Le Fiamme del Mondo /2

di Marco Marini (studioso di geopolitica mediorientale)

Ci troviamo, per l’ennesima volta in pochi anni, a dover affrontare un conflitto nel Vicino e Medio Oriente con più o meno gli stessi protagonisti che hanno infiammato questa regione negli ultimi settantotto anni cioè dalla nascita dello Stato di Israele. Dobbiamo quindi ripetere le stesse considerazioni evidenziate nei vari articoli comparsi in questa testata giornalistica. Cercherò di procedere in modo organico con la speranza di poter capire
quello che sta succedendo in questi giorni in quell’area.
Perché Trump attacca l’Iran ? Presumo per il petrolio. Dopo aver fatto fuori Maduro in
Venezuela, altro produttore di petrolio e potendo contare sulle forniture saudite che
forniscono agli U.S.A. questa fonte energetica a basso costo, gli Stati Uniti vogliono
creare problemi ai suoi concorrenti economici globali.
L’Iran fa parte dal 2024, del cosiddetto BRICS, il raggruppamento di economie mondiali
emergenti, insieme a Brasile, Russia, India e Cina a cui si aggiungono Sudafrica,
Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia ed Indonesia. Queste nazioni hanno rapporti
diciamo privilegiati, con i paesi del cosiddetto terzo mondo, anche se per essere
sinceri si rileva anche in questi luoghi uno sviluppo economico importante. Russia
e Cina sono partners rilevanti e contribuiscono sopratutto alle economie africane.
L’Iran dopo la rivoluzione teocratica del 1979, si è trovata isolata nel mondo anche
in quello arabo.
L’occidente ha sempre visto un pericolo “ideologico” in questa rivoluzione insieme
ai timori dell’Arabia Saudita.
Lo scontro tra il paese che ha dato i natali al Profeta Maometto, e il resto dei
paese Sciiti si è acutizzato intorno agli anni ottanta, appunto dopo la rivoluzione
Khomeinista. Lo Shah di Persia Mohammed Reza Palhavi, detronizzato nel 1979
era così forte militarmente ed economicamente che condizionava la politica della
regione, tanto da poter stringere accordi economico-militari perfino con l’Unione
Sovietico. Condizionava il mondo col suo petrolio, creando le prime centrali
nucleari che avrebbero permesso al suo paese l’indipendenza energetica e
praticare dei prezzi petroliferi concorrenziali a livello mondiale.
Dopo il 1979, l’occidente e alcuni paesi arabi, aiutarono l’Iraq a combattere contro
la neo Repubblica Islamica dell’Iran, ritenendola così debole da sperare in una sua
capitolazione in poche settimane. Invece dopo otto anni di guerra ed il cessate il
fuoco unilaterale da parte dell’Iraq, il regime teocratico iraniano ne è uscito
rafforzato. Vennero tenuti in ostaggio i diplomatici dell’ambasciata statunitense a
Teheran,determinando una sconfitta morale per gli U.S.A. L’Iran ha favorito i
movimenti anti-occidentali, quelli contro alcuni paesi arabi e ha creato il partito di
Dio (HitzbollaH) nel Libano del Sud in perenne stato di guerra con Israele.
Ritengo ancora una volta, confortato da esperti di geopolitica che dietro questo
ultimo attacco all’Iran, ci siano non solo Israele e gli U.S.A.ma anche i paesi del
Golfo (Qatar, Emirati Arabi Uniti) colpiti dalla rappresaglia iraniana e l’Arabia
Saudita.
Sembra che Khamanei sia stato “venduto” da qualcuno all’interno del regime.
Penso che questo attacco sia contrario alle leggi internazionali e che si usino
come spesso accade nella Storia due pesi e due misure.
Ci sono molti altri “Stati Canaglia” secondo una espressione occidentale, ma nei
confronti dei quali non si prevedono azioni fatte nel nome della democrazia. Noi occidentali siamo bravi nell’esportare la DEMOCRAZIA con le bombe. Però poi
non vediamo il miglioramento delle condizioni di vita elle popolazioni “liberate”.
Guardiamo cosa è successo in Afganistan, Iraq, Libia e Siria dove se è vero che ci
si é liberati del regime quarantennale degli Assad abbiamo lasciato scoperto un
problema che doveva essere risolto all’inizi del secolo scorso insieme allo
smantellamento dell’Impero Ottomano, cioè quello CURDO oltre alla spartizione
della Palestina in uno stato arabo ed uno ebraico.
Si dice che filtrino notizie contrastanti dall’Iran e che in molte città europee
profughi iraniani inneggiano a questa guerra. Ma siamo davvero sicuri che tutto il
popolo iraniano sia contro il regime khomeinista?
Quando scrivemmo della povera Mahsa Amini uccisa dalla polizia morale
leggemmo che i giovani iraniani vorrebbero affrancarsi dalle proprie famiglie
d’origine, e vivere la loro vita. Ma non lo possono fare, perché 47 anni di
embarghi contro questa nazione hanno reso loro difficile questa possibilità.
Embarghi che colpiscono la popolazione e non l’ entourage politico o religioso.
Come capita sempre in queste circostanze in tutte le parti del mondo.
Parlavo di Stati Canaglia appunto e non vediamo nessuna azione verso per
esempio la Corea del Nord che viene comandata da un regime del terrore che fa
morir di fame la propria gente che produce armi che minacciano i propri vicini,
Giappone in testa. Ma forse economicamente la Corea non interessa.
Il Sig. Trump nella sua precedente gestione dell’economia ha mantenuto lo stesso
PIL dell’epoca Obama anzi ha vissuto l’onda favorevole di quel periodo. Osservate
se vi capita l’andamento dell’attuale sviluppo economico statunitense e le loro
Borse. Non sembra che vada poi così bene, è spesso alla ricerca di fonti
energetiche e materie prime (Groenlandia ed anche l’Ucraina, anche se in questo
caso non ha favorito lui l’escalation del conflitto, ma è comunque interessato alle
terre rare. Anche perché gli esperti hanno già dichiarata sconfitta l’Ucraina almeno
un anno e mezzo fa.
Veniamo all’ultimo personaggio di questa tragica rappresentazione “teatrale” il Sig.
Benjamin Netanyahu, qualche mese fa ha chiesto l’appoggio a Trump per le
prossime elezioni politiche in Israele a fine 2026. Sa bene che finirà in galera per
una condanna per corruzione che solo gli eventi del 7 ottobre 2023 hanno
rimandato. Si pensi che i quattro partiti arabo israeliani si riuniranno in una sola
lista che secondo un sondaggio potrebbero creare qualche problema ai partiti di
opposizione a Netanyahu.
Ultimo ragionamento che scaturisce dall’incontro avvenuto a Cagliari con Marco
Travaglio. Il giornalista ha spiegato che la furia di Israele dopo il 7 ottobre 2023 si
è rivolta a Gaza, di Hamas. Ma non verso la Cisgiordania, perchè? Il motivo
dipende alla presenza di insediamenti ebraici in territorio palestinese (42%) se
Israele occupasse questa terra, per la stessa legge israeliana dovrebbe indire
delle elezioni dove non otterrebbe la maggioranza.
Meditiamo gente, meditiamo.

La visione del mondo di Trump basata sulla forza sta vincendo anche in Europa? A sentire Macron sì

di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington

Il presidente francese Emmanuel Macron mentre pronuncia un discorso sulla nuova dottrina nucleare francese accanto al sottomarino “Le Téméraire” (Il Temerario), dotato di missili atomici, nella base militare dell’Île Longue a Crozon, in Francia, lunedì 2 marzo 2026 (Ap)

«Per essere liberi, bisogna essere temuti, e per essere temuti, bisogna essere potenti», ha detto ieri il presidente francese Emmanuel Macron, annunciando il rafforzamento dell’arsenale nucleare e offrendo agli alleati europei la possibilità «di partecipare alle esercitazioni di deterrenza nucleare francesi», oltre che di ospitare gli aerei militari francesi in grado di portare testate atomiche. Macron era nella base navale dell’Île Longue a Brest e ha tenuto il suo discorso davanti al sottomarino dotato di missili nucleari Le Téméraire. Se bisogna essere temuti per essere liberi vuol dire che il mondo basato sul diritto internazionale non esiste più. Il mondo di Donald Trump, ma anche della Russia e della Cina, basato sull’uso della forza, si sta imponendo? Come ha messo in guardia l’ex premier Mario Monti una settimana fa durante un evento organizzato dal circolo Nuova Palombella a Bruxelles, «se diamo tutti per scontato che ormai il mondo è cambiato, il mondo è cambiato davvero».

Forse non siamo ancora a quel punto ma ci stiamo avvicinando velocemente. Per Macron «i nostri concorrenti si sono evoluti, così come i nostri partner. Il mondo si sta irrigidendo e le ultime ore lo hanno dimostrato ancora una volta». Il riferimento è all’attacco all’Iran di Usa e Israele e alla risposta di Teheran. Macron ha anche aggiunto che «il campo delle regole è un campo di rovine».

La frase del presidente, secondo una fonte Ue, va però contestualizzata nel discorso sulla deterrenza nucleare francese allargata all’Europa e va letta come un messaggio al presidente russo Putin — tenuto conto che gli Stati Uniti, il principale alleato Nato, non sono più affidabili come un tempo — e non tanto come l’ammissione della fine di un mondo basato sulle regole. Tuttavia le pretese di Washington sulla Groenlandia sono un memento che ormai l’Unione europea non può più scordare. La deterrenza avanzata proposta dalla Francia ha visto l’adesione di otto Paesi europei: Germania, Polonia, Olanda, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. L’Italia, benché invitata, ha preferito non partecipare. 

