Il racconto del Cagliari.                    Cagliari- Cremonese 1-0: una finale e’ vinta, ma non e’ l’ultima

di Daniele Madau

XXXII Serie A-Unipol Domus/ Cagliari- Cremonese:1-0 (63mo  S. Esposito)

Cagliari (4-3-3): Caprile; Palestra, Mina, Juan Rodríguez (90mo Dossena), Obert; Mazzitelli (30mo Adopo), Gaetano, Deiola; S. Esposito (90mo Belotti), Borrelli (60mo Mendy), Folorunsho (60mo Ze Pedro).
In panchina: Sherri, Ciocci, Adopo, Kılıçsoy, Raterink, Belotti, Albarracín, Dossena, I. Sulemana, Liteta, Zappa, Mendy, Zé Pedro, Trepy.
Allenatore: Fabio Pisacane.

Cremonese  (4-4-2): Audero; F. Terracciano (71mo Barbier), Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani Mussolini (65mo Sanabria), Grassi, Bondo (80mo Djuric), Vandeputte (65mo Pajero); Bonazzoli, Okereke (80mo Zerbin).
In panchina: Silvestri, Nava, Barbieri, Zerbin, Djurić, Bianchetti, Lottici Tessadri, Ceccherini, Faye, Payero, Folino, Sanabria.
Allenatore: Marco Giampaolo.

Arbitro: Doveri

Spettatori: 16.412

Ci sono, nel mondo del calcio piu’ che altrove, frasi fatte, abusate, come: ‘E’ una finale’. Oggi, pero’, sotto un sole che sa di fine campionato, con la colonna sonora delle immagini dello scudetto (12 aprile 1970) e con la Nord priva del tifo caldo nei primi minuti ( non si sa il motivo, ma si intuisce), lo e’ davvero. Una finale al contrario, ottenuta – per i padroni di casa- dopo due punti in otto partite.

Palestra incarna colui che la vive con l’atteggiamento giusto, andando al tiro dopo soli due minuti. I bambini della scuola di tifo trascinano lo stadio, si aspetta l’impresa.

La gara e’ aperta, le squadre non si aspettano, cosi’ che Okereke si ritrova solo davanti a Caprile, scivolando prima di calciare.

Sempre Okereke, al 22mo, stacca di testa, da solo, senza impensierire Caprile: ma creando, pero’, molti pensieri al pubblico. Il baricentro della Cremonese avanza, grazie a un giro palla preciso in orizzontale e verticale, mentre il Cagliari arretra, cercando di recuperare il controllo.

La Cremonese, infatti, mostra piu’ sicurezza, a tratti leggerezza- nonostante la posta in palio- mentre il Cagliari tradisce il nervosismo, e il pubblico rumoreggia. Dopo la mezz’ora la seconda conclusione del Cagliari, debole, di testa, con Florunsho, che non scioglie la tensione rossoblu’. Di questo si tratta, infatti, e si taglia a fette.

Solo la fantasia puo’ scioglierla, il talento: quello di Gaetano- spesso bloccato- che , al 40mo, semina un po’ di spavento in area grigiorossa, senza riuscire ad arrivare al tiro. Primo tempo al termine, e tutti i nodi ancora da sciogliere.

Alla ripresa, si presentano gli stessi protagonisti. Deiola- il capitano- ha anche il compito di scuotere la squadra, e ci prova, subito, con un tiro debole, abortito, a testimoniare lo stato d’animo. Della stessa intensita’ e’ il colpo di testa di Esposito al 10mo, ma il Cagliari cresce. Ancora Deiola, poco dopo, alto, ma il numero di tentativi aumenta, a cui si aggiunge un nuovo colpo di testa di Mina. Ma quello vincente, pero’, e’ di cinque minuti dopo, di Esposito, a incrociare, su assist di Ze Pedro da destra. La tensione si scioglie, si son trovate le energie, le risorse emotive, al momento giusto. Al 75mo Deiola impegna, seriamente, Audero di testa: l’aria e’ cambiata, la Cremonese non esce piu’ dall’area. La finale e’ vinta, col gusto della fatica, del rischio, del baratro. Per non ritrovarsi, pero’, a doverne giocare un’altra, il Cagliari non deve commettere nuovamente gli errori del passato e pensarsi salvo, perche’ l’impresa della Serie A non e’ ancora raggiunta.

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