Cagliari: generazione ‘Monumenti Aperti’. L’edizione 2026

di Marco Marini


Al momento della redazione di queste righe si sta svolgendo la seconda giornata della trentesima edizione di Monumenti Aperti 2026. Si è partiti con un certo anticipo da Cagliari, e vede più di una settantina di siti visitabili da cittadini e turisti che nella prima giornata di Sabato 18 aprile hanno riempito come tante
formichine le strade della nostra Bella Città. Lo stesso autore di “Figli e Amanti” o “L’amante di Lady Chatterley”, D.H. Lawrence arrivando a Cagliari dal mare la descrisse “…come una città nuda dorata e accatastata verso il cielo strana e piuttosto sorprendente per nulla somigliante all’Italia definendola
Gerusalemme sul Mediterraneo. Questa evocazione risulta verosimile per chi conosce la Città Santa. Lo sforzo e l’entusiasmo posto in essere in questi trent’anni di storia cittadina con il coinvolgimento di tante scolaresche e di altre organizzazioni di volontari vede l’iniziativa “imitata” nella penisolagià da qualche anno. Nella nostra passeggiata nel centro di Cagliari tra le novità assolute c’é il Padiglione del Sale a Su Siccu il cosiddetto Parco Nervi erroneamente attribuito a Pier Luigi Nervi appunto, ma una ricerca svolta dall’Istituto Buccari-Marconi presso l’Archivio di Stato ne attribuisce la paternità all’ Ing. Martinelli. Dopo una visita a quello che il Comune di Cagliari definì IL GHETTO DI CAGLIARI, erroneamente in quanto a Cagliari non fu mai istituito un GHETTO ma una Aljama (quartiere), con la Chiesa di Santa Croce ed il suo complesso con la Facoltà di Ingegneria ed Architettura, abbiamo raggiunto in Via Vittorio Veneto la Direzione Generale della Protezione Civile della Regione Autonoma della Sardegna. Qui abbiamo
incontrato dei solerti ed entusiasti funzionari che con semplicità e con qualche cifra hanno illustrato lo sviluppo storico del coordinamento nazionale e regionale così capillare da coinvolgere tante istituzioni che vanno dai Sindaci fino alle Compagnie Baracellari, in uno sforzo di controllo e prevenzione del nostro
territorio che si svolge 24h su 24h per 365 giorni all’anno. Con un certo orgoglio hanno raccontato del ciclone mediterraneo “Harry” che ha colpito il Sud Italia tra il 18 e 21 gennaio 2026, e che non ha avuto vittime in Sardegna. Notevole lo sforzo della Direzione durante il periodo del COVID permettendo a molti sardi di tornare a casa. O l’impegno nel recente conflitto in Ucraina. Importante il coordinamento con altre nazioni europee in caso di eventi naturali, inondazioni, incendi e quant’altro con Grecia, Spagna e altri. Questo entusiasmo ha coinvolto il pubblico presente. Questo è un breve resoconto di un pomeriggio primaverile a Cagliari dove scopriamo tante realtà storiche, architettoniche e organizzative di cui non avremmo avuto conoscenza in altre circostanze.

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