pagine più buie e drammatiche della storia nazionale. Oggi ci uniamo, ancora una volta, ai familiari delle vittime e a tutti i bolognesi in questa giornata di dolore e commemorazione.
Il Governo continuerà a fare la propria parte nel complesso cammino che è necessario portare avanti per fare piena luce sulle stragi che hanno insanguinato l’Italia nel Dopoguerra. In questo quadro, il percorso di versamento degli atti declassificati all’Archivio centrale dello Stato costituisce un passo determinante, che la Presidenza del Consiglio sta portando avanti in sinergia con le altre Amministrazioni dello Stato e in uno spirito di collaborazione con le associazioni dei famigliari delle vittime.
C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo cordoglio per la
morte di Don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore, comunicatore che ha speso
interamente la sua esistenza al servizio degli ultimi e dei fragili: emarginati, poveri,
disabili, tossicodipendenti. Ha reso una testimonianza di impegno sociale e civile,
vigoroso e spesso coraggioso, nella formazione dei giovani, nella creazione di
ambienti e di occasioni, spesso innovative, di solidarietà e di amicizia. Alla sua
comunità, ai suoi ragazzi esprimo la solidarietà e la vicinanza della Repubblica.
Roma, 31 luglio 2026