Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

Chiusa una campagna elettorale, se ne apre subito un’altra

di Daniele Madau

La notizia, nei giorni scorsi, del passaggio di Cesare Battisti, ex terrorista dei Pac -Proletari Armati per il Comunismo- al regime di detenuto comune ha suscitato la seguente reazione: “Ultimo soccorso al terrorismo rosso. Una aberrazione! Dopo anni di latitanza, appena assaggiato il regime carcerario italiano, il criminale terrorista ottiene la declassificazione a detenuto comune. Una vergogna! Ancora più una vergogna che il Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) stia prendendo questa gravissima e scellerata decisione a pochi giorni dal cambio del governo. L’impunità del terrorismo rosso non è certamente la politica che il governo di centrodestra intende mettere in campo”, ha commentato Andrea Delmastro Delle Vedove, responsabile giustizia di FdI.

Premettendo che la tematica è delicatissima e necessiterebbe di ben altro approccio, ho scelto questa dichiarazione come esempio di affermazioni che appaiono gratuite e non veritiere e che già preanunciano un clima da campagna elettorale ciclica e perenne – che inizia il giorno dopo le elezioni e si conclude il venerdì prima delle elezioni- a cui siamo purtroppo abituati. Il punto nuovo, semmai, è che qui la iniziano subito i vincitori.

Si può tranquillamente smentire la forzatura sull’impunità dei terroristi dell’estrema sinistra che vuole, implicitamente, rimandare all’idea di giustizia di sinistra, cavallo di battaglia di Berlusconi nei decenni passati . Mamorabili i commenti di Roberto Benigni a riguardo: “per Berlusconi i giornali sono di sinistra, la magistratura è di sinistra, la televisione è di sinistra: pensa se fosse di sinistra anche il PD!” .

Purtroppo, di campagna elettorale perenne i partiti hanno bisogno. A una fragilità insita nel nostro sistema di repubblica parlamentare abbinata a leggi elettorali inadeguate, si sono aggiunte, nel tempo, la questione morale denunciata da Berlinguer, la degradazione dell’attività politica – ridotta, a volte, a sola comunicazione, col rischio conseguente di degradare ancora in insulto -, l’emergere di leader solitari e la quasi scomparsa dei partiti tradizionali e dei suoi apparati.

L’esito è -come abbiamo appena constatato il 25 settembre- l’assenteismo alle urne, la grandissima volubilità degli elettori e, appunto, la necessità della campagna elettorale e del conflitto perenne.

E’ un bel problema: non solo politico ma anche sociale, culturale, antropologico.

Come si è arrivati fino a qui? Come uscirne?

In un Paese che, nei prossimi anni di governo, si dovrà trovare a difendere la laicità nei confronti di un governo i cui capi hanno spesso rimandato chiaramente alla religione, una voce di alto pensiero politico viene, però, proprio da Francesco che, come sappiamo, spesso sa assumere posizioni laiche.

Rileggiamo le sue parole dell’Angelus dedicato al conflitto in Ucraina: “In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco – ha proseguito Francesco -. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste, stabili. E tali saranno se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni”.

Si respira un’aria più pure, si reindirizza il fine della politica come mediazione verso la preservazione dei diritti di tutti, soprattutto dei più deboli.

Questo è, o dovrebbe essere, il livello della politica, l’asse intorno a cui dovrebbe ruotare anche quella italiana.

Sta a noi la scelta. Sì, a noi cittadini, soggetto e oggetto della politica che, quando lo esercitiamo, abbiamo il diritto del voto , della scelta, della critica, dell’apprezzamento, della partecipazione o, semplicemente, della parola.

Enrico Letta, a esempio, è stato criticato per aver più volte usato toni forti nei confronti del centro-destra: ed è una critica leggittima, coerente al ragionamento che sto portando avanti.

E’ stato criticato, però, anche per non essersi alleato col Movimento 5 Stelle, andando, così, inesorabilmente incontro alla sconfitta.

Ora, dobbiamo chiederci: in virtù dell’alta dignità della politica, è un valore, nel contesto politico italiano, la parola data, in questo caso quella di non allearsi con Giuseppe Conte? E’ un valore il non schierarsi con chi ha contribuito alla caduta di un governo, di cui si faceva parte insieme, in un momento, oggettivamente, delicatissimo?

La risposta dovrà essere ‘sì’ o ‘no’. E se sarà ‘no’, anche in nome della vittoria elettorale, si tornerebbe alla visione politica di Machiavelli, pensatore del Rinascimento, periodo di violenze e guerre come pochi altri: Machiavelli a cui sono riconosciuti tanti pregi ma che consideriamo anacronistico, proprio per aver scisso il fine politico dall’etica.

Il progetto, abortito, del ‘campo progressista’ , avrebbe conteso la vittoria sino all’ultimo voto al centro-destra ma sarebbe stato puramente strumentale, come fine che avrebbe giustificato il mezzo, e senza futuro, date le diverse sensibilità e modalità di agire dei capi politici.

In questo modo, invece, ha sì vinto il centro-destra ma, si spera, si è come innescato un germoglio, un circolo virtuoso, che ha posto la politica come valore prima di tutto e che, per osmosi, vorremmo trovasse terreno nella nuova maggioranza. E in tutte le maggioranze. Abbiamo altri cinque anni per volerlo. Sì, cinque anni, perché un altro valore da riscoprire è la stabilità, base ineludibile di una sana politica. Matteo Renzi, durante la campagna elettorale, si è vantato di essere bravo a far cadere i governi. E’ anche l’esempio di chi non mantiene la parola data: Machiavelli ha dedicato una parte sostanziosa del suo Principe al non mantenere la parola data.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: