Il monito profetico di Gaetano Martino.

di Leonardo Armas (IIIB del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari)

La scuola, in un contesto sociale così complesso, tenta di rinnovarsi e di rimanere fedele alla sua natura di luogo fondamentale di educazione, cultura, crescita, formazione. ‘La Riflessione’ ha sempre dedicato particolare attenzione ai giovani e al mondo scolastico e, per continuare a rispondere a questa complessità sociale, inaugura una nuova rubrica, ‘La finestra su Bruxelles’, dedicata all’Unione Europea, orizzonte dei ragazzi di oggi. Realizzata dai responsabili della redazione del giornale scolastico del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari, inserito in un più generale progetto sul giornalismo, è un ulteriore spazio dedicato agli studenti e alle studentesse, per offrire loro uno strumento di analisi critica della realtà e di successiva ‘Riflessione’

‘La finestra su Bruxelles’ -4
Presentiamo questa rubrica digitale dove proporremo il ricordo di personaggi storici e di temi alla base dell’ Unione Europea

Questa finestra è dedicata a Gaetano Martino, Ministro degli esteri italiano che portò verso il successo lo spirito di Messina del 1955 e che lasciò ai posteri un monito alla politica comune che si riflette benissimo con la fase storica che attraversiamo

Gaetano Martino

Se fino ad ora abbiamo parlato circa il pensiero su come l’UE avrebbe dovuto svilupparsi partendo dalle origini, ora, invece, parleremo di chi davvero ha vissuto, e guidato, una delle fasi più critiche e difficili, avvenuta nel 1955, all’alba della Conferenza di Messina; e all’indomani della fine del progetto di un esercito comune parallelo alla Nato (la CED), per il quale Alcide De Gasperi aveva impiegato tutte le sue ultime energie prima della morte nel 1954.
Stiamo parlando di Gaetano Martino.
In quell’anno era alla guida della Farnesina e, come promotore, ospitò nella sua Messina una conferenza della CECA che avrebbe dovuto deliberare il futuro di questa organizzazione dopo il trauma della CED. Il clima fu fin da subito teso, ma grazie allo spirito comune, si trovarono dei fondamentali accordi sullo sviluppo dell’energia nucleare, l’Euratom, e la creazione di un’area di libero mercato per gli stati membri, non limitata al solo carbone e acciaio. Il secondo punto fu il più importante per due motivi: il primo perché anticipò la creazione della CEE nel 1957 con il Trattato di Roma; il secondo perché ciò portò all’aumento del PIL, dell’export e all’istituzione di un’area a libero transito con l’acquis di Schengen nel 1985.

Il 19/01/65, Martino tornò a parlare di quella Conferenza epocale, rammaricandosi che molte battaglie, seppur vinte, ancora dovevano essere concluse e attuate, poiché tale vittoria economica fu “un grande atto di fede e libertà” concessa a quei popoli che erano spinti dagli stessi precetti morali e sociali. Sebbene una forte crescita degli stati membro, questa era ancora frenata dai diversi orizzonti politici degli stati, stessa situazione che oggi ci obbliga a restare timidi davanti a tutto quello che accade.
Martino, dunque, ci ricorda che ancora oggi c’è un passo fondamentale da compiere per eliminare il punctum dolens: ovvero rendere la politica europea adulta, come già dal 1955 era stato fatto con l’economia.
Ed è necessario farlo adesso, nell’epoca segnata dal trumpismo, per sopperire alle minacce esterne in atto.

Il sostegno di Trump penalizza i populisti europei? Le scelte di Orbán e dell’Afd. Il peso della guerra in Iran

 di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump saluta il primo ministro ungherese Viktor Orbán alla Casa Bianca, venerdì 7 novembre 2025 (Ap)


«Le famiglie felici si somigliano tutte, le famiglie infelici lo sono ognuna a suo modo». L’incipit di Anna Karenina si addice bene ai populisti d’Europa. Quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva il vento in poppa, l’estrema destra europea, a prescindere dalla nazionalità, se lo contendeva e ne ostentava la vicinanza, cercava e moltiplicava i contatti con il mondo Maga. Ora che la guerra in Iran ha fatto precipitare in Europa (ma anche negli Stati Uniti) la popolarità del presidente Usa, i populisti del Vecchio Continente sono costretti a reagire. E in questo caso ognuno lo fa a modo suo.
 
Partiamo dal premier ungherese Viktor Orbán. Domenica in Ungheria ci sono le elezioni e per la prima volta il padre della «democrazia illiberale» ha un vero sfidante, Péter Magyar, che secondo alcuni sondaggi è in testa. La guerra in Iran e la crisi energetica in cui è piombata l’Unione europea sono un pretesto per il leader magiaro per attaccare Bruxelles e la scelta di abbandonare le fonti fossili russe. La guerra in Medio Oriente, nella narrativa di Orbán, è la dimostrazione che la difesa del petrolio e del gas di Mosca negli anni passati, in pieno conflitto ucraino, era giustificata in nome della sicurezza energetica ungherese e non del doppio gioco con Vladimir Putin. La guerra in Iran, dunque, non imbarazza Budapest. Per questo Orbán ha posto grandi aspettative nella visita di due giorni di JD Vance. Il vicepresidente degli Stati Uniti arriva oggi e cercherà di tirare la volata a Orbán.

Il portavoce del governo ungherese Zoltán Kovács ha scritto su X che «la visita mette in luce la forte e duratura alleanza tra l’Ungheria e gli Stati Uniti, costruita su valori condivisi, rispetto reciproco e cooperazione strategica. Questa giornata funge da simbolo di legami più profondi e di un dialogo continuo, riaffermando l’importanza dell’amicizia ungherese-americana in un mondo in rapida evoluzione». Orbán è un trumpiano della prima ora e il presidente Usa lo ricambia: «È un leader forte che si batte per il suo Paese e la sua gente», ha detto qualche giorno fa Trump, aggiungendo che «è un vero amico, un combattente e un vincente». Il premier ungherese aveva fatto del Mega — Make Europe Great Again —, che parafrasa il Maga americano, lo slogan della presidenza di turno dell’Ue tenuta da Budapest nel secondo semestre del 2024. La sintonia tra il credo di Fidesz e l’amministrazione Usa è forte. Lastrategia di sicurezza nazionale statunitense dello scorso dicembre aveva posto l’enfasi sul far sì che «l’Europa rimanga europea»: «Non possiamo permetterci di mettere da parte l’Europa… — spiegava il documento — sarebbe controproducente per gli obiettivi di questa strategia. Il nostro obiettivo dovrebbe essere aiutare l’Europa a correggere la sua attuale traiettoria». Ecco come si giustifica il sostegno aperto, quasi smaccato, a Orbán in campagna elettorale. Come andrà a finire lo si capirà domenica, i cittadini ungheresi diranno se Trump è ancora un asset da sbandierare o da nascondere, almeno in questa fase.

L’estrema destra tedesca ha invece fatto una scelta opposta come ha raccontato nei giorni scorsi il Financial Times: Alternativa per la Germania (AfD) si sta distanziando da Trump perché in Germania la guerra in Iran si sta rivelando profondamente impopolare e offusca le speranze di una ripresa economica tedesca. Il quotidiano della City ha riferito che l’AfD ha chiesto ai suoi parlamentari che stanno stringendo legami con il movimento Maga del presidente di ridurre le visite negli Stati Uniti. Eppure i due mondi sono già molto legati. Una delegazione di funzionari del partito si è recata a Washington per la sua cerimonia di insediamento di Trump all’inizio dello scorso anno. E il movimento Maga ha ricambiato offrendo un sostegno senza precedenti all’AfD in vista delle elezioni parlamentari nazionali che si sono svolte nel febbraio 2025, con figure di spicco come Elon Musk e il vicepresidente JD Vance, ha ricordato il FT, che hanno appoggiato pubblicamente il partito.

Ora il cambio di atteggiamento, che si spiega con le prossime elezioni regionali in settembre in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania Anteriore: due stati della ex DDR, in cui il sentimento antiamericano è molto diffuso e che la guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran non fa altro che rafforzare. L’AfD punta a uno storico primo posto nelle elezioni e l’amicizia di Trump potrebbe stavolta pesare negativamente sulle urne.

Del resto, secondo diversi analisti, è quello che è successo nel referendum sulla riforma della giustizia in Italia con la vittoria del «no», che è stata letta anche come una reazione alla vicinanza della premier Giorgia Meloni al presidente Usa senza una presa di distanza dalle sue scelte in una serie di situazioni in cui gli interessi europei e italiani rischiavano di essere compromessi. Eppure a gennaio Roma aveva criticato Washington per le pretese sulla Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca. Ma una rondine non fa primavera.

Anche il Rassemblement National di Jordan Bardella ha cominciato a fare dei distinguo nel timore che Trump condizioni in modo negativo le presidenziali del 2027. A gennaio Bardella, in piena crisi Ue-Usa per la Groenlandia, si è spinto a dire che l’Unione Europea deve «attivare senza indugio i suoi strumenti anti-coercizione e adottare misure mirate sui servizi e le esportazioni americane verso l’Europa». Eppure per un anno il RN, che al Parlamento europeo fa parte dei Patrioti insieme a Fidesz di Orbán (di fatto l’ideatore del gruppo) e alla Lega di Salvini, ha appoggiato l’offensiva ideologica trumpiana contro l’Europa.

Eppure l’11 novembre del 2024 Gideon Rachman scriveva sul Financial Times che «per i nazionalisti e i populisti europei, l’imminente ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca equivale all’arrivo della cavalleria americana all’orizzonte». Apparentemente non è più così.

