Il mondo al contrario di Roberto Vannacci

di Daniele Madau

Roberto Vannacci e il logo di ‘Futuro Nazionale’

A volte una testata giornalistica deve schierarsi, pur mantenendo il rispetto per le idee altrui. Lo deve fare perche’ altrettanto importante e’ il rispetto che deve ai suoi valori e alla sua storia ma, soprattutto, a quel valore supremo in base al quale si misurano tutti gli altri: la verita’.

E’ in riferimento alla verita’, quindi, che cerchero’ di commentare quanto emerso dall’assemblea costituente di ‘Futuro Nazionale’, svoltasi nel fine settimana appena trascorso.

Gia’ questa assemblea costituente nasceva avendo alla fonte una sorgente di bugia: fino all’ultimo, infatti, il generale aveva giurato e spergiurato che la sua sarebbe stata soltanto un’associazione, e che non avrebbe tradito la Lega. Tutti, pero’, sapevano che l’esito avrebbe portato alla nascita di un nuovo partito, come il piu’ banale dei dejavu‘ politici; e questo, purtroppo, testimonia un’assuefazione dell’opinione pubblica alle falsita’ della politica che e’ grave quanto la falsita’ in se’.

Le premesse, quindi, non erano favorevoli. Ma da quanto emerso dalla due giorni di Roma, il cielo della politica italiana conoscera’ una nuova nuvola grigia, carica di oscurita’, di quelle che si mettono ‘tra noi e il cielo’ per dirla con De Andre’ ( citato piu’ volte da Vannacci), e non permettono che si veda la luce.

Da sempre la luce e’ simbolo di verita’ e razionalita’ , di sapere e conoscenza, e da essa prese il nome l’illuminismo, che fece del conoscere il motore del progresso umano.

Pensiamo ora al progresso dell’Italia, a quel ‘futuro nazionale’ tratteggiato da Vannacci: i freddi dati oggettivi indicano come le nazioni piu’ ricche, piu’ felici e piu’ attrattive, dove lo stato sociale funziona meglio, siano quelle dove l’istruzione e’ maggiore, il lavoro femminile equipara quello maschile e i diritti sono garantiti a ogni minoranza. Dove l’immigrazione e’ guidata da una politica lungimirante verso il futuro della nazione, dove l’Europa non e’ messa in discussione.  Potrei indicare in questa sede tutti i dati, ma e’ impossibile: si puo’, tuttavia, tranquillamente prendere una graduatoria generale del benessere in Europa, vedere in quale posizione e’ l’Italia (che e’ agli ultimi posti in ciascuno dei singoli parametri indicati prima) e vedere dove si collocano Svezia, Danimarca e Germania, che primeggiano nelle singole graduatorie. Si faccia, per amore di verita’ e per il nostro ‘futuro nazionale’. Che sara’ grigio e povero ben piu’ di quanto lo e’ ora- e’ un dato scientifico- se mai qualcuno accetterà nella propria coalizione Futuro Nazionale e se mai questa coalizione dovesse vincere, così da dover ricambiare il contributo elettorale del partito di Vannacci esaudendo qualcuna delle sue proposte, come il reddito produttivo di procreazione alle madri (a meno che non intenda un sostegno alle famigle degno di un vero stato sociale, tipico delle democrazie piu’ avanzate indicate sopra: la denominazione, tuttavia, lascia intendere altro…), o i tentativi di remigrazione o l’eliminazione del reato di femminicidio o il lavoro gia’ a quattordici  anni. Tutte proposte da ‘mondo al contrario’ che, del resto, Vannacci conosce bene, essendo stato il titolo del libro che gli ha dato la fama. Il mondo al contrario è propriamente il mondo dell’ignoranza, dell’ideologia cieca che non tiene in alcun conto i dati scientifici e quindi il benessere della popolazione. Ricordiamo Gramsci, ricordiamo Berlinguer ma anche tutto il liberalismo storico italiano, quanto avesse a cuore l’acculturazione della popolazione. Ora abbiamo chi ci vuole ignoranti, poveri e, percio’, sottomessi. Se anche ci sentiamo di appartenere a parti politiche diverse, invece, la cultura e la verita’ dovrebbero essere la nostra luce, che ci mostra uguali, dotati di stessi diritti, in primis alla felicita’. Non mi sono addentrato in analisi politiche su a chi faccia piu’ male, in termini di percentuali, Vannacci, se alla sinistra o alla destra: l’ignoranza e la falsita’ fanno male a tutti, indistintamente. Il mio e’stato solo un accorato appello: non permettiamo a nessuno di privarci della verita’ e del sapere. Il futuro, da quando l’uomo e la donna sono esistiti sulla faccia della terra, si e’ sempre giocato su questo.

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