Il mondo oggi

di Marco Marini (studioso di Geopolitica)

Quasi per gioco, si fa per dire, ho voluto cercare dei dati sulla popolazione mondiale, e
cercare di capire come si potrebbe evolvere la situazione attuale, alla luce delle tensioni
che stiamo vivendo.
Il primo dato significativo è che il mondo è popolato da circa 8 miliardi e trecento milioni
di persone (dati all’inizio del 2026).
Il BRICS, acronimo che individua le economie mondiali emergenti, annovera le seguenti
nazioni (popolazione e posizione mondiale demografica):
– BRASILE 220.684.800 al 22/04/2022 (7^)
– RUSSIA 143.554.100 al 11/01/2026 (9^)
– INDIA 1.470.262.355 al 31/12/2025 (1^)
– CINA 1.414.597.435 al 17/12/2025 (2^)
– SUDAFRICA 63.020.000 al 31/07/2024 (24^)
– EGITTO 107.476.864 al 18/01/2023 (14^)
– EMIRATI ARABI UNITI 9.701.315 al 2018 (96^)
– ETIOPIA 121.387.119 al 27/05/25 (10^)
– IRAN 92.578.342 al 10/09/2025 (18^)
– INDONESIA 286.145.235 al 10/09/25 (4^)
Il totale di queste popolazioni è di 3.929.407.565
Questo dato l’ho trovato interessante in quanto secondo l’ O.N.U., ci sono 195 paesi
sovrani di cui due Stati Osservatori, cioè lo Stato del Vaticano e la Palestina. Non male per le dieci nazioni sopra elencate che in termini demografici rappresentano il 47,4 % della popolazione mondiale. E che si collocano tra il primo e decimo posto nella graduatoria demografica mondiale. Sono emergenti e non tutte tecnologicamente avanzate, ma hanno un vantaggio rispetto ad altre. Possiedono risorse naturali e sopratutto una popolazione in età giovanile in crescita, situazione che difetta nel mondo industrializzato occidentale.
Questo è il grande problema, stiamo invecchiando velocemente in Europa, America
settentrionale e Giappone. Si potrà obiettare che ormai stiamo sostituendo l’uomo con le
macchine e l’Intelligenza Artificiale. Questo e vero, ma se osserviamo per esempio la Cina, notiamo che sta già risolvendo il problema dell’uso e smaltimento delle batterie al litio utili per le nostre automobili elettriche, sostituendole con batterie agli ioni di sodio, cioè dal sale prodotto dal mare e costruendo delle strutture che producono ed accumulano energia elettrica (le cosiddette BATTERIE GRAVITAZIONALI). In più la Cina ha incrementato le scorte di petrolio del 15,8 % nei primi due mesi del 2026 prima dello scoppio della guerra in medio oriente che gli ha permesso di salvaguardare la sua situazione. In più ha prodotto energia rinnovabile (sole e vento) tre volte tanto quella prodotta in Europa che sta sostituendo lentamente quella fossile. La Russia ha offerto il suo gas all’Europa purché si facciano degli accordi duraturi. Ora non vorrei essere accusato di essere filo-putiniano ma personaggi come Vannacci o Travaglio (agli antipodi come mentalità) si trovano d’accordo su questa proposta di aiutare le nostre economie ed evitare le speculazioni che il governo italiano vorrebbe contrastare. Ultima osservazione, le guerre, la fame il cambiamento
climatico costringono milioni di persone ad abbandonare la propria terra e cercare
condizioni di vita migliori. L’O.N.U. calcolava in 250.000.000 il numero di persone in
movimento. Non penso che basti qualche campo di raccolta che so in Albania o qualche
muro innalzato a Gerusalemme o al confine Messico-U.S.A., per fermarli. Anche perchè il
povero campesino sudamericano o africano non può essere considerato responsabile dei problemi indicati (fame, guerra, clima). Sempre secondo l’ONU con l’1% delle spese per gli armamenti, si potrebbe debellare la fame definitivamente. Meditiamo gente, meditiamo.

«Trump domina il nostro pensiero: è la prima persona a cui pensiamo al mattino e l’ultima prima di dormire»

 di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington

Una bandiera con l’immagine del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sventola mentre i membri della comunità iraniana si riuniscono per sostenere il cambio di regime in Iran davanti al Westwood Federal Building di Los Angeles, California, il 7 marzo 2026 (Afp)

Oggi partiamo da quanto ci ha detto la scorsa settimana nel corso di un’intervista Steven Everts, direttore dello Euiss, lo European Union Institute for Security Studies, l’agenzia dell’Ue che analizza le questioni di politica estera, sicurezza e difesa : «Trump domina il nostro pensiero: è la prima persona a cui pensiamo al mattino e l’ultima prima di dormire. Non credo che questo sia sempre il modo migliore di ragionare». L’intervista era sulla guerra in Iran e il ruolo dell’Unione europea. Everts spiegava che dal momento in cui è partito l’attacco, gli europei hanno iniziato a discutere di due questioni: «È una guerra legale o illegale? Si possono prendere le distanze da Trump oppure no?».

E in effetti questo dibattito ha dominato il confronto politico nei giorni scorsi a Bruxelles e in Italia. «Il problema — osservava Everts — è che ogni ora che l’Europa passa a discutere di questi temi, su cui siamo molto divisi e su cui non troveremo presto unità, è un’ora in cui non discutiamo di ciò su cui potremmo invece essere d’accordo: cosa fare concretamente. Ad esempio: come dovrebbe essere l’iniziativa diplomatica? Quali asset militari possiamo mettere a disposizione per garantire la sicurezza della navigazione? Queste sono domande pratiche. Le altre sono più questioni di principio o di posizionamento politico. Sappiamo tutti che in Europa esiste una gamma di opinioni su come rapportarsi a Trump. Questo è tornato evidente e sui social ognuno accusa l’altro di essere pazzo, pacifista ingenuo o guerrafondaio».

Everts auspica che «gli europei riescano a uscire da questa dinamica, perché non è né utile né produttiva. Capisco chi pensa che la guerra sia illegale e che l’Europa debba dirlo chiaramente — ci ha detto —. Ma bisogna riconoscere che nell’Unione esiste anche un gruppo che non è d’accordo. Quindi dobbiamo trovare un modo per andare avanti e, invece di discutere continuamente degli aspetti legali o di quanto ci piaccia o meno Trump, dovremmo concentrarci sugli interessi europei».

Ecco il punto: gli interessi europei. Su questo deve basarsi la politica estera dell’Ue. Lo ha spiegato ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo intervento alla conferenza degli ambasciatori dell’Ue 2026. Bisogna tenere presente che secondo i Trattati la politica estera non è competenza della presidente della Commissione, bensì del presidente del Consiglio europeo (António Costa interverrà oggi) e dell’Alta rappresentante Kaja Kallas, che ieri ha fatto un discorso che non lasciava intravedere una nuova visione. Eppure von der Leyen starebbe lavorando alla nuova Strategia europea per la Sicurezza non da sola ma con Kallas e il servizio diplomatico dell’Ue.

Per la presidente della Commissione «i tentativi di etichettare il mondo di oggi mascherano due realtà tangibili e strutturali, molto più importanti per l’Europa. La prima è che l’Europa non può più essere la custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che è scomparso e non tornerà. Difenderemo e sosterremo sempre il sistema basato sulle regole che abbiamo contribuito a costruire con i nostri alleati — ha detto — ma non possiamo più fare affidamento su di esso come unico modo per difendere i nostri interessi o presumere che le sue regole ci proteggeranno dalle complesse minacce che ci troviamo ad affrontare». È un invito ad adattarsi al nuovo mondo: «Dobbiamo costruire il nostro percorso europeo e trovare nuove modalità di cooperazione con i partner».
 
La seconda realtà con cui si deve fronteggiare l’Ue è il modo in cui la politica estera europea viene «concepita e attuata»: «Dobbiamo riflettere urgentemente se la nostra dottrina, le nostre istituzioni e il nostro processo decisionale – tutti concepiti in un mondo postbellico di stabilità e multilateralismo – abbiano tenuto il passo con la velocità del cambiamento che ci circonda. Se il sistema che abbiamo costruito – con tutti i suoi tentativi, benintenzionati, di consenso e compromesso – sia più un aiuto o un ostacolo alla nostra credibilità come attori geopolitici», ha detto von der Leyen agli ambasciatori. La presidente della Commissione ritiene che serva «una politica estera più realistica e orientata agli interessi» e realizzabile da parte dell’Ue. «Dobbiamo essere pronti a proiettare il nostro potere in modo più assertivo – ha proseguito -. Ad esempio, contrastando aggressioni e interferenze straniere con tutti i nostri strumenti, siano essi economici o diplomatici, tecnologici o militari». Parole queste ultime che sembrano in contrasto con l’atteggiamento poco assertivo tenuto finora nei confronti degli Stati Uniti di Donald Trump, fatta eccezione forse per le pretese americane sulla Groenlandia.

Per il resto la paura di dispiacere a Big Donald in Europa è prevalsa. A cosa porterà questo sussulto di orgoglio? Probabilemente a partorire un topolino come ormai succede spesso. «Per perseguire la pace nel mondo di oggi, l’Europa deve essere in grado di proiettare la propria potenza: dissuadere, contrastare e accrescere la propria influenza». ha detto von der Leyen. In pratica «dobbiamo investire nei mezzi per proteggere il nostro territorio, la nostra economia, la nostra democrazia e il nostro stile di vita. Questo sarà al centro della nostra nuova Strategia Europea per la Sicurezza». E qui la teoria diventa più fumosa: «Dobbiamo integrare le considerazioni sulla sicurezza in tutte le nostre risorse e politiche. Di fatto, la sicurezza deve diventare il principio organizzativo della nostra azione. Questa deve essere la mentalità predefinita, dalla difesa ai dati, dall’industria alle infrastrutture, dalla tecnologia al commercio».

Von der Leyen ha aperto a nuovi formati che di fatto bypassano l’unanimità richiesta all’Ue per muoversi su difesa e politica estera. «Quando i formati tradizionali si bloccano — ha spiegato — dobbiamo cercare modi creativi per affrontare le crisi più gravi dei nostri tempi». Ovvero «formati innovativi per la diplomazia, che si tratti di Quartetti, Gruppi di contatto o iniziative regionali». Ci troviamo dunque «in tempi di cambiamenti radicali» che obbligano l’Ue a trasformarsi e a perseguire «una politica estera che sia un pilastro fondamentale dell’indipendenza europea, che protegga i nostri interessi e promuova i nostri valori. Non con nostalgia, o piangendo il vecchio mondo, ma plasmando quello nuovo».

Al momento, però, l’Unione europea sta faticando sia a far sentire la propria voce nei negoziati di pace per l’Ucraina, sia in Medio Oriente. Von der Leyen ha suonato la sveglia ma non è chiaro quanto gli Stati membri siano pronti ad avanzare nel cantiere della rivoluzione della diplomazia europea.

Le notizie dai comunicati stampa: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Regione Sardegna

Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa, con la testimonianza anche del delicato momento vissuto a livello internazionale

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica- Giornata Internazionale della Donna

È stata celebrata al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della
Repubblica, Sergio Mattarella, la Giornata Internazionale della Donna.
La cerimonia, aperta dalla proiezione del filmato dal titolo “Donne nella Repubblica”
a cura di Rai Teche, è stata condotta da Malika Ayane.
Dopo la lettura di un brano tratto dal libro “L’italiana in Italia” a cura di Benedetta
Porcaroli, è intervenuta il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità,
Eugenia Maria Roccella, seguita dalle testimonianze di Giulia Galeotti, storica,
Caterina Banti, velista, Cristina Cassar Scalia, medico e scrittrice, Benedetta
Porcaroli, attrice, Malika Ayane, cantautrice e Amalia Ercoli Finzi, ingegnere.
Nel corso della cerimonia è stato letto un secondo brano tratto dal libro “L’italiana in
Italia” a cura di Benedetta Porcaroli ed eseguiti i brani musicali “The Morns Re
Meeker Than They Were”, “Brilla” e “Ricomincio da qui” a cura di Malika Ayane.
La celebrazione si è conclusa con l’intervento del Presidente Sergio Mattarella.
Erano presenti il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il
Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Vice Presidente del Senato
della Repubblica, Licia Ronzulli e il Vice Presidente della Corte costituzionale, Luca
Antonini.

Roma, 9 marzo 2026

C o m u n i c a t o 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale l’esponente dell’opposizione bielorussa, Sviatlana Tsikhanouskaya. 

Roma, 9 marzo 2026

Comunicato stampa 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10 con il seguente ordine del giorno: 

La guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso.  

Roma, 9 marzo 2026

CONSIGLIO DEI MINISTRI – 10 MARZO 2026

Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 10 marzo 2026, alle ore 17.10 a Palazzo Chigi,
sotto la presidenza del Vice Presidente Antonio Tajani. Segretario, il Sottosegretario alla
Presidenza Alfredo Mantovano.

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ATTUAZIONE DI NORME EUROPEE

  1. Attuazione della direttiva (UE) 2024/1712 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
    13 giugno 2024, che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la
    repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime (decreto legislativo
    – esame preliminare)
    Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di
    coesione Tommaso Foti e del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia
    Roccella, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo per l’attuazione della
    direttiva (UE) 2024/1712 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che
    modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di
    esseri umani e la protezione delle vittime.
    Il provvedimento rafforza il sistema di contrasto alla tratta, adeguando il quadro sanzionatorio
    penale alle nuove forme di sfruttamento emergenti. Nello specifico, il Codice penale è
    modificato in modo da includere agli articoli 600 e 601 le fattispecie di sfruttamento della
    maternità surrogata, adozione illegale e matrimonio forzato. Il testo tiene conto dell’evoluzione
    dei mezzi criminali, inserendo il riferimento esplicito all’uso delle tecnologie digitali e
    dell’intelligenza artificiale sia nel reclutamento sia nella diffusione di materiale relativo allo
    sfruttamento.
    Sul fronte della tutela delle vittime, si introduce il principio della non punibilità per i reati
    commessi sotto costrizione. Viene inoltre integrata la disciplina della responsabilità
    amministrativa degli enti (decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231), prevedendo sanzioni
    pecuniarie da cento a seicento euro e sanzioni interdittive per una durata non inferiore a sei
    mesi per le persone giuridiche coinvolte nei nuovi reati di tratta.

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  1. Recepimento degli articoli 11, 12, 13 e 15 della direttiva (UE) 2024/1640 del
    Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024, relativa ai meccanismi che gli
    Stati membri devono istituire per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di

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riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937, e
modifica e abroga la direttiva (UE) 2015/849 (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di
coesione Tommaso Foti e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha
approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo per il recepimento degli articoli 11, 12,
13 e 15 della direttiva (UE) 2024/1640 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio
2024, relativa ai meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l’uso del
sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica la direttiva
(UE) 2019/1937, e modifica e abroga la direttiva (UE) 2015/849.
Il decreto interviene sulla disciplina dell’accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva
contenute nel Registro delle imprese, al fine di migliorare la trasparenza degli assetti
proprietari e di controllo di società, enti giuridici e trust: i nuovi articoli da 21-bis a 21-septies
disciplinano in modo sistematico le modalità di consultazione delle informazioni.
In particolare, l’accesso è garantito alle autorità competenti tramite sistemi telematici dedicati
che consentono una consultazione immediata e diretta delle informazioni. Il decreto disciplina,
inoltre, l’accesso da parte dei soggetti obbligati ai fini antiriciclaggio, esclusivamente per lo
svolgimento delle attività di adeguata verifica della clientela. L’accesso avviene mediante
accreditamento presso la Camera di commercio competente ed è soggetto al pagamento dei
diritti di segreteria. I soggetti obbligati possono designare delegati per la consultazione del
registro e sono tenuti a segnalare eventuali incongruenze nei dati sulla titolarità effettiva.
È inoltre introdotta una nuova disciplina per l’accesso alle informazioni da parte di soggetti
diversi dalle autorità e dai soggetti obbligati, sulla base del criterio del legittimo interesse.
Possono accedere ai dati, tra gli altri, giornalisti, enti del terzo settore, università e ricercatori,
nonché soggetti che intendano instaurare rapporti economici o finanziari con un’impresa,
qualora dimostrino un interesse connesso alla prevenzione del riciclaggio o del finanziamento
del terrorismo. La verifica del legittimo interesse è affidata alle Camere di commercio, che
decidono entro termini definiti e rilasciano, in caso di esito positivo, un certificato di accesso
valido per tre anni.
Il provvedimento prevede specifiche garanzie per la tutela dei titolari effettivi, consentendo di
limitare o escludere l’accesso ai dati in presenza di circostanze eccezionali che possano
esporre la persona a rischi gravi come frode, rapimento, ricatto, estorsione, molestia, violenza
o intimidazione, nonché nei casi in cui il titolare effettivo sia minore d’età o persona incapace.
Sono infine disciplinati i diritti di segreteria per la comunicazione e la consultazione delle
informazioni sulla titolarità effettiva, al fine di coprire i costi di gestione del registro.

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Il decreto modifica altresì il regolamento del Ministero dell’economia e delle finanze n. 55 del
2022, eliminando il riferimento all’accesso “del pubblico” e limitando la consultazione ai
soggetti autorizzati o titolari di un legittimo interesse.
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  1. Inoltre, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le
    politiche di coesione Tommaso Foti e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo
    Giorgetti, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo per il recepimento della
    direttiva (UE) 2024/927 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024, che
    modifica le direttive 2011/61/UE e 2009/65/CE per quanto riguarda gli accordi di delega,
    la gestione del rischio di liquidità, le segnalazioni a fini di vigilanza, la fornitura dei
    servizi di custodia e di depositario e la concessione di prestiti da parte di fondi di
    investimento alternativi. Il testo tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni
    parlamentari.

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ACCORDI INTERNAZIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale Antonio Tajani, ha approvato due disegni di legge di ratifica ed esecuzione di
altrettanti accordi internazionali.

  1. Ratifica ed esecuzione dell’accordo di partenariato economico interinale tra la Costa
    d’Avorio, da una parte, e la Comunità Europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con
    allegati, fatto ad Abidjan il 26 novembre 2008 e a Bruxelles il 22 gennaio 2009 (disegno
    di legge)
    L’Accordo mira a favorire lo sviluppo economico della Costa d’Avorio, stabilizzando le relazioni
    commerciali con l’Unione europea e promuovendo l’integrazione della regione nel commercio
    mondiale. Il trattato prevede la liberalizzazione degli scambi di merci, con l’eliminazione di dazi
    e contingenti per i prodotti ivoriani, e definisce un quadro di cooperazione doganale e
    amministrativa per garantire il rispetto delle regole d’origine e contrastare le irregolarità.

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  1. Ratifica ed esecuzione dell’accordo in materia di coproduzione cinematografica tra il
    Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese, con
    allegato, fatto a Pechino il 2 febbraio 2026 (disegno di legge)
    Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale Antonio Tajani, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione

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dell’accordo in materia di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica
italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese, con allegato, fatto a Pechino il 2
febbraio 2026.
L’intesa incentiva la realizzazione di opere cinematografiche congiunte tra coproduttori italiani
e cinesi, favorendo gli scambi culturali e la crescita economica dell’industria cinematografica
nazionale.

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INCLUSIONE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ
Approvazione del Programma di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle
persone con disabilità di cui all’articolo 3, comma 5, della legge 3 marzo 2009, n. 18
(decreto del Presidente della Repubblica)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, ha
deliberato l’approvazione del nuovo Piano di Azione Triennale per la promozione dei diritti e
l’inclusione delle persone con disabilità, strumento programmatico nazionale volto a dare
attuazione alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD). Il Piano
sarà adottato con decreto del Presidente della Repubblica.
Il documento definisce, attraverso 7 aree di intervento e 66 linee di azione, il passaggio da una
visione legata al mero assistenzialismo delle Persone con disabilità a una nuova prospettiva
basata sulla valorizzazione dei talenti e delle capacità di ogni persona.
Il Piano è stato elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con
Disabilità (OND) attraverso la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri, della società
civile e delle associazioni delle persone con disabilità, ricevendo l’approvazione finale da parte
dell’Adunanza dell’OND il 28 novembre 2025.
Inoltre, il Ministro Locatelli ha svolto un’informativa sull’evento EXPOAID 2026 “Io, persona di
valore”, in programma a Rimini dal 25 al 27 giugno 2026. L’iniziativa, alla sua seconda
edizione, è il più grande evento nazionale che riunisce persone con disabilità, famiglie,
professionisti, rappresentanti di enti pubblici e privati, e aperta a tutto il mondo del Terzo
settore che si occupa di disabilità. L’obiettivo è dare voce alle persone, alle storie e alle
esperienze che meritano di essere conosciute, sottolineare la spinta al cambiamento che,
attraverso la riforma sulla disabilità e l’impegno di tante associazioni in tutto il Paese, si sta
sviluppando, dando la possibilità a tutti di incontrarsi, confrontarsi e partecipare.

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RIORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo
Salvini, ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, recante modifiche al decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 186 di riorganizzazione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti. Il testo tiene conto del parere espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato.
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INFORMATIVE
Il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha svolto una informativa relativa
al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui
all’articolo 1, commi 875 – 876, legge 30 dicembre 2024, n. 207.

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STATI D’EMERGENZA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare
Nello Musumeci, ha deliberato:

  • la proroga, per dodici mesi, dello stato di emergenza in relazione alla situazione di criticità
    concernente il sistema ospedaliero della Regione Calabria, ai sensi dell’articolo 24, comma 3
    del decreto legislativo n. 1 del 2018;
  • la dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi
    meteorologici che si sono verificati nei giorni dall’11 al 20 febbraio 2026 nel territorio delle
    province di Catanzaro e di Cosenza. Per far fronte alle esigenze più immediate, è stata
    stanziata la somma di euro 15.000.000;
  • la proroga per dodici mesi e l’ulteriore stanziamento di euro 15.640.000 per la realizzazione
    degli interventi relativi allo stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali
    eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 5 all’8 settembre 2024 nel territorio del
    comune di Albenga, in provincia di Savona, e nei giorni 16, 17, 26 e 27 ottobre 2024 nel
    territorio della città metropolitana di Genova e della provincia di Savona;
  • l’ulteriore stanziamento di euro 11.985.000 per la realizzazione degli interventi relativi allo
    stato d’emergenza già deliberato in conseguenza dell’evento franoso che si è verificato a
    partire dal giorno 14 marzo 2025, nel territorio del comune di Palagano (MO), in località
    Boccassuolo;
  • l’ulteriore stanziamento di euro 45.400.000 per la realizzazione degli interventi relativi allo
    stato d’emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si
    sono verificati dal 15 al 17 aprile 2025 nel territorio della città metropolitana di Torino e delle
    province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.

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FABBISOGNI STANDARD
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo
Giorgetti, ha approvato, in esame definitivo, la “Nota metodologica relativa alla determinazione
dei fabbisogni standard per le province e le città metropolitane per il 2025”, ai sensi
dell’articolo 6 del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216. La Nota, che ha ottenuto il
parere favorevole dalla Conferenza Stato-città e autonomie locali, sarà adottata con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri.
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NOMINE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa Guido Crosetto, ha deliberato la
nomina dell’ammiraglio ispettore capo Cristiano Nervi a direttore della Direzione degli
armamenti navali della Direzione nazionale degli armamenti del Ministero.

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LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto
Calderoli, ha esaminato nove leggi regionali e ha quindi deliberato di non impugnare:

  1. la legge della Regione siciliana n. 1 del 5/01/2026, “Legge di stabilità regionale per il
    triennio 2026-2028”;
  2. la legge della Regione siciliana n. 2 del 5/01/2026, recante “Bilancio di previsione della
    Regione siciliana per il triennio 2026-2028”;
  3. la legge della Regione Lazio n. 1 del 12/01/2026, recante “Elenco regionale dei
    responsabili unici del progetto. Modifiche alla legge regionale 12 giugno 2023, n. 6 relativa
    all’istituzione di commissioni speciali”;
  4. la legge della Regione Abruzzo n. 1 del 15/01/2026, recante “Modifiche e integrazioni alla
    legge regionale 29 maggio 2025, n. 18 (Disciplina generale sull’attività normativa regionale e
    sulla qualità della normazione)”;
  5. la legge della Regione Abruzzo n. 2 del 15/01/2026, recante “Disposizioni finanziarie per
    la redazione del Bilancio di previsione finanziario 2026-2028 della Regione Abruzzo (Legge di
    stabilità regionale 2026)”
  6. la legge della Regione Abruzzo n. 3 del 15/01/2026, recante “Bilancio di previsione
    finanziario 2026-2028”;

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  1. la legge della Regione Basilicata n. 1 del 13/01/2026, recante “Istituzione del Centro
    regionale di monitoraggio sugli appalti pubblici)”;
  2. la legge della Regione Basilicata n. 2 del 13/01/2026, recante “Disposizioni in materia di
    sperimentazioni gestionali in sanità”;
  3. la legge della Regione Lombardia n. 1 del 28/01/2026, recante “Incorporazione del
    Comune di Lirio nel Comune di Montalto Pavese, in provincia di Pavia”.

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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 17.59.

Nota di Palazzo Chigi

Si è svolta a Palazzo Chigi la quinta riunione della Cabina di regia del Piano Mattei per l’Africa, presieduta dal Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.

Alla riunione hanno partecipato i membri di Governo componenti della Cabina di Regia, i Presidenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’Anci e un’ampia rappresentanza del Sistema Italia, degli Enti e delle società dello Stato e delle imprese a partecipazione pubblica, del mondo dell’università e della ricerca, del terzo settore, compresa una rappresentanza della diaspora in Italia, e della cooperazione e delle associazioni di categoria.

Nel corso della riunione sono stati illustrati gli esiti del secondo Summit Italia-Africa, tenutosi ad Addis Abeba il 13 febbraio scorso. Nell’ottica della logica incrementale che caratterizza l’attuazione del Piano Mattei, è stato inoltre ricordato l’ampliamento a quattro nuove Nazioni – Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia – che porta a diciotto il numero complessivo di Nazioni coinvolte nei progetti.

La riunione si è poi focalizzata sull’approfondimento dei progetti in corso nell’ambito di due verticali tematiche: la gestione delle risorse idriche, tema prioritario prescelto dall’Unione Africana per il 2026, e l’istruzione e formazione professionale, in sinergia con i numerosi attori italiani coinvolti. In tale ambito, infine, è stato ricordato che il prossimo giugno l’Italia co-presiederà a Roma assieme alla Nigeria il Vertice di chiusura del ciclo di rifinanziamento della “Global Partnership for Education”, il principale partenariato internazionale per il rafforzamento dell’istruzione.

NOTA DI PALAZZO CHIGI10/03/2026
CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI N. 164

– SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione dell’accordo di partenariato economico interinale tra la Costa d’Avorio, da una parte, e la Comunità Europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con allegati, fatto ad Abidjan il 26 novembre 2008 e a Bruxelles il 22 gennaio 2009 (AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE);

– SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione dell’accordo in materia di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese, con allegato, fatto a Pechino il 2 febbraio 2026 (AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE);

– SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO: Attuazione della direttiva (UE) 2024/1712 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime – ESAME PRELIMINARE (AFFARI EUROPEI, PNRR E POLITICHE DI COESIONE – FAMIGLIA, NATALITA’ E PARI OPPORTUNITA’);

– SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO: Recepimento degli articoli 11, 12, 13 e 15 della direttiva (UE) 2024/1640 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024, relativa ai meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937, e modifica e abroga la direttiva (UE) 2015/849 – ESAME PRELIMINARE (AFFARI EUROPEI, PNRR E POLITICHE DI COESIONE – ECONOMIA E FINANZE);

– SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO: Recepimento della direttiva (UE) 2024/927 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024, che modifica le direttive 2011/61/UE e 2009/65/CE per quanto riguarda gli accordi di delega, la gestione del rischio di liquidità, le segnalazioni a fini di vigilanza, la fornitura dei servizi di custodia e di depositario e la concessione di prestiti da parte di fondi di investimento alternativi – ESAME DEFINITIVO (AFFARI EUROPEI, PNRR E POLITICHE DI COESIONE – ECONOMIA E FINANZE);

– SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 186 di riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – ESAME DEFINITIVO (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI);

– DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Approvazione del Programma di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità di cui all’articolo 3, comma 5, della legge 3 marzo 2009, n. 18 (DISABILITÀ);

– LEGGI REGIONALI;

– VARIE ED EVENTUALI.

COMUNICATO STAMPA

​DROGHE: MANTOVANO A VIENNA PER LA CND, INCONTRI CON CARTER (USA) E NOLAN (UE)

​Nell’ambito della missione a Vienna per l’apertura della 69ª sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha avuto due colloqui bilaterali.

​In primo luogo, con la sua omologa statunitense Sara Carter, Capo dell’ONDCP (Office of National Drug Control Policy), l’Ufficio per il controllo della droga incardinato presso la Casa Bianca, per condividere le preoccupazioni derivanti dai traffici internazionali di oppioidi sintetici, e in particolare di fentanyl, e definire una più intensa cooperazione nella prevenzione e nel contrasto al traffico medesimo e ai relativi precursori. Durante l’incontro, partendo dalla pluridecennale comune esperienza di lotta al narcotraffico e al riciclaggio, i due hanno concordato l’attuazione di nuovi protocolli per l’offerta di formazione alle forze di polizia dei Paesi dell’America Latina che ne facciano richiesta, mirato anche al ‘follow the money’, e iniziative congiunte di efficace comunicazione, rivolta soprattutto agli adolescenti. Mantovano ha rivolto a Carter l’invito a una visita in Italia per approfondire il nostro modello di trattamento delle dipendenze, che vede nella rete delle comunità terapeutiche un pilastro per il recupero e il reinserimento fondati sulla dignità della persona.

Mantovano ha poi incontrato la nuova Direttrice esecutiva dell’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA), Lorraine Nolan. Nell’incontro sono stati illustrati i traguardi raggiunti dall’Italia sul fronte del contrasto alla diffusione di nuove sostanze, ed è stata condivisa la necessità che l’UE sostenga un approccio volto a privilegiare l’oggettività del dato scientifico, mettendo da parte condizionamenti ideologici e puntando sulle parole chiave ‘prevenzione e recupero’.

​La giornata si è conclusa con il side event organizzato dall’Italia sulle misure di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl. “Due anni fa siamo stati tra le prime Nazioni ad approvare un piano nazionale di prevenzione del traffico di fentanyl. Abbiamo agito prima che questo fenomeno esplodesse in Italia”, ha dichiarato Mantovano, sottolineando come “i servizi di intelligence, le forze di polizia e l’Agenzia delle dogane” abbiano “potenziato il controllo sia sulle rotte che sulla rete web, poiché la conoscenza delle modalità di commercializzazione e pagamento è cruciale per contenere l’immissione sul mercato”. La delegazione italiana ha inoltre presentato l’esperienza della Regione Veneto come modello virtuoso di applicazione territoriale delle linee guida nazionali.

Nota di Palazzo Chigi



Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze, Alfredo Mantovano, interverrà a Vienna in occasione dell’apertura della 69ª sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite, lunedì 9 marzo a partire dalle ore 10.00.

​Il Sottosegretario illustrerà in plenaria la posizione dell’Italia sulle strategie internazionali di contrasto al narcotraffico e sulle politiche di prevenzione e recupero.

​Nel pomeriggio, alle 16.30, è previsto un side event organizzato dalla delegazione italiana dal titolo “Misure di prevenzione e monitoraggio contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici”. Dopo l’apertura del Sottosegretario Mantovano, si confronteranno sul tema esperti tra cui Lorraine Nolan (EUDA), Roberto Moro (Argentina), Maria Silvia Varalta della Direzione Programmazione Sanitaria della Regione Veneto e Asma Fakhri (UNODC), sotto la moderazione di Justice Tettey (UNODC).

COMUNICATO STAMPA

DROGHE: IL SOTTOSEGRETARIO ALFREDO MANTOVANO INTERVIENE ALLA PLENARIA DELLA 69ª SESSIONE CND A VIENNA

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze, Alfredo Mantovano, è intervenuto questa mattina a Vienna alla sessione plenaria della 69ª Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite.

Nel corso del suo intervento, il Sottosegretario ha illustrato la posizione del Governo italiano sulle strategie internazionali di contrasto al narcotraffico e sull’importanza di un modello che metta al centro la prevenzione e il recupero sociale.

Di seguito, il testo integrale dell’intervento:

Signor Presidente, Autorità e Delegati,

L’Italia si associa pienamente alla dichiarazione resa dall’Unione europea e
desidera aggiungere alcune considerazioni a titolo nazionale.
Vorrei augurare alla neonominata Direttrice Esecutiva dell’UNODC, Monica Juma,
ogni successo e assicurarle il nostro pieno sostegno.
Il mercato internazionale delle droghe sintetiche continua ad espandersi, con la
comparsa di sostanze psicoattive sempre più pericolose per la salute pubblica. La
loro produzione è semplice, la distribuzione è rapida e la commercializzazione
avviene sempre più frequentemente attraverso il web.
Gli effetti devastanti del fentanyl e di altri oppioidi sintetici nei Paesi in cui queste
sostanze hanno invaso il mercato ci hanno spinto a rafforzare le nostre azioni di
prevenzione attraverso una strategia anticipatoria, fondata su un monitoraggio
costante e su meccanismi di allerta precoce.
Due anni fa il Governo italiano ha lanciato il Piano nazionale di prevenzione contro
l’uso improprio e la diversione del fentanyl e di altri oppioidi sintetici.
Parallelamente, abbiamo rafforzato la cooperazione internazionale per contrastare
la diffusione di queste sostanze.

Tra il 2024 e il 2025 l’Italia ha organizzato attività di formazione specialistica a
Trinidad e Tobago e in Argentina, rivolte alle forze di polizia dell’America centrale e
meridionale, in cooperazione con l’Organizzazione Internazionale Italo‑Latino
Americana, con il programma COPOLAD e con INTERPOL.
Per l’Italia, il 2025 è stato anche un anno particolarmente significativo sul piano
interno. Il 7 e l’8 novembre si è svolta a Roma la VII Conferenza Nazionale sulle
Dipendenze, tappa importante nel rafforzamento delle politiche di prevenzione,
cura e recupero avviate dall’attuale Governo.

La Conferenza ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra operatori
del settore pubblico e privato, insieme ai rappresentanti delle istituzioni nazionali
ai più alti livelli. L’evento è stato inoltre arricchito dai videomessaggi di Papa Leone
XIV e dell’ex ED dell’UNODC, Ghada Waly.
L’Italia resta fermamente contraria all’uso di sostanze stupefacenti per finalità non
mediche e non scientifiche. Non riteniamo che alcun ordinamento giuridico debba
riconoscere un diritto all’uso di droghe. Il nostro impegno è quello di intervenire
prima che la diffusione di queste sostanze produca danni irreversibili.
Il nostro obiettivo è ampliare sempre più gli spazi liberi dalla droga e dalle
dipendenze, guidati dalla responsabilità verso le future generazioni.
Traiamo forza dall’incoraggiamento di Papa Leone XIV. Il 26 giugno 2025, in
occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite contro l’abuso di droga,
Sua Santità ha accolto in Vaticano circa 4.000 operatori dei servizi pubblici e privati
e membri delle comunità terapeutiche, molti dei quali impegnati in percorsi di
recupero, inclusi detenuti.
La lotta contro la droga deve fondarsi sulla convinzione che non possiamo restare
in silenzio di fronte al vuoto che spinge tanti giovani verso l’uso di sostanze, né di
fronte al profondo bisogno umano di speranza e di significato.
L’Italia resta pienamente impegnata in questo sforzo globale.
Grazie.