Le notizie dai comunicati stampa: la solidarietà al cardinal Pizzaballa dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, il resoconto dell’ultimo Consiglio dei Ministri e il messaggio di Matteralla a Papa Leone XIV

Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa

L’UCOII esprime profonda solidarietà al Patriarca
Pizzaballa: impedire la preghiera è una ferita per tutta l’umanità

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L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII) esprime profonda indignazione e piena solidarietà al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e al Custode dei Luoghi Sacri in Terra Santa, padre Francesco Ielpo, ai quali la polizia israeliana ha impedito stamattina (ieri n.d.r.) di raggiungere la Basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme.
È la prima volta da secoli che ai massimi rappresentanti della Chiesa Cattolica in Terra Santa viene negato l’accesso al più sacro dei luoghi di culto cristiani. Un atto grave e senza precedenti, che il Patriarcato Latino ha giustamente definito “una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata” e “un’estrema violazione dei principi fondamentali di libertà di culto e rispetto dello Status Quo”.
«Siamo profondamente vicini ai nostri fratelli e sorelle del mondo cristiano
in questo momento di dolore», dichiara il Presidente UCOII Yassine Baradai.
«Quanto accaduto oggi al Santo Sepolcro ci ferisce come ferisce ogni credente, di
qualunque fede. Gerusalemme è la città dove le nostre tradizioni spirituali si incontrano,
e quando si impedisce a un uomo di fede di pregare in un luogo sacro, è la dignità di tutta l’umanità ad essere calpestata. Noi musulmani viviamo questa stessa sofferenza alla Moschea di Al-Aqsa, dove da anni i fedeli subiscono restrizioni e violazioni del diritto al culto. È un dolore che ci unisce, e per il quale facciamo appello comune alla comunità
internazionale: la difesa della libertà religiosa a Gerusalemme è una causa che ci vede
insieme.»
L’UCOII si unisce alla voce di Papa Leone XIV, che proprio oggi nell’omelia della Domenica delle Palme ha dichiarato: “Siamo più che mai vicini con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente, che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e, in molti casi, non possono vivere pienamente i Riti di questi giorni santi”.
L’UCOII chiede alla comunità internazionale di:
 Condannare fermamente ogni restrizione alla libertà di culto a Gerusalemme, che colpisca cristiani, musulmani o fedeli di qualunque confessione;
 Esigere il ripristino immediato del libero accesso ai Luoghi Santi per tutti i fedeli e i loro rappresentanti religiosi;
 Agire concretamente per la protezione dello Status Quo dei Luoghi Santi, patrimonio
dell’intera umanità.

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato a Sua Santità Papa
Leone XIV il seguente messaggio:
«Nel ringraziare Vostra Santità per il messaggio che ha voluto cortesemente
indirizzarmi, desidero formulare, a nome mio e del popolo italiano, i migliori auguri
per il Viaggio Apostolico che si accinge a compiere nel Principato di Monaco.
La grande attesa, già da molte settimane resa manifesta dalle autorità, dai giovani
monegaschi e dalla locale comunità ecclesiastica mentre si apprestano ad accogliere
la Santità Vostra, testimonia del saldo legame che unisce il Principato alla Santa
Sede e della profonda radice cristiana di quella terra.
Il motto “Io sono la via, la verità e la vita” che Ella ha scelto per questa prima
missione del 2026 risponde pienamente all’esigenza, ovunque avvertita, di udire
parole capaci di suscitare speranza e ispirare concordia tra i popoli.
Voglia accogliere, Santo Padre, il mio affettuoso pensiero, unitamente ai sensi della
mia massima considerazione».

Roma, 28 marzo 2026

Comunicato stampa della Presidenza del Consiglio

CONSIGLIO DEI MINISTRI – 27 MARZO 2026

Il Consiglio dei ministri si è riunito venerdì 27 marzo 2026, alle ore 17.05 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

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DECRETO FISCALE

Disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica (decreto-legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica.

Di seguito le principali misure contenute nel provvedimento.

  • Credito d’imposta per le imprese: il decreto introduce una misura di sostegno rivolta alle imprese che prevede un contributo, sotto forma di credito d’imposta pari al 35% dell’importo richiesto, destinato alle aziende che hanno presentato comunicazioni per investimenti.

In merito a tale misura, il Governo ha intenzione di avviare nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate. L’obiettivo è quello di valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive che si rendano disponibili, anche alla stregua delle osservazioni che saranno ricevute sull’ordine di priorità per il loro utilizzo.

  • Operazioni permutative: si modifica la decorrenza del nuovo regime IVA per le operazioni permutative, prevedendone l’applicazione ai contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1° gennaio 2026. Sono fatti salvi i comportamenti adottati in precedenza e non si dà luogo a rimborsi d’imposta.
  • Lavoratori impatriati: si aggiornano i riferimenti normativi relativi al regime fiscale per i lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia, con applicazione a decorrere dal periodo d’imposta 2027.
  • Avviamento negativo: per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali, si stabilisce che, in operazioni di cessione d’azienda, la differenza negativa tra il corrispettivo e il valore dei beni concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi. La norma si applica dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024.
  • Sistemi di garanzia dei depositanti: fino al 31 dicembre 2028, gli interessi derivanti da titoli obbligazionari corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti sono esenti dall’imposta sostitutiva.
  • Rinvio contributo spedizioni: l’applicazione del contributo sulle spedizioni di beni importati da Paesi extra-UE, con valore dichiarato inferiore a 150€, è differita al 1° luglio 2026. Si tratta di un rinvio tecnico volto a consentire il completamento dell’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
  • Ritenuta sulle provvigioni: l’efficacia delle disposizioni in materia di ritenuta sulle provvigioni è differita dal 1° marzo 2026 al 1° maggio 2026.
  • Investimenti in beni strumentali: viene soppresso il vincolo che limitava la maggiorazione dell’ammortamento ai soli beni prodotti negli Stati dell’Unione Europea o aderenti allo Spazio economico europeo.
  • Atleti dilettanti: per i premi erogati agli atleti dilettanti fino al 31 dicembre 2026, viene fissata una soglia di esenzione dalla ritenuta alla fonte pari a 300 euro complessivi.
  • Riscossione: sono introdotti nuovi termini per la richiesta di riconsegna anticipata dei carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione relativamente a specifiche fattispecie.
  • Regime dividendi e PEX: viene ripristinato il regime di esclusione dei dividendi (nella misura del 95% per le società) e della participation exemption (PEX), con decorrenza dal 1° gennaio 2026.
  • Imposta di bollo: per i soggetti diversi dalle persone fisiche, l’imposta di bollo sui conti correnti e rendiconti aumenta da 100 a 118 euro.
  • Educazione finanziaria: il Comitato nazionale per l’educazione economica e finanziaria viene integrato con un membro del Corpo della guardia di finanza. Sono definiti nuovi standard qualitativi e la possibilità di avvalersi di esperti e consulenti esterni.
  • Carta europea della disabilità: al fine di garantire la continuità del servizio di emissione della carta per l’anno 2026, è autorizzata una spesa di 1,6 milioni di euro.
  • Avvocatura dello Stato: è autorizzata la spesa di 500.000 euro annui a decorrere dal 2026 per il pagamento delle spese degli atti processuali e del contributo unificato per conto delle parti patrocinate dall’Avvocatura dello Stato.

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ACCORDI INTERNAZIONALI

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, ha approvato due disegni di legge di ratifica ed esecuzione di altrettanti accordi internazionali.

  1. Ratifica ed esecuzione dello scambio di note verbali, fatto al Cairo il 3 agosto e il 10 settembre 2025, concernenti la proroga di validità del memorandum di intesa tra il Ministero della difesa della Repubblica italiana e il Ministero della difesa della Repubblica araba d’Egitto sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 23 marzo 1998 (disegno di legge)

Il Memorandum viene prorogato sino alla conclusione di un nuovo Accordo tra le Parti sulla cooperazione nei medesimi settori della difesa. Il prolungamento della cooperazione rappresenta una leva decisiva per valorizzare appieno le potenzialità di una relazione che già oggi poggia su basi politiche e militari solide e condivise.

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  1. Ratifica ed esecuzione dell’accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Kuwait sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 13 gennaio 2026 (disegno di legge)

L’Accordo ha lo scopo di fornire adeguata copertura giuridica a forme strutturate di cooperazione bilaterale tra le Forze Armate dei due Paesi, nell’intento di consolidare le rispettive capacità nel campo della difesa. La sua sottoscrizione, inoltre, mira ad indurre positivi effetti in settori produttivi e commerciali dei Paesi stipulanti.

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PROFESSIONI SANITARIE

Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (disegno di legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute Orazio Schillaci, ha approvato, con procedura d’urgenza, un disegno di legge recante disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS).

Il provvedimento interviene in via urgente sull’assetto normativo e organizzativo della Commissione, organo di giurisdizione speciale competente a decidere sui ricorsi avverso i provvedimenti adottati dagli Ordini e dalle Federazioni nazionali delle professioni sanitarie in materia disciplinare, di iscrizione e cancellazione dagli albi e in ambito elettorale.

Il disegno di legge mira, pertanto, a garantire la continuità e l’efficienza dell’attività della Commissione e la ragionevole durata dei procedimenti, attraverso una riorganizzazione dell’organo e una revisione della disciplina processuale. In particolare, si prevede una riorganizzazione della Struttura, articolata in due sezioni, nonché l’introduzione di una disciplina processuale più chiara e uniforme, con termini certi, modalità di deposito e formazione del fascicolo e strumenti di gestione anche telematica. Sono, inoltre, previste misure per lo smaltimento dell’arretrato volte a evitare il consolidarsi di situazioni di incertezza giuridica; anche al fine di ricondurre a equilibrio il rapporto tra effettività della tutela giurisdizionale e salvaguardia dell’interesse pubblico alla tutela della salute.

