Il ricordo del terremoto nel Centro-Italia di dieci anni fa: i comunicati della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio.

Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

«La notte del 24 agosto di dieci anni addietro, il violento terremoto che ebbe
epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell’Appennino centrale,
colpì numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a cui seguirono
ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017.
Con il suo bilancio di 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati, quel terremoto –
delle cui devastazioni Amatrice è divenuta simbolo – costituisce una pagina
drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità
continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al
verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro Territorio.
I volontari accorsi da tutta Italia, il loro prezioso e generoso operato, insieme alla
prontezza degli interventi delle Autorità di primo soccorso sono stati veicolo di aiuti
e assistenza, portando anche un segnale di speranza e di ripartenza con cui si è dato
inizio a un processo di ricostruzione.
Così come in occasione delle altre catastrofi naturali che si sono registrate nel nostro
Territorio, lo spirito di solidarietà che unisce il popolo italiano si è rivelato un
efficace strumento di resilienza e contenimento dinanzi a calamità di così ampia
portata e violenza.
Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di
essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità
collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da
questa tragedia.
In questo giorno di memoria, mi unisco al dolore di coloro che hanno subito la
perdita di familiari ed esprimo la mia vicinanza ai feriti e a quanti si sono ritrovati
improvvisamente in condizioni di grande difficoltà».

Roma, 24 agosto 2026

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIORGIA MELONI

NOTA DI PALAZZO CHIGI

 Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale.

Oggi rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione.

In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata.

In questo cammino sono tornati a splendere anche alcuni dei simboli più significativi e identitari del territorio. Come la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016. Altrettanto incessante l’impegno per sostenere la ripresa economica e sociale, essenziale per garantire che i borghi e le città colpiti dal terremoto possano continuare ad essere vivi e vitali.

Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E, per questo, non abbiamo intenzione di fermarci. Dando ancor più forza e continuità a quel grande lavoro di squadra che, in questi anni, ha visto protagonisti tutti i livelli istituzionali nazionali e locali, insieme al tessuto economico, sociale e produttivo e ha permesso di raggiungere risultati inizialmente impensabili. L’obiettivo rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale.

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