Il paradosso della guerra: quando il crimine diventa legittimo

di Marta Meloni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione sulle dinamiche della psiche umana di fronte alla guerra

In guerra, la violenza pare perdere il suo carattere di devianza. In un contesto civile, l’atto di togliere la vita a un altro individuo costituisce un crimine universale, punibile dalle istituzioni con la massima severità. Nei paesi sviluppati, dove la legge e i valori civili proclamano la sacralità della vita, questa contraddizione appare ancora più stridente: ciò che è moralmente inaccettabile diventa, improvvisamente, accettabile.
La differenza tra un omicidio e un bombardamento mirato spesso si riduce al permesso delle autorità. Le leggi internazionali cercano di proteggere i civili e limitare gli eccessi, ma il confine tra giusto e sbagliato resta sfocato. Attacchi indiscriminati, vittime civili e città ridotte in macerie dimostrano quanto fragile sia la linea tra legalità e moralità.
Il fenomeno non può essere compreso esclusivamente attraverso la lente del diritto o della politica: esso affonda le radici nella psicologia umana. La mente di chi combatte è costretta a operare una ristrutturazione interna della propria morale. Obbedire a ordini che comportano violenza letale implica una sospensione deliberata o inconscia del giudizio morale individuale, accompagnata da una razionalizzazione che trasforma la distruzione in “necessità” o in “servizio per un bene superiore”. In questo contesto, il soggetto sperimenta un meccanismo di dissociazione morale: ciò che normalmente provocherebbe senso di colpa viene reinterpretato come azione coerente con un contesto più ampio.
La guerra genera così un cortocircuito tra legge e coscienza, tra morale personale e ruolo istituzionale. Ciò che in tempo di pace susciterebbe indignazione e condanna, in tempo di guerra diventa uno strumento funzionale, legittimato dall’autorità e spesso percepito come dovere collettivo.
Il paradosso solleva interrogativi profondi: fino a che punto una società può definirsi civile quando la morte, in certi contesti, smette di essere un crimine? E se la mente umana riesce a giustificare ciò che normalmente sarebbe inaccettabile, quali sono i limiti del nostro giudizio morale? La guerra dimostra che la legalità può rendere lecita la violenza, ma non può cancellarne l’ambiguità etica né i dilemmi interiori di chi la compie.
In definitiva, il paradosso della guerra non è solo una contraddizione giuridica o politica: è una prova della complessità della natura umana, della sua capacità di adattarsi alle circostanze più estreme e, al contempo, della fragilità dei principi morali che regolano la convivenza civile.

Il racconto del Cagliari. Cagliari- Como 1-2: il cuore, la ragione e la paura

di Daniele Madau

XXVIII Serie A-Unipol Domus/ Cagliari- Como:1-2  (13mo Baturina; 56mo S. Esposito; 76mo Da Cunha)

Cagliari (3-5-2): Caprile; Zé Pedro (72mo Zappa), Juan Rodríguez (77mo Idrissi; 87mo Pavoletti), Dossena; Palestra, Adopo, Liteta (77mo Kilcsoy), Sulemana, Obert; S. Esposito (77mo Trepy), Folorunsho.
In panchina: Sherri, Ciocci, Idrissi, Kılıçsoy, Raterink, Albarracín, Zappa, Pavoletti, Mendy, Trepy, Sulev, Cogoni, Malfitano.
Allenatore: Fabio Pisacane.

Como (4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Ramón, Kempf, Alberto Moreno (80mo Valle); Da Cunha, Perrone ( 35mo Vojvoda); Jesús Rodríguez, Nico Paz (80mo Silva), Baturina (80mo Roberto); Douvikas (60 mo Morata).
In panchina: Törnqvist, Vigorito, Čavlina, Álex Valle, Goldaniga, Caqueret, Morata, Sergi Roberto, Lahdo, Kühn, Smolčić, Vojvoda, Diego Carlos.
Allenatore: Cesc Fàbregas.

Arbitro: Marinelli

Spettatori: 16.128

Cuore e ragione, l’eterna contrapposizione. Il cuore e la volonta’, inutile dirlo,  spingono per i padroni di casa: in formazione rimaneggiata, sempre a un passo dalla salvezza, come Tantalo con l’acqua.

La ragione dice Como, squadra moderna ma umile, legata all’italianita’ del Lago e di Manzoni ma americana, provinciale ma di Champions. L’ottimismo della volonta’ e il pessimismo della ragione. Gramsci era sardo. E comunque, anche il 49% del Cagliari ormai e’americano.

L’ottimismo e’ un inizio volitivo e quasi arrembante dei rossoblu’, in un pomeriggio quasi primaverile e con lo stadio pieno. Il pessimismo e’ il goal del Como alla prima replica: recupero palla a centrocampo, serie di rimpalli in area, e goal di Baturina, con Caprile in leggero ritardo. Si e’ solo al 13mo. Si prospetta cuore e sudore.

La replica e’ un tentativo di Adopo da fuori area, giusto per riprendersi dal trauma. Il Como pressa, si gioca in un fazzoletto di terra, e il Cagliari non trova piu’ la strada per la meta’ campo avversaria.

Il 30mo suona come una campana, che fa rinsavire i cagliaritani: azione manovrata e prolungata, con il pallone che riesce a entrare in area, ma Sulemana- davanti alla porta- lo manca incredibilmente.

La partita- mentre tramonta il primo tempo- diventa equilibrata e tesa , e servirebbe il pareggio per sancire l’armonia tra cuore e ragione.

Il secondo tempo aggiunge, a cuore e ragione, la paura: che ti fa perdere palla al limite dell’area- con conseguente tiro di Rodriguez- , che non ti fa ragionare e osare, anche perche’ il Como toglie l’aria, e’ asfissiante.

C’e’ bisogno d’aria: la trova Palestra, a tutta fascia destra, al 56mo, in un vortice che porta al cross per Obert- dall’altro lato- e al successivo colpo di testa in tuffo di Esposito, come Riva,  per l’ uno a uno: si e’ all’undicesimo, il numero di Gigi.

L’ottimismo della volonta’ e’ prendere possesso del centrocampo, con Adopo che ne regge le redini e lancia Palestra sulla fascia: uno spettacolo.

Il pessimismo e’ prestare il fianco al contropiede, ma l’equilibrio regge. Intanto, due ammonizioni per simulazione al Cagliari in cinque minuti: credo, evento unico.

Davanti al tiro di Da Cunha, pero’, dal vertice sinistro dell’area, di esterno, che crea una parabola imprendibile per Caprile, cuore e ragione si inchinano: e’ la bellezza.

All’ottantacinquesimo Adopo impegna Butez: e’ ancora tempo di bellezza, prima che resti solo la paura.

Dopo sei minuti di recupero, pero’, restano la gioia del Como e la fatica del Cagliari, che perde ancora in casa. La paura? Forse un po’, quella che deve dare il coraggio di conquistare la salvezza.

Fiamme sul Mondo /3, ovvero Business is Business

di Marco Marini (esperto di geopolitica mediorientale)