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ATTUAZIONE DEGLI STATUTI SPECIALI REGIONALI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha approvato tre decreti legislativi di attuazione degli statuti speciali delle Regioni autonome Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d’Aosta/Vallèe d’Aoste.

  1. Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia recanti modifiche al decreto legislativo 25 novembre 2019, n. 154 in materia di coordinamento della finanza pubblica (decreto legislativo)

Il provvedimento quantifica il contributo che il sistema integrato del Friuli-Venezia Giulia deve versare allo Stato per ciascuno degli anni dal 2027 al 2033 e stabilisce le modalità di versamento del contributo all’Erario; consente allo Stato di modificare unilateralmente il contributo ma solo per un periodo di tempo limitato, nella misura massima del 10 per cento per far fronte ad eccezionali esigenze di finanza pubblica e, ove siano necessarie manovre straordinarie per assicurare il rispetto delle norme europee in materia di riequilibrio del bilancio pubblico, di un ulteriore 10 per cento; esplicita che contributi di importo superiore vanno concordati con la Regione; esplicita come il sistema integrato, in spirito di leale collaborazione, adempie alla nuova governance economica europea; specifica che gli obblighi previsti dall’articolo 4-ter contribuiscono all’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, assolvono al dovere di solidarietà nazionale e sostituiscono le misure di concorso alla finanza pubblica del sistema integrato.

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  1. Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol recanti modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752, al decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 305, e al decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574, rispettivamente in materia di dichiarazioni di appartenenza linguistica, di temporanea assegnazione di magistrati e di terminologia giuridica, amministrativa e tecnica, atta ad assicurare la corrispondenza nelle lingue italiana e tedesca nella Provincia di Bolzano (decreto legislativo)

Il testo apporta modifiche relative alla dichiarazione di appartenenza o aggregazione al gruppo linguistico, garantendo che i destinatari della comunicazione effettuata dai Comuni abbiano effettiva conoscenza della facoltà di rendere la suddetta dichiarazione di appartenenza o aggregazione; alla temporanea assegnazione dei magistrati appartenenti ai tre gruppi linguistici, presso gli uffici giudiziari della provincia di Bolzano; alla terminologia giuridica, amministrativa e tecnica in uso, tra gli altri, nei rapporti con gli organi e gli uffici della pubblica amministrazione, gli uffici giudiziari e negli atti pubblici

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  1. Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta/Vallèe d’Aoste, recanti modificazioni al decreto legislativo 24 luglio 2007, n. 136 concernenti il conferimento di funzioni in materia di istituzioni di alta formazione artistica e musicale (decreto legislativo)

Il provvedimento modifica il decreto legislativo 24 luglio 2007, n. 136, al fine di aggiornare la denominazione dell’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta, a seguito della sua trasformazione in istituzione di alta formazione musicale e di disciplinare le modalità di trasferimento del personale docente tra istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica operanti in Valle d’Aosta e nel restante territorio nazionale.

In particolare, si prevede che l’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta assuma la denominazione di “Conservatoire de la Vallée d’Aoste”.

Inoltre, si dispone l’applicazione al personale docente del Conservatoire del nuovo sistema di reclutamento del personale AFAM previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 2024, n. 83, superando il precedente sistema basato su graduatorie nazionali.

Il provvedimento introduce, altresì, la possibilità di trasferimento del personale docente tra istituzioni AFAM operanti in Valle d’Aosta e nel resto del territorio nazionale. Il trasferimento verso le istituzioni operanti in Valle d’Aosta è subordinato all’accertamento della conoscenza della lingua francese secondo le modalità stabilite dalla Regione. La disposizione consente la mobilità in uscita del personale docente verso i Conservatori statali di altre regioni e, viceversa, la mobilità in entrata, previo accertamento linguistico.

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ATTUAZIONE DI NORME EUROPEE SU GAS E IDROGENO

Attuazione della Direttiva (UE) 2024/1788 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, relativa a norme comuni per i mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno, che modifica la Direttiva (UE) 2023/1791 e che abroga la Direttiva 2009/73/CE (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti e del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1788 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, relativa a norme comuni per i mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno, che modifica la Direttiva (UE) 2023/1791 e che abroga la Direttiva 2009/73/CE.

Il provvedimento mira a definire un quadro normativo per favorire la diffusione dei gas rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, con particolare attenzione allo sviluppo del mercato dell’idrogeno.

Il testo attua la disciplina comune per il trasporto, la fornitura e lo stoccaggio dell’idrogeno e l’organizzazione del settore, includendo la separazione dei gestori delle reti e le regole di accesso alle infrastrutture.

Inoltre, si rafforzano i diritti dei clienti finali, garantendo la libertà di scelta del fornitore, la trasparenza delle bollette e l’accesso a sistemi di misurazione intelligenti. Sono previste specifiche tutele per i clienti vulnerabili e in condizioni di povertà energetica, assicurando la continuità delle forniture.

Si introduce un quadro regolatorio volto alla progressiva integrazione dei gas verdi nel sistema energetico nazionale, promuovendo la sostenibilità e la sicurezza degli approvvigionamenti in coerenza con gli obiettivi della transizione ecologica.

Infine, vengono definiti i poteri e i compiti dell’ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) in relazione ai nuovi mercati e alla protezione dei consumatori.

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PROVVEDIMENTI APPROVATI IN ESAME DEFINITIVO

Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, un disegno di legge, sette decreti legislativi e un regolamento da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica.

I testi tengono conto, laddove previsti ed espressi, dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome o della Conferenza unificata e della Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato. Di seguito l’elenco dei provvedimenti con l’indicazione dei proponenti.

  1. Istituzione del Registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili (disegno di legge – esame definitivo) (Salute)
  2. Disposizioni in materia di revisione dello strumento militare nazionale in attuazione dell’articolo 2, comma 1, della legge 28 novembre 2023, n. 201 (decreto legislativo – esame definitivo) (Presidenza – Difesa)
  3. Disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa e ordinativa della sanità militare, ai sensi dell’articolo 2 della legge 28 novembre 2023, n. 201 (decreto legislativo – esame definitivo) (Presidenza – Difesa)
  4. Attuazione della delega di cui all’articolo 19 della legge 5 marzo 2024, n. 21, per la riforma organica delle disposizioni in materia di mercati dei capitali recate dal Testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e delle disposizioni in materia di società di capitali contenute nel Codice civile nonché per la modifica di ulteriori disposizioni vigenti al fine di assicurarne il miglior coordinamento (decreto legislativo – esame definitivo) (Presidenza – Economia e finanze – Giustizia)
  5. Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 22 novembre 2023, n. 184, di recepimento della Direttiva (UE) 2021/2118 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2021, recante modifica della Direttiva 2009/103/CE concernente l’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità (decreto legislativo – esame definitivo) (Affari europei, PNRR e politiche di coesione – Imprese e Made in Italy)
  6. Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2023/988 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, sulla sicurezza generale dei prodotti (decreto legislativo – esame definitivo) (Affari europei, PNRR e politiche di coesione – Imprese e Made in Italy)
  7. Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2023/2411 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali (decreto legislativo – esame definitivo) (Affari europei, PNRR e politiche di coesione – Imprese e made in Italy)
  8. Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 200, recante riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, ai sensi dell’articolo 1, comma 4, della legge 3 agosto 2022, n. 129 (decreto legislativo – esame definitivo) (Salute)
  9. Regolamento recante modifiche al Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, per l’incremento del contingente degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della difesa (decreto del Presidente della Repubblica – esame definitivo) (Difesa)

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INTERVENTI IN GIUDIZIO

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, ha deliberato la determinazione di intervento nei giudizi di legittimità costituzionale promossi dalle Regioni Puglia ed Emilia-Romagna avverso gli articoli 1, commi da 706 a 711 e 3, con annessa Tabella 2, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028”.

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STATI DI EMERGENZA

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato la proroga, per 12 mesi, dello stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 19 e 20 ottobre 2024 nel territorio dell’isola di Stromboli del comune di Lipari in provincia di Messina.

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NOMINE

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, in considerazione delle dimissioni presentate dall’ing. Luca Desiata dall’incarico di componente esperto della Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), ha deliberato l’avvio della procedura di decadenza dello stesso e il contestuale avvio della procedura per la nomina dell’ing. Giorgio Graditi a componente della medesima Consulta.

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato sedici leggi regionali e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione siciliana n. 3 del 30/01/2026, recante “Interventi urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026”, in quanto talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, violano l’articolo 117, secondo comma, lett. e) e o) della Costituzione.

