di Elena L.

‘La Riflessione’ continua a incontrare e a dare voce agli studenti, soprattutto quando ciò su cui si parla è la scuola. A riflettere sulla scelta di un istituto superiore del Milanese di chiudere in occasione della fine del Ramadan è Elena, maturanda del Liceo Classico Siotto di Cagliari
Recentemente si è aperto un dibattito sulla scelta di una scuola del Milanese, di aggiungere un giorno di chiusura dell’istituto in occasione della fine del Ramadan. Diverse sono le opinioni in merito: chi crede che sia una scelta azzardata, che va contro la nostra cultura; chi, invece, lo ritiene un modo per ampliare l’inclusione di tutti i ragazzi all’interno dell’ambiente scolastico.
E’ stato detto che questa decisione possa portare avanti la, cosidetta, ‘islamizzazione del Paese’ : probabilmente non è stato compreso da tutti il valore di questa azione. L’inclusione culturale e religiosa all’interno delle istituzioni scolastiche, infatti, dovrebbe essere un obbligo. In tanti Paesi europei tutto ciò accade, purtroppo non nel nostro.
L’Italia sembra portare avanti una mentalità mirata a conservare i vecchi valori della tradizione, non vedendo che ciò non porta beneficio. La scuola dovrebbe essere il primo luogo in cui tutti possono avere le stesse possibilità, anche non condividendo la stessa cultura, tradizione o religione: l’unico obbligo è il rispetto. Il tempo trascorso all’interno della scuola deve essere usato per condividere pensieri, tradizioni, nozioni e momenti comuni: la scuola di Milano ha compreso appieno il modo per farlo.
La scuola italiana si dichiara laica ma, guardando con attenzione, quasi tutte le festività sono legate alla religione cattolica: un giorno in più di vacanza dedicato a una religione differente ha veramente un effetto così influente sulla nostra tradizione?
L’analisi, la riflessione e la conseguente proposta è doverosa è obbligatoria nel contesto politico italiano. Sarebbe opportuno a livello mondiale, ma il contesto di tante guerre a sfondo etico religioso, soprattutto col benestare della cultura occidentale, porta a dedurre che l’ostacolo è proprio l’arretratezza culturale che non si discosta tanto dal confine ossessivo della religione mussulmana sempre in conflitto con tutte le altre religioni. La diversità di religione ha sempre generato diversità territoriali e di razza in modo omofobo aumentando l’ignoranza e l’egoismo di genere e di razza. Speriamo che questo secolo sia l’inizio della convivenza e condivisione di tutte le culture. Sarebbe un grande risultato di crescita per tutta l’umanità.
OTTIMO LAVORO ELENA!
Sono fiero di conoscerti.
"Mi piace""Mi piace"