di Marco Marini
Al momento in cui scriviamo queste righe – nella notte elettorale delle presidenziali americane- si conosce l’esito del voto: ha vinto il repubblicano Donald Trump. Il Tycoon (magnate, termine di origine giapponese) ha stravinto anche nelle elezioni popolari ottenendo i voti della classe operaia, dell’elettorato nero e ispano-americano.In Italia le maggiori reti televisive, RAI, Mediaset e La7 hanno dedicato una maratona televisiva che abbiamo seguito, in cui si sono susseguiti gli interventi degli esperti dei vari settori socio-economici e di geopolitica , con osservazioni sui due candidati in lizza. E’ chiaro che nessuno ha la sfera di cristallo per stabilire ora come cambierà la storia degli Stati Uniti. Perché si sa, una cosa sono le promesse elettorali un’altra è realizzarle. Ma conoscendo il pragmatismo del vincitore avremo presto riscontro di quanto appena affermato. E’ stato interessante ascoltare i pareri di studiosi, giornalisti che, come Federico Rampini, editorialista del Corriere della Sera e scrittore, ha dichiarato già ieri sera. Lui col doppio passaporto, ora vive a New York, ha votato per la Harris alla presidenza della Repubblica e repubblicano per il Senato. Organo del Governo importante per le ratifiche delle scelte presidenziali. Infatti hanno stravinto i repubblicani, quindi Trump non avrà difficoltà a portare avanti le sue riforme. C’è da ricordare che gli americani hanno spesso la memoria corta su certi fenomeni, basti pensare che il precedente mandato presidenziale non ha ottenuto quei risultati sbandierati grossolanamente dai fan del Tycoon, infatti disoccupazione, inflazione e debito pubblico sono rimasti quasi gli stessi del periodo di Obama. Esempio: Obama fece calare la disoccupazionedal 10 al 4,7% , peiodo dal ottobre 2009 al 4,7% del gennaio 2017, con Trump è scesa al 3,5% nel dicembre 2019, un po’ di meno rispetto ad Obama, ma con una crescita del PIL del 2,5% annuo con Obama. Lo stesso è avvenuto con Trump ma il sistema economico americano già consolidato daObama, viaggiava quasi autonomamente. A parziale giustificazione di Trump dobbiamo ricordare la pandemia del COVID nel 2020, di cui comunque ha sempre negato l’esistenza. Il giorno della pubblicazione del risultato elettorale (il 6 novembre) lo stesso Rampini ha motivato la sconfitta deiDemocratici, accusandoli di non aver spinto Joe Biden a lasciare prima la corsa alle presidenziali e che la scelta della Kamala Harrys è stato un ripiego per il partito. Rampini che ha vissuto a lungo in California ha giudicato negativamente l’attività di Procuratrice dello Stato. Durante una intervista,coraggiosa, concessa dalla Harris a Fox News, notoriamente schierata su posizioni repubblicane filo-Trump, la Vice Presidente degli Stati Uniti ha ribadito la necessità di un cambiamento, a quel punto il giornalista le ha ricordato che lei è vice presidente da più di due anni, facendo scendere un silenzio glaciale nello studio televisivo. La Harris ha ottenuto complessivamente un risultato elettorale migliore rispetto a quanto ottenuto dal presidente Biden nel 2020, sopratutto tra le donne ,mamme e senza figli (le “gattare senza figli” chiamate così dal prossimo vice presidente JP Vance). Il Direttore del foglio Claudio Cerasa ha dichiarato che Trump avrebbe promesso riforme economiche che sono tipiche dell’area progressista cioè dei Democratici. E’ intervenuto ancheAndrea Margelletti presidente del CESI Centro Studi Internazionali di Roma, spesso ospite di Vespa a Porta a Porta su Rai 1, la cui “funzione” è spiegare al volgo come si bombarda una città come si usano le varie armi e strategie, come ha fatto nel corso del conflitto ucraino ed in Medio Oriente. Mi sembra che si compiaccia quando gli chiedono chiarimenti su argomenti che danno fastidio alla gente comune, però ieri ha sottolineato la necessità di una Europa unita anche dal punto di vista strategico. Questa è una vecchia questione che ha un suo significato, la standardizzazione delle spese della difesa dovrebbe essere portata avanti da tutti i paesi europei che, secondo lui, spendono troppi soldi in macchine una il doppione dell’altra, col risultato di produrre pochi mezzi che non servirebbero alla protezione dell’Europa. Trump metterà in discussione il contributo delle spese perla NATO e per la gestione dell’ONU. Questo secondo la prospettiva di risparmiare e di usare i soldi in casa propria. Sembra strano o logico? Ebbene ricordo che Obama diceva le stesse cose, se volete difendervi, voi europei, fatelo da soli. Questo insieme ai dazi che il nuovo presidente ha promessodi istituire, dovrà far ragionare molto i politici europei. Le tariffe che Trump imporrà ai prodotti stranieri, si parla dal 10 al 60%, creeranno molti problemi al mondo in generale ed all’Italia in particolare visto che noi siamo dei trasformatori di prodotti molti dei quali importati dall’estero.Pensate al parmigiano reggiano o alla pasta o alla passata di pomodoro, questo per rimanere nel settore di cui l’Italia è un’eccellenza mondiale, ma immaginate i prodotti