Inoltre, il Consiglio dei ministri ha deliberato di non impugnare:

  1. la legge della Regione Calabria n. 3 del 29/01/2026, recante “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti e aziende del Servizio Sanitario della Regione Calabria”;
  2. la legge della Regione Piemonte n. 1 del 29/01/2026, recante “Sviluppo della ricerca applicata nel comparto sanitario. Promozione delle attività del Centro Avanzato di Diagnostica”; 
  3. la legge della Regione Calabria n. 4 del 02/02/2026, recante “Disposizioni concernenti l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale”; 
  4. la legge della Regione Calabria n. 5 del 02/02/2026, recante “Adempimento degli impegni assunti con il governo in attuazione del principio di leale collaborazione”; 
  5. la legge della Regione Lombardia n. 2 del 29/01/2026, recante “Revisione della legge regionale 4 aprile 2012, n. 6 (Disciplina del settore dei trasporti)”; 
  6. la legge della Regione autonoma Valle d’Aosta n. 1 del 02/02/2026, recante “Modificazioni alla legge regionale 17 dicembre 2018, n. 11 (Disciplina dello svolgimento delle prove di francese all’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione in Valle d’Aosta)”; 
  7. la legge della Regione Piemonte n. 2 del 03/02/2026, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale di previsione 2026-2028 (Legge di stabilità regionale 2026)”; 
  8. la legge della Regione Piemonte n. 3 del 03/02/2026, recante “Bilancio di previsione finanziario 2026-2028”; 
  9. la legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 2 del 03/02/2026, recante “Misure urgenti e straordinarie in tema di tutela della salute”;
  10. la legge della Regione Lazio n. 2 del 03/02/2026, recante “Promozione e valorizzazione dei percorsi della conoscenza storica del Novecento”; 
  11. la legge della Regione Toscana n. 2 del 04/02/2026, recante “Variazione al bilancio di previsione finanziario 2026 – 2028”; 
  12. la legge della Regione Sardegna n. 2 del 06/02/2026, recante “Bilancio di previsione 2026-2028”;
  13. la legge della Regione Sardegna n. 3 del 06/02/2026, recante “Disposizioni in materia di personale e di proroga di graduatorie”; 
  14. la legge della Regione Sardegna n. 5 del 06/02/2026, recante “Disposizioni straordinarie per la regolarizzazione e il trasferimento in proprietà delle aree e degli alloggi assegnati nei Comuni di Gairo, Cardedu e Osini a seguito dell’alluvione del 1951 e non ancora formalmente trasferiti”; 
  15. la legge della Regione Lombardia n. 3 del 06/02/2026, recante “Promozione dell’ideale sportivo e del volontariato in ambito sportivo”.

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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 18.10.

Così si è chiuso il “caso” della pasta italiana

 di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington


La guerra della pasta – così definita dopo che il Wall Street Journal  avvertì che la pasta italiana “rischiava di scomparire dagli scaffali (dei supermercati) negli Stati Uniti” e prima che ci fosse un’altra guerra, in Iran, di cui preoccuparsi – è stata scongiurata. La Casa Bianca aveva respinto già lo scorso dicembre la notizia che la pasta importata dall’Italia (che peraltro è meno del 20%, perché la maggior parte delle aziende italiane producono ormai negli Stati Uniti) rischiasse di scomparire dai negozi americani.  Kush Desai, portavoce della Casa Bianca, spiega che dopo una indagine «indipendente semi-giudiziaria» stabilita per legge, alla fine 13 produttori italiani di pasta, tra cui Garofalo e La Molisana hanno evitato che il dazio antidumping del 92% venisse finalizzato. Il dazio antidumping è tornato alle cifre consuete o anche meno che nel passato (7% per Garofalo, 2,6% per La Molisana, 5,21% per altre aziende).

Il problema, secondo la Casa Bianca, è nato dal fatto che le aziende inizialmente «qualunque sia la ragione, hanno fallito nel fornire le stesse informazioni che avevano fornito per decenni» nonostante «i ripetuti avvertimenti». In un’intervista con Valentina Iorio sulle pagine del quotidiano lo scorso dicembre, l’amministratore delegato del pastificio, Massimo Menna, aveva detto: «Noi abbiamo sempre operato con correttezza, gli addebiti che ci sono stati mossi sono generati da un’incomprensione. Siamo fiduciosi che le memorie difensive presentate consentano di fare una verifica più approfondita». Non era una decisione della Casa Bianca, sottolinea il portavoce: «Il presidente non può, senza il Congresso, cambiare i dazi antidumping: è un processo basato su leggi approvate dal Congresso, gestito da funzionari di carriera del dipartimento del Commercio, è una specie di formula matematica, in cui inserisci i dati che ti mandano le aziende e viene fuori un numero. La semplice realtà è che questi produttori non avevano rispettato una semplice richiesta di dati, a differenza di quanto avevano fatto senza problemi in passato».

La Casa Bianca accusa i media americani di aver scatenato problemi diplomatici con l’Italia. Contattato dal Corriere, il Pastificio Lucio Garofalo  non ha voluto fare alcun commento. L’indagine – conferma la Casa Bianca – è partita per via della denuncia di un’altra azienda americana che accusava i produttori italiani di vendere a prezzi troppo bassi.  Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha accolto la notizia finale positivamente: «L’abbassamento significativo dei dazi sulla pasta rende giustizia alle nostre aziende e ad un prodotto simbolo del Made in Italy nel mercato statunitense». Queste tariffe antidumping si sommano a quelle imposte su tutti i prodotti europei, che in base all’accordo sui dazi tra Usa e Ue sono al momento del 15%.

L’ Europa non è un incidente della storia

di Leonardo Armas (IIIB del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari)

La scuola, in un contesto sociale così complesso, tenta di rinnovarsi e di rimanere fedele alla sua natura di luogo fondamentale di educazione, cultura, crescita, formazione. ‘La Riflessione’ ha sempre dedicato particolare attenzione ai giovani e al mondo scolastico e, per continuare a rispondere a questa complessità sociale, inaugura una nuova rubrica, ‘La finestra su Bruxelles’, dedicata all’Unione Europea, orizzonte dei ragazzi di oggi. Realizzata dai responsabili della redazione del giornale scolastico del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari, inserito in un più generale progetto sul giornalismo, è un ulteriore spazio dedicato agli studenti e alle studentesse, per offrire loro uno strumento di analisi critica della realtà e di successiva ‘Riflessione’

‘La finestra su Bruxelles’ -3
Presentiamo questa rubrica digitale dove proporremo il ricordo di personaggi storici e di temi alla base dell’ Unione Europea

Questa finestra è dedicata a David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo dal luglio 2019 all’11 gennaio 2022, giorno della sua morte.

David Sassoli

Il 3/7/2019, David Sassoli pronunciò il suo discorso d’insediamento come Presidente del Parlamento europeo (carica ora ricoperta da Roberta Metsola). In quel di Strasburgo si è tenuto, infatti, uno dei discorsi più importanti ed eclettici dedicata all’ Unione Europea. Nel suo lungo intervento ci fermeremo solo su due frasi.

La prima è questa: “e allora diciamolo noi, visto che altri a Est o ad Ovest e a Sud fanno fatica a riconoscerlo, che tante cose ci fanno diversi – non migliori, semplicemente diversi – e che noi europei ne siamo orgogliosi” […].

Questa frase è una chiara esortazione al modello europeo in ogni campo dello scibile e soprattutto nel campo giuridico dove, nel continuo del discorso, si fa riferimento alla libertà religiosa e al giusto processo senza l’ applicazione della pena di morte; d’altronde siamo l’ Europa illuminista di Cesare Beccaria, avversa alla pena di morte, al contrario di Russia, Usa, Iran e Cina che continuano ad utilizzarla. Sassoli non toglie nessuno stato della sua critica, nemmeno gli Stati Uniti.

L’altra frase è forse quella più famosa: “l’ Europa NON è un incidente della storia”. Questo è il punto più importante per comprendere perché l’ UE non è solo un utopia, ma un progetto reale e possibile. Prima di allora, non eravamo altro che stati isolati e

 in preda ai nazionalismi, i quali hanno provato a porre per sempre la parola FINE su ogni progetto di rinnovamento.

Ma noi abbiamo resistito, e, grazie alle sue parole, continueremo a far valere la democrazia in questo mondo di nazionalismo e populismo defraudato dal diritto internazionale, guardando alle nuove sfide future alle quali aveva già meditato David, ovvero la rivoluzione digitale e del clima.

Il referendum del 22/23 marzo: informarsi, riflettere, votare e accettare il risultato

di Daniele Madau

A pochi giorni dal referendum sulla giustizia- che tanto ha coinvolto e infiammato gli animi- è necessaria, più che mai, una riflessione finale. Chi scrive ha una sua idea, una chiara intenzione di voto, che probabilmente emergerà, ma qui si vuole fornire un quadro conclusivo del periodo di campagna referendaria il piu possibile oggettivo, che possa servire a chi legge, e anche all’autore.

Son talmente tanti gli spunti che, forse, sarebbe meglio schematizzarli. Punto primo. Ho in mente sia le ultime consultazioni referendarie italiane che quelli di altri Stati, come la Svizzera: in questa, i quesiti degli ultimi anni hanno riguardto ancora temi generali-come la sanità pubblica- che noi abbiamo già affrontato in passato. In Italia, invece, le uniche volte in cui si sono si è sottoposta a giudizio una categoria precisa, questa ha riguardato o la classe politica- con la variante del sindacato- o i giudici. Una volta i cacciatori. Potrei essere stato poco precisio nella conta, ma il dato mi sembra comunque significativo. Il potere politico e quello giudiziario sembrano rappresentare un elemento da correggere continuamente, da riformare, nel tentativo-perenne- di renderli finalmente efficienti. Tra l’altro, non mi sembra che sia stato ricordato da qualcuno, gli italiano si sono già espressi sulla separazione delle carriere dei magistrati, parte fondamentale del quesito referendario del prossimo fine settimana: precisamente, il 21 maggio del 2000 e, incredibilmente-dato il poco tempo trascorso che, comunque, è riuscito a cancellarne il ricordo- il 12 giugno del 2022. In entrambi in casi, la separazione delle carriere non è stata votata dagli italiani che quindi, in maniera puramente teorica, si sarebbero già espressi con chiarezza.

Punto secondo. Giusto per avere un’idea chiara di cosa voteremo con questo referendum confermativo – in quanto il Parlamento non ha aprrovato la legge costituzionale con il voto favorevole di almeno i 3/4 dei componenti – senza necessità di quorum- ecco il quesito: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”. Ed ecco, in sintesi, quali norme verrebbero modificate e in che modo:

Separazione delle carriere: l’attuale assetto costituzionale prevede la separazione dei magistrati in due tipologie, i giudici – che pronunciano le sentenze – e i pubblici ministeri – che conducono le indagini e rappresentano l’accusa. Con la riforma Cartabia (2022) è stata prevista la possibilità di cambiare carriera una sola volta, entro i primi 9 anni dall’entrata in servizio, passando da giudici a pubblici ministeri e viceversa. In caso di approvazione della riforma Nordio, non sarà più possibile cambiare funzione, neanche una volta: i magistrati dovranno decidere all’inizio della propria carriera se essere giudici o pubblici ministeri.

Due Consigli superiori della magistratura: oggi la Costituzione prevede un solo Csm, organo composto da 33 membri presieduto dal capo dello Stato. La sua funzione principale è quella di vigilare sul corretto operato di tutti i magistrati, siano essi giudici o pubblici ministeri. Il nuovo articolo 87, in caso di approvazione della riforma, prevede che il capo dello Stato vada a presiedere due distinti Csm, quello giudicante e quello requirente, due nuovi organi che sostituiranno l’attuale Csm unico. In sostanza, si sancisce la separazione delle carriere anche al vertice dell’autogoverno delle toghe.

Il sorteggio per entrare nei due Csminoltre, con la modifica dell’articolo 104, cambia il sistema di selezione per entrare nei due Consigli, i cui componenti non verranno più eletti ma estratti a sorte, da elenchi predisposti dal Parlamento per i laici, con un’elezione pura per i togati.

L’Alta Corte disciplinare: la riforma interviene anche sull’articolo 105 della Costituzione con la nascita di un’Alta Corte disciplinare, organo composto da 15 membri, in parte “laici” e in parte magistrati, selezionati tramite nomina e sorteggio.

Gli animi con cui si va a votare non sono, tuttavia, sereni. Mi sembra di poter dire come sia innegabile il fatto che, dopo tangentopoli e con l’avvento di Berlusconi, il centro destra abbia sistematicamente attaccato il potere giudiziario, senza -sostanzialmente- una motivazione vera che possa giustificare l’idea di complotto o di invasioni di campo della magistratura. Al netto di singoli eventi di malagiustizia (come esistono, a esempio, quelli di malasanità o malascuola), l’unico grande episodio di sistema giudiziario deviato è stato quello del caso Palamara che – in sinergia malevola con la politica- tentava di pilotare nomine di grande rilevanza. Eppure si arriverà al 22 marzo dopo un’estenuante serie di attacchi e di tentativi di difesa, che hanno reso il referendum più politico che mai, con la creazione di schieramenti a favore o contro la magistrastura. Nel 2000 e nel 2022 non è stato così, semplicemente perché al governo vi era il centro sinistra. Tutto questo è molto indicativo di come il referendum sia diventato politico. E ciò è avvenuto mentre il contesto nazionale e internazionale- con le guerre e le conseguenti crisi finanziarie- preme con un’urgenza che richiederebbe il massimo dell’attenzione e delle energie.

Si potrebbe facilmente obiettare che la giustizia riguarda tutti noi, in maniera profonda e costante, per la durata di un’intera esistenza e richiede, quindi, anch’essa la massima considerazione. Non potrei, a questo riguardo, aggiungere nulla in più a quanto scritto da Milena Gabanelli nella sua ultima ‘Data room’ del ‘Corriere della Sera’ : numeri alla mano, ha indicato l’insussistenza della teoria secondo la quale la carriera unificata di giudici e pubblici ministeri impedisca che il primo vada contro il secondo. Nel 50% dei casi i giudici vanno contro le richieste dei pubblici ministeri. Ha inoltre fatto emergere l’anomalia di un unico potere-quello giudiziario- che, a causa della formazione dell’Alta corte disciplinare, perderebbe l’autogoverno. Antonio Polito, sullo stesso autorevole quotidiano, ha invece indicato nella carriera unificata la causa dei numerosi rinvii a giudizio rispetto ai pochi proscioglimenti nelle indagini preliminari: per lui, i giudici non vorrebbe andare contro il castello probatorio costruito dal suo ‘collega’.

Nella riforma sottoposta a giudizio referendario, inoltre, vedrebbe la perfetta attuazione dell’articolo 111 della Costituzione, dove si parla espressamente di ‘giudice terzo e imparziale’.

Sulla prima osservazione, si rammenta quasi un pregiudizio nei confronti dei giudici, una sorta di determinismo giuridico che presenta tutti i giudici come non autonomi e capaci di giudizio nei confronti dei pubblici ministeri: e questa sembra davvero una posizione, anche scientificamente, inaccettabile. Esisteranno giudici non onesti e non autonomi, come, al contrario, giudici saggi, autonomi e precisamente terzi, come in tutte le categorie. Tuttavia, proprio sul giudice terzo richiamato, appunto, dall’articolo 111 della Costituzione, effettivamente, la riforma potrebbe dare piena attuazione a questo dettato, e cancellerebbe ogni residuo dubbio di connivenza che, come visto, emerge. Senza nessuna certezza, però, di un effettivo risultato di un cento per cento di giudici onesti: dato questo, come per ogni categoria, inarrivabile.

Punto terzo. Una riforma costituzionale è un’occasione rara e preziosa di unità. In questo caso, ciò che si è ottenuto è stata una divisione: forte, lacerante, quasi insanabile. La proposta di riforma è stata portata avanti contro i diretti interessati e a colpi di maggioranza. La nostra Repubblica è stata segnata da momenti di estrema diffficoltà, in cui le forze politiche si sono sapute unire. Senza pensare alla Costituente, basti ricordare il compromesso storico che costò la vita a Moro (siamo nei giorni in cui si commemora il rapimento e l’uccisione) o l’elezione di Scalfaro all’indomani dell’attentato di Capaci.

Questa legge costituzionale, con successiva campagna referendaria e votazione, come ha lasciato, e lascerà il paese: unito?Più forte?Coeso nella divisione dei poteri e nell’autogoverno di ognuno?E la giustizia avrà ricadute effettive sulla nostra vita, in termini di efficacia, efficienza, certezza della pena, lunghezza dei processi, rapporto cittadino-giustizia, fiducia nella magistratura?O piuttosto, non segue un’ideologia, come testimonierebbero i toni e le premesse, il contesto che ha portato al testo del quesito, per esprimersi proprio con i temini di Antonio Polito?

A ognuno la risposta e la scelta nel segreto dell’urna. Quindi, informarsi, riflettere e votare. Se vincerà il NO, ci saranno ricadute politiche e una manifestazione di fiducia nella giustizia. Se vincerà il Sì, il governo si rafforzerà e la magistratura dovrà mettersi in discussione, collaborando per i decreti attuativi. Se ci sarà una grande affluenza, assisteremo, in ogni caso, a un grande momento democratico e popolare, di cui accettare il risultato.

Le notizie dai comunicati stampa: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Regione Sardegna

Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa, con la testimonianza anche del delicato momento vissuto a livello internazionale

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al
Quirinale il Presidente dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) e
Direttore Generale uscente della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini.

Roma, 23 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il suo sincero cordoglio
per la scomparsa di Umberto Bossi.
Fondatore e animatore della Lega Nord è stato protagonista di una lunga stagione
politica.
L’Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico.
Il Presidente della Repubblica manifesta vicinanza ai familiari e a tutti coloro che ne
hanno condiviso l’impegno nel suo partito.
Roma, 19 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della RepubblicaIl Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«La festa di Eid al Fitr mi offre l’opportunità di rivolgere pensieri di giubilo e
speranza ai nostri concittadini, a tutte le donne e gli uomini di fede islamica che
celebrano in Italia la fine del mese di Ramadan.
La Repubblica che tra i tratti distintivi della sua Costituzione garantisce il pluralismo
religioso e la libertà di credo, principi alla base della civica convivenza, rifugge con
forza ogni forma di intolleranza, estremismo e discriminazione promuovendo dialogo
e reciproco rispetto nel perseguimento della pace.
È doloroso osservare che un’occasione così lieta, inneggiante alla vita e alla
riconciliazione, debba ancora una volta trascorrere mentre tanti popoli subiscono le
tragiche conseguenze di vecchi e nuovi conflitti, in special modo nel Medio Oriente.
Ai sentimenti di vicinanza nei confronti dei civili innocenti che patiscono le
conseguenze delle crisi in atto, alle comunità religiose che si apprestano a celebrare
questa solenne festività, formulo i migliori auguri con l’auspicio che se ne colga la
preminente esortazione alla fratellanza e alla concordia».

Roma, 19 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della tradizionale
colazione di lavoro in vista del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles, ha ricevuto
oggi al Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Vice
Presidente del Consiglio dei Ministri – Ministro degli Affari Esteri e della
Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Ministro dell’Interno, Matteo
Piantedosi, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Ministro dell’Economia e
delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy,
Adolfo Urso, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste,
Francesco Lollobrigida, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica,
Gilberto Pichetto Fratin, il Ministro per gli Affarieuropei, il Sud, le politiche di
coesione e il PNRR, Tommaso Foti, e i Sottosegretari di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano.

Roma, 18 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Capo del
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele il
seguente messaggio:
«L’anniversario della costituzione del Corpo è occasione per rinnovare
l’apprezzamento della Repubblica alle donne e agli uomini della Polizia
Penitenziaria per l’attività prestata al servizio della comunità.
Senso del dovere, consapevolezza del delicato ruolo affidato, lealtà nei confronti
delle istituzioni caratterizzano l’opera quotidianamente svolta nella gestione degli
istituti penitenziari, tutelando i diritti e la dignità delle persone detenute, per
corrispondere alla funzione rieducativa della pena.
Un compito particolarmente complesso, reso ancora più gravoso dalle difficili
condizioni in cui versano gli istituti carcerari e dalle tensioni che ne derivano.
In questo giorno di solenne celebrazione, nel rendere omaggio alla memoria dei
caduti in servizio del Corpo della Polizia Penitenziaria, esprimo ai loro familiari la
vicinanza della Repubblica e invio a tutte le donne e a tutti gli uomini del Corpo, e
alle loro famiglie, l’augurio più cordiale».