L’Unione europea sulla difesa e in politica estera continua ad andare in ordine sparso proprio là dove è necessaria l’unanimità per prendere decisioni. Con il risultato di essere lenta quando invece serve velocità. Ultimo episodio: la guerra in Iran. Le divisioni tra gli Stati membri hanno fatto sì che la prima dichiarazione comune dei Ventisette sia arrivata solo domenica sera, dopo la riunione d’emergenza in videoconferenza dei ministri degli Esteri dell’Ue convocata dall’Alto rappresentante Kaja Kallas. È stato necessario mediare tra le posizioni da un lato di Spagna e Slovenia che ponevano l’accento sull’intervento militare statunitense e israeliano non autorizzato dalle Nazioni Unite e quella della Germania che sottolineava l’esigenza di un approccio pragmatico tenuto conto delle minacce dell’Iran all’ordine internazionale attraverso il sostegno alla Russia nella guerra contro l’Ucraina, a Hezbollah, agli Houthi e a Hamas, della repressione interna che ha portato a migliaia di vittime, del programma missilistico balistico. Nessuno dei Paesi Ue ha però messo in dubbio l’efferatezza del regime degli ayatollah e la solidarietà al popolo iraniano.

Le divisioni hanno pesato anche sulle dichiarazioni rilasciate ieri dalla Commissione. I portavoce si sono attenuti alla linea dei Ventisette non esprimendo giudizi sull’aderenza al diritto internazionale degli attacchi di Usa e Israele: «Ciò che non sosteniamo è il regime oppressivo che ha ucciso persone in Iran e che è contro qualsiasi legge. Abbiamo invitato tutte le parti a esercitare la massima moderazione e a rispettare pienamente il diritto internazionale», ha detto la capo portavoce Paula Pinho.

La Spagna ha preso anche le distanze dalla linea di Francia, Germania e Regno Unito, che hanno aperto ad «azioni difensive proporzionate» in risposta agli attacchi iraniani nel Golfo e contro Cipro. La ministra  della Difesa Margarita Robles ha escluso l’uso delle basi in Andalusia a sostegno dei raid di Usa e Israele. Potranno essere usate solo per ragioni umanitarie. La posizione di Madrid ha spinto il Pentagono a ritirare una decina di aerei cisterna KC-135 dispiegati nella base di Morón de la Frontera e in misura minore a Rota, usati per il rifornimento in aria dei caccia. Robles ha sottolineato che gli accordi di cooperazione, che stabiliscono le regole per la permanenza delle truppe americane in Spagna, prescrivono che queste «devono operare nell’ambito della legalità internazionale» mentre ora sono impegnate in azioni unilaterali, senza il sostegno di organizzazioni multinazionali, come Onu, Nato e Ue. La scelta del governo di Sánchez ha spintoil repubblicano Lindsey Graham ad andare all’attacco su X: «Madrid è diventata il simbolo di un’Europa pateticamente debole». 

L’Unione europea quando è divisa è debole. Questo è un dato di fatto. Ma i Ventisette non riescono a compattarsi come dimostra lo strappo di Madrid che è avvenuto proprio mentre Cipro, che ha la presidenza di turno dell’Ue, è finita sotto attacco dei droni iraniani lanciati contro la base britannica di Akrotiri, ospitata sulla costa meridionale dell’isola. «Benché la Repubblica di Cipro non fosse l’obiettivo — ha scritto su X la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen — lasciatemi essere chiara: siamo al fianco dei nostri Stati membri, collettivamente, fermamente e inequivocabilmente, di fronte a ogni minaccia». Per ora non è stato invocato l’articolo 42.7 del Trattato sull’Ue che obbliga gli Stati membri a prestare aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso a un Paese dell’Unione vittima di un’aggressione armata sul suo territorio.

La Commissione, dal canto suo, ha un perimetro di azione limitato perché politica estera e difesa sono competenza nazionale. Il Collegio di sicurezza (il Collegio dei commissari con al centro il tema della sicurezza) che si è riunito ieri ha definito le priorità di intervento: evacuazione dei cittadini europei anche attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Ue, monitoraggio dei rischi di interruzione dei trasporti, in particolare attorno allo Stretto di Hormuz e al Mar Rosso, emergenza prezzi dell’energia, sicurezza interna e impatto sui flussi migratori. La prima azione concreta sarà la riunione, il 5 marzo, della Energy Task Force con gli Stati membri, in collegamento con l’Agenzia internazionale per l’energia in vista del Collegio del giorno successivo proprio dedicato all’andamento dei prezzi dell’energia e all’offerta di gas e petrolio.

Nel fine settimana sono state sollevate polemiche perl’attivismo di von der Leyen con i leader del Golfo, non apprezzato da alcuni Paesi Ue ma anche da europarlamentari come la deputata francese di Renew Europe Natalie Loiseau,  che via social aveva chiesto alla presidente della Commissione «sulla base di quali informazioni, quali servizi diplomatici,  quali competenze e quale mandato fa queste telefonate? Per favore, si concentri sul suo lavoro: attuare il prestito di sostegno da 90 miliardi di euro che ha promesso all’Ucraina. Il resto è per Kaja Kallas e António Costa». In base ai Trattati l’organo decisionale dell’Ue in materia di politica estera è il Consiglio europeo mentre all’Alto rappresentante spetta il coordinamento, ricordava ieri una fonte diplomatica europea, mettendo in evidenza come fosse «fuori luogo la proiezione di von der Leyen come presidente dell’Unione quando invece è presidente solo della Commissione». 

Ma resta la sensazione dell’ennesima occasione persa dall’Unione europea per agire in modo tempestivo e politicamente rilevante.

Le notizie dai comunicati stampa: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Regione Sardegna

Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa, con la testimonianza anche del delicato momento vissuto a livello internazionale

NOTA DI PALAZZO CHIGI5/03/2026 Conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.

I due leader hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione. Il Presidente Meloni e il Presidente Macron hanno anche ribadito il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano.

I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull’evoluzione della crisi.

NOTA DI PALAZZO CHIGI SUGLI ATTACCHI ISRAELO-AMERICANI ALL’IRAN 28/02/2026-2

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, continua a seguire da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e ha presieduto questa sera a Palazzo Chigi una nuova riunione, cui hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Presenti i vertici dell’Intelligence.

La riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio ed assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il Presidente del Consiglio ha inoltre condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal Cancelliere Merz e dal Primo Ministro Starmer oltre che con il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il Sultano dell’Oman e il Re di Giordania. In serata e domani si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione Europea.

Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni.

Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile.

NOTA DI PALAZZO CHIGI SUGLI ATTACCHI ISRAELO-PALESTINESI ALL’IRAN 28/02/2026-2

Alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto questa mattina una conferenza telefonica, cui hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, i Sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence.

Nel corso della conversazione è stata analizzata la situazione nel suo complesso, a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Medio Oriente.

Il Governo invita tutti i connazionali alla massima prudenza e a seguire con attenzione le indicazioni fornite dalle Ambasciate d’Italia nella regione e dalla Farnesina.

In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici.

Il Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni.

NOTA DI PALAZZO CHIGI SUL GRAVE INCIDENTE DI MILANO 27/02/2026

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime profondo cordoglio per il grave incidente avvenuto a Milano. A titolo personale e a nome dell’intero Governo, manifesta la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, esprime solidarietà alla città di Milano e rivolge un sentito augurio di pronta e completa guarigione ai feriti.

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al
Quirinale, in occasione del centenario di fondazione, una delegazione
dell’Ordinariato Militare per l’Italia guidata da Mons. Gian Franco Saba.

Dopo l’intervento dell’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Saba, il Capo dello Stato
ha rivolto un saluto ai partecipanti.

All’incontro era presente il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo
Giorgetti.

Roma, 5 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al
Quirinale il Presidente della Repubblica di Singapore, Tharman Shanmugaratnam.
Era presente all’incontro il Vice Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale Edmondo Cirielli.

Roma, 4 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al
Quirinale la nuova Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia
Ottolenghi, accompagnata dalla Presidente uscente, Noemi Di Segni.

Roma, 3 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato questa mattina al
Quirinale, le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferite
motu proprio, il 31 gennaio scorso, a cittadine e cittadini che si sono distinti per il
loro impegno nel sociale, manifestato attraverso l’uso etico e responsabile dei social
network, l’attività sportiva come mezzo di inclusione, l’arte come strumento di
integrazione sociale, l’assistenza e il supporto ai detenuti, le attività solidali e di
volontariato, per aver costruito un modello di imprenditoria etica, per l’impegno
elargito nella tutela del bene della salute, anche al di là dei confini nazionali, per il
coraggio e l’eroismo dimostrato, oltre i propri doveri professionali, per essersi resi
esempi di cittadinanza attiva.
Il Presidente Mattarella ha individuato esempi, tra i numerosissimi presenti nel
nostro Paese, di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei
valori repubblicani.

La cerimonia, aperta dall’intervento del Capo dello Stato, è stata condotta da
Gabriella Facondo.

Di seguito l’elenco e le motivazioni degli insigniti suddiviso secondo i gradi
onorifici:

Valentina Baldini, 30 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per l’impegno nella valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica”.

Antonio Diodato, 44 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle
problematiche degli altri”.

Giuseppe Fattore, 44 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per il coraggio dimostrato nel prestare soccorso, andando oltre il
proprio dovere”.

