L’ Europa non è un incidente della storia

di Leonardo Armas (IIIB del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari)

La scuola, in un contesto sociale così complesso, tenta di rinnovarsi e di rimanere fedele alla sua natura di luogo fondamentale di educazione, cultura, crescita, formazione. ‘La Riflessione’ ha sempre dedicato particolare attenzione ai giovani e al mondo scolastico e, per continuare a rispondere a questa complessità sociale, inaugura una nuova rubrica, ‘La finestra su Bruxelles’, dedicata all’Unione Europea, orizzonte dei ragazzi di oggi. Realizzata dai responsabili della redazione del giornale scolastico del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari, inserito in un più generale progetto sul giornalismo, è un ulteriore spazio dedicato agli studenti e alle studentesse, per offrire loro uno strumento di analisi critica della realtà e di successiva ‘Riflessione’

‘La finestra su Bruxelles’ -3
Presentiamo questa rubrica digitale dove proporremo il ricordo di personaggi storici e di temi alla base dell’ Unione Europea

Questa finestra è dedicata a David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo dal luglio 2019 all’11 gennaio 2022, giorno della sua morte.

David Sassoli

Il 3/7/2019, David Sassoli pronunciò il suo discorso d’insediamento come Presidente del Parlamento europeo (carica ora ricoperta da Roberta Metsola). In quel di Strasburgo si è tenuto, infatti, uno dei discorsi più importanti ed eclettici dedicata all’ Unione Europea. Nel suo lungo intervento ci fermeremo solo su due frasi.

La prima è questa: “e allora diciamolo noi, visto che altri a Est o ad Ovest e a Sud fanno fatica a riconoscerlo, che tante cose ci fanno diversi – non migliori, semplicemente diversi – e che noi europei ne siamo orgogliosi” […].

Questa frase è una chiara esortazione al modello europeo in ogni campo dello scibile e soprattutto nel campo giuridico dove, nel continuo del discorso, si fa riferimento alla libertà religiosa e al giusto processo senza l’ applicazione della pena di morte; d’altronde siamo l’ Europa illuminista di Cesare Beccaria, avversa alla pena di morte, al contrario di Russia, Usa, Iran e Cina che continuano ad utilizzarla. Sassoli non toglie nessuno stato della sua critica, nemmeno gli Stati Uniti.

L’altra frase è forse quella più famosa: “l’ Europa NON è un incidente della storia”. Questo è il punto più importante per comprendere perché l’ UE non è solo un utopia, ma un progetto reale e possibile. Prima di allora, non eravamo altro che stati isolati e

 in preda ai nazionalismi, i quali hanno provato a porre per sempre la parola FINE su ogni progetto di rinnovamento.

Ma noi abbiamo resistito, e, grazie alle sue parole, continueremo a far valere la democrazia in questo mondo di nazionalismo e populismo defraudato dal diritto internazionale, guardando alle nuove sfide future alle quali aveva già meditato David, ovvero la rivoluzione digitale e del clima.

Il referendum del 22/23 marzo: informarsi, riflettere, votare e accettare il risultato

di Daniele Madau

A pochi giorni dal referendum sulla giustizia- che tanto ha coinvolto e infiammato gli animi- è necessaria, più che mai, una riflessione finale. Chi scrive ha una sua idea, una chiara intenzione di voto, che probabilmente emergerà, ma qui si vuole fornire un quadro conclusivo del periodo di campagna referendaria il piu possibile oggettivo, che possa servire a chi legge, e anche all’autore.

Son talmente tanti gli spunti che, forse, sarebbe meglio schematizzarli. Punto primo. Ho in mente sia le ultime consultazioni referendarie italiane che quelli di altri Stati, come la Svizzera: in questa, i quesiti degli ultimi anni hanno riguardto ancora temi generali-come la sanità pubblica- che noi abbiamo già affrontato in passato. In Italia, invece, le uniche volte in cui si sono si è sottoposta a giudizio una categoria precisa, questa ha riguardato o la classe politica- con la variante del sindacato- o i giudici. Una volta i cacciatori. Potrei essere stato poco precisio nella conta, ma il dato mi sembra comunque significativo. Il potere politico e quello giudiziario sembrano rappresentare un elemento da correggere continuamente, da riformare, nel tentativo-perenne- di renderli finalmente efficienti. Tra l’altro, non mi sembra che sia stato ricordato da qualcuno, gli italiano si sono già espressi sulla separazione delle carriere dei magistrati, parte fondamentale del quesito referendario del prossimo fine settimana: precisamente, il 21 maggio del 2000 e, incredibilmente-dato il poco tempo trascorso che, comunque, è riuscito a cancellarne il ricordo- il 12 giugno del 2022. In entrambi in casi, la separazione delle carriere non è stata votata dagli italiani che quindi, in maniera puramente teorica, si sarebbero già espressi con chiarezza.

Punto secondo. Giusto per avere un’idea chiara di cosa voteremo con questo referendum confermativo – in quanto il Parlamento non ha aprrovato la legge costituzionale con il voto favorevole di almeno i 3/4 dei componenti – senza necessità di quorum- ecco il quesito: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”. Ed ecco, in sintesi, quali norme verrebbero modificate e in che modo:

Separazione delle carriere: l’attuale assetto costituzionale prevede la separazione dei magistrati in due tipologie, i giudici – che pronunciano le sentenze – e i pubblici ministeri – che conducono le indagini e rappresentano l’accusa. Con la riforma Cartabia (2022) è stata prevista la possibilità di cambiare carriera una sola volta, entro i primi 9 anni dall’entrata in servizio, passando da giudici a pubblici ministeri e viceversa. In caso di approvazione della riforma Nordio, non sarà più possibile cambiare funzione, neanche una volta: i magistrati dovranno decidere all’inizio della propria carriera se essere giudici o pubblici ministeri.

Due Consigli superiori della magistratura: oggi la Costituzione prevede un solo Csm, organo composto da 33 membri presieduto dal capo dello Stato. La sua funzione principale è quella di vigilare sul corretto operato di tutti i magistrati, siano essi giudici o pubblici ministeri. Il nuovo articolo 87, in caso di approvazione della riforma, prevede che il capo dello Stato vada a presiedere due distinti Csm, quello giudicante e quello requirente, due nuovi organi che sostituiranno l’attuale Csm unico. In sostanza, si sancisce la separazione delle carriere anche al vertice dell’autogoverno delle toghe.

Il sorteggio per entrare nei due Csminoltre, con la modifica dell’articolo 104, cambia il sistema di selezione per entrare nei due Consigli, i cui componenti non verranno più eletti ma estratti a sorte, da elenchi predisposti dal Parlamento per i laici, con un’elezione pura per i togati.

L’Alta Corte disciplinare: la riforma interviene anche sull’articolo 105 della Costituzione con la nascita di un’Alta Corte disciplinare, organo composto da 15 membri, in parte “laici” e in parte magistrati, selezionati tramite nomina e sorteggio.

Gli animi con cui si va a votare non sono, tuttavia, sereni. Mi sembra di poter dire come sia innegabile il fatto che, dopo tangentopoli e con l’avvento di Berlusconi, il centro destra abbia sistematicamente attaccato il potere giudiziario, senza -sostanzialmente- una motivazione vera che possa giustificare l’idea di complotto o di invasioni di campo della magistratura. Al netto di singoli eventi di malagiustizia (come esistono, a esempio, quelli di malasanità o malascuola), l’unico grande episodio di sistema giudiziario deviato è stato quello del caso Palamara che – in sinergia malevola con la politica- tentava di pilotare nomine di grande rilevanza. Eppure si arriverà al 22 marzo dopo un’estenuante serie di attacchi e di tentativi di difesa, che hanno reso il referendum più politico che mai, con la creazione di schieramenti a favore o contro la magistrastura. Nel 2000 e nel 2022 non è stato così, semplicemente perché al governo vi era il centro sinistra. Tutto questo è molto indicativo di come il referendum sia diventato politico. E ciò è avvenuto mentre il contesto nazionale e internazionale- con le guerre e le conseguenti crisi finanziarie- preme con un’urgenza che richiederebbe il massimo dell’attenzione e delle energie.

Si potrebbe facilmente obiettare che la giustizia riguarda tutti noi, in maniera profonda e costante, per la durata di un’intera esistenza e richiede, quindi, anch’essa la massima considerazione. Non potrei, a questo riguardo, aggiungere nulla in più a quanto scritto da Milena Gabanelli nella sua ultima ‘Data room’ del ‘Corriere della Sera’ : numeri alla mano, ha indicato l’insussistenza della teoria secondo la quale la carriera unificata di giudici e pubblici ministeri impedisca che il primo vada contro il secondo. Nel 50% dei casi i giudici vanno contro le richieste dei pubblici ministeri. Ha inoltre fatto emergere l’anomalia di un unico potere-quello giudiziario- che, a causa della formazione dell’Alta corte disciplinare, perderebbe l’autogoverno. Antonio Polito, sullo stesso autorevole quotidiano, ha invece indicato nella carriera unificata la causa dei numerosi rinvii a giudizio rispetto ai pochi proscioglimenti nelle indagini preliminari: per lui, i giudici non vorrebbe andare contro il castello probatorio costruito dal suo ‘collega’.

Nella riforma sottoposta a giudizio referendario, inoltre, vedrebbe la perfetta attuazione dell’articolo 111 della Costituzione, dove si parla espressamente di ‘giudice terzo e imparziale’.

Sulla prima osservazione, si rammenta quasi un pregiudizio nei confronti dei giudici, una sorta di determinismo giuridico che presenta tutti i giudici come non autonomi e capaci di giudizio nei confronti dei pubblici ministeri: e questa sembra davvero una posizione, anche scientificamente, inaccettabile. Esisteranno giudici non onesti e non autonomi, come, al contrario, giudici saggi, autonomi e precisamente terzi, come in tutte le categorie. Tuttavia, proprio sul giudice terzo richiamato, appunto, dall’articolo 111 della Costituzione, effettivamente, la riforma potrebbe dare piena attuazione a questo dettato, e cancellerebbe ogni residuo dubbio di connivenza che, come visto, emerge. Senza nessuna certezza, però, di un effettivo risultato di un cento per cento di giudici onesti: dato questo, come per ogni categoria, inarrivabile.

Punto terzo. Una riforma costituzionale è un’occasione rara e preziosa di unità. In questo caso, ciò che si è ottenuto è stata una divisione: forte, lacerante, quasi insanabile. La proposta di riforma è stata portata avanti contro i diretti interessati e a colpi di maggioranza. La nostra Repubblica è stata segnata da momenti di estrema diffficoltà, in cui le forze politiche si sono sapute unire. Senza pensare alla Costituente, basti ricordare il compromesso storico che costò la vita a Moro (siamo nei giorni in cui si commemora il rapimento e l’uccisione) o l’elezione di Scalfaro all’indomani dell’attentato di Capaci.

Questa legge costituzionale, con successiva campagna referendaria e votazione, come ha lasciato, e lascerà il paese: unito?Più forte?Coeso nella divisione dei poteri e nell’autogoverno di ognuno?E la giustizia avrà ricadute effettive sulla nostra vita, in termini di efficacia, efficienza, certezza della pena, lunghezza dei processi, rapporto cittadino-giustizia, fiducia nella magistratura?O piuttosto, non segue un’ideologia, come testimonierebbero i toni e le premesse, il contesto che ha portato al testo del quesito, per esprimersi proprio con i temini di Antonio Polito?

A ognuno la risposta e la scelta nel segreto dell’urna. Quindi, informarsi, riflettere e votare. Se vincerà il NO, ci saranno ricadute politiche e una manifestazione di fiducia nella giustizia. Se vincerà il Sì, il governo si rafforzerà e la magistratura dovrà mettersi in discussione, collaborando per i decreti attuativi. Se ci sarà una grande affluenza, assisteremo, in ogni caso, a un grande momento democratico e popolare, di cui accettare il risultato.

Le notizie dai comunicati stampa: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Regione Sardegna

Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa, con la testimonianza anche del delicato momento vissuto a livello internazionale

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al
Quirinale il Presidente dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) e
Direttore Generale uscente della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini.

Roma, 23 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il suo sincero cordoglio
per la scomparsa di Umberto Bossi.
Fondatore e animatore della Lega Nord è stato protagonista di una lunga stagione
politica.
L’Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico.
Il Presidente della Repubblica manifesta vicinanza ai familiari e a tutti coloro che ne
hanno condiviso l’impegno nel suo partito.
Roma, 19 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della RepubblicaIl Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«La festa di Eid al Fitr mi offre l’opportunità di rivolgere pensieri di giubilo e
speranza ai nostri concittadini, a tutte le donne e gli uomini di fede islamica che
celebrano in Italia la fine del mese di Ramadan.
La Repubblica che tra i tratti distintivi della sua Costituzione garantisce il pluralismo
religioso e la libertà di credo, principi alla base della civica convivenza, rifugge con
forza ogni forma di intolleranza, estremismo e discriminazione promuovendo dialogo
e reciproco rispetto nel perseguimento della pace.
È doloroso osservare che un’occasione così lieta, inneggiante alla vita e alla
riconciliazione, debba ancora una volta trascorrere mentre tanti popoli subiscono le
tragiche conseguenze di vecchi e nuovi conflitti, in special modo nel Medio Oriente.
Ai sentimenti di vicinanza nei confronti dei civili innocenti che patiscono le
conseguenze delle crisi in atto, alle comunità religiose che si apprestano a celebrare
questa solenne festività, formulo i migliori auguri con l’auspicio che se ne colga la
preminente esortazione alla fratellanza e alla concordia».

Roma, 19 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della tradizionale
colazione di lavoro in vista del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles, ha ricevuto
oggi al Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Vice
Presidente del Consiglio dei Ministri – Ministro degli Affari Esteri e della
Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Ministro dell’Interno, Matteo
Piantedosi, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Ministro dell’Economia e
delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy,
Adolfo Urso, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste,
Francesco Lollobrigida, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica,
Gilberto Pichetto Fratin, il Ministro per gli Affarieuropei, il Sud, le politiche di
coesione e il PNRR, Tommaso Foti, e i Sottosegretari di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano.

Roma, 18 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Capo del
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele il
seguente messaggio:
«L’anniversario della costituzione del Corpo è occasione per rinnovare
l’apprezzamento della Repubblica alle donne e agli uomini della Polizia
Penitenziaria per l’attività prestata al servizio della comunità.
Senso del dovere, consapevolezza del delicato ruolo affidato, lealtà nei confronti
delle istituzioni caratterizzano l’opera quotidianamente svolta nella gestione degli
istituti penitenziari, tutelando i diritti e la dignità delle persone detenute, per
corrispondere alla funzione rieducativa della pena.
Un compito particolarmente complesso, reso ancora più gravoso dalle difficili
condizioni in cui versano gli istituti carcerari e dalle tensioni che ne derivano.
In questo giorno di solenne celebrazione, nel rendere omaggio alla memoria dei
caduti in servizio del Corpo della Polizia Penitenziaria, esprimo ai loro familiari la
vicinanza della Repubblica e invio a tutte le donne e a tutti gli uomini del Corpo, e
alle loro famiglie, l’augurio più cordiale».

Roma, 18 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica- Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Il 17 marzo celebra il raggiungimento dell’Unità nazionale, il riconoscimento
dell’Italia come Stato sovrano, il coronamento delle aspirazioni e dell’impegno civile
che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente riaffermati poi nella
lotta di Liberazione, che ha consentito al Paese di riconquistare con la propria unità
la propria libertà, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata
dall’occupazione nazifascista, costruendo l’Italia contemporanea.
La “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”
richiama elementi fondanti dell‘identità della Repubblica: indipendenza, sovranità
popolare, libertà, giustizia e pace. Si tratta di valori maturati lungo un percorso
storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta
espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che
definiscono la nostra comunità nazionale.
L’unità non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un ideale
profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l’intera vicenda storica del nostro
Paese.
Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità fondata
sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di
ogni persona.
È questo patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a
trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto. A
loro, chiamate ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita
complessità, le istituzioni sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilità,
affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro
del Paese.
In un contesto internazionale segnato da tensioni, conflitti e dal riemergere di
dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche che turbano l’equilibrio mondiale, i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica e che trovano
espressione nella nostra Carta costituzionale e si ancorano alla Carta delle Nazioni
Unite sono saldo punto di riferimento.
Il 17 marzo è Giornata che rinnova l’appello all’impegno civile. Invito a custodire e
attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace su cui si
fonda la Repubblica, affinché essi continuino a guidare l’azione delle istituzioni e
della società nel perseguimento di una convivenza pacifica, solidale e autenticamente
democratica, in Italia e nella comunità internazionale».

Roma, 17 marzo 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Segretario Generale
dell’Iniziativa Centro Europea (InCE), Franco Dal Mas, il seguente messaggio:

«L’Iniziativa Centro Europea (InCE) trovò nell’istituzione, trent’anni or sono, di un
Segretariato Esecutivo a Trieste, la maturazione politica di un progetto capace di contribuire al superamento di molte divisioni che avevano attraversato il continente.
Nel tempo, anche grazie all’impulso e alla visione dell’Italia, l’Iniziativa si è affermata
quale piattaforma stabile di dialogo, collaborazione e costruzione di fiducia reciproca tra i Paesi aderenti, nella prospettiva di agevolarne sviluppo e integrazione nella famiglia
europea.
Le intuizioni che ne ispirarono la nascita si confermano valide ancora oggi, dinanzi
all’attuale scenario geopolitico, segnato da crescenti tensioni e incertezze. L’InCE, infatti, è tra i protagonisti della cooperazione regionale al servizio del progetto europeo, suffragando l’adesione all’UE dei Balcani occidentali, della Moldova e dell’Ucraina.
Nessuna città più di Trieste – luogo di confine e di incontro, crocevia di lingue, culture e
tradizioni – rappresenta al meglio la vocazione a rinsaldare il legame tra l’Europa centrale, quella orientale e la regione balcanica nel condiviso orizzonte comunitario.
Alla realizzazione di questi ideali, il Segretariato Esecutivo ha assicurato continuità,
rafforzando credibilità istituzionale e capacità operative sviluppate su molteplici livelli, dai Governi ai Parlamenti, dalla società civile ai territori.
Celebrare il trentennale delle sue attività è doveroso riconoscimento del prezioso contributo recato al dialogo infra-europeo e alla causa della pace.
Auspico che la Conferenza del 17 marzo segni un’ulteriore tappa proficua in questo
percorso.
Al Segretario Generale, al Segretariato Esecutivo e a tutti i membri dell’Iniziativa Centro
Europea mi è gradito rivolgere l’apprezzamento per il lavoro svolto, unitamente ai migliori auguri per la significativa ricorrenza odierna».

Roma, 17 marzo 2026

C o m u n i c a t o 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al
Quirinale una rappresentanza del Corpo di Polizia Penitenziaria, in occasione del
209° anniversario della sua costituzione.
Dopo l’intervento del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria,
Stefano Carmine De Michele, il Presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti.

Roma, 16 marzo 2026

C o m u n i c a t o 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei 50 anni del TG2, ha ricevuto questa mattina al Quirinale una delegazione della redazione, guidata dal Direttore Antonio Preziosi e dall’Amministratore delegato della RAI, Giampaolo Rossi. 

Dopo l’intervento del Direttore Preziosi, il Presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti. 

Roma, 17 marzo 2026

Comunicato stampa della Presidenza del Consiglio

NOTA DI PALAZZO CHIGI

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione.

Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè.

NOTA DI PALAZZO CHIGI

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il Primo Ministro belga Bart de Wever si sono incontrati a margine del Consiglio Europeo per uno scambio di vedute in vista della discussione sulla competitività europea.

La riunione ha consentito di fare il punto sugli esiti della videoconferenza dei Leader del gruppo di lavoro informale sulla competitività europea ospitata congiuntamente lo scorso 10 marzo, concentrandosi in particolare sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul mercato globale delle fonti energetiche e sulle possibili iniziative da adottare rapidamente per contenere la spinta dei prezzi dell’energia. Sono state allo stesso tempo discusse le priorità da promuovere congiuntamente in tema di semplificazione, mercato unico e investimenti.

CONSIGLIO DEI MINISTRI – 18 MARZO 2026

Il Consiglio dei ministri si è riunito mercoledì 18 marzo 2026, alle ore 19.05 a Palazzo Chigi,
sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla
Presidenza Alfredo Mantovano.

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DECRETO CARBURANTI
Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati
internazionali
Il Consiglio dei Ministri – su proposta del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dei
Ministri dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e
dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – ha approvato un intervento di natura temporanea ed
emergenziale per far fronte al caro carburanti conseguente alle tensioni internazionali
connesse al conflitto in atto.
Il provvedimento si articola in un decreto legge e un decreto interministeriale, recanti
disposizioni volte a ridurre, per un periodo di venti giorni a decorrere dal 19 marzo, la
tassazione su gasolio, benzina e GPL. Come effetto del provvedimento si prevede una
riduzione del prezzo di 25 centesimi al litro per gasolio e benzina e di 12 centesimi al chilo per
il GPL.
Sono altresì previste misure di prevenzione e contrasto a fenomeni speculativi. In particolare,
viene rafforzata l’attività di monitoraggio dei prezzi dei carburanti da parte del Garante dei
prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per un periodo di tre mesi, le compagnie
petrolifere saranno tenute a comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, che saranno oggetto
di sorveglianza da parte del Garante, con previsione di sanzioni in caso di inadempimento.
È inoltre istituito un sistema di controllo rafforzato volto a individuare eventuali anomalie nei
prezzi e a contrastare pratiche speculative, attraverso verifiche lungo l’intera filiera e
segnalazioni alle autorità competenti.
Ulteriori misure riguardano i settori dell’autotrasporto e della pesca.

Per il settore dell’autotrasporto viene riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di
credito d’imposta, per la maggior spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto
al mese di febbraio 2026. Criteri e modalità applicativi saranno stabiliti con successivo
decreto.
Per il settore della pesca viene riconosciuto un contributo straordinario sotto forma di credito
d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante nei mesi di marzo,
aprile e maggio 2026.
Eventuali ulteriori interventi saranno valutati all’esito del Consiglio europeo del 19 marzo.

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CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro per la pubblica
amministrazione Paolo Zangrillo, del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale Antonio Tajani e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti,
ha approvato il recepimento dell’ipotesi di accordo sindacale per il personale della carriera
diplomatica relativamente al servizio prestato in Italia, per il triennio 2022-2024.
L’ipotesi è stata sottoscritta il 4 marzo 2026 dalla delegazione di parte pubblica e dalla
organizzazione sindacale rappresentativa S.N.D.M.A.E. – Sindacato nazionale dipendenti
Ministero affari esteri e sarà adottata con decreto del Presidente della Repubblica.
I valori medi complessivi di incremento delle retribuzioni lordo dipendente, per 13 mesi, sono
pari a 18,08 euro per il 2022; 26,71 euro per il 2023 e 381,09 euro a decorrere dal 2024.

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NOMINE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo
Salvini, ha deliberato il rinnovo dell’incarico di Direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza
delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA) all’ingegner Domenico
Capomolla, dirigente di seconda fascia dei ruoli del Ministero.

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto
Calderoli, ha esaminato tre leggi regionali e ha quindi deliberato di non impugnare:

  1. la legge della Regione Calabria n. 1 del 19/01/2026 “Disposizioni per garantire la
    continuità dei servizi sanitari regionali”;
  2. la legge della Regione Toscana n. 1 del 20/01/2026 “Disposizioni in materia di
    responsabile delle strutture di supporto agli organi di governo della Regione. Modifiche alla l.r.
    1/2009″;
  3. la legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 1 del 23/01/2026 “Modifiche alla legge
    regionale 11 agosto 2010, n. 14 (Norme per il sostegno all’acquisto dei carburanti per
    autotrazione ai privati cittadini residenti in Regione e di promozione per la mobilità individuale
    ecologica e il suo sviluppo)”.

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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 19.31.

Dichiarazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni

A nome del Governo italiano e mio personale, esprimo il più profondo cordoglio alla Francia per la scomparsa di uno dei militari rimasti coinvolti da un nuovo, ingiustificabile attacco a Erbil. Alla sua famiglia e alle autorità francesi va la nostra vicinanza in questo momento di dolore. Rivolgo inoltre un pensiero di pronta guarigione agli altri militari feriti, nell’auspicio di un rapido e completo recupero. L’Italia, al fianco dei partner internazionali, inclusi i Paesi del Golfo maggiormente colpiti, resta fermamente impegnata nel promuovere un allentamento della tensione. Continueremo a lavorare con determinazione affinché la pace e la stabilità nella regione siano ristabilite.

Mar 13, 2026

REGIONE SARDEGNASassari, edilizia popolare, inaugurati i cantieri di RinnovArea a Santa Maria di Pisa e Latte Dolce. L’assessore Piu: “Un segnale concreto di rinnovamento e di maggiore dignità in due zone simbolo della periferia”

Sassari, 23 marzo 2026 – L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha partecipato stamane a Sassari all’inaugurazione dei primi due cantieri nei quartieri Santa Maria di Pisa e Latte Dolce. Gli edifici interessati dagli interventi si trovano in piazza Dettori e via Bottego, due luoghi simbolo dei rispettivi quartieri confinanti che rappresentano una zona periferica della città, caratterizzata da una forte destinazione residenziale ed abitativa, anche di natura popolare, ricca di servizi al cittadino come scuole, parchi e centri sportivi. Gli interventi in oggetto, per complessivi 3,2 milioni di euro, si inseriscono nel piano straordinario da 300 milioni RinnovArea, che prevede la realizzazione di lavori di manutenzione del patrimonio abitativo dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa. “I cantieri inaugurati oggi rappresentano un simbolo per l’intera città – evidenzia Piu – perché parliamo dei complessi tra i più datati e che si trovano nei due quartieri che rappresentano tra le aree residenziali più popolose e riconoscibili della città. Nati come quartieri popolari, per lungo tempo sono stati percepiti come marginali, oggi stanno vivendo una fase di trasformazione significativa, con interventi che puntano a migliorarne la qualità abitativa, l’immagine urbana e l’integrazione con il resto del tessuto cittadino e sono felice che RinnovArea dia un contributo significativo a questo processo con l’obiettivo di restituire maggiore dignità e qualità abitativa”.

In particolare, l’intervento a Santa Maria di Pisa, per un importo complessivo di 2,1 milioni di euro, ha per oggetto il recupero di alcuni immobili, di proprietà esclusiva Area, nel complesso residenziale costituito da nove edifici in totale, suddivisi in due distinti corpi principali entrambi affacciati su piazza Dettori. I lavori saranno realizzati in corrispondenza dei numeri civici 4-5-6-7-8-11. Allo stato attuale rimangono esclusi l’edificio n°9, che risulta essere un condominio di tipo misto con la presenza di proprietà anche diverse da AREA e l’adiacente edificio n°10, che ha una tipologia costruttiva differente dagli altri e si presta più favorevolmente ad interventi di tipo locale.

Gli interventi consistono nella messa in sicurezza, risanamento e pieno recupero funzionale delle parti esterne del complesso edilizio. Verranno risanati e ripristinati gli intonaci esterni nelle facciate frontali, posteriori, laterali e nei corpi scala degli edifici n°4-5-6-7-8-11 e tutti gli elementi in cemento armato nelle facciate esterne che presentano ammaloramenti; verrà effettuata la finitura di tutte le superfici esterne, mediante tinteggiatura resistente agli agenti atmosferici, compresi tutti i terrazzi; infine è prevista la realizzazione di un nuovo strato impermeabile sui tetti piani di copertura e dei lastrici solari e la sostituzione delle ringhiere dei parapetti.

Il secondo cantiere avviato oggi, per un valore complessivo di 1,1 milioni di euro, interessa gli edifici residenziali in via Bottego, nel quartiere Latte Dolce, numeri civici 22,24,26,28,10,17,19 e 40. L’intervento di manutenzione straordinaria nasce con l’obiettivo prioritario di ripristinare le condizioni di sicurezza e funzionalità degli edifici, eliminando le situazioni di degrado che interessano strutture, coperture, spazi comuni e restituire un maggiore livello di uniformità architettonica e decoro urbano, così da migliorare l’immagine complessiva del complesso edilizio e la qualità abitativa dei residenti. Gli interventi riguardano le facciate che saranno oggetto di un ampio intervento di risanamento; le finestre presenti nelle parti comuni (copertura e torrette dei pozzi luce) verranno rimosse e sostituite con nuovi elementi vetrati; saranno ripristinati pilastri, travi, cornicioni, balconi e solette. Particolare attenzione sarà posta agli elementi aggettanti che richiedono consolidamenti localizzati per ripristinare la piena capacità portante; le coperture saranno oggetto di una completa riqualificazione. Negli spazi comuni, atri e vani scala, verranno rifatti gli intonaci deteriorati e ripristinate le superfici murarie, saranno messi in sicurezza i solai, con nuovi rivestimenti uniformi e resistenti.

Gli interventi sull’edilizia residenziale pubblica fanno parte di una più complessiva opera di risanamento del patrimonio ERP e di un monitoraggio costante. Nel corso della mattinata l’assessore Piu ha proseguito con un sopralluogo in altri complessi residenziali del quartiere oggetto di segnalazioni da parte dei residenti: “ho voluto constatare personalmente, come ho fatto in altre occasioni, per valutare con il supporto dei tecnici, quali e quanti interventi siano da inserire nel piano RinnovArea o attraverso le altre linee di finanziamento – spiega l’assessore – inoltre sono convinto che, oltre agli aspetti più pratici, sia necessario dare un segnale chiaro di presenza ai residenti. Sono loro, prima delle strutture, a cui rivolgiamo la massima attenzione per restituire al loro abitare la dignità e la sostenibilità necessarie”.

Quelli di oggi a Sassari, in piazza Dettori e via Bottego, assieme a quello di via Washington inaugurato la settimana scorsa sono soltanto i primi cantieri del piano, a breve seguiranno le inaugurazioni degli altri cantieri in programma in tutta la regione. Domani, 24 marzo, a Ortueri e il 27 marzo ad Alghero nel quartiere Sant’Agostino. Entro il 15 aprile saranno consegnati i lavori a Oristano in via Quasimodo e via Bonu; a Carbonia in via Dalmazia; a Sant’Antioco in via Baden Powell; a Iglesias in Piazza Giovanni XXIII, a Quartu Sant’Elena in via Santa Lucia e via Sant’Antonio; a Sanluri, a San Gavino in via Pascoli e a Villacidro in via Di Vittorio. “È l’inizio di un percorso, di un cambio di rotta nella gestione del patrimonio abitativo di edilizia popolare – spiega Piu – non solo sugli aspetti relativi alla manutenzione, abbiamo infatti già recuperato gli alloggi di risulta e messi immediatamente a disposizione degli assegnatari, e stiamo lavorando per un rinnovo del sistema di assegnazione. Ci tengo a sottolineare che è un lavoro e al contempo un metodo che cambia l’approccio al tema ERP”.

L’accordo quadro RinnovArea, di un importo complessivo di 120 milioni di euro di lavori, si inserisce su un programma da 200 milioni di euro compresi di costi di progettazione che trova copertura nel Piano straordinario di interventi sulle case popolari di complessivi 300 milioni di euro. Il Piano straordinario è finanziato per 230 milioni grazie all’Accordo per la Coesione 2021-2027 che si aggiungono ai 70 milioni di euro già messi in campo dalla Regione.

La cura e il miglioramento nella gestione del patrimonio edilizio da parte dell’Azienda Regionale per l’Edilizia Abitativa (Area) si realizzerà attraverso interventi programmati di manutenzione ordinaria e straordinaria in tutto il territorio regionale. La distribuzione dei fondi sulle varie aree territoriali è stata definita sulla base di un criterio oggettivo, che è quello del numero degli alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica): a Cagliari, con n. 7.002 alloggi sono stati assegnati 35,1 milioni a Sassari con n. 6.553 alloggi euro 32,9 milioni, a Carbonia-Iglesias con n. 4.327 alloggi, euro 21,7, a Nuoro con n. 3.511 alloggi euro 17,6 milioni e a Oristano con 2.515 alloggi 12,6 milioni euro.

REGIONE SARDEGNA Sopralluogo nel cantiere della Sassari-Alghero del commissario straordinario Piu con il presidente dell’ottava commissione alla camera Rotelli

Cagliari, 19/03/2026

Venerdì 20 marzo, alle 11, è in programma un sopralluogo dell’assessore dei Lavori pubblici e commissario straordinario per la realizzazione delle opere di infrastrutturazione viaria, Antonio Piu, accompagnato dal presidente della ottava commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, Mauro Rotelli, nel cantiere di completamento della Sassari-Alghero-aeroporto di Fertilia, sulla S.S. 291 “della Nurra”. Sarà l’occasione per fare il punto con la stampa sullo stato di avanzamento dei lavori che riguardano gli interventi di costruzione del 1° lotto da Alghero ad Olmedo, in località bivio cantoniera di Rudas (completamento Sassari-Alghero) e del 4° lotto tra il bivio di Olmedo e l’aeroporto di Alghero-Fertilia (bretella per l’aeroporto).  

REGIONE SARDEGNA-TRASPORTI, CONTINUITA’ TERRITORIALE AEREA. L’ASSESSORE B. MANCA: “NESSUNA PENALE DOVUTA PER IL CAMBIO VOLO, RISOLTO IL PROBLEMA TECNICO NEL SISTEMA DI PRENOTAZIONE”

COMUNICATO STAMPA

Cagliari, 15 marzo 2026

In merito alle segnalazioni ricevute da alcuni utenti ed emerse sulla stampa riguardo all’applicazione di penali per il cambio dei voli in regime di continuità territoriale, l’Assessorato regionale dei Trasporti rassicura i cittadini: la questione era già stata affrontata nel corso del Comitato di monitoraggio riunitosi venerdì 13 marzo ed è stata nel frattempo risolta.

Nel corso dell’incontro, Aeroitalia aveva spiegato che il problema era dovuto a un bug informatico nel sistema di prenotazione, che in alcuni casi aveva determinato l’applicazione automatica di costi non dovuti per la modifica della data di viaggio. La compagnia ha quindi provveduto a intervenire sul sistema, risolvendo il malfunzionamento e ripristinando la corretta applicazione delle regole previste per i voli in continuità territoriale. Sul sito il problema era stato risolto già da ieri pomeriggio. Anche sull’app sono stati apportati tutti i correttivi e si attende che le modifiche vengano recepite dai sistemi operativi per dispositivi mobili.

“Siamo costantemente impegnati a verificare il pieno rispetto delle condizioni previste dal decreto ministeriale sulla continuità territoriale”, sottolinea l’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca. “Per questo esiste il Comitato di monitoraggio, che riunisce Regione, Ministero, ENAC e compagnie aeree proprio per intervenire tempestivamente ogni volta che emergono criticità operative”.

L’assessora ricorda che per i passeggeri che viaggiano in continuità territoriale il cambio data del volo deve avvenire senza penali entro i termini previsti, come stabilito dalle regole tariffarie del sistema.