Roma, 18 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica- Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Il 17 marzo celebra il raggiungimento dell’Unità nazionale, il riconoscimento
dell’Italia come Stato sovrano, il coronamento delle aspirazioni e dell’impegno civile
che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente riaffermati poi nella
lotta di Liberazione, che ha consentito al Paese di riconquistare con la propria unità
la propria libertà, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata
dall’occupazione nazifascista, costruendo l’Italia contemporanea.
La “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”
richiama elementi fondanti dell‘identità della Repubblica: indipendenza, sovranità
popolare, libertà, giustizia e pace. Si tratta di valori maturati lungo un percorso
storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta
espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che
definiscono la nostra comunità nazionale.
L’unità non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un ideale
profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l’intera vicenda storica del nostro
Paese.
Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità fondata
sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di
ogni persona.
È questo patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a
trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto. A
loro, chiamate ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita
complessità, le istituzioni sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilità,
affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro
del Paese.
In un contesto internazionale segnato da tensioni, conflitti e dal riemergere di
dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche che turbano l’equilibrio mondiale, i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica e che trovano
espressione nella nostra Carta costituzionale e si ancorano alla Carta delle Nazioni
Unite sono saldo punto di riferimento.
Il 17 marzo è Giornata che rinnova l’appello all’impegno civile. Invito a custodire e
attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace su cui si
fonda la Repubblica, affinché essi continuino a guidare l’azione delle istituzioni e
della società nel perseguimento di una convivenza pacifica, solidale e autenticamente
democratica, in Italia e nella comunità internazionale».

Roma, 17 marzo 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Segretario Generale
dell’Iniziativa Centro Europea (InCE), Franco Dal Mas, il seguente messaggio:

«L’Iniziativa Centro Europea (InCE) trovò nell’istituzione, trent’anni or sono, di un
Segretariato Esecutivo a Trieste, la maturazione politica di un progetto capace di contribuire al superamento di molte divisioni che avevano attraversato il continente.
Nel tempo, anche grazie all’impulso e alla visione dell’Italia, l’Iniziativa si è affermata
quale piattaforma stabile di dialogo, collaborazione e costruzione di fiducia reciproca tra i Paesi aderenti, nella prospettiva di agevolarne sviluppo e integrazione nella famiglia
europea.
Le intuizioni che ne ispirarono la nascita si confermano valide ancora oggi, dinanzi
all’attuale scenario geopolitico, segnato da crescenti tensioni e incertezze. L’InCE, infatti, è tra i protagonisti della cooperazione regionale al servizio del progetto europeo, suffragando l’adesione all’UE dei Balcani occidentali, della Moldova e dell’Ucraina.
Nessuna città più di Trieste – luogo di confine e di incontro, crocevia di lingue, culture e
tradizioni – rappresenta al meglio la vocazione a rinsaldare il legame tra l’Europa centrale, quella orientale e la regione balcanica nel condiviso orizzonte comunitario.
Alla realizzazione di questi ideali, il Segretariato Esecutivo ha assicurato continuità,
rafforzando credibilità istituzionale e capacità operative sviluppate su molteplici livelli, dai Governi ai Parlamenti, dalla società civile ai territori.
Celebrare il trentennale delle sue attività è doveroso riconoscimento del prezioso contributo recato al dialogo infra-europeo e alla causa della pace.
Auspico che la Conferenza del 17 marzo segni un’ulteriore tappa proficua in questo
percorso.
Al Segretario Generale, al Segretariato Esecutivo e a tutti i membri dell’Iniziativa Centro
Europea mi è gradito rivolgere l’apprezzamento per il lavoro svolto, unitamente ai migliori auguri per la significativa ricorrenza odierna».

Roma, 17 marzo 2026

C o m u n i c a t o 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al
Quirinale una rappresentanza del Corpo di Polizia Penitenziaria, in occasione del
209° anniversario della sua costituzione.
Dopo l’intervento del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria,
Stefano Carmine De Michele, il Presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti.

Roma, 16 marzo 2026

C o m u n i c a t o 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei 50 anni del TG2, ha ricevuto questa mattina al Quirinale una delegazione della redazione, guidata dal Direttore Antonio Preziosi e dall’Amministratore delegato della RAI, Giampaolo Rossi. 

Dopo l’intervento del Direttore Preziosi, il Presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti. 

Roma, 17 marzo 2026

Comunicato stampa della Presidenza del Consiglio

NOTA DI PALAZZO CHIGI

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione.

Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè.

NOTA DI PALAZZO CHIGI

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il Primo Ministro belga Bart de Wever si sono incontrati a margine del Consiglio Europeo per uno scambio di vedute in vista della discussione sulla competitività europea.

La riunione ha consentito di fare il punto sugli esiti della videoconferenza dei Leader del gruppo di lavoro informale sulla competitività europea ospitata congiuntamente lo scorso 10 marzo, concentrandosi in particolare sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul mercato globale delle fonti energetiche e sulle possibili iniziative da adottare rapidamente per contenere la spinta dei prezzi dell’energia. Sono state allo stesso tempo discusse le priorità da promuovere congiuntamente in tema di semplificazione, mercato unico e investimenti.

CONSIGLIO DEI MINISTRI – 18 MARZO 2026

Il Consiglio dei ministri si è riunito mercoledì 18 marzo 2026, alle ore 19.05 a Palazzo Chigi,
sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla
Presidenza Alfredo Mantovano.

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DECRETO CARBURANTI
Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati
internazionali
Il Consiglio dei Ministri – su proposta del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dei
Ministri dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e
dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – ha approvato un intervento di natura temporanea ed
emergenziale per far fronte al caro carburanti conseguente alle tensioni internazionali
connesse al conflitto in atto.
Il provvedimento si articola in un decreto legge e un decreto interministeriale, recanti
disposizioni volte a ridurre, per un periodo di venti giorni a decorrere dal 19 marzo, la
tassazione su gasolio, benzina e GPL. Come effetto del provvedimento si prevede una
riduzione del prezzo di 25 centesimi al litro per gasolio e benzina e di 12 centesimi al chilo per
il GPL.
Sono altresì previste misure di prevenzione e contrasto a fenomeni speculativi. In particolare,
viene rafforzata l’attività di monitoraggio dei prezzi dei carburanti da parte del Garante dei
prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per un periodo di tre mesi, le compagnie
petrolifere saranno tenute a comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, che saranno oggetto
di sorveglianza da parte del Garante, con previsione di sanzioni in caso di inadempimento.
È inoltre istituito un sistema di controllo rafforzato volto a individuare eventuali anomalie nei
prezzi e a contrastare pratiche speculative, attraverso verifiche lungo l’intera filiera e
segnalazioni alle autorità competenti.
Ulteriori misure riguardano i settori dell’autotrasporto e della pesca.

Per il settore dell’autotrasporto viene riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di
credito d’imposta, per la maggior spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto
al mese di febbraio 2026. Criteri e modalità applicativi saranno stabiliti con successivo
decreto.
Per il settore della pesca viene riconosciuto un contributo straordinario sotto forma di credito
d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante nei mesi di marzo,
aprile e maggio 2026.
Eventuali ulteriori interventi saranno valutati all’esito del Consiglio europeo del 19 marzo.

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CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro per la pubblica
amministrazione Paolo Zangrillo, del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale Antonio Tajani e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti,
ha approvato il recepimento dell’ipotesi di accordo sindacale per il personale della carriera
diplomatica relativamente al servizio prestato in Italia, per il triennio 2022-2024.
L’ipotesi è stata sottoscritta il 4 marzo 2026 dalla delegazione di parte pubblica e dalla
organizzazione sindacale rappresentativa S.N.D.M.A.E. – Sindacato nazionale dipendenti
Ministero affari esteri e sarà adottata con decreto del Presidente della Repubblica.
I valori medi complessivi di incremento delle retribuzioni lordo dipendente, per 13 mesi, sono
pari a 18,08 euro per il 2022; 26,71 euro per il 2023 e 381,09 euro a decorrere dal 2024.

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NOMINE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo
Salvini, ha deliberato il rinnovo dell’incarico di Direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza
delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA) all’ingegner Domenico
Capomolla, dirigente di seconda fascia dei ruoli del Ministero.

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto
Calderoli, ha esaminato tre leggi regionali e ha quindi deliberato di non impugnare:

  1. la legge della Regione Calabria n. 1 del 19/01/2026 “Disposizioni per garantire la
    continuità dei servizi sanitari regionali”;
  2. la legge della Regione Toscana n. 1 del 20/01/2026 “Disposizioni in materia di
    responsabile delle strutture di supporto agli organi di governo della Regione. Modifiche alla l.r.
    1/2009″;
  3. la legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 1 del 23/01/2026 “Modifiche alla legge
    regionale 11 agosto 2010, n. 14 (Norme per il sostegno all’acquisto dei carburanti per
    autotrazione ai privati cittadini residenti in Regione e di promozione per la mobilità individuale
    ecologica e il suo sviluppo)”.

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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 19.31.

Dichiarazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni

A nome del Governo italiano e mio personale, esprimo il più profondo cordoglio alla Francia per la scomparsa di uno dei militari rimasti coinvolti da un nuovo, ingiustificabile attacco a Erbil. Alla sua famiglia e alle autorità francesi va la nostra vicinanza in questo momento di dolore. Rivolgo inoltre un pensiero di pronta guarigione agli altri militari feriti, nell’auspicio di un rapido e completo recupero. L’Italia, al fianco dei partner internazionali, inclusi i Paesi del Golfo maggiormente colpiti, resta fermamente impegnata nel promuovere un allentamento della tensione. Continueremo a lavorare con determinazione affinché la pace e la stabilità nella regione siano ristabilite.

