Serietà nella classe politica: una speranza morta troppo presto

di Daniele Madau

Non è semplice scrivere dell’attuale situazione politica, con le problematiche che sono nate in seno al governo – serpi in seno? -, dopo la puntata di ieri, lunedì 4, di ‘Report’. Il programma di Sigfrido Ranucci era interamente dedicato alle commistioni tra Stato e criminalità, mostrando un legame che appare sempre più profondo e letale.

Sentire ancora una volta dalla voce di mafiosi i nomi di Dell’Utri e Berlusconi indicati come loro interlocutori a più livelli, sino al più alto; vedere la Repubblica Italiana debole e inerme nelle mani di Licio Gelli e di apparati deviati; percepire il vuoto in cui erano stati abbandonati -vittime pronte al macello – Falcone e Borsellino; avvertire il pericolo in cui la democrazia era precipitata in quei primi anni novanta. Tutto questo banchetto delle anime più nere sulla vita di cittadini inconsapevoli, ha dato un senso di nauseabonda tristezza che ha lasciato spazio al ‘fresco profumo della legalità’, per usare le parole di Borsellino, solo dopo aver riflettuto sul fatto che la Repubblica, però, ha vinto. Sul fatto che ora abbiamo un Presidente della Repubblica, appunto, che ha tenuto in braccio il fratello appena ucciso dalla convergenza degli interessi di criminalità organizzata e destra estrema e sul fatto che la giustizia , pur con il suo tortuoso percorso, ha potuto condannare alcune di quelle anime, come Dell’Utri, nel processo per ‘Concorso esterno in associazione mafiosa’.

Com’è stato possibile tutto ciò? La domanda è di vertiginosa difficoltà e una risposta è impossibile se non in termini generali, termini che ci possono riportare, con un pindarico volo, all’attualità.

Può esserci una debolezza intrinseca nella nostra democrazia parlamentare? O non si possono imputare colpe a un sistema ma solo agli uomini che ne fanno parte? Per la Corte Costituzionale “in una forma di governo parlamentare, ogni sistema elettorale, se pure deve favorire la formazione di un governo stabile, non può che esser primariamente destinato ad assicurare il valore costituzionale della rappresentatività”. In nome della rappresentatività, dunque, garantita dai nostri parlamentari, ogni altro valore diventa subalterno. Nella puntata di ieri di ‘Report’ si è ricordato che, se non fosse stato ucciso Borsellino, il parlamento era pronto a bloccare il 41/bis, in nome del garantismo. Allora, il punto basilare, come spesso ricorda Massimo Cacciari, può essere la scelta dei parlamentari? In una repubblica fatta di persone poco istruite che, per un periodo, sono andate a votare con una legge che prevedeva i ‘listini bloccati’, cioè persone nominate dai partiti?

Anche oggi la stabilità è messa in un piano assai subalterno dalle nostre forze politiche.Eppure la programmazione, la lungimiranza, il senso di fiducia, che la stabilità permette sono condizioni irrinunciabili per una quotidianitò degna di cittadini.

Il punto è che stabilità e rappresentatività possono coesistere: ce lo insegna la Germania, che, come gran parte degli stati del centro – est europeo, è una repubblica parlamentare. Non sembrano saperlo, però, i principali attori della nostra recente storia politica e della stretta attualità. Ancora una volta, infatti, e in un periodo drammatico, il nostro governo è sul baratro di una crisi, non ancora, tuttavia (e fortunatamente), conclamata.

In un governo, seppur nato di fretta e non da programmatiche alleanze elettorali garantite, a esempio, dal doppio turno alla francese, le rivendicazioni, anche se – o soprattutto se – giuste, come alcune di quelle avanzate da Renzi, devono far parte della normale dialettica politica, che non sempre l’opinione pubblica deve sapere nei termini a cui quotidianamente assistiamo.

Certo, Renzi, giustamente, ha bisogno della visibilità ma questa visibilità è malata, nel momento in cui mina la stabilità, a cui i cittadini – in questo momento -anelano.

La politica deve essere questo: gestione illuminata del presente e programmazione del futuro: sembrava che la pademia avesse portato un po’ di serietà nella classe politica e fiducia verso la classe politica. Ormai, però, sembra una speranza morta troppo presto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: