di Daniele Madau
XXXVI Serie A-Unipol Domus/ Cagliari- Udinese : 0-2 (56mo Buksa; Gueye)
CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Ze Pedro (61mo Sulemana), Rodriguez, Dossena; Palestra (61mo Zappa); Adopo (90mo Adopo), Gaetano, Folorunsho (72mo Albarracin), Obert (90mo Trepy); Esposito, Mendy. A disposizione: Sherri, Ciocci, Kilicsoy, Deiola, Raternik, Belotti, Albarracin, Sulemana, Zappa, Trepy, Malfitano. All. Pisacane
UDINESE (3-5-2): Okoye; Mlacic (54mo Bertola), Kristensen, Solet; Ehizibue (77mo Gueye), Piotrowski (54mo Miller), Karlstrom (64mo Davis) , Atta, Kamara; Zaniolo (77mo Gueye), Buksa. A disposizione: Nunziante, Sava, Padelli, Zarraga, Gueye, Davis, Bertola, Bayo, Arizala, Camara, Zemura, Miller. All. Runjaic
Spettatori: 16.120

Esistono dei momenti, nella vita e nella sua sublimazione agonistica- lo sport-, in cui sei chiamato a raccogliere quanto seminato, o semplicemente a cogliere l’attimo giusto, il kairos, quell’attimo in cui appare la bestia rara e agognata, che non si puo’ lasciar fuggire.
Per il Cagliari quel momento e’ oggi, e ha la foma di un semplice punto, da raggiungere con un pareggio, magari anche con quello che per gli amanti del vecchio calcio all’italiana era il risultato perfetto, lo 0-0. Un punto per la salvezza matematica, per un’altra Serie A, magari nella stagione dell’inizio dei lavori per il nuovo stadio.
L’Udinese, alla viglia, non ha le caratteristiche della bestia rara e feroce, perche’ e’ scesa in Sardegna senza ambizioni, se non quella di confermare un ottimo campionato e raggiungere il decimo posto: per questo il duello sembra abbordabile.
Lo scenario, l’arena, il teatro della sfida offre gli spalti pieni, a testimonianza di una presenza dei tifosi che non e’ mai venuta meno; la prima mezz’ora, pero’, e’ segnata solo da tre attacchi- il primo e il terzo di fioretto, il secondo piu’ di spada- di Palestra, Esposito e Folorunsho: futuro di gioventu’ che, forse, a fine campionato lascera’ l’isola. La belva friulana risulta non pervenuta, se non per un tentato autogoal.
La prima vera magia arriva al 33mo, sotto forma di un assist al buio di Esposito che porta Gaetano solo davanti al portiere: Okoye, pero’, sfiora il tanto giusto per disinnescare il colpo. Al 35mo rigore annullato ai padroni di casa dopo revisione al Var: l’oggetto magico, o diabolico, croce e delizia dei moderni duelli calcistici. Il primo tempo si chiude con sprazzi di bel gioco a tinte rossoblu’ , presagio per la seconda parte del duello.
Al 1mo della ripresa, infatti, Esposito, dopo azione manovrata, coglie il palo. L’Udinese, tuttavia, inaspettatamente conquista campo,cogliendo un senso di sottovalutazione del rischio da parte del Cagliari: errore imperdonabile, che causa il vantaggio ospite, con tocco sotto porta di Buksa su assist da sinistra di Kamara.
Il Cagliari gira a vuoto, come un disco rotto a ripetere la stessa nota, cioe’ il lancio sulla destra a cercare lo spunto di Esposito; ma la musica non cambia, in una monotonia che comincia a metter paura.
Dal 75mo, in serie, Dossena – di testa-, Mendy e Albarracin, sfiorano quel pareggio che ora sembra evanescente e misterioso come l’araba fenice.
Passano i minuti, e si ha come la sensazione di un urlo liberatorio che si spezza in gola, mentre scorre il kairos.
Alla fine, come una beffa per la hybris di superbia, arrivera’ anche lo 0-2. Servira’ un ennesimo duello, col Torino, o forse solo il passo falso della Cremonese. La Serie A e’ ancora li’, nonostante tutto, come quella bestia che non potra’ sfuggire ancora per molto.