Mar 13, 2026

REGIONE SARDEGNASassari, edilizia popolare, inaugurati i cantieri di RinnovArea a Santa Maria di Pisa e Latte Dolce. L’assessore Piu: “Un segnale concreto di rinnovamento e di maggiore dignità in due zone simbolo della periferia”

Sassari, 23 marzo 2026 – L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha partecipato stamane a Sassari all’inaugurazione dei primi due cantieri nei quartieri Santa Maria di Pisa e Latte Dolce. Gli edifici interessati dagli interventi si trovano in piazza Dettori e via Bottego, due luoghi simbolo dei rispettivi quartieri confinanti che rappresentano una zona periferica della città, caratterizzata da una forte destinazione residenziale ed abitativa, anche di natura popolare, ricca di servizi al cittadino come scuole, parchi e centri sportivi. Gli interventi in oggetto, per complessivi 3,2 milioni di euro, si inseriscono nel piano straordinario da 300 milioni RinnovArea, che prevede la realizzazione di lavori di manutenzione del patrimonio abitativo dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa. “I cantieri inaugurati oggi rappresentano un simbolo per l’intera città – evidenzia Piu – perché parliamo dei complessi tra i più datati e che si trovano nei due quartieri che rappresentano tra le aree residenziali più popolose e riconoscibili della città. Nati come quartieri popolari, per lungo tempo sono stati percepiti come marginali, oggi stanno vivendo una fase di trasformazione significativa, con interventi che puntano a migliorarne la qualità abitativa, l’immagine urbana e l’integrazione con il resto del tessuto cittadino e sono felice che RinnovArea dia un contributo significativo a questo processo con l’obiettivo di restituire maggiore dignità e qualità abitativa”.

In particolare, l’intervento a Santa Maria di Pisa, per un importo complessivo di 2,1 milioni di euro, ha per oggetto il recupero di alcuni immobili, di proprietà esclusiva Area, nel complesso residenziale costituito da nove edifici in totale, suddivisi in due distinti corpi principali entrambi affacciati su piazza Dettori. I lavori saranno realizzati in corrispondenza dei numeri civici 4-5-6-7-8-11. Allo stato attuale rimangono esclusi l’edificio n°9, che risulta essere un condominio di tipo misto con la presenza di proprietà anche diverse da AREA e l’adiacente edificio n°10, che ha una tipologia costruttiva differente dagli altri e si presta più favorevolmente ad interventi di tipo locale.

Gli interventi consistono nella messa in sicurezza, risanamento e pieno recupero funzionale delle parti esterne del complesso edilizio. Verranno risanati e ripristinati gli intonaci esterni nelle facciate frontali, posteriori, laterali e nei corpi scala degli edifici n°4-5-6-7-8-11 e tutti gli elementi in cemento armato nelle facciate esterne che presentano ammaloramenti; verrà effettuata la finitura di tutte le superfici esterne, mediante tinteggiatura resistente agli agenti atmosferici, compresi tutti i terrazzi; infine è prevista la realizzazione di un nuovo strato impermeabile sui tetti piani di copertura e dei lastrici solari e la sostituzione delle ringhiere dei parapetti.

Il secondo cantiere avviato oggi, per un valore complessivo di 1,1 milioni di euro, interessa gli edifici residenziali in via Bottego, nel quartiere Latte Dolce, numeri civici 22,24,26,28,10,17,19 e 40. L’intervento di manutenzione straordinaria nasce con l’obiettivo prioritario di ripristinare le condizioni di sicurezza e funzionalità degli edifici, eliminando le situazioni di degrado che interessano strutture, coperture, spazi comuni e restituire un maggiore livello di uniformità architettonica e decoro urbano, così da migliorare l’immagine complessiva del complesso edilizio e la qualità abitativa dei residenti. Gli interventi riguardano le facciate che saranno oggetto di un ampio intervento di risanamento; le finestre presenti nelle parti comuni (copertura e torrette dei pozzi luce) verranno rimosse e sostituite con nuovi elementi vetrati; saranno ripristinati pilastri, travi, cornicioni, balconi e solette. Particolare attenzione sarà posta agli elementi aggettanti che richiedono consolidamenti localizzati per ripristinare la piena capacità portante; le coperture saranno oggetto di una completa riqualificazione. Negli spazi comuni, atri e vani scala, verranno rifatti gli intonaci deteriorati e ripristinate le superfici murarie, saranno messi in sicurezza i solai, con nuovi rivestimenti uniformi e resistenti.

Gli interventi sull’edilizia residenziale pubblica fanno parte di una più complessiva opera di risanamento del patrimonio ERP e di un monitoraggio costante. Nel corso della mattinata l’assessore Piu ha proseguito con un sopralluogo in altri complessi residenziali del quartiere oggetto di segnalazioni da parte dei residenti: “ho voluto constatare personalmente, come ho fatto in altre occasioni, per valutare con il supporto dei tecnici, quali e quanti interventi siano da inserire nel piano RinnovArea o attraverso le altre linee di finanziamento – spiega l’assessore – inoltre sono convinto che, oltre agli aspetti più pratici, sia necessario dare un segnale chiaro di presenza ai residenti. Sono loro, prima delle strutture, a cui rivolgiamo la massima attenzione per restituire al loro abitare la dignità e la sostenibilità necessarie”.

Quelli di oggi a Sassari, in piazza Dettori e via Bottego, assieme a quello di via Washington inaugurato la settimana scorsa sono soltanto i primi cantieri del piano, a breve seguiranno le inaugurazioni degli altri cantieri in programma in tutta la regione. Domani, 24 marzo, a Ortueri e il 27 marzo ad Alghero nel quartiere Sant’Agostino. Entro il 15 aprile saranno consegnati i lavori a Oristano in via Quasimodo e via Bonu; a Carbonia in via Dalmazia; a Sant’Antioco in via Baden Powell; a Iglesias in Piazza Giovanni XXIII, a Quartu Sant’Elena in via Santa Lucia e via Sant’Antonio; a Sanluri, a San Gavino in via Pascoli e a Villacidro in via Di Vittorio. “È l’inizio di un percorso, di un cambio di rotta nella gestione del patrimonio abitativo di edilizia popolare – spiega Piu – non solo sugli aspetti relativi alla manutenzione, abbiamo infatti già recuperato gli alloggi di risulta e messi immediatamente a disposizione degli assegnatari, e stiamo lavorando per un rinnovo del sistema di assegnazione. Ci tengo a sottolineare che è un lavoro e al contempo un metodo che cambia l’approccio al tema ERP”.

L’accordo quadro RinnovArea, di un importo complessivo di 120 milioni di euro di lavori, si inserisce su un programma da 200 milioni di euro compresi di costi di progettazione che trova copertura nel Piano straordinario di interventi sulle case popolari di complessivi 300 milioni di euro. Il Piano straordinario è finanziato per 230 milioni grazie all’Accordo per la Coesione 2021-2027 che si aggiungono ai 70 milioni di euro già messi in campo dalla Regione.

La cura e il miglioramento nella gestione del patrimonio edilizio da parte dell’Azienda Regionale per l’Edilizia Abitativa (Area) si realizzerà attraverso interventi programmati di manutenzione ordinaria e straordinaria in tutto il territorio regionale. La distribuzione dei fondi sulle varie aree territoriali è stata definita sulla base di un criterio oggettivo, che è quello del numero degli alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica): a Cagliari, con n. 7.002 alloggi sono stati assegnati 35,1 milioni a Sassari con n. 6.553 alloggi euro 32,9 milioni, a Carbonia-Iglesias con n. 4.327 alloggi, euro 21,7, a Nuoro con n. 3.511 alloggi euro 17,6 milioni e a Oristano con 2.515 alloggi 12,6 milioni euro.

REGIONE SARDEGNA Sopralluogo nel cantiere della Sassari-Alghero del commissario straordinario Piu con il presidente dell’ottava commissione alla camera Rotelli

Cagliari, 19/03/2026

Venerdì 20 marzo, alle 11, è in programma un sopralluogo dell’assessore dei Lavori pubblici e commissario straordinario per la realizzazione delle opere di infrastrutturazione viaria, Antonio Piu, accompagnato dal presidente della ottava commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, Mauro Rotelli, nel cantiere di completamento della Sassari-Alghero-aeroporto di Fertilia, sulla S.S. 291 “della Nurra”. Sarà l’occasione per fare il punto con la stampa sullo stato di avanzamento dei lavori che riguardano gli interventi di costruzione del 1° lotto da Alghero ad Olmedo, in località bivio cantoniera di Rudas (completamento Sassari-Alghero) e del 4° lotto tra il bivio di Olmedo e l’aeroporto di Alghero-Fertilia (bretella per l’aeroporto).  

REGIONE SARDEGNA-TRASPORTI, CONTINUITA’ TERRITORIALE AEREA. L’ASSESSORE B. MANCA: “NESSUNA PENALE DOVUTA PER IL CAMBIO VOLO, RISOLTO IL PROBLEMA TECNICO NEL SISTEMA DI PRENOTAZIONE”

COMUNICATO STAMPA

Cagliari, 15 marzo 2026

In merito alle segnalazioni ricevute da alcuni utenti ed emerse sulla stampa riguardo all’applicazione di penali per il cambio dei voli in regime di continuità territoriale, l’Assessorato regionale dei Trasporti rassicura i cittadini: la questione era già stata affrontata nel corso del Comitato di monitoraggio riunitosi venerdì 13 marzo ed è stata nel frattempo risolta.

Nel corso dell’incontro, Aeroitalia aveva spiegato che il problema era dovuto a un bug informatico nel sistema di prenotazione, che in alcuni casi aveva determinato l’applicazione automatica di costi non dovuti per la modifica della data di viaggio. La compagnia ha quindi provveduto a intervenire sul sistema, risolvendo il malfunzionamento e ripristinando la corretta applicazione delle regole previste per i voli in continuità territoriale. Sul sito il problema era stato risolto già da ieri pomeriggio. Anche sull’app sono stati apportati tutti i correttivi e si attende che le modifiche vengano recepite dai sistemi operativi per dispositivi mobili.

“Siamo costantemente impegnati a verificare il pieno rispetto delle condizioni previste dal decreto ministeriale sulla continuità territoriale”, sottolinea l’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca. “Per questo esiste il Comitato di monitoraggio, che riunisce Regione, Ministero, ENAC e compagnie aeree proprio per intervenire tempestivamente ogni volta che emergono criticità operative”.

L’assessora ricorda che per i passeggeri che viaggiano in continuità territoriale il cambio data del volo deve avvenire senza penali entro i termini previsti, come stabilito dalle regole tariffarie del sistema.

“L’attenzione della Regione su questo tema è costante – conclude l’assessora – abbiamo chiesto ad Aeroitalia di intervenire immediatamente per correggere il sistema di prenotazione e garantire il pieno rispetto delle condizioni previste. Il problema è stato risolto e eventuali somme pagate dai passeggeri in modo improprio saranno rimborsate”.

Un premio americano per il Papa, alla vigilia di un 4 luglio speciale (che passerà a Lampedusa)

 di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington


Il National Constitution Center (Centro nazionale per la Costituzione) di Philadelphia, ha scelto di premiare quest’anno con la Medaglia per la Libertà Papa Leone XIV. La premiazione è prevista il 3 luglio, alla vigilia del 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti. E’ un riconoscimento del lavoro del Pontefice nel promuovere la libertà religiosa, di coscienza e di espressione nel mondo, ci spiega Vince Stango, il direttore del Centro nazionale per la Costituzione, cosa che ha fatto “come prete, vescovo, cardinale e ora Papa”. Questi sono gli ideali contenuti nel Primo emendamento della Costituzione, “nella tradizione americana di pluralismo e diversità religiosa”. Il Papa si collegherà in diretta dal Vaticano per il suo discorso, che verrà proiettato a Philadelphia sullo sfondo della Sala dell’Independenza dove furono firmate la Dichiarazione di Indipendenza e la Costituzione americana. 

C’è stato un tempo, nella Storia degli Stati Uniti, in cui i cattolici venivano visti con sospetto quando puntavano ai vertici delle istituzioni (il primo presidente cattolico fu Kennedy). Il direttore del Centro, Vince Stango, italoamericano (come il Papa), ci dice di sperare che “questo evento e questo premio sottolineino sia il lavoro del Papa nel promuovere la libertà religiosa, che il ruolo della Chiesa, ma anche il fatto che ci sono persone  musulmane o ebree in questo Paese che stanno ancora lottando per la libertà religiosa e quindi c’è ancora lavoro da fare, ma anche la speranza che ci siano persone impegnate tuttora a combattere questa battaglia”. In varie dichiarazioni, dal Vaticano e pubbliche, “sua Santità ha affermato che la pace non può esistere senza libertà religiosa, di pensiero, di espressione, principi che si allineano strettamente con le protezioni costituzionali garantite dal Primo emendamento”.

Il premio, giunto alla 38esima edizione, è stato assegnato in precedenza — tra gli altri — al Dalai Lama, al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla giudice della Corte suprema Ruth Bader Ginsburg, all’attivista pachistana Malala Yousafzai, al senatore John McCain, al deputato e icona della lotta per il diritti civili John Lewis, al documentarista Ken Burns. “Personalità dentro e fuori la politica, internazionali o americane. Questo non è un evento politico ma ci sono anche molti premiati che sono leader politici”.

Il Papa negli ultimi giorni è stato nelle cronache italiane e internazionali per il suo approccio alla guerra in Iran. Senza assegnare colpe, sta esprimendo il suo desiderio che la “diplomazia” riacquisti il “suo ruolo”. Il suo obiettivo sembra essere quello di “abbassare il tono”, evitare la “politica di parte” e “promuovere polarizzazione nella Chiesa”, anche se una parte della sinistra potrebbe considerarlo troppo “diplomatico”.  Preferisce che siano le Chiese nazionali a parlare a proposito della politica nei rispettivi Paesi, com’era tradizione in passato, prima di Papa Francesco, nota il Washington Post. Al Pontefice interessa lo scontro con il presidente americano Trump, ma prende la parola quando ritiene di doverlo fare: lo scorso autunno ha definito “disumane” le retate contro i migranti negli Stati Uniti. Il Cardinale Parolin, il segretario di stato del Vaticano, ha dichiarato nei giorni scorsi: “Se venisse riconosciuto agli Stati il diritto alla ‘guerra preventiva’… ci sarebbe il rischio di appiccare il fuoco al mondo intero”. 

E’ molto significativo che il prossimo 4 luglio, il 250° anniversario dell’Indipendenza americana, il Pontefice abbia scelto di recarsi a Lampedusa. Alla Casa Bianca sarà messa in scena “una delle più grandi rappresentazioni di patriottismo che il mondo abbia mai visto”, mentre il primo Papa americano ha scelto quel giorno di sottolineare le sofferenze dei migranti. Non è un messaggio anti-Trump, dice il Vaticano al quotidiano americano. “Con Papa Leone, il messaggio è sempre positivo”. Andare a Lampedusa illustra “un altro modo di essere americano”, “il modo di chi non ha paura né preclusioni nei confronti del mondo”.  

Andare a Lampedusa illustra anche un altro modo di essere europeo, nel momento in cui l’Unione ha deciso di inasprire le sue politiche per contrastare l’immigrazione irregolare grazie all’alleanza,  al Parlamento Ue, del Partito popolare europeo di ispirazione cristiana con le forze conservatrici e di estrema destra.

Il mondo oggi

di Marco Marini (studioso di Geopolitica)

Quasi per gioco, si fa per dire, ho voluto cercare dei dati sulla popolazione mondiale, e
cercare di capire come si potrebbe evolvere la situazione attuale, alla luce delle tensioni
che stiamo vivendo.
Il primo dato significativo è che il mondo è popolato da circa 8 miliardi e trecento milioni
di persone (dati all’inizio del 2026).
Il BRICS, acronimo che individua le economie mondiali emergenti, annovera le seguenti
nazioni (popolazione e posizione mondiale demografica):
– BRASILE 220.684.800 al 22/04/2022 (7^)
– RUSSIA 143.554.100 al 11/01/2026 (9^)
– INDIA 1.470.262.355 al 31/12/2025 (1^)
– CINA 1.414.597.435 al 17/12/2025 (2^)
– SUDAFRICA 63.020.000 al 31/07/2024 (24^)
– EGITTO 107.476.864 al 18/01/2023 (14^)
– EMIRATI ARABI UNITI 9.701.315 al 2018 (96^)
– ETIOPIA 121.387.119 al 27/05/25 (10^)
– IRAN 92.578.342 al 10/09/2025 (18^)
– INDONESIA 286.145.235 al 10/09/25 (4^)
Il totale di queste popolazioni è di 3.929.407.565
Questo dato l’ho trovato interessante in quanto secondo l’ O.N.U., ci sono 195 paesi
sovrani di cui due Stati Osservatori, cioè lo Stato del Vaticano e la Palestina. Non male per le dieci nazioni sopra elencate che in termini demografici rappresentano il 47,4 % della popolazione mondiale. E che si collocano tra il primo e decimo posto nella graduatoria demografica mondiale. Sono emergenti e non tutte tecnologicamente avanzate, ma hanno un vantaggio rispetto ad altre. Possiedono risorse naturali e sopratutto una popolazione in età giovanile in crescita, situazione che difetta nel mondo industrializzato occidentale.
Questo è il grande problema, stiamo invecchiando velocemente in Europa, America
settentrionale e Giappone. Si potrà obiettare che ormai stiamo sostituendo l’uomo con le
macchine e l’Intelligenza Artificiale. Questo e vero, ma se osserviamo per esempio la Cina, notiamo che sta già risolvendo il problema dell’uso e smaltimento delle batterie al litio utili per le nostre automobili elettriche, sostituendole con batterie agli ioni di sodio, cioè dal sale prodotto dal mare e costruendo delle strutture che producono ed accumulano energia elettrica (le cosiddette BATTERIE GRAVITAZIONALI). In più la Cina ha incrementato le scorte di petrolio del 15,8 % nei primi due mesi del 2026 prima dello scoppio della guerra in medio oriente che gli ha permesso di salvaguardare la sua situazione. In più ha prodotto energia rinnovabile (sole e vento) tre volte tanto quella prodotta in Europa che sta sostituendo lentamente quella fossile. La Russia ha offerto il suo gas all’Europa purché si facciano degli accordi duraturi. Ora non vorrei essere accusato di essere filo-putiniano ma personaggi come Vannacci o Travaglio (agli antipodi come mentalità) si trovano d’accordo su questa proposta di aiutare le nostre economie ed evitare le speculazioni che il governo italiano vorrebbe contrastare. Ultima osservazione, le guerre, la fame il cambiamento
climatico costringono milioni di persone ad abbandonare la propria terra e cercare
condizioni di vita migliori. L’O.N.U. calcolava in 250.000.000 il numero di persone in
movimento. Non penso che basti qualche campo di raccolta che so in Albania o qualche
muro innalzato a Gerusalemme o al confine Messico-U.S.A., per fermarli. Anche perchè il
povero campesino sudamericano o africano non può essere considerato responsabile dei problemi indicati (fame, guerra, clima). Sempre secondo l’ONU con l’1% delle spese per gli armamenti, si potrebbe debellare la fame definitivamente. Meditiamo gente, meditiamo.

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