Giovanni Giugliano, 44 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per il coraggio dimostrato nel prestare soccorso, andando oltre il
proprio dovere”.

Mauro Glorioso, 26 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per non essersi arreso alle avversità della vita”.

Nadia Lauricella, 32 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver costruito una rete sociale e di supporto attraverso i social
media, condividendo le proprie esperienze di vita e fornendo consigli pratici volti ad
affrontare con maggior consapevolezza la vita quotidiana”.

Valentina Mastroianni, 39 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della
Repubblica italiana: “Per aver costruito una rete sociale e di supporto attraverso i
social media, condividendo le proprie esperienze di vita e fornendo consigli pratici
volti ad affrontare con maggior consapevolezza la vita quotidiana”.

Tiziana Roggio, 38 anni, Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica
italiana: “Per aver portato le proprie professionalità mediche al di là dei confini
nazionali, divenendo fonte di speranza per i pazienti delle aree più povere e
svantaggiate del mondo”.

Andrea Albano Sciarretta e Tahereh Pisciotta, entrambi 38 anni, Cavalieri
dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: “Uniti dal comune impegno per
la valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica”.

Teresa Scorza, 38 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver reso il lavoro uno strumento di inclusione”.

Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, 47 e 61 anni, Ufficiali dell’Ordine al
merito della Repubblica italiana: “Per aver fatto dell’arte uno strumento per
abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità”.

Cristina Bernardi, 52 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione”.

Titina Ciccone, 65 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per la sua lotta quotidiana contro la discriminazione e l’emarginazione
sociale”.

Fabrizio Facchinetti, 58 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione”.

Sauro Filippeschi, 55 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle
problematiche degli altri”.

Sonia Gerelli e Marco Damonte, 42 e 56 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito
della Repubblica italiana: “Uniti dal comune impegno per la valorizzazione e la
tutela della salute psico-fisica”.

Rodolfo Matto, 64 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per l’impegno nella valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica”.

Cristina Monzali, 54 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver messo la sua vita al servizio degli altri”.

Vito Primavera, 58 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver portato le proprie professionalità mediche al di là dei confini
nazionali, divenendo fonte di speranza per i pazienti delle aree più povere e
svantaggiate del mondo”.

Chiara Ruaro e Teresa Giordano, 51 e 38 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito
della Repubblica italiana: “Per aver fatto dell’arte uno strumento per abbattere gli
ostacoli della malattia e della disabilità”.

Cesina Russo e Zaira Giugliano, 53 e 56 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito
della Repubblica italiana: “Per essere cittadine attive che prestano particolare
attenzione alle problematiche degli altri”.

Valerio Costa, 88 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per essersi prodigato per gli altri nel corso dell’intera carriera”.

Gianfranco Onorato, “Jeff”, 73 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della
Repubblica italiana: “Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione”.

Carmela Rosset, 87 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana: “Per aver messo la sua vita al servizio degli altri”.
Esther Sibylle von der Schulenburg, 71 anni, Commendatore dell’Ordine al
merito della Repubblica italiana: “Per l’impegno profuso nel migliorare le
condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti”.

Suor Emma Zordan, 84 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della
Repubblica italiana: “Per l’impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e
le possibilità di reinserimento dei detenuti”.

Roma, 3 marzo 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 75° anniversario di fondazione dell’Associazione Nazionale Ex Allievi Nunziatella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale una delegazione guidata dal Presidente Fulvio Campagnuolo. 

Roma, 2 marzo 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare :

«Per definizione, la cura dei pazienti affetti da malattie rare si presenta particolarmente
complessa. Opportunamente, quest’anno, la Giornata Mondiale delle Malattie Rare è
dedicata all’equità nell’accesso alle cure.
Il tema richiama l’attenzione sulla necessità di garantire a tutte le persone,
indipendentemente dalla natura della malattia da cui si è affetti, pari diritti e pari opportunità terapeutiche.
Un impegno che non riguarda soltanto l’accesso ai farmaci e si estende all’insieme delle
terapie, dei trattamenti e dei servizi che accompagnano l’intero percorso di cura.
Nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi anni, oggi solo il 5% delle oltre
8.000 malattie rare conosciute dispone di una terapia farmacologica specifica. Di qui
l’importanza della ricerca e della messa a disposizione delle terapie necessarie, accanto agli interventi riabilitativi e ai servizi socio-assistenziali.
L’Italia si distingue per il suo impegno attivo nel promuovere l’accesso ai farmaci destinati alle patologie rare e nel ridurre i tempi che intercorrono tra l’autorizzazione e l’effettiva disponibilità delle terapie.
Permangono, tuttavia, disomogeneità territoriali che incidono sull’effettiva esigibilità delle prestazioni e determinano disparità non più accettabili: il diritto alla salute,
costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero Territorio
nazionale.
Alle persone portatrici di malattie rare, alle loro famiglie, alle associazioni che con
competenza e passione le affiancano, vanno il riconoscimento e il sostegno della Repubblica per il loro impegno nell’orientare le politiche pubbliche e nella diffusione di una maggiore consapevolezza sociale di questo fenomeno».

Roma, 28 febbraio 2026

C o m u n i c a t o della Presidenza della Repubblica sugli incontri instituzionali del Presidente Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale, in visita ufficiale, il Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, intrattenendolo successivamente a colazione. 

Era presente all’incontro il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani. 

Roma, 27 febbraio 2026

Regione SardegnaEnergia: 70 milioni per finanziare tutte le domande ammissibili del bando fotovoltaico per i cittadini. L’assessore Piu: “La transizione ecologica deve essere un’opportunità di riscatto sociale”

Cagliari, 5 marzo 2026 – Una risposta strutturale, immediata e che rappresenta una assoluta novità contro la povertà energetica in Sardegna. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dei lavori pubblici Antonio Piu, ha approvato una delibera che programma complessivamente 69,9 milioni di euro per finanziare lo scorrimento integrale della graduatoria del bando “Incentivi per impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo” rivolto alle famiglie sarde.

L’iniziativa, nata a valere sui fondi dell’articolo 2 della L.R. n. 20/2024, aveva visto una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per il 2025, sufficiente a coprire le prime 1.290 istanze sulle oltre 6.000 pervenute tramite lo Sportello unico dei servizi (SUS). Con il nuovo provvedimento, la Regione dispone la copertura finanziaria del fabbisogno espresso dalle restanti istanze giacenti, che saranno istruite in via unitaria secondo l’ordine di merito già determinato dalla piattaforma SUS, con un investimento di 42 milioni di euro sul bilancio 2026 e 27,9 milioni sul 2027.

“I numeri straordinari di questo bando confermano che la nostra scelta politica di abbassare la soglia ISEE sotto i 15.000 euro è stata lungimirante – evidenzia l’assessore Piu – Abbiamo intercettato il bisogno reale di quelle famiglie sarde maggiormente esposte al rischio di povertà energetica. Non si tratta solo di una manovra di profonda equità sociale. Con questo stanziamento massiccio, la Regione dimostra di saper tradurre gli obiettivi di decarbonizzazione e di transizione energetica in azioni concrete che non pesano sulle spalle dei cittadini, ma che, al contrario, li sostengono economicamente. Anticipiamo le sfide del Green Deal europeo partendo da chi ha più bisogno, dimostrando che la transizione ecologica può e deve essere un’opportunità di riscatto sociale e non un costo per le famiglie. Per questo porteremo a termine il procedimento avviato, garantendo la certezza dell’incentivo a tutti i richiedenti che risulteranno in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso pubblico.”

Per garantire efficienza amministrativa e rigoroso rispetto dei vincoli contabili, l’Unità di Progetto regionale condurrà un’unica istruttoria continuativa su tutte le pratiche giacenti. L’avvio dei cantieri seguirà un doppio binario per tutelare sia i cittadini che le imprese installatrici da esposizioni finanziarie anticipate:

  • Per i finanziamenti a valere sul 2026, i lavori dovranno essere avviati a partire dalla pubblicazione del provvedimento dirigenziale di ammissione al finanziamento e della graduatoria unica 2026-2027, e completati entro e non oltre 10 mesi.
  • Per i finanziamenti a valere sul 2027, le imprese dovranno attendere lo sblocco contabile delle risorse tramite una specifica determinazione dirigenziale nel 2027, che costituirà atto formale di ammissione a finanziamento a valere sull’esercizio 2027 e dalla quale scatteranno i 10 mesi per concludere l’installazione.

“È un’iniezione di liquidità – spiega Piu – che non solo abbatterà drasticamente le bollette dei cittadini, liberando risorse per i consumi interni, ma garantirà una continuità operativa fondamentale per tutta la filiera delle piccole e medie imprese installatrici sarde”.

La delibera traccia anche la rotta per i futuri stanziamenti. Per l’annualità 2028, la legge di bilancio regionale 2026-2028 ha già stanziato ulteriori 27,9 milioni di euro (oltre eventuali economie), destinati alla medesima linea di intervento. La Giunta ha già fissato i nuovi indirizzi. Sarà pubblicato un nuovo Avviso pubblico con criteri aggiornati per rispondere a specifiche fragilità.

Tra le novità previste per il 2028:

  • Innalzamento della soglia ISEE per ampliare la platea;
  • Maggiori agevolazioni e premialità per i nuclei familiari più numerosi;
  • Maggiori agevolazioni e premialità per i nuclei con persone con disabilità;
  • Possibilità di finanziare potenze superiori ai 6 kW laddove sia certificata la necessità di alimentare apparecchiature elettromedicali salvavita ad alto consumo.