“L’attenzione della Regione su questo tema è costante – conclude l’assessora – abbiamo chiesto ad Aeroitalia di intervenire immediatamente per correggere il sistema di prenotazione e garantire il pieno rispetto delle condizioni previste. Il problema è stato risolto e eventuali somme pagate dai passeggeri in modo improprio saranno rimborsate”.

Un premio americano per il Papa, alla vigilia di un 4 luglio speciale (che passerà a Lampedusa)

 di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington


Il National Constitution Center (Centro nazionale per la Costituzione) di Philadelphia, ha scelto di premiare quest’anno con la Medaglia per la Libertà Papa Leone XIV. La premiazione è prevista il 3 luglio, alla vigilia del 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti. E’ un riconoscimento del lavoro del Pontefice nel promuovere la libertà religiosa, di coscienza e di espressione nel mondo, ci spiega Vince Stango, il direttore del Centro nazionale per la Costituzione, cosa che ha fatto “come prete, vescovo, cardinale e ora Papa”. Questi sono gli ideali contenuti nel Primo emendamento della Costituzione, “nella tradizione americana di pluralismo e diversità religiosa”. Il Papa si collegherà in diretta dal Vaticano per il suo discorso, che verrà proiettato a Philadelphia sullo sfondo della Sala dell’Independenza dove furono firmate la Dichiarazione di Indipendenza e la Costituzione americana. 

C’è stato un tempo, nella Storia degli Stati Uniti, in cui i cattolici venivano visti con sospetto quando puntavano ai vertici delle istituzioni (il primo presidente cattolico fu Kennedy). Il direttore del Centro, Vince Stango, italoamericano (come il Papa), ci dice di sperare che “questo evento e questo premio sottolineino sia il lavoro del Papa nel promuovere la libertà religiosa, che il ruolo della Chiesa, ma anche il fatto che ci sono persone  musulmane o ebree in questo Paese che stanno ancora lottando per la libertà religiosa e quindi c’è ancora lavoro da fare, ma anche la speranza che ci siano persone impegnate tuttora a combattere questa battaglia”. In varie dichiarazioni, dal Vaticano e pubbliche, “sua Santità ha affermato che la pace non può esistere senza libertà religiosa, di pensiero, di espressione, principi che si allineano strettamente con le protezioni costituzionali garantite dal Primo emendamento”.

Il premio, giunto alla 38esima edizione, è stato assegnato in precedenza — tra gli altri — al Dalai Lama, al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla giudice della Corte suprema Ruth Bader Ginsburg, all’attivista pachistana Malala Yousafzai, al senatore John McCain, al deputato e icona della lotta per il diritti civili John Lewis, al documentarista Ken Burns. “Personalità dentro e fuori la politica, internazionali o americane. Questo non è un evento politico ma ci sono anche molti premiati che sono leader politici”.

Il Papa negli ultimi giorni è stato nelle cronache italiane e internazionali per il suo approccio alla guerra in Iran. Senza assegnare colpe, sta esprimendo il suo desiderio che la “diplomazia” riacquisti il “suo ruolo”. Il suo obiettivo sembra essere quello di “abbassare il tono”, evitare la “politica di parte” e “promuovere polarizzazione nella Chiesa”, anche se una parte della sinistra potrebbe considerarlo troppo “diplomatico”.  Preferisce che siano le Chiese nazionali a parlare a proposito della politica nei rispettivi Paesi, com’era tradizione in passato, prima di Papa Francesco, nota il Washington Post. Al Pontefice interessa lo scontro con il presidente americano Trump, ma prende la parola quando ritiene di doverlo fare: lo scorso autunno ha definito “disumane” le retate contro i migranti negli Stati Uniti. Il Cardinale Parolin, il segretario di stato del Vaticano, ha dichiarato nei giorni scorsi: “Se venisse riconosciuto agli Stati il diritto alla ‘guerra preventiva’… ci sarebbe il rischio di appiccare il fuoco al mondo intero”. 

E’ molto significativo che il prossimo 4 luglio, il 250° anniversario dell’Indipendenza americana, il Pontefice abbia scelto di recarsi a Lampedusa. Alla Casa Bianca sarà messa in scena “una delle più grandi rappresentazioni di patriottismo che il mondo abbia mai visto”, mentre il primo Papa americano ha scelto quel giorno di sottolineare le sofferenze dei migranti. Non è un messaggio anti-Trump, dice il Vaticano al quotidiano americano. “Con Papa Leone, il messaggio è sempre positivo”. Andare a Lampedusa illustra “un altro modo di essere americano”, “il modo di chi non ha paura né preclusioni nei confronti del mondo”.  

Andare a Lampedusa illustra anche un altro modo di essere europeo, nel momento in cui l’Unione ha deciso di inasprire le sue politiche per contrastare l’immigrazione irregolare grazie all’alleanza,  al Parlamento Ue, del Partito popolare europeo di ispirazione cristiana con le forze conservatrici e di estrema destra.

Il mondo oggi

di Marco Marini (studioso di Geopolitica)

Quasi per gioco, si fa per dire, ho voluto cercare dei dati sulla popolazione mondiale, e
cercare di capire come si potrebbe evolvere la situazione attuale, alla luce delle tensioni
che stiamo vivendo.
Il primo dato significativo è che il mondo è popolato da circa 8 miliardi e trecento milioni
di persone (dati all’inizio del 2026).
Il BRICS, acronimo che individua le economie mondiali emergenti, annovera le seguenti
nazioni (popolazione e posizione mondiale demografica):
– BRASILE 220.684.800 al 22/04/2022 (7^)
– RUSSIA 143.554.100 al 11/01/2026 (9^)
– INDIA 1.470.262.355 al 31/12/2025 (1^)
– CINA 1.414.597.435 al 17/12/2025 (2^)
– SUDAFRICA 63.020.000 al 31/07/2024 (24^)
– EGITTO 107.476.864 al 18/01/2023 (14^)
– EMIRATI ARABI UNITI 9.701.315 al 2018 (96^)
– ETIOPIA 121.387.119 al 27/05/25 (10^)
– IRAN 92.578.342 al 10/09/2025 (18^)
– INDONESIA 286.145.235 al 10/09/25 (4^)
Il totale di queste popolazioni è di 3.929.407.565
Questo dato l’ho trovato interessante in quanto secondo l’ O.N.U., ci sono 195 paesi
sovrani di cui due Stati Osservatori, cioè lo Stato del Vaticano e la Palestina. Non male per le dieci nazioni sopra elencate che in termini demografici rappresentano il 47,4 % della popolazione mondiale. E che si collocano tra il primo e decimo posto nella graduatoria demografica mondiale. Sono emergenti e non tutte tecnologicamente avanzate, ma hanno un vantaggio rispetto ad altre. Possiedono risorse naturali e sopratutto una popolazione in età giovanile in crescita, situazione che difetta nel mondo industrializzato occidentale.
Questo è il grande problema, stiamo invecchiando velocemente in Europa, America
settentrionale e Giappone. Si potrà obiettare che ormai stiamo sostituendo l’uomo con le
macchine e l’Intelligenza Artificiale. Questo e vero, ma se osserviamo per esempio la Cina, notiamo che sta già risolvendo il problema dell’uso e smaltimento delle batterie al litio utili per le nostre automobili elettriche, sostituendole con batterie agli ioni di sodio, cioè dal sale prodotto dal mare e costruendo delle strutture che producono ed accumulano energia elettrica (le cosiddette BATTERIE GRAVITAZIONALI). In più la Cina ha incrementato le scorte di petrolio del 15,8 % nei primi due mesi del 2026 prima dello scoppio della guerra in medio oriente che gli ha permesso di salvaguardare la sua situazione. In più ha prodotto energia rinnovabile (sole e vento) tre volte tanto quella prodotta in Europa che sta sostituendo lentamente quella fossile. La Russia ha offerto il suo gas all’Europa purché si facciano degli accordi duraturi. Ora non vorrei essere accusato di essere filo-putiniano ma personaggi come Vannacci o Travaglio (agli antipodi come mentalità) si trovano d’accordo su questa proposta di aiutare le nostre economie ed evitare le speculazioni che il governo italiano vorrebbe contrastare. Ultima osservazione, le guerre, la fame il cambiamento
climatico costringono milioni di persone ad abbandonare la propria terra e cercare
condizioni di vita migliori. L’O.N.U. calcolava in 250.000.000 il numero di persone in
movimento. Non penso che basti qualche campo di raccolta che so in Albania o qualche
muro innalzato a Gerusalemme o al confine Messico-U.S.A., per fermarli. Anche perchè il
povero campesino sudamericano o africano non può essere considerato responsabile dei problemi indicati (fame, guerra, clima). Sempre secondo l’ONU con l’1% delle spese per gli armamenti, si potrebbe debellare la fame definitivamente. Meditiamo gente, meditiamo.

«Trump domina il nostro pensiero: è la prima persona a cui pensiamo al mattino e l’ultima prima di dormire»

 di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington

Una bandiera con l’immagine del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sventola mentre i membri della comunità iraniana si riuniscono per sostenere il cambio di regime in Iran davanti al Westwood Federal Building di Los Angeles, California, il 7 marzo 2026 (Afp)

Oggi partiamo da quanto ci ha detto la scorsa settimana nel corso di un’intervista Steven Everts, direttore dello Euiss, lo European Union Institute for Security Studies, l’agenzia dell’Ue che analizza le questioni di politica estera, sicurezza e difesa : «Trump domina il nostro pensiero: è la prima persona a cui pensiamo al mattino e l’ultima prima di dormire. Non credo che questo sia sempre il modo migliore di ragionare». L’intervista era sulla guerra in Iran e il ruolo dell’Unione europea. Everts spiegava che dal momento in cui è partito l’attacco, gli europei hanno iniziato a discutere di due questioni: «È una guerra legale o illegale? Si possono prendere le distanze da Trump oppure no?».

E in effetti questo dibattito ha dominato il confronto politico nei giorni scorsi a Bruxelles e in Italia. «Il problema — osservava Everts — è che ogni ora che l’Europa passa a discutere di questi temi, su cui siamo molto divisi e su cui non troveremo presto unità, è un’ora in cui non discutiamo di ciò su cui potremmo invece essere d’accordo: cosa fare concretamente. Ad esempio: come dovrebbe essere l’iniziativa diplomatica? Quali asset militari possiamo mettere a disposizione per garantire la sicurezza della navigazione? Queste sono domande pratiche. Le altre sono più questioni di principio o di posizionamento politico. Sappiamo tutti che in Europa esiste una gamma di opinioni su come rapportarsi a Trump. Questo è tornato evidente e sui social ognuno accusa l’altro di essere pazzo, pacifista ingenuo o guerrafondaio».

Everts auspica che «gli europei riescano a uscire da questa dinamica, perché non è né utile né produttiva. Capisco chi pensa che la guerra sia illegale e che l’Europa debba dirlo chiaramente — ci ha detto —. Ma bisogna riconoscere che nell’Unione esiste anche un gruppo che non è d’accordo. Quindi dobbiamo trovare un modo per andare avanti e, invece di discutere continuamente degli aspetti legali o di quanto ci piaccia o meno Trump, dovremmo concentrarci sugli interessi europei».

Ecco il punto: gli interessi europei. Su questo deve basarsi la politica estera dell’Ue. Lo ha spiegato ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo intervento alla conferenza degli ambasciatori dell’Ue 2026. Bisogna tenere presente che secondo i Trattati la politica estera non è competenza della presidente della Commissione, bensì del presidente del Consiglio europeo (António Costa interverrà oggi) e dell’Alta rappresentante Kaja Kallas, che ieri ha fatto un discorso che non lasciava intravedere una nuova visione. Eppure von der Leyen starebbe lavorando alla nuova Strategia europea per la Sicurezza non da sola ma con Kallas e il servizio diplomatico dell’Ue.