Girovagando per il web sono incappato in un video su Papa Francesco. Il Santo Padre ricordava di aver posto una domanda ad un esperto di economia, esattamente chiedeva quale fosse il settore industriale più fiorente nel mondo, e secondo il parere di questo economista era la produzione ed il commercio delle armi. Dal viso del Papa traspariva sconcerto e amarezza. Sinceramente non sono rimasto sorpreso, da che mondo e mondo la guerra è un affare o per conquistare territori ricchi di risorse naturali o per acquisire manodopera a basso costo, insomma schiavi. O quale occasione migliore scatenare un conflitto in cui testare qualche arma più o meno “intelligente”. Dalla guerra Russo-Ucraina al recente conflitto in medio oriente si sentono voci sull’uso di strumenti straordinari, missili, cannoni etc etc. Sembra di sentire Hitler e Mussolini che parlavano di armi segrete che avrebbero capovolto le sorti del secondo conflitto mondiale. E si è un vero e proprio affare la guerra, Da una parte troviamo le gerarchie militari che lamentano una debolezza dell’apparato difensivo del proprio paese e dall’altra gli industriali del settore difesa che sbandierano le eccezionali qualità dei propri prodotti. L’incontro tra queste opinioni opposte determina il proliferare del business armamenti. A proposito di Santo Padre, quando Papa Giovanni Paolo II è salito al soglio romano ha voluto mettere mano ai conti del Vaticano che attraverso lo I.O.R. (Istituto per le Opere Religiose) finanziava non solo una industria produttrice di Condom o preservativi che dir si voglia ma anche la Oto Melare di La Spezia produttrice di carri armati, cannoni, navi etc. Ma in quell’epoca gestiva le opere caritatevoli un certo Marcinkus, ricordate ? Quello di Licio Gelli (P2), Sindona, Calvi e qualche mafioso. Si sentono in questi giorni le voci sulla crisi energetica che colpisce sia le famiglie che le industrie e che bisogna colpire le speculazioni in merito. Secondo me è un atteggiamento ipocrita che va contro le regole della domanda e dell’offerta, cioè del libero mercato tanto caro a questo occidente libero e democratico. Sia ben chiaro, da studente di economia sono un fautore del libero mercato ma da quando è crollato il muro di Berlino ed il comunismo, che qualcuno vuole tirare ancora in ballo quando non è d’accordo con te, la globalizzazione ha creato in alcuni settori merceologici degli oligopoli se non addirittura monopoli, generando quella contraddizione economica che è La Cina e qualche altro paese asiatico, cioè comunisti che seguono le regole del capitalismo. Si parla del timore di speculazioni, ma basterebbe visitare le raffinerie, anche in Sardegna per rendersi conto che le cisterne sono piene di prodotto raffinato, che aspettano il momento giusto per metterlo sul mercato. Perché dico questo? Basta ricordare la guerra del 1973 tra Israele e Siria-Egitto che ha determinato la chiusura del Canale di Suez e che ha costretto le super petroliere a circumnavigare l’Africa per portare il petrolio greggio o raffinato in occidente con un aggravio di costi imprevedibile per quei tempi. Da noi le automobili circolavano a targhe alterne e la gente aveva riscoperto la bicicletta per gli spostamenti. Ricordo uno sceicco saudita che affermava di averci fatto un favore perché col petrolio che scarseggiava (?) l’occidente avrebbe continuato a consumarlo ad un ritmo elevato, e ci ha costretto a cambiare le abitudini, ricercare altre forme di energia e studiare e produrre mezzi che avrebbero e dovuto consumare meno. Oggi da molte parti si auspica che l’Europa possa tornare alle forniture di gas russo, senza essere accusati di essere filo-putin. A proposito di quel conflitto europeo iniziato di fatto nel febbraio 2014 (12 anni, il secondo conflitto mondiale è durato 6 anni) le ex nazioni del blocco orientale (DDR ora Germania, Polonia, Stati Baltici etc) hanno vuotato i loro vecchi arsenali di materiale sovietico per donarlo (o venderlo?) all’Ucraina . Sono stati forniti anche armamenti occidentali. Tenuto conto del sostegno militare fornito dagli Stati membri dell’UE, si stima che il sostegno globale dell’UE all’esercito ucraino ammonti a 69,7 miliardi di euro. L’assistenza complessiva all’Ucraina, compresi il sostegno finanziario e il sostegno ai rifugiati ucraini, ammonta a 194,9 miliardi di euro. Tenuto conto che gli esperti di Difesa affermano che l’Ucraina ha già perso la guerra circa due anni fa, ditemi se anche questo non è un buon business. Ora cerchiamo di farci un quadro sulla situazione attuale nel vicino e medio oriente. Alcune considerazioni di carattere generale sugli “attori” di questa situazione. Gli Stati Uniti d’America NON hanno mai vinto un conflitto da soli. Come qualcuno ricorda senza i 20 milioni di morti russi, oggi faremmo tutti il passo dell’oca nazista. Hanno sempre iniziato le guerre con un pretesto, sia in Vietnam che nella guerra ispano-americana del 1898, a sostegno degli indipendentisti cubani, ma in realtà con lo scopo di incrementare la propria influenza nelle Antille. Lo stesso presidente McKinley fu molto titubante in merito. Si presentarono con una forza di intervento sproporzionata rispetto alle forze spagnole nell’isola, come sempre hanno fatto nella loro storia. In una interessante intervista a Vittorio Feltri ex direttore de Il Giornale, egli manifesta il suo disappunto sugli Stati Uniti d’America, passando dallo sterminio dei nativi americani all’uso della bomba atomica sul Giappone (non mi sembra sia comunista). A tal proposito ricordo un articolo di uno storico giapponese che ha dato un’interpretazione diversa della fine della Seconda Guerra Mondiale. Il Giappone si è arreso agli alleati non solo per la bomba atomica che se è vero che ha causato immediatamente 70,000 vittime, e decine di migliaia negli anni successivi a causa degli effetti delle radiazioni allora sconosciuti, non ha piegato il loro volere di continuare la guerra, erano abituati ai bombardamenti già dal 1941, quanto il timore di dover affrontare la invasione di truppe sovietiche, sopratutto asiatiche, che si erano rese disponibili dopo la fine del conflitto in Europa (aprile 1945). Recentemente gli U.S.A una volta sconfitto il “nemico” hanno lasciato un vuoto istituzionale e morale in questi paesi. Iraq, Libia, Siria e Afganistan che hanno abbandonato dopo 20 anni restituendolo ai Talebani. Il primo Ministro Karzai, ospite in Italia durante l’occupazione sovietica, al rientro nel paese trasformatosi nel frattempo da monarchia a repubblica, ha riunito la Girga, il Consiglio delle Tribù Afgane ed ha decretato p.e. che lo STUPRO FAMILIARE non era più reato. Abbiamo sentito che “é meglio uno, dieci, cento Trump piuttosto che un Khamanei che uccide le donne, impicca gli omosessuali etc. etc.” certo, ma in Arabia Saudita fino a pochi anni fa le donne non potevano guidare la macchina se non accompagnate da un uomo, padre o marito o fratello che fosse. Le Università permettono lo studio alle donne ma con delle limitazioni nelle materie e nel modo di impararle, per esempio in Medicina. E vengono ancora lapidati gli adulteri insieme agli omosessuali e si pratica ancora la decapitazione con la spada. Che differenza c’è coll’Iran? Altra osservazione. Molte nazioni non posseggono la bomba atomica o armi tali da offendere le Grandi Potenze. Allora sfruttano la loro forza nella GUERRIGLIA, una forza occulta, motivata, nascosta tra la gente comune senza una divisa e senza armi particolari. La Storia é piena di casi simili. Dagli Zeloti israeliti, tra i quali si ricorda Barabba (figlio del padre), ricorda qualcosa? I Romani per aver ragione di questa rivolta distrussero nel 139 D.C. La Palestina disperdendo gli ebrei nei quattro angoli della terra. Così come gli spagnoli (guerriglia è termine spagnolo) contro l’occupazione di Napoleone Bonaparte: per non parlare del Vietnam, dove gli Stati Uniti pagano ancora oggi un prezzo morale nonostante i mezzi adoperati per fermare il comunismo in Asia. A proposito di comunismo, che ricordo è finito con la caduta del Muro di Berlino nel novembre 1989, la Corea del Nord, rimane legata a quella ideologia. E’ militarmente forte, produce armi, affama la popolazione, ma questo non fa pensare a nessuno di intervenire per “liberare” la popolazione e fornirgli la “democrazia” stile occidentale. Capisco l’esigenza di Israele di doversi difendere, è circondato da paesi ostili, ma non vedo più quei movimenti che hanno portato la pace con Egitto e Giordania in primis (anche se per la verità sono queste due nazioni che hanno mosso i primi passi) e poi con l’Accordo di Abramo (Israele-Stati Uniti-Emirati Arabi Uniti e Bahrein) nel 2020. O gli Accordi di Oslo del 1995 tra Israele e La Palestina. Ricordo che il Primo Ministro israeliano Rabin firmatario degli accordi di Oslo con Yasser Arafat, fu ucciso da un giovane israeliano dell’estrema destra religiosa. Ma lo stato ebraico oggi si vanta di aver portato avanti un operazione con centinaia di aerei e 500 obiettivi, mai avvenuto nella sua storia militare precedente. Nel 1982, mi trovavo in Spagna e grazie alla mia modesta conoscenza della lingua potei seguire i loro telegiornali. Le immagini che vidi mi sconvolsero, giovani ed anziani iraniani si lanciavano a piedi e disarmati verso i campi minati dello Shatt El Arab (che è territorio iraniano). Immaginatevi cosa si vedeva in quei campi dopo il loro sacrificio. Immagini che non avremmo mai visto nelle nostre televisioni. In Spagna si, e chi ha visto la corrida sa di cosa parlo. Mi domandavo, come potesse un popolo proiettato verso il futuro (Università, stile di vita occidentale, centrali nucleari, etc.) anche se disperato ed isolato nel mondo dopo il 1979, fare tutto questo. Forse l’unica risposta la troviamo nella fede, nella promessa di un Paradiso meritato grazie al proprio sacrificio. Qualcosa che in occidente, materialista ed edonista, non comprendevamo. Ma che ci incuriosiva come un fenomeno folkloristico. Poi avremmo conosciuti gli attentati di singoli “martiri” o qualcosa di più articolato e complesso dalle Torri Gemelle a Charlie Hebdo fino all’Intifada ad Al Qaeda, ISIS, Boko Haram o Abu Sayyaf nelle Filippine.

Si può pensare di fermare questi movimenti semplicemente con un bombardamento? Ricordo che per esempio l’Indonesia è il paese islamico più popoloso al mondo 600 milioni di musulmani! Come li fermeremmo? Bomba Atomica? Non scherziamo, la guerra non ha mai portato vantaggi per nessuno ne vincitori ne vinti se non a caro prezzo per entrambi. Azzardo un’ipotesi , e se provassimo una via pacifica alla convivenza dei popoli? Utopia?

Le Fiamme del Mondo /2

di Marco Marini (studioso di geopolitica mediorientale)

Ci troviamo, per l’ennesima volta in pochi anni, a dover affrontare un conflitto nel Vicino e Medio Oriente con più o meno gli stessi protagonisti che hanno infiammato questa regione negli ultimi settantotto anni cioè dalla nascita dello Stato di Israele. Dobbiamo quindi ripetere le stesse considerazioni evidenziate nei vari articoli comparsi in questa testata giornalistica. Cercherò di procedere in modo organico con la speranza di poter capire
quello che sta succedendo in questi giorni in quell’area.
Perché Trump attacca l’Iran ? Presumo per il petrolio. Dopo aver fatto fuori Maduro in
Venezuela, altro produttore di petrolio e potendo contare sulle forniture saudite che
forniscono agli U.S.A. questa fonte energetica a basso costo, gli Stati Uniti vogliono
creare problemi ai suoi concorrenti economici globali.
L’Iran fa parte dal 2024, del cosiddetto BRICS, il raggruppamento di economie mondiali
emergenti, insieme a Brasile, Russia, India e Cina a cui si aggiungono Sudafrica,
Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia ed Indonesia. Queste nazioni hanno rapporti
diciamo privilegiati, con i paesi del cosiddetto terzo mondo, anche se per essere
sinceri si rileva anche in questi luoghi uno sviluppo economico importante. Russia
e Cina sono partners rilevanti e contribuiscono sopratutto alle economie africane.
L’Iran dopo la rivoluzione teocratica del 1979, si è trovata isolata nel mondo anche
in quello arabo.
L’occidente ha sempre visto un pericolo “ideologico” in questa rivoluzione insieme
ai timori dell’Arabia Saudita.
Lo scontro tra il paese che ha dato i natali al Profeta Maometto, e il resto dei
paese Sciiti si è acutizzato intorno agli anni ottanta, appunto dopo la rivoluzione
Khomeinista. Lo Shah di Persia Mohammed Reza Palhavi, detronizzato nel 1979
era così forte militarmente ed economicamente che condizionava la politica della
regione, tanto da poter stringere accordi economico-militari perfino con l’Unione
Sovietico. Condizionava il mondo col suo petrolio, creando le prime centrali
nucleari che avrebbero permesso al suo paese l’indipendenza energetica e
praticare dei prezzi petroliferi concorrenziali a livello mondiale.
Dopo il 1979, l’occidente e alcuni paesi arabi, aiutarono l’Iraq a combattere contro
la neo Repubblica Islamica dell’Iran, ritenendola così debole da sperare in una sua
capitolazione in poche settimane. Invece dopo otto anni di guerra ed il cessate il
fuoco unilaterale da parte dell’Iraq, il regime teocratico iraniano ne è uscito
rafforzato. Vennero tenuti in ostaggio i diplomatici dell’ambasciata statunitense a
Teheran,determinando una sconfitta morale per gli U.S.A. L’Iran ha favorito i
movimenti anti-occidentali, quelli contro alcuni paesi arabi e ha creato il partito di
Dio (HitzbollaH) nel Libano del Sud in perenne stato di guerra con Israele.
Ritengo ancora una volta, confortato da esperti di geopolitica che dietro questo
ultimo attacco all’Iran, ci siano non solo Israele e gli U.S.A.ma anche i paesi del
Golfo (Qatar, Emirati Arabi Uniti) colpiti dalla rappresaglia iraniana e l’Arabia
Saudita.
Sembra che Khamanei sia stato “venduto” da qualcuno all’interno del regime.
Penso che questo attacco sia contrario alle leggi internazionali e che si usino
come spesso accade nella Storia due pesi e due misure.
Ci sono molti altri “Stati Canaglia” secondo una espressione occidentale, ma nei
confronti dei quali non si prevedono azioni fatte nel nome della democrazia. Noi occidentali siamo bravi nell’esportare la DEMOCRAZIA con le bombe. Però poi
non vediamo il miglioramento delle condizioni di vita elle popolazioni “liberate”.
Guardiamo cosa è successo in Afganistan, Iraq, Libia e Siria dove se è vero che ci
si é liberati del regime quarantennale degli Assad abbiamo lasciato scoperto un
problema che doveva essere risolto all’inizi del secolo scorso insieme allo
smantellamento dell’Impero Ottomano, cioè quello CURDO oltre alla spartizione
della Palestina in uno stato arabo ed uno ebraico.
Si dice che filtrino notizie contrastanti dall’Iran e che in molte città europee
profughi iraniani inneggiano a questa guerra. Ma siamo davvero sicuri che tutto il
popolo iraniano sia contro il regime khomeinista?
Quando scrivemmo della povera Mahsa Amini uccisa dalla polizia morale
leggemmo che i giovani iraniani vorrebbero affrancarsi dalle proprie famiglie
d’origine, e vivere la loro vita. Ma non lo possono fare, perché 47 anni di
embarghi contro questa nazione hanno reso loro difficile questa possibilità.
Embarghi che colpiscono la popolazione e non l’ entourage politico o religioso.
Come capita sempre in queste circostanze in tutte le parti del mondo.
Parlavo di Stati Canaglia appunto e non vediamo nessuna azione verso per
esempio la Corea del Nord che viene comandata da un regime del terrore che fa
morir di fame la propria gente che produce armi che minacciano i propri vicini,
Giappone in testa. Ma forse economicamente la Corea non interessa.
Il Sig. Trump nella sua precedente gestione dell’economia ha mantenuto lo stesso
PIL dell’epoca Obama anzi ha vissuto l’onda favorevole di quel periodo. Osservate
se vi capita l’andamento dell’attuale sviluppo economico statunitense e le loro
Borse. Non sembra che vada poi così bene, è spesso alla ricerca di fonti
energetiche e materie prime (Groenlandia ed anche l’Ucraina, anche se in questo
caso non ha favorito lui l’escalation del conflitto, ma è comunque interessato alle
terre rare. Anche perché gli esperti hanno già dichiarata sconfitta l’Ucraina almeno
un anno e mezzo fa.
Veniamo all’ultimo personaggio di questa tragica rappresentazione “teatrale” il Sig.
Benjamin Netanyahu, qualche mese fa ha chiesto l’appoggio a Trump per le
prossime elezioni politiche in Israele a fine 2026. Sa bene che finirà in galera per
una condanna per corruzione che solo gli eventi del 7 ottobre 2023 hanno
rimandato. Si pensi che i quattro partiti arabo israeliani si riuniranno in una sola
lista che secondo un sondaggio potrebbero creare qualche problema ai partiti di
opposizione a Netanyahu.
Ultimo ragionamento che scaturisce dall’incontro avvenuto a Cagliari con Marco
Travaglio. Il giornalista ha spiegato che la furia di Israele dopo il 7 ottobre 2023 si
è rivolta a Gaza, di Hamas. Ma non verso la Cisgiordania, perchè? Il motivo
dipende alla presenza di insediamenti ebraici in territorio palestinese (42%) se
Israele occupasse questa terra, per la stessa legge israeliana dovrebbe indire
delle elezioni dove non otterrebbe la maggioranza.
Meditiamo gente, meditiamo.