“Chiudiamo la partita del progetto pilota – conclude l’assessore – mantenendo le promesse e poniamo basi ancora più solide e inclusive per il futuro energetico dell’Isola”.

Regione SardegnaFondo complementare da 300 milioni in tre anni per i comuni della Sardegna. L’assessore Spanedda: “Stabilità finanziaria e servizi garantiti ai cittadini”

Cagliari, 5 marzo 2026 – La Giunta Todde ha approvato i criteri di ripartizione del Fondo Complementare, istituito dall’articolo 8 della Legge Regionale 6 febbraio 2026 n. 1, che destina 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 ai comuni della Sardegna. “Si tratta di una scelta strutturale che rafforza in modo significativo la capacità finanziaria dei Comuni e garantisce stabilità nella programmazione dei servizi ai cittadini”, dichiara l’assessore degli Enti locali, finanze e urbanistica, Francesco Spanedda.

A seguito di un percorso di approfondimento svoltosi in seno alla Conferenza Regione-Enti locali, è stato deciso che le risorse saranno ripartite applicando i criteri già previsti per il Fondo Unico di cui alla Legge regionale: 40% in parti uguali e 60% su base demografica, tutelando le realtà territoriali più fragili. Il Fondo sarà destinato prioritariamente alla copertura delle spese correnti, con la possibilità per i Comuni di utilizzare fino al 20% delle risorse per investimenti infrastrutturali, nel rispetto degli equilibri di bilancio.

“La Regione – prosegue l’assessore – sceglie di sostenere in modo concreto i servizi essenziali, il welfare locale e la tenuta amministrativa degli enti. Allo stesso tempo garantiamo flessibilità e autonomia, permettendo ai Comuni di destinare una quota agli investimenti”.

La proposta è frutto di un percorso di confronto con le associazioni degli enti locali ed è stata condivisa in sede di Conferenza permanente Regione-Enti locali. “I criteri avranno validità triennale – conclude Spanedda – perché siamo convinti che i Comuni debbano poter programmare, non rincorrere emergenze”.

COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE SARDEGNA

Bandi dei lavori pubblici, incremento di 134 milioni per far scorrere le graduatorie. l’assessore piu: “soddisfiamo oltre il 50 per cento delle domande; in soli 10 mesi stanziati 318 milioni di opere pubbliche”

Cagliari, 04/03/2026

L’Assessorato dei Lavori pubblici ha incrementato di 134 milioni di euro le risorse per far scorrere le graduatorie dei bandi chiusi ad ottobre scorso. Dopo le prime domande accolte per l’anno 2025, grazie ai fondi della rimodulazione del mutuo, quelli stanziati in finanziaria per il prossimo triennio e ai fondi Fesr 21-27, ora si procede allo scorrimento delle istanze in graduatoria.

“I bandi pubblicati e chiusi lo scorso anno – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu – hanno lo scopo di attuare una programmazione pluriennale. Lo avevo annunciato in fase di presentazione, le domande ammissibili scorreranno in graduatoria fino a soddisfare le 2029 istanze presentate dai comuni. Queste nuove risorse derivanti dalla rimodulazione del mutuo e dalla legge finanziaria consentiranno a tutte le province di vedere partire opere pubbliche per 318 milioni di euro. Sono risorse ingenti che abbiamo stanziato nei soli ultimi 10 mesi, grazie ad un lavoro puntuale anche sul recupero di fondi che si rischiava di perdere”.

Il programma pluriennale 2025-2027 per le opere e infrastrutture pubbliche della Sardegna, che interviene su molteplici aree di interesse degli enti, dopo il primo stanziamento di oltre 120 milioni di euro, a cui sommiamo i 64 milioni per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e illuminazione pubblica, vede oggi l’incremento di 117 milioni, provenienti dalla rimodulazione del mutuo (86 milioni) più i fondi regionale per l’annualità 2028 (31 milioni) a cui si vanno sommati i fondi Fesr 21-27 pari a 17 milioni.

Le graduatorie dei bandi scorreranno per finanziare opere che vanno dalla progettazione e realizzazione di itinerari ciclabili di competenza degli enti locali, alla messa in sicurezza di ponti e viadotti e fino alla riqualificazione dei centri urbani. Tra questi spicca, per incremento di risorse e numero di nuove domande soddisfatte, il bando per la Viabilità con 504 domande presentate e 476 ammesse, di cui 81 già finanziate con il primo stanziamento nel 2025 e 163 finanziate ora con le nuove risorse, per un totale di 244: “si tratta di oltre il 50 per cento delle istanze ritenute idonee – sottolinea l’assessore Piu – un risultato non scontato che è figlio prima di tutto del grande interesse manifestato dai comuni che hanno partecipato con una percentuale sul totale del 74,01 per cento, accompagnato dal lavoro per il reperimento di nuove risorse e il recupero di quelle già disponibili ma che potevano perdersi se non opportunamente destinate a nuove opere”.

Nel dettaglio gli altri bandi vedono incrementare il fondo a disposizione con 24 milioni di euro aggiuntivi per il bando sulla Viabilità ciclabile, 14 milioni per le Reti di drenaggio, 10 milioni per la Riqualificazione dei centri urbani, 9 milioni per il bando Riqualificazione degli edifici pubblici, 6 milioni per il bando Messa in sicurezza di ponti e viadotti e 3 milioni per Riqualificazione dei cimiteri.

Dai fondi europei Fesr 2021-2027 l’incremento complessivo è pari a 17 milioni di euro destinati al bando Efficientamento energetico degli edifici pubblici e illuminazione pubblica: “il lavoro in questo caso si è concentrato sulla spendita dei fondi europei – sottolinea Piu – a cui dobbiamo guardare con sempre maggiore rigore per invertire il trend che ci ha visti spesso tra le regioni con minore capacità di utilizzo delle risorse comunitarie”. Per questo bando le risorse messe a disposizione complessivamente sono pari a 81 milioni, 50 le domande finanziate su 137 ammesse per l’efficientamento degli edifici pubblici, 34 finanziate su 98 ammesse per l’illuminazione pubblica.

“Ho voluto questa programmazione per ribaltare la logica dei finanziamenti che prima d’ora avveniva per singoli interventi, con questo metodo siamo in grado invece di dare risposta alle esigenze di tutti i territori della Sardegna, anche i più piccoli – sottolinea Piu  – con questi bandi i comuni hanno potuto caricare le istanze su opere che saranno finanziate in modo trasparente, secondo una graduatoria restituita dal sistema informatico che ha assegnato un punteggio matematico. Alla fine della programmazione – conclude – avremo oltre 2 mila opere pubbliche realizzate”.

REGIONE SARDEGNA -LE DELIBERE ADOTTATE DALLA GIUNTA DEL 25 FEBBRAIO 2026

Cagliari, 25 febbraio 2026

Di seguito le principali delibere adottate oggi dalla Giunta Todde.

AGRICOLTURA

Su proposta dell’assessore Francesco Agus, la Giunta autorizza l’assessorato dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale all’impegno della somma di 100mila euro in favore dei Comuni di Arborea, Macomer e Ozieri, per l’anno 2026, per l’organizzazione e la partecipazione alle tre manifestazioni fieristiche zootecniche, ripartendola come segue:

– 33.333,33 euro per la manifestazione fieristica degli ovini di Macomer;

– 33.333,33 euro per la manifestazione fieristica dei bovini da carne di Ozieri;

– 33.333,33 euro per la manifestazione fieristica dei bovini da latte di Arborea.

SANITA’

La Giunta regionale ha approvato la rettifica della DGR n. 10/21 del 16 marzo 2023, disponendo il trasferimento urgente alla ASL 5 di Oristano di tre aree edificabili nei Comuni di Terralba, Oristano e Ales, inizialmente inserite nel patrimonio disponibile della ex ATS ma destinate a finalità sanitarie. Il trasferimento, con imputazione al patrimonio indisponibile, è necessario per consentire la realizzazione di opere già finanziate (Casa della Salute, ampliamento Hospice e nuovo Poliambulatorio).

La Giunta ha aggiornato le Linee di indirizzo regionali per la gestione dei sinistri da responsabilità sanitaria, alla luce della riforma del Sistema Sanitario Regionale (L.R. 24/2020, aggiornata dalla L.R. 8/2025). L’aggiornamento mira a omogeneizzare e migliorare i processi di gestione e valutazione dei sinistri, promuovendo sicurezza delle cure, prevenzione del contenzioso ed efficienza nella gestione dei risarcimenti

La Giunta ha disposto l’assegnazione di un contributo complessivo di euro 300.000 per il triennio 2026-2028 (100.000 euro annui) a favore delle federazioni FAND e FISH Sardegna, operanti nel campo della disabilità, per l’espletamento dei compiti istituzionali. Le risorse sono ripartite in parti uguali, con 50.000 euro annui per ciascuna federazione.

TRASPORTI

La Giunta, su proposta dell’assessora dei Trasporti, Barbara Manca, ha approvato il Piano Strategico della società ARST S.p.A. per il triennio 2026–2028.

Il Piano intende portare avanti le attività a supporto della transizione ecologica da realizzarsi attraverso il rinnovo della flotta con mezzi alimentati da carburanti alternativi a quelli fossili e all’utilizzo di autobus elettrici per i servizi destinati ad operare nei contesti urbani;

Parte qualificante del Piano è tuttavia l’impegno dell’Azienda a dare finalmente una svolta alla riqualificazione e ammodernamento delle stazioni, delle sedi e dei depositi aziendali, al fine di migliorare il decoro e il comfort dei passeggeri e del personale (aree di riposo, spogliatoi, uffici tecnici).

Attraverso questo Piano Strategico, l’Azienda si prepara alle sfide imposte dal Piano Regionale dei Trasporti finalizzate a migliorare le connessioni di tutto il territorio regionale ma anche integrando all’offerta di trasporto per gli spostamenti quotidiani quella per i siti turistici costieri e storico archeologici dell’interno.

L’importanza della prevenzione. La Giornata di sensibilizzazione sulle malattie e i disturbi uditivi – 3 marzo 2026

di Francesca Deiana (Tecnico Audiometrista, Presidente Commissione d’Albo Tecnici Audiometristi – Ordine Professionale TSRM PSTRP Cagliari – Oristano)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione sulla quinta edizione della Giornata di sensibilizzazione sulle malattie e i disturbi uditivi considerata, anche, all’interno della più generale necessità della prevenzione

Il 3 marzo 2026 si terrà la giornata di sensibilizzazione sulle malattie dell’orecchio e conseguenti disturbi uditivi dal titolo: “Sordità: un problema nascosto”.

L’iniziativa è volta a promuovere la prevenzione, la diagnosi precoce e la corretta gestione delle patologie dell’udito.

La giornata è promossa dalla Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale (SIOeChCF) e dalla Società Italiana di Audiologia e Foniatria (SIAF).

Le patologie dell’orecchio e i disturbi uditivi che ne conseguono colpiscono oltre un miliardo e mezzo di persone nel mondo e più di 13 milioni di italiani. L’ipoacusia, ovvero la diminuzione della capacità uditiva, se non diagnosticata, compromette lo sviluppo del linguaggio nei bambini, la comunicazione negli adulti e anziani.

Inoltre la popolazione anziana ipoacusica presenta un aumentato rischio di decadimento cognitivo e cadute.

Le malattie uditive rappresentano un rilevante problema di sanità pubblica, spesso sottovalutato, ma con importanti ricadute cliniche e sociali.

La percezione di alcune ipoacusie risulta talvolta sottovalutata, e ci si rende conto solo in presenza di casi più gravi.

In generale, l’ipoacusia, può avere un impatto significativo sui sistemi sanitari.

Intervenendo con prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione è possibile ridurre in modo efficace e sostenibile le conseguenze invalidanti.

In presenza di sintomi quali non sentire, o sentire attenuati determinati suoni o rumori, difficoltà nella comprensione del linguaggio, acufeni, sensazione di orecchio pieno e disturbi dell’equilibrio, è fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico specialista in Otorinolaringoiatria (ORL). Lo specialista ORL è responsabile dell’inquadramento clinico-diagnostico delle patologie dell’orecchio e dell’indicazione agli accertamenti strumentali più appropriati che vengono svolti da diversi professionisti sanitari.

Nel percorso diagnostico audiologico, il Tecnico Audiometrista riveste un ruolo centrale. In Italia questa figura è una professione sanitaria riconosciuta e regolamentata dalla normativa vigente ed è l’unica abilitata per legge all’esecuzione di tutti gli esami relativi alla valutazione dell’udito e dell’equilibrio. Attraverso test soggettivi e oggettivi, il Tecnico Audiometrista fornisce dati fondamentali per la prevenzione, la diagnosi, la rimediazione e riabilitazione delle patologie uditive e vestibolari.

L’integrazione tra lo Specialista ORL e il Tecnico Audiometrista garantisce un percorso diagnostico completo, appropriato e conforme agli standard di qualità e sicurezza.

Questa Giornata di sensibilizzazione costituisce quindi un’importante occasione per diffondere una cultura della salute uditiva, incoraggiando controlli periodici rivolgendosi a professionisti sanitari qualificati. Investire nella prevenzione dell’udito significa tutelare la comunicazione, l’autonomia e la qualità della vita della popolazione.

Le fiamme del mondo

di Daniele Madau

Come un incendio, le fiamme dei conflitti stanno bruciando il mondo, con il nuovo- devastante- innesco dell’attacco in Iran e della reazione iraniana nel Golfo. Mentre scrivo, arriva la notizia anche della morte dell’ex presidente Ahmadinejad- dopo quella di Khamenei e altri esponenti di spicco del regime- e l’annuncio della scelta della nuova guida suprema in pochi giorni, fatto che renderebbe impossibile una svolta anti teocratica in Iran.

Non e’ il caso di citare nuovamente l’immagine della terza guerra mondiale a pezzi di papa Francesco, ma non e’ possibile non restare sgomenti e impauriti davanti al parallelo tra l’immagine di oggi di un mondo in fiamme e l’immagine del mondo come era solo pochi anni fa, nel 2020, gli anni del Covid.

Trump perdeva le elezioni per lasciare il posto a Biden, Netanyahu era accerchiato dai suoi guai giudiziari, Navalny, all’inizio del 2021, tornava in Russia per sfidare Putin. Come nelle tragedie greche, la storia lasciava intravedere spiragli positivi che poi, pero’, sarebbero sfociati in tragedia.

Si’, perche’ Trump lasciava con lo strascico dell’assalto a Capitol Hill, Navalny si avviava al martirio, Netanyahu ha potuto formare, poi, un governo di destra estrema. Nel 2022, in Iran, moriva Mahsa Amini.

Sono le persone che fanno la storia, non e’ mai il contrario. E in questi ultimi anni, le persone a capo di Stati o governi di rilevanza geopolitica sono governanti portati alle fiamme della guerra, come nuovi Nerone. E’ molto pericoloso, perche’ gli anticorpi possono essere fragili. L’Europa -dai confini ucraini occidentali al Portogallo- e’ ancora un’ oasi indenne dalla guerra, ma non lo e’ stata dai dazi e da minacce varie. Nonostante tutte le accuse, l’Europa resta un miracolo del multilateralismo, soprattutto se si confronta- mutatis mutandis – con l ‘Onu che, ultimamente, ha potuto solo avallare il board of peace in Palestina e pronunciarsi con Guterres in un accorato appello in riferimento all’attacco israelo-statunitense a Teheran:’ Da questa mattina ho condannato i massicci attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, e ho anche condannato i successivi attacchi dell’Iran che violano la sovranità e l’integrità territoriale di Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Stiamo assistendo a una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. L’azione militare implica il rischio di scatenare una catena di eventi che nessuno può controllare, nella regione più instabile del mondo”. 

Ha ragione, il rischio e’ altissimo. Sono gli uomini a prendere le decisioni, come volonta’ nella liberta’ che l’uomo ha di decidere il corso degli eventi. Cosa ci possiamo aspettare da Trump e Netanyhau, alleati di ferro? Gia’ dagli accordi di Abramo – proprio del 2020, uno degli ultimi atti di Trump- era chiara la loro alleanza con gli Stati del Golfo per isolare l’Iran. I tentativi di dialogo dei giorni scorsi col regime teocratico sembrano, ora, solo di facciata, come le rassicurazioni di Putin prima di invadere l’Ucraina, in perfetto stile machiavellico. Un tiranno e’ caduto, e’ stato ucciso,  ma non sembra- come accadde invece con  quelli nazifascisti che sono stati sconfitti in nome della liberta’ – possa nascere, in una zona del mondo di bellezza millenaria come l’Iran, anche la bellezza della pace e dei diritti. Dove sono passate le fiamme, passa molto tempo prima che ricresca la vita.

L’Europa a mani vuote nel quinto anniversario della guerra in Ucraina

di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington

Il premier spagnolo Pedro Sánchez, il presidente finlandese Alexander Stubb e la premier danese Mette Frederiksen durante un panel alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco il 14 febbraio 2026 (Epa)

Kiev entra nel quinto anno di guerra e il timore a Bruxelles è che i sentimenti di sostegno all’Ucraina — se mai sono stati intensi — si affievoliscano e le opinioni pubbliche si distraggano. Per questo oggi la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa, insieme a un nutrito gruppo di leader Ue, sono in visita ufficiale a Kiev. Inoltre il Parlamento europeo oggi si riunisce in un’assemblea plenaria straordinaria convocata dalla presidente Roberta Metsola, durante la quale si collegherà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Iniziative nobili, ma l’Ue si presenta a Kiev a mani vuote proprio nel momento politicamente più delicato, con gli Stati Uniti che chiaramente si stanno disimpegnando dal punto di vista finanziario e militare nonostante la pace non sia a portata di mano. Ormai da quando Donald Trump è alla Casa Bianca lo sforzo finanziario è praticamente sulle spalle dell’Europa e a tendere lo sarà anche il sostegno militare nonostante l’Unione speri nella collaborazione degli Usa.

La riunione di oggi a Kiev della Coalizione dei Volenterosi serve a ribadire l’impegno dei 35 Paesi partecipanti a fianco dell’Ucraina: l’obiettivo è creare le condizioni per una pace solida e duratura che garantisca la sicurezza di Kiev e dell’Europa. I leader lavorano per fornire all’Ucraina solide garanzie di sicurezza ma senza il contributo statunitense le soluzioni sembrano castelli di carta. Intanto però l’Europa, nel suo complesso, ha finora dato quasi 200 miliardi di aiuti a Kiev ed è pronta a parole a fare di più salvo poi essere smentita nei fatti come sta accadendo per il prestito da 90 miliardi. Le celebrazioni di oggi mettono in evidenza con forza, dunque, i limiti dell’azione europea: ieri i ministri degli Esteri dei Ventisette non sono riusciti ad approvare il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca per il veto di Budapest e Bratislava che pretendono che prima sia ripristinato l’oleodotto  Druzhba, danneggiato dai russi il mese scorso, per tornare a ricevere il petrolio a basso costo (Ungheria e Slovacchia godono di esenzioni dalle regole e dalle sanzioni Ue). Ma von der Leyen e Costa non hanno nemmeno l’assegno da 90 miliardi — in realtà sono previste più tranche — del prestito concordato dai leader Ue in dicembre perché l’Ungheria ha messo il veto: serve l’unanimità per modificare le regole del bilancio Ue affinché Bruxelles possa finanziare un Paese terzo. Per gli altri Ventisei questa intesa era implicita nell’accordo di dicembre ma Budapest non la pensa così. Il leader Viktor Orbán si conferma spina nel fianco dell’Ue. Prima di iniziare il viaggio per Kiev António Costa,in una lettera scritta, ha invitato «con forza» Orbán a rispettare i patti, visto che il prestito per Kiev è frutto di un accordo all’unanimità.

Costa ha avvertito che così viene meno il principio di leale collaborazione tra Paesi. Il leader magiaro ha risposto accusando Bruxelles e Kiev di «ingerenze» nel voto ungherese. «Mi auguro che l’Ungheria cambi idea. Mi auguro che si possa arrivare a una soluzione che permetta all’Europa di aiutare un Paese che è stato attaccato e che noi continuiamo a difendere, cioè difendere la libertà», ha commentato ieri a margine del Consiglio Affari esteri il ministro Antonio Tajani, aggiungendo che «questo non significa che non vogliamo la pace, anzi, siamo fortemente impegnati per costruire la pace. L’Italia è assolutamente favorevole sia alle sanzioni contro i russi sia al dialogo». «Speriamo che dopo le elezioni si arrivi a una soluzione» ha detto il ministro riferendosi all’appuntamento elettorale in Ungheria che si svolgerà il 12 aprile e per il quale la premier Giorgia Meloni ha fatto campagna a favore di Orbán, accettando di apparire in un video con leader dell’estrema destra europea tra cui Alice Weidel di Alternativa per la Germania (AfD). Aprile però potrebbe essere troppo tardi perché Kiev ha bisogno dei soldi entro marzo altrimenti rischia il default.

Orbán è in campagna elettorale e usa in modo strumentale la sua opposizione a Bruxelles e a Kiev. Del resto per la prima volta da quando è al potere, i sondaggi non danno Orbán in testa. Il leader magiaro ha chiesto e ottenuto anche l’endorsement degli Stati Uniti. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, dopo aver partecipato alla Conferenza per la Sicurezza di Monaco, si è recato a Budapest e Bratislava. «Per quanto possa essere amaro riconoscerlo, Bruxelles e i principali Paesi europei si stanno preparando a una guerra contro la Russia», ha attaccato Orbán, aggiungendo che «le conseguenze saranno imprevedibili, ma è facile capire che l’Ungheria non può che perdere in un conflitto del genere, come dimostra chiaramente la nostra esperienza militare storica». Ma Budapest sta anche bloccando l’iter di adesione dell’Ucraina all’Ue non consentendo di aprire il primo capitolo negoziale. E su questo c’è chi spera che possa giocare a favore la moral suasion di Trump, che tra i punti del piano di pace ha contemplato su richiesta di Kiev anche l’ingresso dell’Ucraina all’Ue.

Le notizie dai comunicati stampa: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Regione Sardegna, Cagliari Calcio

Una nuova rubrica con le informazioni tratte direttamente dai comunicati stampa

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Presidente della Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, Carlo De Ruvo
«L’80° anniversario di costituzione della Confederazione Generale Italiana dei
Trasporti e della Logistica rappresenta un significativo traguardo per un settore che
si colloca fra i protagonisti della crescita economica della Repubblica.
La forte interdipendenza dei mercati fa dei trasporti e della logistica pilastri
essenziali del sistema economico e del benessere internazionale.
Le imprese che ambiscono valorizzare i loro prodotti trovano nell’apertura dei
mercati l’ambito nel quale sviluppare le loro attività e, in essi, la gestione della
logistica gioca un ruolo un ruolo fondamentale.
La spina dorsale rappresentata dal sistema dei trasporti e della logistica è un assetto
prezioso per la vita della nostra comunità: ne abbiamo avuto testimonianza durante
l’emergenza sanitaria da COVID-19, quando ha saputo garantire approvvigionamenti
e commerci sul Territorio nazionale.
CONFETRA ha promosso, in tutti questi decenni, un efficace processo di
ammodernamento del sistema dei trasporti delle merci, con un’elevata capacità di
adattamento ai repentini e veloci cambiamenti del commercio globale, con attenzione
agli standard di tutela ambientale.
Nel rivolgere il più cordiale augurio a tutti gli intervenuti in questa celebrazione,
invio a tutte le imprese aderenti e ai lavoratori che in esse operano, il più sentito
apprezzamento per l’attività svolta».
Roma, 26 febbraio 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 160°
anniversario della nascita di Benedetto Croce, ha rilasciato la seguente
dichiarazione:

«Benedetto Croce, intellettuale di primo piano del panorama culturale mondiale e
figura politica italiana di grande rilievo, è stato un maestro, le cui ricerche hanno
abbracciato molteplici discipline del sapere umanistico, dall’arte alla filosofia, dalla
critica letteraria alla storiografia, tramandando un’inesauribile fonte di conoscenza.
Per Croce, la componente culturale era elemento imprescindibile per l’arricchimento
della società e un bene da tutelare e diffondere per il progresso collettivo. La
“religione della libertà”, evidenziata nella sua “Storia d’Europa nel secolo
decimonono” ispirò tutta la sua azione.
Senatore del Regno d’Italia, fu Ministro della Pubblica Istruzione, promuovendo
provvedimenti volti a garantire la qualità del sistema scolastico e a salvaguardia del
patrimonio artistico e paesaggistico del Paese.
Nel 1925 fu autore del Manifesto degli scrittori, professionisti e pubblicisti che si
opposero al Manifesto degli intellettuali del fascismo: Croce condusse una tenace
azione di contrasto all’ideologia fascista, opponendosi, anche al Senato, alle leggi
liberticide del regime.
Protagonista nel processo di transizione istituzionale, fu Ministro senza portafoglio
nei Governi Badoglio e Bonomi, per essere, successivamente, eletto all’Assemblea
Costituente della Repubblica, apportando un prezioso contributo al processo di
rinascita di un’Italia attraversata dai drammi del conflitto bellico mondiale, e
partecipando alla costruzione di un ordinamento democratico avanzato, basato sul
rispetto delle libertà fondamentali.
Nel 160° anniversario della sua nascita, la Repubblica rende omaggio alla sua
figura».

Roma, 25 febbraio 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al
Quirinale una delegazione dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti guidata dal
presidente Carlo Bartoli che ha consegnato al Capo dello Stato un dossier sui
giornalisti minacciati.

Roma, 24 febbraio 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Sindaco del Comune
di Limbiate, Antonio Domenico Romeo e alla famiglia dell’Ambasciatore Luca
Attanasio, il seguente messaggio
:
«L’iniziativa per commemorare il quinto anniversario della cruenta scomparsa
dell’Ambasciatore Luca Attanasio, del Carabiniere Scelto Vittorio Iacovacci e
dell’autista Mustapha Milambo richiama a riaffermare, con profonda commozione, la
più sentita vicinanza della Repubblica ai familiari delle vittime e all’intera comunità.
Nel drammatico scenario di crisi che ancora funesta la Repubblica Democratica del
Congo, il ricordo dell’Ambasciatore Attanasio e della sua missione resta quanto mai
esemplare. La sua dedizione incarna i nobili ideali dell’Italia repubblicana che
guarda al continente africano con spirito di cooperazione e sentimenti di umanità.
Il valore dell’impegno quotidiano dei servitori della Repubblica Italiana che, con
coraggio e senso del dovere, operano in territori segnati da instabilità e pericoli, si
ripropone nella figura di Luca Attanasio e di quanti erano con lui.
Le manifestazioni promosse dal Comune di Limbiate rappresentano un giusto tributo
a chi è caduto nell’adempimento del dovere.
Nell’esprimere gratitudine agli organizzatori e a quanti sono oggi presenti, sono certo
che il sacrificio dell’Ambasciatore Attanasio e di chi lo accompagnava rimarrà
patrimonio vivo della memoria collettiva di ciascuno».

Roma, 22 febbraio 2026

Presidenza del Consiglio- CONSIGLIO DEI MINISTRI – 26 FEBBRAIO 2026

Il Consiglio dei ministri si è riunito giovedì 26 febbraio 2026, alle ore 11.37 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

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TESTO UNICO DELLE FINANZE – SISTEMA SANZIONATORIO

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della delega di cui all’articolo 19 bis della legge 5 marzo 2024, n. 21 (legge di riforma dei mercati dei capitali), introduce norme per la riforma organica e il riordino del sistema sanzionatorio e di tutte le procedure sanzionatorie recati dal Testo Unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria – TUF).

Il provvedimento è volto a rafforzare l’efficienza e l’efficacia del sistema sanzionatorio amministrativo in materia di mercati finanziari, individuando e selezionando le condotte illecite in base alla loro effettiva gravità, incrementando le garanzie per i soggetti destinatari dei procedimenti e perseguendo l’obiettivo di deflazionare il contenzioso, a beneficio dell’attività delle Autorità di vigilanza e del mercato.

Di seguito i principali contenuti.

  • Entità delle sanzioni: il decreto rimodula i limiti edittali per garantire una maggiore aderenza alla gravità delle violazioni, che riguardano principalmente l’inosservanza degli obblighi di trasparenza, la corretta prestazione dei servizi di investimento e le comunicazioni prescritte per le società quotate. Per le violazioni degli obblighi in materia di intermediazione e dei doveri degli emittenti commesse da società ed enti, le sanzioni amministrative pecuniarie variano da un minimo di cinquemila euro fino a dieci milioni di euro o fino al cinque per cento del fatturato totale annuo qualora tale importo sia superiore a dieci milioni. Per le persone fisiche che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo, le sanzioni per le medesime inosservanze sono comprese tra un minimo di cinquemila euro e un massimo di due milioni di euro. Nel caso di società quotate che omettono le comunicazioni prescritte, la sanzione minima è elevata a diecimila euro.
  • Istituto dell’applicazione concordata della sanzione (settlement): si introduce la facoltà per i soggetti destinatari di una contestazione di proporre all’Autorità di vigilanza un accordo per definire il procedimento. Tale istituto prevede una riduzione della sanzione pecuniaria pari a un terzo, a fronte dell’impegno del soggetto a rimuovere le conseguenze della violazione e a indennizzare gli investitori.
  • Flessibilità delle sanzioni interdittive: si introduce una maggiore discrezionalità per le Autorità nell’applicazione delle sanzioni interdittive (come la sospensione dall’esercizio di funzioni), che potranno essere modulate o omesse in base alle specificità del caso concreto, evitando automatismi sanzionatori eccessivi.
  • Criteri di rilevanza dell’illecito: viene attribuita alle Autorità (Commissione nazionale per le società e la borsa – CONSOB, Banca d’Italia) la facoltà di non avviare il procedimento sanzionatorio per condotte che non abbiano inciso sulla trasparenza del mercato o arrecato danno agli investitori. In tali casi, le Autorità possono procedere con una comunicazione di richiamo, favorendo un approccio basato sulla reale offensività della condotta.
  • Revisione del procedimento sanzionatorio: Si introduce una disciplina del procedimento sanzionatorio ad applicazione generalizzata a tutte le sanzioni del TUF. La riforma assicura il rispetto dei principi del contraddittorio, della piena conoscenza degli atti istruttori, della distinzione tra funzioni istruttorie e decisorie, della celerità e certezza dei termini.
  • Confisca del profitto: l’istituto della confisca viene mantenuto ma circoscritto al solo profitto effettivamente derivato dalla violazione, eliminando il riferimento al “prodotto” in coerenza con i rilievi della giurisprudenza costituzionale. È introdotta la facoltà per la CONSOB di disporre la confisca tramite ingiunzione di pagamento ed è prevista la possibilità di confisca per equivalente su beni di valore corrispondente al profitto qualora il destinatario non possieda somme liquide sufficienti.
  • Collaborazione tra Autorità: resta fermo l’obbligo di coordinamento e scambio di informazioni tra la Banca d’Italia e la CONSOB per assicurare l’unitarietà dell’azione di vigilanza e l’efficacia delle procedure.
  • Tutela delle segnalazioni (whistleblowing): si confermano le tutele per i soggetti che segnalano violazioni all’interno degli enti, garantendo la riservatezza dell’identità e la protezione contro possibili misure ritorsive.

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CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, vista la richiesta di attivazione della procedura di concessione della cittadinanza italiana avanzata dal Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi e in considerazione del parere favorevole del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, ha deliberato di proporre al Presidente della Repubblica il conferimento della cittadinanza italiana, per meriti speciali, al sig. Amelio Castro Grueso, atleta paralimpico, di nazionalità colombiana.

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato ventiquattro leggi delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di non impugnare:

  1. la legge della Regione Lazio n. 20 del 31/12/2025, recante “Legge di stabilità regionale 2026”;
  2. la legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 19 del 22/12/2025, recante “Disposizioni collegate alla legge di stabilità provinciale per l’anno 2026”;
  3. la legge della Regione Emilia-Romagna n. 12 del 29/12/2025, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028 (Legge di stabilità regionale 2026)”;
  4. la legge della Provincia autonoma di Trento n. 10 del 29/12/2025, recante “Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2026”; 
  5. la legge della Provincia autonoma di Trento n. 12 del 29/12/2025, recante “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2026 – 2028” 
  6. la legge della Regione Valle d’Aosta n. 29 del 23/12/2025, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028). Modificazioni di leggi regionali”; 
  7. la legge della Regione Basilicata n. 57 del 30/12/2025, recante “Collegato alla legge di stabilità regionale 2025”;
  8. la legge della Regione Lombardia n. 19 del 29/12/2025, recante “Disposizioni per l’attuazione della programmazione economico-finanziaria regionale, ai sensi dell’art. 9 ter della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilità della Regione) – Collegato 2026”;
  9. la legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 18 del 29/12/2025, recante “Legge collegata alla manovra di bilancio 2026-2028”; 
  10. la legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 19 del 29/12/2025, recante “Legge di stabilità 2026”;
  11. la legge della Regione Liguria n. 19 del 24/12/2025, recante “Legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno finanziario 2026 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028)”; 
  12. la legge della Regione Liguria n. 20 del 24/12/2025, recante “Disposizioni collegate alla legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno finanziario 2026 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028)”; 
  13. la legge della Regione Liguria n. 21 del 24/12/2025, recante “Bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2026-2028”;
  14. la legge della Regione Toscana n. 61 del 29/12/2025, recante “Legge di stabilità per l’anno 2026”;
  15. la legge della Regione Toscana n. 62 del 29/12/2025, recante “Disposizioni di carattere finanziario. Collegato alla legge di stabilità per l’anno 2026”; 
  16. la legge della Regione Toscana n. 63 del 29/12/2025, recante “Bilancio di previsione finanziario 2026-2028”; 
  17. la legge della Regione Umbria n. 10 del 30/12/2025, recante “Disposizioni per la formazione del Bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Umbria (Legge di stabilità regionale 2026)”;
  18. la legge della Regione Umbria n. 11 del 30/12/2025, recante “Bilancio di previsione della Regione Umbria 2026-2028”
  19. la legge della Regione Lazio n. 21 del 31/12/2025, recante “Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2026-2028”;
  20. la legge della Regione Lombardia n. 20 del 30/12/2025, recante “Legge di stabilità 2026-2028”:
  21. la legge della Regione Lombardia n. 21 del 31/12/2025, recante “Bilancio di previsione 2026-2028”;
  22. la legge della Regione Marche n. 25 del 30/12/2025, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio 2026/2028 della Regione Marche (Legge di stabilità 2026)”;
  23. la legge della Regione Marche n. 26 del 30/12/2025, recante “Bilancio di previsione 2026/2028”;
  24. la deliberazione legislativa statutaria della Regione Calabria del 29/01/2026, recante “Modifiche ed integrazioni alla Legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)”.

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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 11.51.

Regione Sardegna. 18 milioni ai comuni per la gestione autonoma delle reti idriche. L’assessore Piu: “Un contributo concreto con cui finanziare la manutenzione straordinaria con fondi extra bilancio comunale”

Cagliari, 25 febbraio 2026 – È stata autorizzata, per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, la spesa di 6 milioni di euro, per il finanziamento di interventi di manutenzione straordinaria delle reti del sistema idrico integrato non gestite da Abbanoa. Il via libera è arrivato con l’approvazione in Consiglio regionale della legge di stabilità 2026 e il voto favorevole all’articolo 9, comma 13. “Un contributo concreto, atteso dal 2022 – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu, che ha illustrato il finanziamento nel corso della conferenza stampa di stamane – ora i sindaci potranno gestire le spese di manutenzione straordinaria delle reti idriche autonome con soldi regionali, sgravando così i bilanci comunali”.

L’intervento in finanziaria riguarda 403.904 metri di rete e coinvolge i 23 comuni interessati dalla Gestione autonoma del servizio idrico (Gasi): Aggius, Anela, Arzana, Bessude, Bonarcado, Bottida, Bultei, Burgos, Cheremule, Esporlatu, Fluminimaggiore, Gadoni, Lotzorai, Modolo, Nuxis, Olzai, Paulilatino, San Vero Milis, Santu Lussurgiu, Seui, Tertenia, Teulada, Villagrande Strisaili.

“La disposizione normativa – aggiunge Piu – prevede il finanziamento di interventi strutturali urgenti di manutenzione straordinaria delle opere appartenenti al Servizio Idrico Integrato gestito dalle Amministrazioni locali che non aderiscono ad Abbanoa. Si tratta di investimenti necessari a mantenere e garantire l’erogazione del servizio. L’approvazione di questa spesa – sottolinea l’assessore – è un passaggio importante che riconosce nei fatti pari diritti e doveri alla risorsa gestita dai comuni”.

Nel 2022 arriva il riconoscimento per gli Enti locali che chiedevano di gestire autonomamente il servizio, da parte dell’Ente di Governo d’ambito della Sardegna (EGAS), chiamato a verificare per ciascuno di essi la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa nazionale. I comuni possono ottenere la salvaguardia e la tutela della gestione idrica autonoma se si tratta di comuni montani con meno di mille abitanti oppure quando un comune disponga contemporaneamente dell’approvvigionamento da fonti qualitativamente pregiate, di sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree protette o in siti individuati come beni paesaggistici, dell’utilizzo efficiente della risorsa e della tutela del corpo idrico.