Per la presidente della Commissione «i tentativi di etichettare il mondo di oggi mascherano due realtà tangibili e strutturali, molto più importanti per l’Europa. La prima è che l’Europa non può più essere la custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che è scomparso e non tornerà. Difenderemo e sosterremo sempre il sistema basato sulle regole che abbiamo contribuito a costruire con i nostri alleati — ha detto — ma non possiamo più fare affidamento su di esso come unico modo per difendere i nostri interessi o presumere che le sue regole ci proteggeranno dalle complesse minacce che ci troviamo ad affrontare». È un invito ad adattarsi al nuovo mondo: «Dobbiamo costruire il nostro percorso europeo e trovare nuove modalità di cooperazione con i partner».
 
La seconda realtà con cui si deve fronteggiare l’Ue è il modo in cui la politica estera europea viene «concepita e attuata»: «Dobbiamo riflettere urgentemente se la nostra dottrina, le nostre istituzioni e il nostro processo decisionale – tutti concepiti in un mondo postbellico di stabilità e multilateralismo – abbiano tenuto il passo con la velocità del cambiamento che ci circonda. Se il sistema che abbiamo costruito – con tutti i suoi tentativi, benintenzionati, di consenso e compromesso – sia più un aiuto o un ostacolo alla nostra credibilità come attori geopolitici», ha detto von der Leyen agli ambasciatori. La presidente della Commissione ritiene che serva «una politica estera più realistica e orientata agli interessi» e realizzabile da parte dell’Ue. «Dobbiamo essere pronti a proiettare il nostro potere in modo più assertivo – ha proseguito -. Ad esempio, contrastando aggressioni e interferenze straniere con tutti i nostri strumenti, siano essi economici o diplomatici, tecnologici o militari». Parole queste ultime che sembrano in contrasto con l’atteggiamento poco assertivo tenuto finora nei confronti degli Stati Uniti di Donald Trump, fatta eccezione forse per le pretese americane sulla Groenlandia.

Per il resto la paura di dispiacere a Big Donald in Europa è prevalsa. A cosa porterà questo sussulto di orgoglio? Probabilemente a partorire un topolino come ormai succede spesso. «Per perseguire la pace nel mondo di oggi, l’Europa deve essere in grado di proiettare la propria potenza: dissuadere, contrastare e accrescere la propria influenza». ha detto von der Leyen. In pratica «dobbiamo investire nei mezzi per proteggere il nostro territorio, la nostra economia, la nostra democrazia e il nostro stile di vita. Questo sarà al centro della nostra nuova Strategia Europea per la Sicurezza». E qui la teoria diventa più fumosa: «Dobbiamo integrare le considerazioni sulla sicurezza in tutte le nostre risorse e politiche. Di fatto, la sicurezza deve diventare il principio organizzativo della nostra azione. Questa deve essere la mentalità predefinita, dalla difesa ai dati, dall’industria alle infrastrutture, dalla tecnologia al commercio».

Von der Leyen ha aperto a nuovi formati che di fatto bypassano l’unanimità richiesta all’Ue per muoversi su difesa e politica estera. «Quando i formati tradizionali si bloccano — ha spiegato — dobbiamo cercare modi creativi per affrontare le crisi più gravi dei nostri tempi». Ovvero «formati innovativi per la diplomazia, che si tratti di Quartetti, Gruppi di contatto o iniziative regionali». Ci troviamo dunque «in tempi di cambiamenti radicali» che obbligano l’Ue a trasformarsi e a perseguire «una politica estera che sia un pilastro fondamentale dell’indipendenza europea, che protegga i nostri interessi e promuova i nostri valori. Non con nostalgia, o piangendo il vecchio mondo, ma plasmando quello nuovo».

Al momento, però, l’Unione europea sta faticando sia a far sentire la propria voce nei negoziati di pace per l’Ucraina, sia in Medio Oriente. Von der Leyen ha suonato la sveglia ma non è chiaro quanto gli Stati membri siano pronti ad avanzare nel cantiere della rivoluzione della diplomazia europea.

Le notizie dai comunicati stampa: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Regione Sardegna

Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa, con la testimonianza anche del delicato momento vissuto a livello internazionale

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica- Giornata Internazionale della Donna

È stata celebrata al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della
Repubblica, Sergio Mattarella, la Giornata Internazionale della Donna.
La cerimonia, aperta dalla proiezione del filmato dal titolo “Donne nella Repubblica”
a cura di Rai Teche, è stata condotta da Malika Ayane.
Dopo la lettura di un brano tratto dal libro “L’italiana in Italia” a cura di Benedetta
Porcaroli, è intervenuta il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità,
Eugenia Maria Roccella, seguita dalle testimonianze di Giulia Galeotti, storica,
Caterina Banti, velista, Cristina Cassar Scalia, medico e scrittrice, Benedetta
Porcaroli, attrice, Malika Ayane, cantautrice e Amalia Ercoli Finzi, ingegnere.
Nel corso della cerimonia è stato letto un secondo brano tratto dal libro “L’italiana in
Italia” a cura di Benedetta Porcaroli ed eseguiti i brani musicali “The Morns Re
Meeker Than They Were”, “Brilla” e “Ricomincio da qui” a cura di Malika Ayane.
La celebrazione si è conclusa con l’intervento del Presidente Sergio Mattarella.
Erano presenti il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il
Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Vice Presidente del Senato
della Repubblica, Licia Ronzulli e il Vice Presidente della Corte costituzionale, Luca
Antonini.

Roma, 9 marzo 2026

C o m u n i c a t o 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale l’esponente dell’opposizione bielorussa, Sviatlana Tsikhanouskaya. 

Roma, 9 marzo 2026

Comunicato stampa 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10 con il seguente ordine del giorno: 

La guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso.  

Roma, 9 marzo 2026

CONSIGLIO DEI MINISTRI – 10 MARZO 2026

Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 10 marzo 2026, alle ore 17.10 a Palazzo Chigi,
sotto la presidenza del Vice Presidente Antonio Tajani. Segretario, il Sottosegretario alla
Presidenza Alfredo Mantovano.

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ATTUAZIONE DI NORME EUROPEE

  1. Attuazione della direttiva (UE) 2024/1712 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
    13 giugno 2024, che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la
    repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime (decreto legislativo
    – esame preliminare)
    Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di
    coesione Tommaso Foti e del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia
    Roccella, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo per l’attuazione della
    direttiva (UE) 2024/1712 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che
    modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di
    esseri umani e la protezione delle vittime.
    Il provvedimento rafforza il sistema di contrasto alla tratta, adeguando il quadro sanzionatorio
    penale alle nuove forme di sfruttamento emergenti. Nello specifico, il Codice penale è
    modificato in modo da includere agli articoli 600 e 601 le fattispecie di sfruttamento della
    maternità surrogata, adozione illegale e matrimonio forzato. Il testo tiene conto dell’evoluzione
    dei mezzi criminali, inserendo il riferimento esplicito all’uso delle tecnologie digitali e
    dell’intelligenza artificiale sia nel reclutamento sia nella diffusione di materiale relativo allo
    sfruttamento.
    Sul fronte della tutela delle vittime, si introduce il principio della non punibilità per i reati
    commessi sotto costrizione. Viene inoltre integrata la disciplina della responsabilità
    amministrativa degli enti (decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231), prevedendo sanzioni
    pecuniarie da cento a seicento euro e sanzioni interdittive per una durata non inferiore a sei
    mesi per le persone giuridiche coinvolte nei nuovi reati di tratta.

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  1. Recepimento degli articoli 11, 12, 13 e 15 della direttiva (UE) 2024/1640 del
    Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024, relativa ai meccanismi che gli
    Stati membri devono istituire per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di

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riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937, e
modifica e abroga la direttiva (UE) 2015/849 (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di
coesione Tommaso Foti e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha
approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo per il recepimento degli articoli 11, 12,
13 e 15 della direttiva (UE) 2024/1640 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio
2024, relativa ai meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l’uso del
sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica la direttiva
(UE) 2019/1937, e modifica e abroga la direttiva (UE) 2015/849.
Il decreto interviene sulla disciplina dell’accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva
contenute nel Registro delle imprese, al fine di migliorare la trasparenza degli assetti
proprietari e di controllo di società, enti giuridici e trust: i nuovi articoli da 21-bis a 21-septies
disciplinano in modo sistematico le modalità di consultazione delle informazioni.
In particolare, l’accesso è garantito alle autorità competenti tramite sistemi telematici dedicati
che consentono una consultazione immediata e diretta delle informazioni. Il decreto disciplina,
inoltre, l’accesso da parte dei soggetti obbligati ai fini antiriciclaggio, esclusivamente per lo
svolgimento delle attività di adeguata verifica della clientela. L’accesso avviene mediante
accreditamento presso la Camera di commercio competente ed è soggetto al pagamento dei
diritti di segreteria. I soggetti obbligati possono designare delegati per la consultazione del
registro e sono tenuti a segnalare eventuali incongruenze nei dati sulla titolarità effettiva.
È inoltre introdotta una nuova disciplina per l’accesso alle informazioni da parte di soggetti
diversi dalle autorità e dai soggetti obbligati, sulla base del criterio del legittimo interesse.
Possono accedere ai dati, tra gli altri, giornalisti, enti del terzo settore, università e ricercatori,
nonché soggetti che intendano instaurare rapporti economici o finanziari con un’impresa,
qualora dimostrino un interesse connesso alla prevenzione del riciclaggio o del finanziamento
del terrorismo. La verifica del legittimo interesse è affidata alle Camere di commercio, che
decidono entro termini definiti e rilasciano, in caso di esito positivo, un certificato di accesso
valido per tre anni.
Il provvedimento prevede specifiche garanzie per la tutela dei titolari effettivi, consentendo di
limitare o escludere l’accesso ai dati in presenza di circostanze eccezionali che possano
esporre la persona a rischi gravi come frode, rapimento, ricatto, estorsione, molestia, violenza
o intimidazione, nonché nei casi in cui il titolare effettivo sia minore d’età o persona incapace.
Sono infine disciplinati i diritti di segreteria per la comunicazione e la consultazione delle
informazioni sulla titolarità effettiva, al fine di coprire i costi di gestione del registro.

4
Il decreto modifica altresì il regolamento del Ministero dell’economia e delle finanze n. 55 del
2022, eliminando il riferimento all’accesso “del pubblico” e limitando la consultazione ai
soggetti autorizzati o titolari di un legittimo interesse.
٠

  1. Inoltre, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le
    politiche di coesione Tommaso Foti e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo
    Giorgetti, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo per il recepimento della
    direttiva (UE) 2024/927 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024, che
    modifica le direttive 2011/61/UE e 2009/65/CE per quanto riguarda gli accordi di delega,
    la gestione del rischio di liquidità, le segnalazioni a fini di vigilanza, la fornitura dei
    servizi di custodia e di depositario e la concessione di prestiti da parte di fondi di
    investimento alternativi. Il testo tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni
    parlamentari.

٠٠٠٠٠

ACCORDI INTERNAZIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale Antonio Tajani, ha approvato due disegni di legge di ratifica ed esecuzione di
altrettanti accordi internazionali.

  1. Ratifica ed esecuzione dell’accordo di partenariato economico interinale tra la Costa
    d’Avorio, da una parte, e la Comunità Europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con
    allegati, fatto ad Abidjan il 26 novembre 2008 e a Bruxelles il 22 gennaio 2009 (disegno
    di legge)
    L’Accordo mira a favorire lo sviluppo economico della Costa d’Avorio, stabilizzando le relazioni
    commerciali con l’Unione europea e promuovendo l’integrazione della regione nel commercio
    mondiale. Il trattato prevede la liberalizzazione degli scambi di merci, con l’eliminazione di dazi
    e contingenti per i prodotti ivoriani, e definisce un quadro di cooperazione doganale e
    amministrativa per garantire il rispetto delle regole d’origine e contrastare le irregolarità.

