PER TRUMP DIO STA ALLA SUA DESTRA MA STAVOLTA HA FATTO UN PASSO FALSO E HA RAFFORZATO PAPA LEONE

di Alfredo Franchini

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un intervento di Alfredo Franchini, giornalista e scrittore, già prezioso autore di precedenti riflessioni



I populismi sfruttano il cristianesimo. Lo sappiamo da tempo ma ora siamo arrivati al punto di svolta. La sfida lanciata contro il pontificato di Francesco è degenerata: “Se Leone è diventato papa lo deve a me”, ha detto Trump prima di lanciarsi in una sequela di insulti. Perché violare un tabù così grande e attaccare un pontefice che è il meno americano degli americani visto che ha la nazionalità peruviana e che spalleggiò Francesco nella condanna delle deportazioni degli immigrati?
Nel suo viaggio in Africa, partendo da Ippona, cioè dalla città di Sant’Agostino, il pontefice sta dimostrando che il Vangelo non è solo cattolico e che le fedi unite possono riconciliare il mondo in subbuglio. Allo stesso tempo l’America sta precipitando in una crisi ideologica e l’elettorato cattolico che ha scelto Trump si sta dividendo tra le posizioni dei due probabili successori: Rubio di estrazione cattolica e Vance il neoconvertito. Dietro di loro ci sono due visioni diverse: il primo si rifà alla destra che “si limita” a brandire croci e rosari, la seconda promette di costruire un mondo nuovo con l’intelligenza artificiale. È il loro cristianesimo nel mondo globale.
Nell’intento di Trump c’era forse la voglia di colpire uno dei suoi delfini, il più esuberante Vance, ma ha sbagliato persino i tempi che in politica sono tutto. Ha sparato sul papa proprio mentre Leone si trovava in aereo con un centinaio di giornalisti di tutto il mondo, da qui la replica pacata ma decisa. Un assist che ha dato a Leone una visibilità nuova: sinora il pontefice aveva detto le stesse cose del suo predecessore ma senza disporre della forza comunicativa di Francesco. Grazie a Trump, ora Leone potrà indicare a tutto il mondo la via del Vangelo che, come dicevo, è di tutti anche degli atei, degli agnostici e degli indifferenti.
Resta la domanda di fondo: perché le religioni contribuiscono a narrazioni fasulle? Come fanno i cattolici a tollerare le politiche dei populisti contro il messaggio del Vangelo? In America i cattolici che hanno votato Trump identificandosi nella politica Maga possono sopportare che le persone siano uccise dai corpi speciali della polizia trumpiana? La foto pasquale dei pastori evangelici che benedicono Trump ci dicono che tipo di cattolicesimo è il loro. Un cattolicesimo, quello americano, che sino a qualche anno fa era legato al Vaticano e che ora ne prende le distanze perché a luglio, nel giorno della festa per l’indipendenza, il papa andrà a Lampedusa, luogo simbolo della tragedia mediterranea. Le destre abbinano la loro ideologia che li vede contro tutto, (contro l’Islam, contro gli stranieri, contro il progresso scientifico), a un uso aberrante della religione. Ma Trump ha fatto un autogol: ha rafforzato l’azione di Papa Leone. Certo non c’è da illudersi: chi proponeva il Nobel per la pace a Trump ora potrebbe ripiegare sul Nobel per l’Ambiente visto che il presidente americano assicura che toglierà le mine dallo stretto di Hormuz.

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