
di Oleandro Iannone
‘La Riflessione’ continua a incontrare e a dare voce agli studenti, delle superiori e dell’università, per riflettere con loro sulla stretta attualità. A descriverci la vittoria dell’AfD nelle recenti elezioni in Sassonia-Anhalt è Oleandro Iannone, della facoltà di Filosofia di Cagliari, che ci presenta anche le origini del partito
Dedicato a Roberto Loddo, direttore del Manifesto Sardo e partecipante attivo nel contesto politico cagliaritano, venuto a mancare l’8 Settembre scorso, che in quest’anno, in cui mi sono assentato dalla scrittura, mi ha più volte spronato a scrivere.
Le elezioni in Sassonia-Anhalt, tenutesi lo scorso 6 Settembre, si sono concluse con un’affluenza che si avvicina all’80% e la vittoria del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (in italiano Alternativa per la Germania), a cui va quasi il 45% dei voti. Il partito al governo dello stato, l’Unione Cristiano-Democratica, segue con circa il 17% dei voti, si avvicinano al 9% il Partito Socialdemocratico, Alleanza90/I Verdi e Die Linke, oltrepassa di poco la soglia L’Alleanza Sahara Wagenknecht
Questa vittoria non risulta sorprendente. L’AfD, dalla sua fondazione nel 2013, ha continuato a crescere su un terreno reso fertile dalle scelte dell’attuale e recente gestione del Paese, in particolare quella di CDU/CSU. Alla sua fondazione, avvenuta in un contesto di malcontento con la gestione Merkel della crisi del debito europeo, alcuni iscritti del CDU sono entrati nell’AfD. Dal 2013 ad oggi CDU e AfD si sviluppano in stretta relazione tra loro, lo stesso nome “Alternativa per la Germania” è un’allusione all’uso da parte della Merkel dello slogan “alternativlos” (senza alternativa)
AfD si presenta alle elezioni federali del 2013 con un programma che diverge da quello di CDU/CSU per la politica monetaria: L’AfD sostiene la dissoluzione ordinata della zona euro e propone il ritorno alle valute nazionali o in alternativa la creazione di unioni monetarie ristrette, CDU/CSU intende continuare a usare l’euro. I due convergono nell’adesione al freno al debito (Schuldenbremse), nella semplificazione burocratica a supporto della media e piccola impresa (Mittelstand), nella promozione di sgravi fiscali per le famiglie e nel regolamentare l’immigrazione basandosi sulla capacità di integrazione lavorativa.
Le elezioni federali del 2013 vengono nuovamente vinte dai conservatori dell’Unione (CDU/CSU) che ripropongono Angela Merkel come Cancelliera. l’AfD per poco non raggiunge la soglia di sbarramento e non entra nel Bundestag. la “Große Koalition” (Grande Coalizione) tra CDU/CSU e SPD durante la sua rappresentanza gestisce la “crisi dei rifugiati” del 2015 applicando una politica di accoglienza e di integrazione. In seguito agli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 l’AfD accusa questa gestione.
In vista delle elezioni federali del 2017 sia AfD che CDU/CSU assumono una posizione maggiormente spostata a destra sull’immigrazione, di cui un esempio sono le regole sulle espulsioni. Entrambi propongono misure di opposizione all’islam: CDU/CSU intende vietare il velo integrale (burqua/niqab) mentre AfD vuole rafforzare l’identità culturale e nazionale indicando certi tratti dell’islam come incompatibili e opponendosi al multiculturalismo. AfD presenta un programma che mostra una novità di elementi quali l’opposizione all’uscita dal carbone, l’aperta transfobia e il ripristino della leva obbligatoria
Anche questa volta CDU/CSU vince e viene rieletta la Merkel, ma AfD riesce a entrare nel Bundestag con 94 seggi. Quando il governo applica le restrizioni durante la pandemia di COVID-19 AfD si schiera contro di queste. Nel programma elettorale per le elezioni federali del 2021 AfD si spinge sempre più a destra, proponendo di costruire barriere fisiche per difendere i confini nazionali. Si pone inoltre come obiettivo l’uscita diretta della Germania dall’Europa (Dexit)
Nel 2021 vince le elezioni SPD, che forma la Coalizione semaforo con Verdi e FDP. CDU/CSU ottiene 197 seggi, AfD 83. Il Cancelliere Scholz risponde all’invasione Russa dell’Ucraina con aiuti militari all’Ucraina e attua una politica di supporto a Israele nel genocidio in Palestina. Durante la campagna elettorale per le elezioni del 2025 il candidato cancelliere di CDU/CSU, Friedrich Merz, si mostra contrario alle restrizioni che Scholz ha imposto alle armi destinate all’Ucraina, divergendo da AfD, che vuole la cessazione delle sanzioni e il rimpatrio delle persone rifugiate ucraine. Sia AfD che CDU/CSU inseriscono nel programma elettorale misure anti-immigrazione, la volontà di ostacolare il divieto UE sui motori a combustione e l’autodeterminazione di genere, e di sostituire il sussidio con una “Nuova Protezione di Base” (Neue Grundsicherung)
Le elezioni del 2025, avvenute prima del previsto per la caduta della coalizione semaforo, vengono vinte da CDU/CSU, che forma il governo coalizzandosi con SPD, Merz prende il posto di Scholz. AfD arriva seconda e ottiene 152 seggi, diventando il partito più grande nell’ex territorio della Germania dell’Est. Alcune delle politiche finora approvate da Merz sono una maggiore spesa militare e diverse misure anti-immigrazione e discriminatorie verso le persone migranti, è stato inoltre proposto l’innalzamento dell’età pensionabile.
Dopo la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt Alice Weidel, leader di AfD, e Merz hanno avuto un confronto in Parlamento. Merz ha affermato che la “remigrazione” proposta da AfD, non è altro che pulizia etnica. Una considerazione simile può essere fatta sulle sue politiche anti-immigrazione, che sono effettivamente entrate in vigore. Spostarsi sempre più a destra non ha aiutato la CDU a riguadagnare i voti persi o a prenderne nuovi, ma ha favorito l’attecchire dell’AfD. Potrebbe essere troppo tardi per Merz e la sua poltrona, ma non può esserlo per tutta la politica: chi non ha interesse nel differenziarsi da ciò che ha definito come apocalittico, nel momento in cui viene a conoscenza del fatto che l’opinione pubblica sembra essere maggiormente favorevole a ciò rispetto che al proprio operato, non sembra avere interesse nel benessere del Paese. E’ nostro dovere riconoscere queste tendenze prima che si chiuda la nostra finestra d’azione.