farmaceutici di cui la Germania è il principale produttore e gli U.S.A. principale consumatore. Come indicato nel precedente articolo su queste elezioni, Trump applicherà un dazio sull’importazione delle automobili cinesi e messicane. Vedremo se gli Stati Uniti si chiuderanno in un isolazionismo come fecero nel secolo scorso sopratutto dopo la crisi del 1929 ed il crollo di Wall Street. Dal punto di vista geopolitico, in genere i repubblicani finiscono le guerre iniziate dai democratici, Nixon col Vietnam, iniziata da JF Kennedy e Jhonson suo vice. Ha delle idee in merito alla guerra in Ucraina, che si avvicinano molto a pensiero della Sinistra o Progressisti, in Italia.Cedere il Donbass alla Russia. Per il Medio Oriente è molto amico di Netanyahu che chiama affettuosamente BIBI, e nel suo precedente mandato Trump trasferì l’ambasciata U.S.A. da Tel Aviv a Gerusalemme, che gode di uno statuto speciale internazionale decretato dall’O.N.U. nel 1948, infischiandosene altamente. Anche se devo notare che da parte araba non c’è stata grande lamentela. Forse perché dietro l’iniziativa americana c’era il beneplacito dell’Arabia Saudita che, nonostante quanto sia accaduto dopo il 7 ottobre dello scorso anno, continua a “considerare” ancora il governo israeliano che porta avanti una guerra ormai non più sottotraccia verso il nemico Sciita dell’Iran.Trump chiederà di cessare l’occupazione di Gaza e speriamo le stragi che avvengono giornalmente. Questa promessa ha incrementato il voto degli arabi americani verso Trump, perchè accusano Biden di aver timidamente chiesto a Israele di cessare l’invasione di Gaza e Libano. E per quanto riguardail timore di una escalation nella zona, ricordo che già gli U.S.A. insieme alla Gran Bretagna sono intervenuti contro i ribelli Houthi nello Yemen durante il lancio di razzi contro Israele. Di fatto hanno schierato i super bombardieri B 52 in una non meglio identificata base in medioriente(sembro Margelletti, mi scuso).Mi ha colpito il compiacimento di alcuni rappresentanti conservatori italiani, insomma la Destra, che hanno praticamente detto ai colleghi dell’opposizione di farsi da parte. Si vantano di aver portato l’Italia a livelli di benessere che non si ricordavano da tempo e che il PIL va meglio del previsto. Queste persone Atlantiste, Occidentali fino al midollo, ora che non avranno più l’appoggio dell’amico americano che facendo i propri interessi danneggerà forse anche noi, cosa suggeriranno? Di rivolgersi alla BRIC (acronimo di Brasile,Russia, India e Cina)? E su chi scaricherà , la Cina, il proprio deficit? Sugli Stati Uniti? Personalmente non lo penso. E’ chiaro che l’asse dell’egemonia mondiale si è spostata a Est verso il Pacifico, e se Trump come già scritto svaluterà il dollaro, ne più e ne meno di come fanno la Cina con lo Yuan e il Giappone con lo Yen, la moneta americana non verrà più adoperata come paragone negli scambi internazionali. Se questa vecchia Europa ricca di storia, intellettuali, scienziati, non si dà una mossa a cambiare le regole della Comunità, vedremo non gli Stati Uniti d’Europa, ma addirittura il suo smembramento rispetto a come la conosciamo ora. L’avanzata dei Conservatori,scusate delle Destre, non solo xenofobe e nazionaliste, ma sopratutto anti-europeiste, sta per decretare la fine di questo sodalizio che prima di essere politico o linguistico è stato creato dalle banche. Ho sentito l’accusa di una parlamentare leghista al Parlamento europeo, scusate non ricordo il nome, verso la Sinistra che li vorrebbe fuori dallo stesso Parlamento. Perdonatemi ancora io non ho sentito dire che i leghisti sono europeisti anche se siedono in quella Assemblea. Ha iniziato laGran Bretagna con la Brexit, evocata da altri stati europei, che ricordo ottenne la promesso diTrump di ottenere aiuti economici che non concesse mai. Oggi forse ancor di meno data la crisi economica negli U.S.A. Lo stesso Orban, Presidente del Consiglio dell’Unione Europea dal 2024, si è recato da Putin nello scorso settembre , presentando il piano di pace per la guerra in Ucraina,proprio di Donald Trump ancora lontano da essere proclamato vincitore delle presidenziali U.S.A.20024. Questa missione è stata denunciata da molti politici europarlamentari come iniziativa personale di Orban e non concordata col Parlamento Europeo. Se a questo aggiungiamo la crisi del Parlamento Tedesco, possiamo affermare che le forze centrifughe da questa Europa sono in aumento. Pensate che nel Parlamento Ungherese a Budapest, Orban non espone la bandiera europea,come ho potuto constatare di persona. Mi domando cosa ne penserebbe oggi, Carlo Cattaneo,illuminista e positivista cioè favorevole al progresso tecnico-scientifico, fervente politico federalista, che vedeva non solo una Italia riunita in uno stato federalista, ispirato alla Svizzera, ma anche una Europa unita, dove ””La società è un fatto naturale, primitivo,necessario, permanente,universale…”; è sempre esistito un “federalismo delle intelligenze umane”: è sorto perché è un elemento fondamentale delle menti individuali.”