La visione del mondo di Trump basata sulla forza sta vincendo anche in Europa? A sentire Macron sì

di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington

Il presidente francese Emmanuel Macron mentre pronuncia un discorso sulla nuova dottrina nucleare francese accanto al sottomarino “Le Téméraire” (Il Temerario), dotato di missili atomici, nella base militare dell’Île Longue a Crozon, in Francia, lunedì 2 marzo 2026 (Ap)

«Per essere liberi, bisogna essere temuti, e per essere temuti, bisogna essere potenti», ha detto ieri il presidente francese Emmanuel Macron, annunciando il rafforzamento dell’arsenale nucleare e offrendo agli alleati europei la possibilità «di partecipare alle esercitazioni di deterrenza nucleare francesi», oltre che di ospitare gli aerei militari francesi in grado di portare testate atomiche. Macron era nella base navale dell’Île Longue a Brest e ha tenuto il suo discorso davanti al sottomarino dotato di missili nucleari Le Téméraire. Se bisogna essere temuti per essere liberi vuol dire che il mondo basato sul diritto internazionale non esiste più. Il mondo di Donald Trump, ma anche della Russia e della Cina, basato sull’uso della forza, si sta imponendo? Come ha messo in guardia l’ex premier Mario Monti una settimana fa durante un evento organizzato dal circolo Nuova Palombella a Bruxelles, «se diamo tutti per scontato che ormai il mondo è cambiato, il mondo è cambiato davvero».

Forse non siamo ancora a quel punto ma ci stiamo avvicinando velocemente. Per Macron «i nostri concorrenti si sono evoluti, così come i nostri partner. Il mondo si sta irrigidendo e le ultime ore lo hanno dimostrato ancora una volta». Il riferimento è all’attacco all’Iran di Usa e Israele e alla risposta di Teheran. Macron ha anche aggiunto che «il campo delle regole è un campo di rovine».

La frase del presidente, secondo una fonte Ue, va però contestualizzata nel discorso sulla deterrenza nucleare francese allargata all’Europa e va letta come un messaggio al presidente russo Putin — tenuto conto che gli Stati Uniti, il principale alleato Nato, non sono più affidabili come un tempo — e non tanto come l’ammissione della fine di un mondo basato sulle regole. Tuttavia le pretese di Washington sulla Groenlandia sono un memento che ormai l’Unione europea non può più scordare. La deterrenza avanzata proposta dalla Francia ha visto l’adesione di otto Paesi europei: Germania, Polonia, Olanda, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. L’Italia, benché invitata, ha preferito non partecipare. 

L’Unione europea sulla difesa e in politica estera continua ad andare in ordine sparso proprio là dove è necessaria l’unanimità per prendere decisioni. Con il risultato di essere lenta quando invece serve velocità. Ultimo episodio: la guerra in Iran. Le divisioni tra gli Stati membri hanno fatto sì che la prima dichiarazione comune dei Ventisette sia arrivata solo domenica sera, dopo la riunione d’emergenza in videoconferenza dei ministri degli Esteri dell’Ue convocata dall’Alto rappresentante Kaja Kallas. È stato necessario mediare tra le posizioni da un lato di Spagna e Slovenia che ponevano l’accento sull’intervento militare statunitense e israeliano non autorizzato dalle Nazioni Unite e quella della Germania che sottolineava l’esigenza di un approccio pragmatico tenuto conto delle minacce dell’Iran all’ordine internazionale attraverso il sostegno alla Russia nella guerra contro l’Ucraina, a Hezbollah, agli Houthi e a Hamas, della repressione interna che ha portato a migliaia di vittime, del programma missilistico balistico. Nessuno dei Paesi Ue ha però messo in dubbio l’efferatezza del regime degli ayatollah e la solidarietà al popolo iraniano.

Le divisioni hanno pesato anche sulle dichiarazioni rilasciate ieri dalla Commissione. I portavoce si sono attenuti alla linea dei Ventisette non esprimendo giudizi sull’aderenza al diritto internazionale degli attacchi di Usa e Israele: «Ciò che non sosteniamo è il regime oppressivo che ha ucciso persone in Iran e che è contro qualsiasi legge. Abbiamo invitato tutte le parti a esercitare la massima moderazione e a rispettare pienamente il diritto internazionale», ha detto la capo portavoce Paula Pinho.

La Spagna ha preso anche le distanze dalla linea di Francia, Germania e Regno Unito, che hanno aperto ad «azioni difensive proporzionate» in risposta agli attacchi iraniani nel Golfo e contro Cipro. La ministra  della Difesa Margarita Robles ha escluso l’uso delle basi in Andalusia a sostegno dei raid di Usa e Israele. Potranno essere usate solo per ragioni umanitarie. La posizione di Madrid ha spinto il Pentagono a ritirare una decina di aerei cisterna KC-135 dispiegati nella base di Morón de la Frontera e in misura minore a Rota, usati per il rifornimento in aria dei caccia. Robles ha sottolineato che gli accordi di cooperazione, che stabiliscono le regole per la permanenza delle truppe americane in Spagna, prescrivono che queste «devono operare nell’ambito della legalità internazionale» mentre ora sono impegnate in azioni unilaterali, senza il sostegno di organizzazioni multinazionali, come Onu, Nato e Ue. La scelta del governo di Sánchez ha spintoil repubblicano Lindsey Graham ad andare all’attacco su X: «Madrid è diventata il simbolo di un’Europa pateticamente debole». 

L’Unione europea quando è divisa è debole. Questo è un dato di fatto. Ma i Ventisette non riescono a compattarsi come dimostra lo strappo di Madrid che è avvenuto proprio mentre Cipro, che ha la presidenza di turno dell’Ue, è finita sotto attacco dei droni iraniani lanciati contro la base britannica di Akrotiri, ospitata sulla costa meridionale dell’isola. «Benché la Repubblica di Cipro non fosse l’obiettivo — ha scritto su X la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen — lasciatemi essere chiara: siamo al fianco dei nostri Stati membri, collettivamente, fermamente e inequivocabilmente, di fronte a ogni minaccia». Per ora non è stato invocato l’articolo 42.7 del Trattato sull’Ue che obbliga gli Stati membri a prestare aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso a un Paese dell’Unione vittima di un’aggressione armata sul suo territorio.

La Commissione, dal canto suo, ha un perimetro di azione limitato perché politica estera e difesa sono competenza nazionale. Il Collegio di sicurezza (il Collegio dei commissari con al centro il tema della sicurezza) che si è riunito ieri ha definito le priorità di intervento: evacuazione dei cittadini europei anche attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Ue, monitoraggio dei rischi di interruzione dei trasporti, in particolare attorno allo Stretto di Hormuz e al Mar Rosso, emergenza prezzi dell’energia, sicurezza interna e impatto sui flussi migratori. La prima azione concreta sarà la riunione, il 5 marzo, della Energy Task Force con gli Stati membri, in collegamento con l’Agenzia internazionale per l’energia in vista del Collegio del giorno successivo proprio dedicato all’andamento dei prezzi dell’energia e all’offerta di gas e petrolio.

Nel fine settimana sono state sollevate polemiche perl’attivismo di von der Leyen con i leader del Golfo, non apprezzato da alcuni Paesi Ue ma anche da europarlamentari come la deputata francese di Renew Europe Natalie Loiseau,  che via social aveva chiesto alla presidente della Commissione «sulla base di quali informazioni, quali servizi diplomatici,  quali competenze e quale mandato fa queste telefonate? Per favore, si concentri sul suo lavoro: attuare il prestito di sostegno da 90 miliardi di euro che ha promesso all’Ucraina. Il resto è per Kaja Kallas e António Costa». In base ai Trattati l’organo decisionale dell’Ue in materia di politica estera è il Consiglio europeo mentre all’Alto rappresentante spetta il coordinamento, ricordava ieri una fonte diplomatica europea, mettendo in evidenza come fosse «fuori luogo la proiezione di von der Leyen come presidente dell’Unione quando invece è presidente solo della Commissione». 

Ma resta la sensazione dell’ennesima occasione persa dall’Unione europea per agire in modo tempestivo e politicamente rilevante.

Le notizie dai comunicati stampa: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Regione Sardegna

Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa, con la testimonianza anche del delicato momento vissuto a livello internazionale

NOTA DI PALAZZO CHIGI5/03/2026 Conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.

I due leader hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione. Il Presidente Meloni e il Presidente Macron hanno anche ribadito il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano.

I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull’evoluzione della crisi.

NOTA DI PALAZZO CHIGI SUGLI ATTACCHI ISRAELO-AMERICANI ALL’IRAN 28/02/2026-2

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, continua a seguire da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e ha presieduto questa sera a Palazzo Chigi una nuova riunione, cui hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Presenti i vertici dell’Intelligence.

La riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio ed assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il Presidente del Consiglio ha inoltre condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal Cancelliere Merz e dal Primo Ministro Starmer oltre che con il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il Sultano dell’Oman e il Re di Giordania. In serata e domani si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione Europea.

Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni.

Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile.

NOTA DI PALAZZO CHIGI SUGLI ATTACCHI ISRAELO-PALESTINESI ALL’IRAN 28/02/2026-2

Alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto questa mattina una conferenza telefonica, cui hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, i Sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence.

Nel corso della conversazione è stata analizzata la situazione nel suo complesso, a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Medio Oriente.

Il Governo invita tutti i connazionali alla massima prudenza e a seguire con attenzione le indicazioni fornite dalle Ambasciate d’Italia nella regione e dalla Farnesina.

In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici.

Il Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni.

NOTA DI PALAZZO CHIGI SUL GRAVE INCIDENTE DI MILANO 27/02/2026

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime profondo cordoglio per il grave incidente avvenuto a Milano. A titolo personale e a nome dell’intero Governo, manifesta la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, esprime solidarietà alla città di Milano e rivolge un sentito augurio di pronta e completa guarigione ai feriti.

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al
Quirinale, in occasione del centenario di fondazione, una delegazione
dell’Ordinariato Militare per l’Italia guidata da Mons. Gian Franco Saba.

Dopo l’intervento dell’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Saba, il Capo dello Stato
ha rivolto un saluto ai partecipanti.

All’incontro era presente il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo
Giorgetti.

Roma, 5 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al
Quirinale il Presidente della Repubblica di Singapore, Tharman Shanmugaratnam.
Era presente all’incontro il Vice Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale Edmondo Cirielli.

Roma, 4 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al
Quirinale la nuova Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia
Ottolenghi, accompagnata dalla Presidente uscente, Noemi Di Segni.