٠

  1. Ratifica ed esecuzione dell’accordo in materia di coproduzione cinematografica tra il
    Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese, con
    allegato, fatto a Pechino il 2 febbraio 2026 (disegno di legge)
    Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale Antonio Tajani, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione

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dell’accordo in materia di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica
italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese, con allegato, fatto a Pechino il 2
febbraio 2026.
L’intesa incentiva la realizzazione di opere cinematografiche congiunte tra coproduttori italiani
e cinesi, favorendo gli scambi culturali e la crescita economica dell’industria cinematografica
nazionale.

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INCLUSIONE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ
Approvazione del Programma di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle
persone con disabilità di cui all’articolo 3, comma 5, della legge 3 marzo 2009, n. 18
(decreto del Presidente della Repubblica)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, ha
deliberato l’approvazione del nuovo Piano di Azione Triennale per la promozione dei diritti e
l’inclusione delle persone con disabilità, strumento programmatico nazionale volto a dare
attuazione alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD). Il Piano
sarà adottato con decreto del Presidente della Repubblica.
Il documento definisce, attraverso 7 aree di intervento e 66 linee di azione, il passaggio da una
visione legata al mero assistenzialismo delle Persone con disabilità a una nuova prospettiva
basata sulla valorizzazione dei talenti e delle capacità di ogni persona.
Il Piano è stato elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con
Disabilità (OND) attraverso la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri, della società
civile e delle associazioni delle persone con disabilità, ricevendo l’approvazione finale da parte
dell’Adunanza dell’OND il 28 novembre 2025.
Inoltre, il Ministro Locatelli ha svolto un’informativa sull’evento EXPOAID 2026 “Io, persona di
valore”, in programma a Rimini dal 25 al 27 giugno 2026. L’iniziativa, alla sua seconda
edizione, è il più grande evento nazionale che riunisce persone con disabilità, famiglie,
professionisti, rappresentanti di enti pubblici e privati, e aperta a tutto il mondo del Terzo
settore che si occupa di disabilità. L’obiettivo è dare voce alle persone, alle storie e alle
esperienze che meritano di essere conosciute, sottolineare la spinta al cambiamento che,
attraverso la riforma sulla disabilità e l’impegno di tante associazioni in tutto il Paese, si sta
sviluppando, dando la possibilità a tutti di incontrarsi, confrontarsi e partecipare.

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RIORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo
Salvini, ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, recante modifiche al decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 186 di riorganizzazione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti. Il testo tiene conto del parere espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato.
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INFORMATIVE
Il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha svolto una informativa relativa
al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui
all’articolo 1, commi 875 – 876, legge 30 dicembre 2024, n. 207.

٠٠٠٠٠

STATI D’EMERGENZA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare
Nello Musumeci, ha deliberato:

  • la proroga, per dodici mesi, dello stato di emergenza in relazione alla situazione di criticità
    concernente il sistema ospedaliero della Regione Calabria, ai sensi dell’articolo 24, comma 3
    del decreto legislativo n. 1 del 2018;
  • la dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi
    meteorologici che si sono verificati nei giorni dall’11 al 20 febbraio 2026 nel territorio delle
    province di Catanzaro e di Cosenza. Per far fronte alle esigenze più immediate, è stata
    stanziata la somma di euro 15.000.000;
  • la proroga per dodici mesi e l’ulteriore stanziamento di euro 15.640.000 per la realizzazione
    degli interventi relativi allo stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali
    eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 5 all’8 settembre 2024 nel territorio del
    comune di Albenga, in provincia di Savona, e nei giorni 16, 17, 26 e 27 ottobre 2024 nel
    territorio della città metropolitana di Genova e della provincia di Savona;
  • l’ulteriore stanziamento di euro 11.985.000 per la realizzazione degli interventi relativi allo
    stato d’emergenza già deliberato in conseguenza dell’evento franoso che si è verificato a
    partire dal giorno 14 marzo 2025, nel territorio del comune di Palagano (MO), in località
    Boccassuolo;
  • l’ulteriore stanziamento di euro 45.400.000 per la realizzazione degli interventi relativi allo
    stato d’emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si
    sono verificati dal 15 al 17 aprile 2025 nel territorio della città metropolitana di Torino e delle
    province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.

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FABBISOGNI STANDARD
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo
Giorgetti, ha approvato, in esame definitivo, la “Nota metodologica relativa alla determinazione
dei fabbisogni standard per le province e le città metropolitane per il 2025”, ai sensi
dell’articolo 6 del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216. La Nota, che ha ottenuto il
parere favorevole dalla Conferenza Stato-città e autonomie locali, sarà adottata con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri.
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NOMINE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa Guido Crosetto, ha deliberato la
nomina dell’ammiraglio ispettore capo Cristiano Nervi a direttore della Direzione degli
armamenti navali della Direzione nazionale degli armamenti del Ministero.

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LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto
Calderoli, ha esaminato nove leggi regionali e ha quindi deliberato di non impugnare:

  1. la legge della Regione siciliana n. 1 del 5/01/2026, “Legge di stabilità regionale per il
    triennio 2026-2028”;
  2. la legge della Regione siciliana n. 2 del 5/01/2026, recante “Bilancio di previsione della
    Regione siciliana per il triennio 2026-2028”;
  3. la legge della Regione Lazio n. 1 del 12/01/2026, recante “Elenco regionale dei
    responsabili unici del progetto. Modifiche alla legge regionale 12 giugno 2023, n. 6 relativa
    all’istituzione di commissioni speciali”;
  4. la legge della Regione Abruzzo n. 1 del 15/01/2026, recante “Modifiche e integrazioni alla
    legge regionale 29 maggio 2025, n. 18 (Disciplina generale sull’attività normativa regionale e
    sulla qualità della normazione)”;
  5. la legge della Regione Abruzzo n. 2 del 15/01/2026, recante “Disposizioni finanziarie per
    la redazione del Bilancio di previsione finanziario 2026-2028 della Regione Abruzzo (Legge di
    stabilità regionale 2026)”
  6. la legge della Regione Abruzzo n. 3 del 15/01/2026, recante “Bilancio di previsione
    finanziario 2026-2028”;

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  1. la legge della Regione Basilicata n. 1 del 13/01/2026, recante “Istituzione del Centro
    regionale di monitoraggio sugli appalti pubblici)”;
  2. la legge della Regione Basilicata n. 2 del 13/01/2026, recante “Disposizioni in materia di
    sperimentazioni gestionali in sanità”;
  3. la legge della Regione Lombardia n. 1 del 28/01/2026, recante “Incorporazione del
    Comune di Lirio nel Comune di Montalto Pavese, in provincia di Pavia”.

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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 17.59.

Nota di Palazzo Chigi

Si è svolta a Palazzo Chigi la quinta riunione della Cabina di regia del Piano Mattei per l’Africa, presieduta dal Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.

Alla riunione hanno partecipato i membri di Governo componenti della Cabina di Regia, i Presidenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’Anci e un’ampia rappresentanza del Sistema Italia, degli Enti e delle società dello Stato e delle imprese a partecipazione pubblica, del mondo dell’università e della ricerca, del terzo settore, compresa una rappresentanza della diaspora in Italia, e della cooperazione e delle associazioni di categoria.

Nel corso della riunione sono stati illustrati gli esiti del secondo Summit Italia-Africa, tenutosi ad Addis Abeba il 13 febbraio scorso. Nell’ottica della logica incrementale che caratterizza l’attuazione del Piano Mattei, è stato inoltre ricordato l’ampliamento a quattro nuove Nazioni – Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia – che porta a diciotto il numero complessivo di Nazioni coinvolte nei progetti.

La riunione si è poi focalizzata sull’approfondimento dei progetti in corso nell’ambito di due verticali tematiche: la gestione delle risorse idriche, tema prioritario prescelto dall’Unione Africana per il 2026, e l’istruzione e formazione professionale, in sinergia con i numerosi attori italiani coinvolti. In tale ambito, infine, è stato ricordato che il prossimo giugno l’Italia co-presiederà a Roma assieme alla Nigeria il Vertice di chiusura del ciclo di rifinanziamento della “Global Partnership for Education”, il principale partenariato internazionale per il rafforzamento dell’istruzione.

NOTA DI PALAZZO CHIGI10/03/2026
CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI N. 164

– SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione dell’accordo di partenariato economico interinale tra la Costa d’Avorio, da una parte, e la Comunità Europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con allegati, fatto ad Abidjan il 26 novembre 2008 e a Bruxelles il 22 gennaio 2009 (AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE);

– SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione dell’accordo in materia di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese, con allegato, fatto a Pechino il 2 febbraio 2026 (AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE);

– SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO: Attuazione della direttiva (UE) 2024/1712 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime – ESAME PRELIMINARE (AFFARI EUROPEI, PNRR E POLITICHE DI COESIONE – FAMIGLIA, NATALITA’ E PARI OPPORTUNITA’);

– SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO: Recepimento degli articoli 11, 12, 13 e 15 della direttiva (UE) 2024/1640 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024, relativa ai meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937, e modifica e abroga la direttiva (UE) 2015/849 – ESAME PRELIMINARE (AFFARI EUROPEI, PNRR E POLITICHE DI COESIONE – ECONOMIA E FINANZE);

– SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO: Recepimento della direttiva (UE) 2024/927 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024, che modifica le direttive 2011/61/UE e 2009/65/CE per quanto riguarda gli accordi di delega, la gestione del rischio di liquidità, le segnalazioni a fini di vigilanza, la fornitura dei servizi di custodia e di depositario e la concessione di prestiti da parte di fondi di investimento alternativi – ESAME DEFINITIVO (AFFARI EUROPEI, PNRR E POLITICHE DI COESIONE – ECONOMIA E FINANZE);

– SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 186 di riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – ESAME DEFINITIVO (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI);

– DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Approvazione del Programma di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità di cui all’articolo 3, comma 5, della legge 3 marzo 2009, n. 18 (DISABILITÀ);

– LEGGI REGIONALI;

– VARIE ED EVENTUALI.

COMUNICATO STAMPA

​DROGHE: MANTOVANO A VIENNA PER LA CND, INCONTRI CON CARTER (USA) E NOLAN (UE)

​Nell’ambito della missione a Vienna per l’apertura della 69ª sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha avuto due colloqui bilaterali.

​In primo luogo, con la sua omologa statunitense Sara Carter, Capo dell’ONDCP (Office of National Drug Control Policy), l’Ufficio per il controllo della droga incardinato presso la Casa Bianca, per condividere le preoccupazioni derivanti dai traffici internazionali di oppioidi sintetici, e in particolare di fentanyl, e definire una più intensa cooperazione nella prevenzione e nel contrasto al traffico medesimo e ai relativi precursori. Durante l’incontro, partendo dalla pluridecennale comune esperienza di lotta al narcotraffico e al riciclaggio, i due hanno concordato l’attuazione di nuovi protocolli per l’offerta di formazione alle forze di polizia dei Paesi dell’America Latina che ne facciano richiesta, mirato anche al ‘follow the money’, e iniziative congiunte di efficace comunicazione, rivolta soprattutto agli adolescenti. Mantovano ha rivolto a Carter l’invito a una visita in Italia per approfondire il nostro modello di trattamento delle dipendenze, che vede nella rete delle comunità terapeutiche un pilastro per il recupero e il reinserimento fondati sulla dignità della persona.

Mantovano ha poi incontrato la nuova Direttrice esecutiva dell’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA), Lorraine Nolan. Nell’incontro sono stati illustrati i traguardi raggiunti dall’Italia sul fronte del contrasto alla diffusione di nuove sostanze, ed è stata condivisa la necessità che l’UE sostenga un approccio volto a privilegiare l’oggettività del dato scientifico, mettendo da parte condizionamenti ideologici e puntando sulle parole chiave ‘prevenzione e recupero’.

​La giornata si è conclusa con il side event organizzato dall’Italia sulle misure di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl. “Due anni fa siamo stati tra le prime Nazioni ad approvare un piano nazionale di prevenzione del traffico di fentanyl. Abbiamo agito prima che questo fenomeno esplodesse in Italia”, ha dichiarato Mantovano, sottolineando come “i servizi di intelligence, le forze di polizia e l’Agenzia delle dogane” abbiano “potenziato il controllo sia sulle rotte che sulla rete web, poiché la conoscenza delle modalità di commercializzazione e pagamento è cruciale per contenere l’immissione sul mercato”. La delegazione italiana ha inoltre presentato l’esperienza della Regione Veneto come modello virtuoso di applicazione territoriale delle linee guida nazionali.

Nota di Palazzo Chigi



Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze, Alfredo Mantovano, interverrà a Vienna in occasione dell’apertura della 69ª sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite, lunedì 9 marzo a partire dalle ore 10.00.

​Il Sottosegretario illustrerà in plenaria la posizione dell’Italia sulle strategie internazionali di contrasto al narcotraffico e sulle politiche di prevenzione e recupero.

​Nel pomeriggio, alle 16.30, è previsto un side event organizzato dalla delegazione italiana dal titolo “Misure di prevenzione e monitoraggio contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici”. Dopo l’apertura del Sottosegretario Mantovano, si confronteranno sul tema esperti tra cui Lorraine Nolan (EUDA), Roberto Moro (Argentina), Maria Silvia Varalta della Direzione Programmazione Sanitaria della Regione Veneto e Asma Fakhri (UNODC), sotto la moderazione di Justice Tettey (UNODC).

COMUNICATO STAMPA

DROGHE: IL SOTTOSEGRETARIO ALFREDO MANTOVANO INTERVIENE ALLA PLENARIA DELLA 69ª SESSIONE CND A VIENNA

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze, Alfredo Mantovano, è intervenuto questa mattina a Vienna alla sessione plenaria della 69ª Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite.

Nel corso del suo intervento, il Sottosegretario ha illustrato la posizione del Governo italiano sulle strategie internazionali di contrasto al narcotraffico e sull’importanza di un modello che metta al centro la prevenzione e il recupero sociale.

Di seguito, il testo integrale dell’intervento:

Signor Presidente, Autorità e Delegati,

L’Italia si associa pienamente alla dichiarazione resa dall’Unione europea e
desidera aggiungere alcune considerazioni a titolo nazionale.
Vorrei augurare alla neonominata Direttrice Esecutiva dell’UNODC, Monica Juma,
ogni successo e assicurarle il nostro pieno sostegno.
Il mercato internazionale delle droghe sintetiche continua ad espandersi, con la
comparsa di sostanze psicoattive sempre più pericolose per la salute pubblica. La
loro produzione è semplice, la distribuzione è rapida e la commercializzazione
avviene sempre più frequentemente attraverso il web.
Gli effetti devastanti del fentanyl e di altri oppioidi sintetici nei Paesi in cui queste
sostanze hanno invaso il mercato ci hanno spinto a rafforzare le nostre azioni di
prevenzione attraverso una strategia anticipatoria, fondata su un monitoraggio
costante e su meccanismi di allerta precoce.
Due anni fa il Governo italiano ha lanciato il Piano nazionale di prevenzione contro
l’uso improprio e la diversione del fentanyl e di altri oppioidi sintetici.
Parallelamente, abbiamo rafforzato la cooperazione internazionale per contrastare
la diffusione di queste sostanze.

Tra il 2024 e il 2025 l’Italia ha organizzato attività di formazione specialistica a
Trinidad e Tobago e in Argentina, rivolte alle forze di polizia dell’America centrale e
meridionale, in cooperazione con l’Organizzazione Internazionale Italo‑Latino
Americana, con il programma COPOLAD e con INTERPOL.
Per l’Italia, il 2025 è stato anche un anno particolarmente significativo sul piano
interno. Il 7 e l’8 novembre si è svolta a Roma la VII Conferenza Nazionale sulle
Dipendenze, tappa importante nel rafforzamento delle politiche di prevenzione,
cura e recupero avviate dall’attuale Governo.

La Conferenza ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra operatori
del settore pubblico e privato, insieme ai rappresentanti delle istituzioni nazionali
ai più alti livelli. L’evento è stato inoltre arricchito dai videomessaggi di Papa Leone
XIV e dell’ex ED dell’UNODC, Ghada Waly.
L’Italia resta fermamente contraria all’uso di sostanze stupefacenti per finalità non
mediche e non scientifiche. Non riteniamo che alcun ordinamento giuridico debba
riconoscere un diritto all’uso di droghe. Il nostro impegno è quello di intervenire
prima che la diffusione di queste sostanze produca danni irreversibili.
Il nostro obiettivo è ampliare sempre più gli spazi liberi dalla droga e dalle
dipendenze, guidati dalla responsabilità verso le future generazioni.
Traiamo forza dall’incoraggiamento di Papa Leone XIV. Il 26 giugno 2025, in
occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite contro l’abuso di droga,
Sua Santità ha accolto in Vaticano circa 4.000 operatori dei servizi pubblici e privati
e membri delle comunità terapeutiche, molti dei quali impegnati in percorsi di
recupero, inclusi detenuti.
La lotta contro la droga deve fondarsi sulla convinzione che non possiamo restare
in silenzio di fronte al vuoto che spinge tanti giovani verso l’uso di sostanze, né di
fronte al profondo bisogno umano di speranza e di significato.
L’Italia resta pienamente impegnata in questo sforzo globale.
Grazie.

Il paradosso della guerra: quando il crimine diventa legittimo

di Marta Meloni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione sulle dinamiche della psiche umana di fronte alla guerra

In guerra, la violenza pare perdere il suo carattere di devianza. In un contesto civile, l’atto di togliere la vita a un altro individuo costituisce un crimine universale, punibile dalle istituzioni con la massima severità. Nei paesi sviluppati, dove la legge e i valori civili proclamano la sacralità della vita, questa contraddizione appare ancora più stridente: ciò che è moralmente inaccettabile diventa, improvvisamente, accettabile.
La differenza tra un omicidio e un bombardamento mirato spesso si riduce al permesso delle autorità. Le leggi internazionali cercano di proteggere i civili e limitare gli eccessi, ma il confine tra giusto e sbagliato resta sfocato. Attacchi indiscriminati, vittime civili e città ridotte in macerie dimostrano quanto fragile sia la linea tra legalità e moralità.
Il fenomeno non può essere compreso esclusivamente attraverso la lente del diritto o della politica: esso affonda le radici nella psicologia umana. La mente di chi combatte è costretta a operare una ristrutturazione interna della propria morale. Obbedire a ordini che comportano violenza letale implica una sospensione deliberata o inconscia del giudizio morale individuale, accompagnata da una razionalizzazione che trasforma la distruzione in “necessità” o in “servizio per un bene superiore”. In questo contesto, il soggetto sperimenta un meccanismo di dissociazione morale: ciò che normalmente provocherebbe senso di colpa viene reinterpretato come azione coerente con un contesto più ampio.
La guerra genera così un cortocircuito tra legge e coscienza, tra morale personale e ruolo istituzionale. Ciò che in tempo di pace susciterebbe indignazione e condanna, in tempo di guerra diventa uno strumento funzionale, legittimato dall’autorità e spesso percepito come dovere collettivo.
Il paradosso solleva interrogativi profondi: fino a che punto una società può definirsi civile quando la morte, in certi contesti, smette di essere un crimine? E se la mente umana riesce a giustificare ciò che normalmente sarebbe inaccettabile, quali sono i limiti del nostro giudizio morale? La guerra dimostra che la legalità può rendere lecita la violenza, ma non può cancellarne l’ambiguità etica né i dilemmi interiori di chi la compie.
In definitiva, il paradosso della guerra non è solo una contraddizione giuridica o politica: è una prova della complessità della natura umana, della sua capacità di adattarsi alle circostanze più estreme e, al contempo, della fragilità dei principi morali che regolano la convivenza civile.

Il racconto del Cagliari. Cagliari- Como 1-2: il cuore, la ragione e la paura

di Daniele Madau

XXVIII Serie A-Unipol Domus/ Cagliari- Como:1-2  (13mo Baturina; 56mo S. Esposito; 76mo Da Cunha)

Cagliari (3-5-2): Caprile; Zé Pedro (72mo Zappa), Juan Rodríguez (77mo Idrissi; 87mo Pavoletti), Dossena; Palestra, Adopo, Liteta (77mo Kilcsoy), Sulemana, Obert; S. Esposito (77mo Trepy), Folorunsho.
In panchina: Sherri, Ciocci, Idrissi, Kılıçsoy, Raterink, Albarracín, Zappa, Pavoletti, Mendy, Trepy, Sulev, Cogoni, Malfitano.
Allenatore: Fabio Pisacane.

Como (4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Ramón, Kempf, Alberto Moreno (80mo Valle); Da Cunha, Perrone ( 35mo Vojvoda); Jesús Rodríguez, Nico Paz (80mo Silva), Baturina (80mo Roberto); Douvikas (60 mo Morata).
In panchina: Törnqvist, Vigorito, Čavlina, Álex Valle, Goldaniga, Caqueret, Morata, Sergi Roberto, Lahdo, Kühn, Smolčić, Vojvoda, Diego Carlos.
Allenatore: Cesc Fàbregas.

Arbitro: Marinelli

Spettatori: 16.128

Cuore e ragione, l’eterna contrapposizione. Il cuore e la volonta’, inutile dirlo,  spingono per i padroni di casa: in formazione rimaneggiata, sempre a un passo dalla salvezza, come Tantalo con l’acqua.

La ragione dice Como, squadra moderna ma umile, legata all’italianita’ del Lago e di Manzoni ma americana, provinciale ma di Champions. L’ottimismo della volonta’ e il pessimismo della ragione. Gramsci era sardo. E comunque, anche il 49% del Cagliari ormai e’americano.

L’ottimismo e’ un inizio volitivo e quasi arrembante dei rossoblu’, in un pomeriggio quasi primaverile e con lo stadio pieno. Il pessimismo e’ il goal del Como alla prima replica: recupero palla a centrocampo, serie di rimpalli in area, e goal di Baturina, con Caprile in leggero ritardo. Si e’ solo al 13mo. Si prospetta cuore e sudore.

La replica e’ un tentativo di Adopo da fuori area, giusto per riprendersi dal trauma. Il Como pressa, si gioca in un fazzoletto di terra, e il Cagliari non trova piu’ la strada per la meta’ campo avversaria.

Il 30mo suona come una campana, che fa rinsavire i cagliaritani: azione manovrata e prolungata, con il pallone che riesce a entrare in area, ma Sulemana- davanti alla porta- lo manca incredibilmente.

La partita- mentre tramonta il primo tempo- diventa equilibrata e tesa , e servirebbe il pareggio per sancire l’armonia tra cuore e ragione.

Il secondo tempo aggiunge, a cuore e ragione, la paura: che ti fa perdere palla al limite dell’area- con conseguente tiro di Rodriguez- , che non ti fa ragionare e osare, anche perche’ il Como toglie l’aria, e’ asfissiante.

C’e’ bisogno d’aria: la trova Palestra, a tutta fascia destra, al 56mo, in un vortice che porta al cross per Obert- dall’altro lato- e al successivo colpo di testa in tuffo di Esposito, come Riva,  per l’ uno a uno: si e’ all’undicesimo, il numero di Gigi.

L’ottimismo della volonta’ e’ prendere possesso del centrocampo, con Adopo che ne regge le redini e lancia Palestra sulla fascia: uno spettacolo.

Il pessimismo e’ prestare il fianco al contropiede, ma l’equilibrio regge. Intanto, due ammonizioni per simulazione al Cagliari in cinque minuti: credo, evento unico.

Davanti al tiro di Da Cunha, pero’, dal vertice sinistro dell’area, di esterno, che crea una parabola imprendibile per Caprile, cuore e ragione si inchinano: e’ la bellezza.

All’ottantacinquesimo Adopo impegna Butez: e’ ancora tempo di bellezza, prima che resti solo la paura.

Dopo sei minuti di recupero, pero’, restano la gioia del Como e la fatica del Cagliari, che perde ancora in casa. La paura? Forse un po’, quella che deve dare il coraggio di conquistare la salvezza.

Fiamme sul Mondo /3, ovvero Business is Business

di Marco Marini (esperto di geopolitica mediorientale)

Girovagando per il web sono incappato in un video su Papa Francesco. Il Santo Padre ricordava di aver posto una domanda ad un esperto di economia, esattamente chiedeva quale fosse il settore industriale più fiorente nel mondo, e secondo il parere di questo economista era la produzione ed il commercio delle armi. Dal viso del Papa traspariva sconcerto e amarezza. Sinceramente non sono rimasto sorpreso, da che mondo e mondo la guerra è un affare o per conquistare territori ricchi di risorse naturali o per acquisire manodopera a basso costo, insomma schiavi. O quale occasione migliore scatenare un conflitto in cui testare qualche arma più o meno “intelligente”. Dalla guerra Russo-Ucraina al recente conflitto in medio oriente si sentono voci sull’uso di strumenti straordinari, missili, cannoni etc etc. Sembra di sentire Hitler e Mussolini che parlavano di armi segrete che avrebbero capovolto le sorti del secondo conflitto mondiale. E si è un vero e proprio affare la guerra, Da una parte troviamo le gerarchie militari che lamentano una debolezza dell’apparato difensivo del proprio paese e dall’altra gli industriali del settore difesa che sbandierano le eccezionali qualità dei propri prodotti. L’incontro tra queste opinioni opposte determina il proliferare del business armamenti. A proposito di Santo Padre, quando Papa Giovanni Paolo II è salito al soglio romano ha voluto mettere mano ai conti del Vaticano che attraverso lo I.O.R. (Istituto per le Opere Religiose) finanziava non solo una industria produttrice di Condom o preservativi che dir si voglia ma anche la Oto Melare di La Spezia produttrice di carri armati, cannoni, navi etc. Ma in quell’epoca gestiva le opere caritatevoli un certo Marcinkus, ricordate ? Quello di Licio Gelli (P2), Sindona, Calvi e qualche mafioso. Si sentono in questi giorni le voci sulla crisi energetica che colpisce sia le famiglie che le industrie e che bisogna colpire le speculazioni in merito. Secondo me è un atteggiamento ipocrita che va contro le regole della domanda e dell’offerta, cioè del libero mercato tanto caro a questo occidente libero e democratico. Sia ben chiaro, da studente di economia sono un fautore del libero mercato ma da quando è crollato il muro di Berlino ed il comunismo, che qualcuno vuole tirare ancora in ballo quando non è d’accordo con te, la globalizzazione ha creato in alcuni settori merceologici degli oligopoli se non addirittura monopoli, generando quella contraddizione economica che è La Cina e qualche altro paese asiatico, cioè comunisti che seguono le regole del capitalismo. Si parla del timore di speculazioni, ma basterebbe visitare le raffinerie, anche in Sardegna per rendersi conto che le cisterne sono piene di prodotto raffinato, che aspettano il momento giusto per metterlo sul mercato. Perché dico questo? Basta ricordare la guerra del 1973 tra Israele e Siria-Egitto che ha determinato la chiusura del Canale di Suez e che ha costretto le super petroliere a circumnavigare l’Africa per portare il petrolio greggio o raffinato in occidente con un aggravio di costi imprevedibile per quei tempi. Da noi le automobili circolavano a targhe alterne e la gente aveva riscoperto la bicicletta per gli spostamenti. Ricordo uno sceicco saudita che affermava di averci fatto un favore perché col petrolio che scarseggiava (?) l’occidente avrebbe continuato a consumarlo ad un ritmo elevato, e ci ha costretto a cambiare le abitudini, ricercare altre forme di energia e studiare e produrre mezzi che avrebbero e dovuto consumare meno. Oggi da molte parti si auspica che l’Europa possa tornare alle forniture di gas russo, senza essere accusati di essere filo-putin. A proposito di quel conflitto europeo iniziato di fatto nel febbraio 2014 (12 anni, il secondo conflitto mondiale è durato 6 anni) le ex nazioni del blocco orientale (DDR ora Germania, Polonia, Stati Baltici etc) hanno vuotato i loro vecchi arsenali di materiale sovietico per donarlo (o venderlo?) all’Ucraina . Sono stati forniti anche armamenti occidentali. Tenuto conto del sostegno militare fornito dagli Stati membri dell’UE, si stima che il sostegno globale dell’UE all’esercito ucraino ammonti a 69,7 miliardi di euro. L’assistenza complessiva all’Ucraina, compresi il sostegno finanziario e il sostegno ai rifugiati ucraini, ammonta a 194,9 miliardi di euro. Tenuto conto che gli esperti di Difesa affermano che l’Ucraina ha già perso la guerra circa due anni fa, ditemi se anche questo non è un buon business. Ora cerchiamo di farci un quadro sulla situazione attuale nel vicino e medio oriente. Alcune considerazioni di carattere generale sugli “attori” di questa situazione. Gli Stati Uniti d’America NON hanno mai vinto un conflitto da soli. Come qualcuno ricorda senza i 20 milioni di morti russi, oggi faremmo tutti il passo dell’oca nazista. Hanno sempre iniziato le guerre con un pretesto, sia in Vietnam che nella guerra ispano-americana del 1898, a sostegno degli indipendentisti cubani, ma in realtà con lo scopo di incrementare la propria influenza nelle Antille. Lo stesso presidente McKinley fu molto titubante in merito. Si presentarono con una forza di intervento sproporzionata rispetto alle forze spagnole nell’isola, come sempre hanno fatto nella loro storia. In una interessante intervista a Vittorio Feltri ex direttore de Il Giornale, egli manifesta il suo disappunto sugli Stati Uniti d’America, passando dallo sterminio dei nativi americani all’uso della bomba atomica sul Giappone (non mi sembra sia comunista). A tal proposito ricordo un articolo di uno storico giapponese che ha dato un’interpretazione diversa della fine della Seconda Guerra Mondiale. Il Giappone si è arreso agli alleati non solo per la bomba atomica che se è vero che ha causato immediatamente 70,000 vittime, e decine di migliaia negli anni successivi a causa degli effetti delle radiazioni allora sconosciuti, non ha piegato il loro volere di continuare la guerra, erano abituati ai bombardamenti già dal 1941, quanto il timore di dover affrontare la invasione di truppe sovietiche, sopratutto asiatiche, che si erano rese disponibili dopo la fine del conflitto in Europa (aprile 1945). Recentemente gli U.S.A una volta sconfitto il “nemico” hanno lasciato un vuoto istituzionale e morale in questi paesi. Iraq, Libia, Siria e Afganistan che hanno abbandonato dopo 20 anni restituendolo ai Talebani. Il primo Ministro Karzai, ospite in Italia durante l’occupazione sovietica, al rientro nel paese trasformatosi nel frattempo da monarchia a repubblica, ha riunito la Girga, il Consiglio delle Tribù Afgane ed ha decretato p.e. che lo STUPRO FAMILIARE non era più reato. Abbiamo sentito che “é meglio uno, dieci, cento Trump piuttosto che un Khamanei che uccide le donne, impicca gli omosessuali etc. etc.” certo, ma in Arabia Saudita fino a pochi anni fa le donne non potevano guidare la macchina se non accompagnate da un uomo, padre o marito o fratello che fosse. Le Università permettono lo studio alle donne ma con delle limitazioni nelle materie e nel modo di impararle, per esempio in Medicina. E vengono ancora lapidati gli adulteri insieme agli omosessuali e si pratica ancora la decapitazione con la spada. Che differenza c’è coll’Iran? Altra osservazione. Molte nazioni non posseggono la bomba atomica o armi tali da offendere le Grandi Potenze. Allora sfruttano la loro forza nella GUERRIGLIA, una forza occulta, motivata, nascosta tra la gente comune senza una divisa e senza armi particolari. La Storia é piena di casi simili. Dagli Zeloti israeliti, tra i quali si ricorda Barabba (figlio del padre), ricorda qualcosa? I Romani per aver ragione di questa rivolta distrussero nel 139 D.C. La Palestina disperdendo gli ebrei nei quattro angoli della terra. Così come gli spagnoli (guerriglia è termine spagnolo) contro l’occupazione di Napoleone Bonaparte: per non parlare del Vietnam, dove gli Stati Uniti pagano ancora oggi un prezzo morale nonostante i mezzi adoperati per fermare il comunismo in Asia. A proposito di comunismo, che ricordo è finito con la caduta del Muro di Berlino nel novembre 1989, la Corea del Nord, rimane legata a quella ideologia. E’ militarmente forte, produce armi, affama la popolazione, ma questo non fa pensare a nessuno di intervenire per “liberare” la popolazione e fornirgli la “democrazia” stile occidentale. Capisco l’esigenza di Israele di doversi difendere, è circondato da paesi ostili, ma non vedo più quei movimenti che hanno portato la pace con Egitto e Giordania in primis (anche se per la verità sono queste due nazioni che hanno mosso i primi passi) e poi con l’Accordo di Abramo (Israele-Stati Uniti-Emirati Arabi Uniti e Bahrein) nel 2020. O gli Accordi di Oslo del 1995 tra Israele e La Palestina. Ricordo che il Primo Ministro israeliano Rabin firmatario degli accordi di Oslo con Yasser Arafat, fu ucciso da un giovane israeliano dell’estrema destra religiosa. Ma lo stato ebraico oggi si vanta di aver portato avanti un operazione con centinaia di aerei e 500 obiettivi, mai avvenuto nella sua storia militare precedente. Nel 1982, mi trovavo in Spagna e grazie alla mia modesta conoscenza della lingua potei seguire i loro telegiornali. Le immagini che vidi mi sconvolsero, giovani ed anziani iraniani si lanciavano a piedi e disarmati verso i campi minati dello Shatt El Arab (che è territorio iraniano). Immaginatevi cosa si vedeva in quei campi dopo il loro sacrificio. Immagini che non avremmo mai visto nelle nostre televisioni. In Spagna si, e chi ha visto la corrida sa di cosa parlo. Mi domandavo, come potesse un popolo proiettato verso il futuro (Università, stile di vita occidentale, centrali nucleari, etc.) anche se disperato ed isolato nel mondo dopo il 1979, fare tutto questo. Forse l’unica risposta la troviamo nella fede, nella promessa di un Paradiso meritato grazie al proprio sacrificio. Qualcosa che in occidente, materialista ed edonista, non comprendevamo. Ma che ci incuriosiva come un fenomeno folkloristico. Poi avremmo conosciuti gli attentati di singoli “martiri” o qualcosa di più articolato e complesso dalle Torri Gemelle a Charlie Hebdo fino all’Intifada ad Al Qaeda, ISIS, Boko Haram o Abu Sayyaf nelle Filippine.

Si può pensare di fermare questi movimenti semplicemente con un bombardamento? Ricordo che per esempio l’Indonesia è il paese islamico più popoloso al mondo 600 milioni di musulmani! Come li fermeremmo? Bomba Atomica? Non scherziamo, la guerra non ha mai portato vantaggi per nessuno ne vincitori ne vinti se non a caro prezzo per entrambi. Azzardo un’ipotesi , e se provassimo una via pacifica alla convivenza dei popoli? Utopia?

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