Roma, 3 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato questa mattina al
Quirinale, le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferite
motu proprio, il 31 gennaio scorso, a cittadine e cittadini che si sono distinti per il
loro impegno nel sociale, manifestato attraverso l’uso etico e responsabile dei social
network, l’attività sportiva come mezzo di inclusione, l’arte come strumento di
integrazione sociale, l’assistenza e il supporto ai detenuti, le attività solidali e di
volontariato, per aver costruito un modello di imprenditoria etica, per l’impegno
elargito nella tutela del bene della salute, anche al di là dei confini nazionali, per il
coraggio e l’eroismo dimostrato, oltre i propri doveri professionali, per essersi resi
esempi di cittadinanza attiva.
Il Presidente Mattarella ha individuato esempi, tra i numerosissimi presenti nel
nostro Paese, di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei
valori repubblicani.

La cerimonia, aperta dall’intervento del Capo dello Stato, è stata condotta da
Gabriella Facondo.

Di seguito l’elenco e le motivazioni degli insigniti suddiviso secondo i gradi
onorifici:

Valentina Baldini, 30 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per l’impegno nella valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica”.

Antonio Diodato, 44 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle
problematiche degli altri”.

Giuseppe Fattore, 44 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per il coraggio dimostrato nel prestare soccorso, andando oltre il
proprio dovere”.

Giovanni Giugliano, 44 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per il coraggio dimostrato nel prestare soccorso, andando oltre il
proprio dovere”.

Mauro Glorioso, 26 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per non essersi arreso alle avversità della vita”.

Nadia Lauricella, 32 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver costruito una rete sociale e di supporto attraverso i social
media, condividendo le proprie esperienze di vita e fornendo consigli pratici volti ad
affrontare con maggior consapevolezza la vita quotidiana”.

Valentina Mastroianni, 39 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della
Repubblica italiana: “Per aver costruito una rete sociale e di supporto attraverso i
social media, condividendo le proprie esperienze di vita e fornendo consigli pratici
volti ad affrontare con maggior consapevolezza la vita quotidiana”.

Tiziana Roggio, 38 anni, Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica
italiana: “Per aver portato le proprie professionalità mediche al di là dei confini
nazionali, divenendo fonte di speranza per i pazienti delle aree più povere e
svantaggiate del mondo”.

Andrea Albano Sciarretta e Tahereh Pisciotta, entrambi 38 anni, Cavalieri
dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: “Uniti dal comune impegno per
la valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica”.

Teresa Scorza, 38 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver reso il lavoro uno strumento di inclusione”.

Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, 47 e 61 anni, Ufficiali dell’Ordine al
merito della Repubblica italiana: “Per aver fatto dell’arte uno strumento per
abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità”.

Cristina Bernardi, 52 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione”.

Titina Ciccone, 65 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per la sua lotta quotidiana contro la discriminazione e l’emarginazione
sociale”.

Fabrizio Facchinetti, 58 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione”.

Sauro Filippeschi, 55 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle
problematiche degli altri”.

Sonia Gerelli e Marco Damonte, 42 e 56 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito
della Repubblica italiana: “Uniti dal comune impegno per la valorizzazione e la
tutela della salute psico-fisica”.

Rodolfo Matto, 64 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per l’impegno nella valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica”.

Cristina Monzali, 54 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver messo la sua vita al servizio degli altri”.

Vito Primavera, 58 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver portato le proprie professionalità mediche al di là dei confini
nazionali, divenendo fonte di speranza per i pazienti delle aree più povere e
svantaggiate del mondo”.

Chiara Ruaro e Teresa Giordano, 51 e 38 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito
della Repubblica italiana: “Per aver fatto dell’arte uno strumento per abbattere gli
ostacoli della malattia e della disabilità”.

Cesina Russo e Zaira Giugliano, 53 e 56 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito
della Repubblica italiana: “Per essere cittadine attive che prestano particolare
attenzione alle problematiche degli altri”.

Valerio Costa, 88 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per essersi prodigato per gli altri nel corso dell’intera carriera”.

Gianfranco Onorato, “Jeff”, 73 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della
Repubblica italiana: “Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione”.

Carmela Rosset, 87 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver messo la sua vita al servizio degli altri”.
Esther Sibylle von der Schulenburg, 71 anni, Commendatore dell’Ordine al
merito della Repubblica italiana: “Per l’impegno profuso nel migliorare le
condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti”.

Suor Emma Zordan, 84 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della
Repubblica italiana: “Per l’impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e
le possibilità di reinserimento dei detenuti”.

Roma, 3 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 75° anniversario di fondazione dell’Associazione Nazionale Ex Allievi Nunziatella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale una delegazione guidata dal Presidente Fulvio Campagnuolo. 

Roma, 2 marzo 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare :

«Per definizione, la cura dei pazienti affetti da malattie rare si presenta particolarmente
complessa. Opportunamente, quest’anno, la Giornata Mondiale delle Malattie Rare è
dedicata all’equità nell’accesso alle cure.
Il tema richiama l’attenzione sulla necessità di garantire a tutte le persone,
indipendentemente dalla natura della malattia da cui si è affetti, pari diritti e pari opportunità terapeutiche.
Un impegno che non riguarda soltanto l’accesso ai farmaci e si estende all’insieme delle
terapie, dei trattamenti e dei servizi che accompagnano l’intero percorso di cura.
Nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi anni, oggi solo il 5% delle oltre
8.000 malattie rare conosciute dispone di una terapia farmacologica specifica. Di qui
l’importanza della ricerca e della messa a disposizione delle terapie necessarie, accanto agli interventi riabilitativi e ai servizi socio-assistenziali.
L’Italia si distingue per il suo impegno attivo nel promuovere l’accesso ai farmaci destinati alle patologie rare e nel ridurre i tempi che intercorrono tra l’autorizzazione e l’effettiva disponibilità delle terapie.
Permangono, tuttavia, disomogeneità territoriali che incidono sull’effettiva esigibilità delle prestazioni e determinano disparità non più accettabili: il diritto alla salute,
costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero Territorio
nazionale.
Alle persone portatrici di malattie rare, alle loro famiglie, alle associazioni che con
competenza e passione le affiancano, vanno il riconoscimento e il sostegno della Repubblica per il loro impegno nell’orientare le politiche pubbliche e nella diffusione di una maggiore consapevolezza sociale di questo fenomeno».

Roma, 28 febbraio 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica sugli incontri instituzionali del Presidente Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale, in visita ufficiale, il Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, intrattenendolo successivamente a colazione. 

Era presente all’incontro il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani. 

Roma, 27 febbraio 2026

Regione SardegnaEnergia: 70 milioni per finanziare tutte le domande ammissibili del bando fotovoltaico per i cittadini. L’assessore Piu: “La transizione ecologica deve essere un’opportunità di riscatto sociale”

Cagliari, 5 marzo 2026 – Una risposta strutturale, immediata e che rappresenta una assoluta novità contro la povertà energetica in Sardegna. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dei lavori pubblici Antonio Piu, ha approvato una delibera che programma complessivamente 69,9 milioni di euro per finanziare lo scorrimento integrale della graduatoria del bando “Incentivi per impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo” rivolto alle famiglie sarde.

L’iniziativa, nata a valere sui fondi dell’articolo 2 della L.R. n. 20/2024, aveva visto una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per il 2025, sufficiente a coprire le prime 1.290 istanze sulle oltre 6.000 pervenute tramite lo Sportello unico dei servizi (SUS). Con il nuovo provvedimento, la Regione dispone la copertura finanziaria del fabbisogno espresso dalle restanti istanze giacenti, che saranno istruite in via unitaria secondo l’ordine di merito già determinato dalla piattaforma SUS, con un investimento di 42 milioni di euro sul bilancio 2026 e 27,9 milioni sul 2027.

“I numeri straordinari di questo bando confermano che la nostra scelta politica di abbassare la soglia ISEE sotto i 15.000 euro è stata lungimirante – evidenzia l’assessore Piu – Abbiamo intercettato il bisogno reale di quelle famiglie sarde maggiormente esposte al rischio di povertà energetica. Non si tratta solo di una manovra di profonda equità sociale. Con questo stanziamento massiccio, la Regione dimostra di saper tradurre gli obiettivi di decarbonizzazione e di transizione energetica in azioni concrete che non pesano sulle spalle dei cittadini, ma che, al contrario, li sostengono economicamente. Anticipiamo le sfide del Green Deal europeo partendo da chi ha più bisogno, dimostrando che la transizione ecologica può e deve essere un’opportunità di riscatto sociale e non un costo per le famiglie. Per questo porteremo a termine il procedimento avviato, garantendo la certezza dell’incentivo a tutti i richiedenti che risulteranno in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso pubblico.”

Per garantire efficienza amministrativa e rigoroso rispetto dei vincoli contabili, l’Unità di Progetto regionale condurrà un’unica istruttoria continuativa su tutte le pratiche giacenti. L’avvio dei cantieri seguirà un doppio binario per tutelare sia i cittadini che le imprese installatrici da esposizioni finanziarie anticipate:

  • Per i finanziamenti a valere sul 2026, i lavori dovranno essere avviati a partire dalla pubblicazione del provvedimento dirigenziale di ammissione al finanziamento e della graduatoria unica 2026-2027, e completati entro e non oltre 10 mesi.
  • Per i finanziamenti a valere sul 2027, le imprese dovranno attendere lo sblocco contabile delle risorse tramite una specifica determinazione dirigenziale nel 2027, che costituirà atto formale di ammissione a finanziamento a valere sull’esercizio 2027 e dalla quale scatteranno i 10 mesi per concludere l’installazione.

“È un’iniezione di liquidità – spiega Piu – che non solo abbatterà drasticamente le bollette dei cittadini, liberando risorse per i consumi interni, ma garantirà una continuità operativa fondamentale per tutta la filiera delle piccole e medie imprese installatrici sarde”.

La delibera traccia anche la rotta per i futuri stanziamenti. Per l’annualità 2028, la legge di bilancio regionale 2026-2028 ha già stanziato ulteriori 27,9 milioni di euro (oltre eventuali economie), destinati alla medesima linea di intervento. La Giunta ha già fissato i nuovi indirizzi. Sarà pubblicato un nuovo Avviso pubblico con criteri aggiornati per rispondere a specifiche fragilità.

Tra le novità previste per il 2028:

  • Innalzamento della soglia ISEE per ampliare la platea;
  • Maggiori agevolazioni e premialità per i nuclei familiari più numerosi;
  • Maggiori agevolazioni e premialità per i nuclei con persone con disabilità;
  • Possibilità di finanziare potenze superiori ai 6 kW laddove sia certificata la necessità di alimentare apparecchiature elettromedicali salvavita ad alto consumo.

“Chiudiamo la partita del progetto pilota – conclude l’assessore – mantenendo le promesse e poniamo basi ancora più solide e inclusive per il futuro energetico dell’Isola”.

Regione SardegnaFondo complementare da 300 milioni in tre anni per i comuni della Sardegna. L’assessore Spanedda: “Stabilità finanziaria e servizi garantiti ai cittadini”

Cagliari, 5 marzo 2026 – La Giunta Todde ha approvato i criteri di ripartizione del Fondo Complementare, istituito dall’articolo 8 della Legge Regionale 6 febbraio 2026 n. 1, che destina 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 ai comuni della Sardegna. “Si tratta di una scelta strutturale che rafforza in modo significativo la capacità finanziaria dei Comuni e garantisce stabilità nella programmazione dei servizi ai cittadini”, dichiara l’assessore degli Enti locali, finanze e urbanistica, Francesco Spanedda.

A seguito di un percorso di approfondimento svoltosi in seno alla Conferenza Regione-Enti locali, è stato deciso che le risorse saranno ripartite applicando i criteri già previsti per il Fondo Unico di cui alla Legge regionale: 40% in parti uguali e 60% su base demografica, tutelando le realtà territoriali più fragili. Il Fondo sarà destinato prioritariamente alla copertura delle spese correnti, con la possibilità per i Comuni di utilizzare fino al 20% delle risorse per investimenti infrastrutturali, nel rispetto degli equilibri di bilancio.

“La Regione – prosegue l’assessore – sceglie di sostenere in modo concreto i servizi essenziali, il welfare locale e la tenuta amministrativa degli enti. Allo stesso tempo garantiamo flessibilità e autonomia, permettendo ai Comuni di destinare una quota agli investimenti”.

La proposta è frutto di un percorso di confronto con le associazioni degli enti locali ed è stata condivisa in sede di Conferenza permanente Regione-Enti locali. “I criteri avranno validità triennale – conclude Spanedda – perché siamo convinti che i Comuni debbano poter programmare, non rincorrere emergenze”.

COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE SARDEGNA

Bandi dei lavori pubblici, incremento di 134 milioni per far scorrere le graduatorie. l’assessore piu: “soddisfiamo oltre il 50 per cento delle domande; in soli 10 mesi stanziati 318 milioni di opere pubbliche”

Cagliari, 04/03/2026

L’Assessorato dei Lavori pubblici ha incrementato di 134 milioni di euro le risorse per far scorrere le graduatorie dei bandi chiusi ad ottobre scorso. Dopo le prime domande accolte per l’anno 2025, grazie ai fondi della rimodulazione del mutuo, quelli stanziati in finanziaria per il prossimo triennio e ai fondi Fesr 21-27, ora si procede allo scorrimento delle istanze in graduatoria.

“I bandi pubblicati e chiusi lo scorso anno – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu – hanno lo scopo di attuare una programmazione pluriennale. Lo avevo annunciato in fase di presentazione, le domande ammissibili scorreranno in graduatoria fino a soddisfare le 2029 istanze presentate dai comuni. Queste nuove risorse derivanti dalla rimodulazione del mutuo e dalla legge finanziaria consentiranno a tutte le province di vedere partire opere pubbliche per 318 milioni di euro. Sono risorse ingenti che abbiamo stanziato nei soli ultimi 10 mesi, grazie ad un lavoro puntuale anche sul recupero di fondi che si rischiava di perdere”.

Il programma pluriennale 2025-2027 per le opere e infrastrutture pubbliche della Sardegna, che interviene su molteplici aree di interesse degli enti, dopo il primo stanziamento di oltre 120 milioni di euro, a cui sommiamo i 64 milioni per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e illuminazione pubblica, vede oggi l’incremento di 117 milioni, provenienti dalla rimodulazione del mutuo (86 milioni) più i fondi regionale per l’annualità 2028 (31 milioni) a cui si vanno sommati i fondi Fesr 21-27 pari a 17 milioni.

Le graduatorie dei bandi scorreranno per finanziare opere che vanno dalla progettazione e realizzazione di itinerari ciclabili di competenza degli enti locali, alla messa in sicurezza di ponti e viadotti e fino alla riqualificazione dei centri urbani. Tra questi spicca, per incremento di risorse e numero di nuove domande soddisfatte, il bando per la Viabilità con 504 domande presentate e 476 ammesse, di cui 81 già finanziate con il primo stanziamento nel 2025 e 163 finanziate ora con le nuove risorse, per un totale di 244: “si tratta di oltre il 50 per cento delle istanze ritenute idonee – sottolinea l’assessore Piu – un risultato non scontato che è figlio prima di tutto del grande interesse manifestato dai comuni che hanno partecipato con una percentuale sul totale del 74,01 per cento, accompagnato dal lavoro per il reperimento di nuove risorse e il recupero di quelle già disponibili ma che potevano perdersi se non opportunamente destinate a nuove opere”.

Nel dettaglio gli altri bandi vedono incrementare il fondo a disposizione con 24 milioni di euro aggiuntivi per il bando sulla Viabilità ciclabile, 14 milioni per le Reti di drenaggio, 10 milioni per la Riqualificazione dei centri urbani, 9 milioni per il bando Riqualificazione degli edifici pubblici, 6 milioni per il bando Messa in sicurezza di ponti e viadotti e 3 milioni per Riqualificazione dei cimiteri.

Dai fondi europei Fesr 2021-2027 l’incremento complessivo è pari a 17 milioni di euro destinati al bando Efficientamento energetico degli edifici pubblici e illuminazione pubblica: “il lavoro in questo caso si è concentrato sulla spendita dei fondi europei – sottolinea Piu – a cui dobbiamo guardare con sempre maggiore rigore per invertire il trend che ci ha visti spesso tra le regioni con minore capacità di utilizzo delle risorse comunitarie”. Per questo bando le risorse messe a disposizione complessivamente sono pari a 81 milioni, 50 le domande finanziate su 137 ammesse per l’efficientamento degli edifici pubblici, 34 finanziate su 98 ammesse per l’illuminazione pubblica.

“Ho voluto questa programmazione per ribaltare la logica dei finanziamenti che prima d’ora avveniva per singoli interventi, con questo metodo siamo in grado invece di dare risposta alle esigenze di tutti i territori della Sardegna, anche i più piccoli – sottolinea Piu  – con questi bandi i comuni hanno potuto caricare le istanze su opere che saranno finanziate in modo trasparente, secondo una graduatoria restituita dal sistema informatico che ha assegnato un punteggio matematico. Alla fine della programmazione – conclude – avremo oltre 2 mila opere pubbliche realizzate”.

REGIONE SARDEGNA -LE DELIBERE ADOTTATE DALLA GIUNTA DEL 25 FEBBRAIO 2026

Cagliari, 25 febbraio 2026

Di seguito le principali delibere adottate oggi dalla Giunta Todde.

AGRICOLTURA

Su proposta dell’assessore Francesco Agus, la Giunta autorizza l’assessorato dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale all’impegno della somma di 100mila euro in favore dei Comuni di Arborea, Macomer e Ozieri, per l’anno 2026, per l’organizzazione e la partecipazione alle tre manifestazioni fieristiche zootecniche, ripartendola come segue:

– 33.333,33 euro per la manifestazione fieristica degli ovini di Macomer;

– 33.333,33 euro per la manifestazione fieristica dei bovini da carne di Ozieri;

– 33.333,33 euro per la manifestazione fieristica dei bovini da latte di Arborea.

SANITA’

La Giunta regionale ha approvato la rettifica della DGR n. 10/21 del 16 marzo 2023, disponendo il trasferimento urgente alla ASL 5 di Oristano di tre aree edificabili nei Comuni di Terralba, Oristano e Ales, inizialmente inserite nel patrimonio disponibile della ex ATS ma destinate a finalità sanitarie. Il trasferimento, con imputazione al patrimonio indisponibile, è necessario per consentire la realizzazione di opere già finanziate (Casa della Salute, ampliamento Hospice e nuovo Poliambulatorio).

La Giunta ha aggiornato le Linee di indirizzo regionali per la gestione dei sinistri da responsabilità sanitaria, alla luce della riforma del Sistema Sanitario Regionale (L.R. 24/2020, aggiornata dalla L.R. 8/2025). L’aggiornamento mira a omogeneizzare e migliorare i processi di gestione e valutazione dei sinistri, promuovendo sicurezza delle cure, prevenzione del contenzioso ed efficienza nella gestione dei risarcimenti

La Giunta ha disposto l’assegnazione di un contributo complessivo di euro 300.000 per il triennio 2026-2028 (100.000 euro annui) a favore delle federazioni FAND e FISH Sardegna, operanti nel campo della disabilità, per l’espletamento dei compiti istituzionali. Le risorse sono ripartite in parti uguali, con 50.000 euro annui per ciascuna federazione.

TRASPORTI

La Giunta, su proposta dell’assessora dei Trasporti, Barbara Manca, ha approvato il Piano Strategico della società ARST S.p.A. per il triennio 2026–2028.

Il Piano intende portare avanti le attività a supporto della transizione ecologica da realizzarsi attraverso il rinnovo della flotta con mezzi alimentati da carburanti alternativi a quelli fossili e all’utilizzo di autobus elettrici per i servizi destinati ad operare nei contesti urbani;

Parte qualificante del Piano è tuttavia l’impegno dell’Azienda a dare finalmente una svolta alla riqualificazione e ammodernamento delle stazioni, delle sedi e dei depositi aziendali, al fine di migliorare il decoro e il comfort dei passeggeri e del personale (aree di riposo, spogliatoi, uffici tecnici).

Attraverso questo Piano Strategico, l’Azienda si prepara alle sfide imposte dal Piano Regionale dei Trasporti finalizzate a migliorare le connessioni di tutto il territorio regionale ma anche integrando all’offerta di trasporto per gli spostamenti quotidiani quella per i siti turistici costieri e storico archeologici dell’interno.

L’importanza della prevenzione. La Giornata di sensibilizzazione sulle malattie e i disturbi uditivi – 3 marzo 2026

di Francesca Deiana (Tecnico Audiometrista, Presidente Commissione d’Albo Tecnici Audiometristi – Ordine Professionale TSRM PSTRP Cagliari – Oristano)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione sulla quinta edizione della Giornata di sensibilizzazione sulle malattie e i disturbi uditivi considerata, anche, all’interno della più generale necessità della prevenzione

Il 3 marzo 2026 si terrà la giornata di sensibilizzazione sulle malattie dell’orecchio e conseguenti disturbi uditivi dal titolo: “Sordità: un problema nascosto”.

L’iniziativa è volta a promuovere la prevenzione, la diagnosi precoce e la corretta gestione delle patologie dell’udito.

La giornata è promossa dalla Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale (SIOeChCF) e dalla Società Italiana di Audiologia e Foniatria (SIAF).

Le patologie dell’orecchio e i disturbi uditivi che ne conseguono colpiscono oltre un miliardo e mezzo di persone nel mondo e più di 13 milioni di italiani. L’ipoacusia, ovvero la diminuzione della capacità uditiva, se non diagnosticata, compromette lo sviluppo del linguaggio nei bambini, la comunicazione negli adulti e anziani.

Inoltre la popolazione anziana ipoacusica presenta un aumentato rischio di decadimento cognitivo e cadute.

Le malattie uditive rappresentano un rilevante problema di sanità pubblica, spesso sottovalutato, ma con importanti ricadute cliniche e sociali.

La percezione di alcune ipoacusie risulta talvolta sottovalutata, e ci si rende conto solo in presenza di casi più gravi.

In generale, l’ipoacusia, può avere un impatto significativo sui sistemi sanitari.

Intervenendo con prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione è possibile ridurre in modo efficace e sostenibile le conseguenze invalidanti.

In presenza di sintomi quali non sentire, o sentire attenuati determinati suoni o rumori, difficoltà nella comprensione del linguaggio, acufeni, sensazione di orecchio pieno e disturbi dell’equilibrio, è fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico specialista in Otorinolaringoiatria (ORL). Lo specialista ORL è responsabile dell’inquadramento clinico-diagnostico delle patologie dell’orecchio e dell’indicazione agli accertamenti strumentali più appropriati che vengono svolti da diversi professionisti sanitari.

Nel percorso diagnostico audiologico, il Tecnico Audiometrista riveste un ruolo centrale. In Italia questa figura è una professione sanitaria riconosciuta e regolamentata dalla normativa vigente ed è l’unica abilitata per legge all’esecuzione di tutti gli esami relativi alla valutazione dell’udito e dell’equilibrio. Attraverso test soggettivi e oggettivi, il Tecnico Audiometrista fornisce dati fondamentali per la prevenzione, la diagnosi, la rimediazione e riabilitazione delle patologie uditive e vestibolari.

L’integrazione tra lo Specialista ORL e il Tecnico Audiometrista garantisce un percorso diagnostico completo, appropriato e conforme agli standard di qualità e sicurezza.

Questa Giornata di sensibilizzazione costituisce quindi un’importante occasione per diffondere una cultura della salute uditiva, incoraggiando controlli periodici rivolgendosi a professionisti sanitari qualificati. Investire nella prevenzione dell’udito significa tutelare la comunicazione, l’autonomia e la qualità della vita della popolazione.

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