“Da allora i comuni, che hanno ottenuto il riconoscimento – sottolinea Piu – hanno dovuto gestire le loro reti con risorse del bilancio comunale, ora, con l’approvazione in finanziaria, hanno a disposizione fondi regionali programmati per il triennio con cui possono efficientare la risorsa che, come sappiamo, è diventata sempre più preziosa”.

La dotazione finanziaria complessiva approvata è stata oggetto di valutazione dell’Ente di Governo d’ambito della Sardegna (EGAS) che sovraintende la gestione del Servizio idrico integrato.

Regione Sardegna. Sanità, inaugurati al Brotzu di Cagliari il nuovo OBI del Pronto soccorso e il servizio di Aferesi. Todde: “Investiamo per ampliare le cure innovative a sempre più giovani sardi”. Marcias: “Miglioriamo l’assistenza nell’emergenza-urgenza”

Cagliari, 21 febbraio 2026 – La Presidente della Regione ed assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, ha inaugurato questa mattina il nuovo OBI (Osservazione Breve Intensiva del Pronto Soccorso) e il nuovo servizio di Aferesi. Accompagnata dal direttore generale dell’ARNAS “G. Brotzu”, Maurizio Marcias, dal direttore del Pronto Soccorso, Fabrizio Polo, dalla direttrice del Centro di Immunoematologia e Trasfusionale, Giulia Fadda, e dai capi dipartimento e dai direttori di struttura, la Presidente ha visitato le nuove strutture del “San Michele” di Cagliari.

“Con l’attivazione dell’OBI e il potenziamento del Servizio di Aferesi rafforziamo in modo concreto la rete dell’emergenza-urgenza, riducendo i tempi di attesa dei ricoveri e, quindi, la pressione sui reparti. Inoltre, con il Servizio di Aferesi investiamo sulle strutture logistiche moderne per ampliare l’uso delle terapie più innovative a sempre più giovani sardi”, ha dichiarato la Presidente Alessandra Todde, che poi ha aggiunto: “È un risultato importante che coniuga appropriatezza organizzativa, qualità clinica e diritto alla cura. Ci avviciniamo a un obiettivo impensabile fino a poco tempo fa: evitare ai giovani pazienti talassemici di effettuare trasfusioni periodiche”.

“L’OBI rappresenta un tassello strategico nella riorganizzazione dei percorsi di emergenza-urgenza: consente una gestione più efficiente dei tempi di attesa dei ricoveri, riduce la pressione sui reparti di degenza e aumenta la sicurezza clinica, grazie a un monitoraggio strutturato e multidisciplinare. Parallelamente, il potenziamento del Servizio di Aferesi consolida il ruolo dell’Azienda nell’ambito delle terapie ad alta complessità, dalla plasmaferesi terapeutica alla raccolta di cellule staminali per CAR-T e terapia genica. Si tratta di investimenti mirati che qualificano ulteriormente la nostra offerta assistenziale, riducono la mobilità sanitaria e rafforzano la capacità del sistema regionale di garantire prestazioni di alta specialità ai cittadini sardi”, ha dichiarato il direttore generale del Brotzu, Maurizio Marcias.

Gli interventi, avviati nel dicembre 2024, hanno comportato un investimento complessivo di circa un milione di euro e rafforzano in modo significativo l’offerta assistenziale del principale centro ospedaliero regionale.

Il nuovo OBI (Osservazione Breve Intensiva), afferente al Pronto Soccorso diretto da Fabrizio Polo, dispone attualmente di sei posti letto, con un ulteriore incremento previsto nei prossimi mesi. La struttura consente di sottoporre i pazienti a un periodo di osservazione clinica monitorata, evitando ricoveri impropri. In questo modo è possibile seguire l’evoluzione del quadro clinico senza interessare i reparti di degenza o l’area di emergenza-urgenza. L’OBI rappresenta uno strumento organizzativo fondamentale per migliorare l’appropriatezza dei ricoveri, ottimizzare la gestione dei flussi e garantire maggiore qualità e sicurezza delle cure.

Il rinnovato Servizio di Aferesi, afferente al Centro di Immunoematologia e Trasfusionale diretto da Giulia Fadda, è stato adeguato agli standard assistenziali più avanzati e rafforza un’attività strategica a livello regionale. Tre le principali linee operative:

  • Scambio plasmatico (plasmaferesi terapeutica) per pazienti con patologie ematologiche e neurologiche;
  • Produzione di cellule staminali per terapie CAR-T;
  • Raccolta di cellule staminali per percorsi di terapia genica, in particolare per i pazienti talassemici.

Nel caso della terapia genica, le cellule staminali vengono prelevate in Sardegna, inviate in centri altamente specializzati negli Stati Uniti (California) o in Scozia (Roslin, vicino a Edimburgo), dove vengono ingegnerizzate e successivamente reinfuse nel paziente. Il trattamento può determinare una regressione della malattia fino all’interruzione delle trasfusioni, configurandosi, nei fatti, come un percorso di guarigione.

Il servizio è strategico soprattutto per i giovani pazienti sardi affetti da talassemia, in particolare fino ai 35 anni, e consente di incrementare l’attività terapeutica evitando la mobilità sanitaria. Sono già due i primi pazienti giovani sottoposti a raccolta di cellule staminali per terapia genica, uno proveniente da Ozieri e uno da Carbonia. Ulteriori trattamenti sono già calendarizzati.

Il rinnovamento delle due strutture consolida il ruolo dell’Azienda come centro di riferimento regionale per l’alta specialità.

Con l’attivazione del nuovo OBI e il potenziamento del Centro di Aferesi, si rafforza il sistema sanitario sardo compie un ulteriore passo avanti nel miglioramento del sistema di emergenza-urgenza e nelle terapie avanzate, rafforzando la capacità del sistema di offrire risposte tempestive e innovative ai bisogni di salute dei cittadini.

Cagliari Calcio.Comunicato ufficiale sulla vendita delle quote societarie.

Cagliari Calcio rende noto che l’azionista di controllo Fluorsid Group ha perfezionato la cessione di un’ulteriore quota azionaria pari al 29% del capitale sociale a favore di un gruppo di investitori americani riconducibile a Maurizio Fiori e Prashant Gupta. A seguito del completamento dell’operazione, la partecipazione detenuta dai nuovi partner raggiunge il 49% del capitale sociale del Club, rafforzando la propria minoranza qualificata.

L’operazione si inserisce nel percorso di crescita e sviluppo strategico intrapreso dalla Società e consolida una partnership fondata su una visione industriale condivisa. La collaborazione è orientata a sostenere il progetto del nuovo stadio e il rafforzamento strutturale, patrimoniale e organizzativo del Cagliari Calcio, in un quadro di piena continuità gestionale. 

La Costituzione: una bibbia laica su cui riflettere e agire, da tutelare e custodire

di Daniele Madau

La Costituzione italiana è spesso citata, osannata, chiamata in causa, giudicata antiquata, in alcune parti, o sempre modernissima. A volte definita ‘la più bella del mondo’, spesso sottoposta a tentativi di revisione.

E’ un buon segno, vuol dire che è conosciuta dalla popolazione, tenuta a mente e a cuore; vuol dire che vive nelle aule scolastiche nelle ore di Educazione Civica, negli articoli dei giornali, oltre che nelle aule parlamentari e in quelle dei tribunali.

E’ il caso, quindi, di approfondire alcuni aspetti di questa carta fondamentale: una carta d’identità che ci qualifica come italiani, nata dall’accordo tra tutti i moventi antifascisti e garantista, basata sulle libertà fondamentali della persona, e su un sistema di pesi e contrappesi al fine di una equilibrata divisione dei poteri a tutela dei cittadini.

L’articolo 11 del nostro testo fondamentale recita: ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo’.

Meuccio Ruini, nella relazione che accompagna il progetto della Costituzione, sottolinea che la Costituzione permette una riduzione della propria sovranità, in condizione di reciprocità, al fine di promuovere la solidarietà e la pace tra i popoli. Viene sottolineato, inoltre, l’interesse dello Stato italiano nel rispettare i valori internazionali.

E’ in base a quest’articolo, quindi, che l’Italia si è costituita solo come paese osservatrice nel cosidetto ‘Board of peace’ per la Palestina; questo in quanto tale consesso non rispecchia la condizione di reciprocità, in base anche a quanto – secondo alcune autorevoli fonti- il Quirinale avrebbe fatto notare.

Nei giorni scorsi, Sergio Mattarella ha presieduto, per la prima volta in undici anni, il Consiglio Superiore della Magistratura, per difenderlo da attacchi di ‘altri poteri’ e per contribuire a un raffreddamento dei toni in previsione del referendum costituzionale sulla magistratura. Nei giorni precedenti, infatti, da ambo le parti – magistratura e politica- si erano levate voci francamente stridenti e contrarie a un clima di sereno confronto: una parte accusava l’altra di procedure ‘paramafiose’, l’altra rispondeva con il Si al referendum come proprio dei malviventi.

Riportiamo, quindi, gli articoli costituzionali riferiti al CSM, con un po’ di tecnicismo, ma al fine di avere un quadro chiaro.

L’art. 87, comma decimo, e l’art. 104, comma secondo, della Costituzione attribuiscono al Presidente della Repubblica la Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Il CSM  è organo di amministrazione della giurisdizione e di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati ordinari. Ha rilevanza costituzionale in quanto espressamente previsto dalla Costituzione, che ne delinea la composizione (art. 104) e i compiti (art. 105). Esso adotta tutti i provvedimenti che incidono sullo status dei magistrati (dall’assunzione mediante concorso pubblico, alle procedure di assegnazione e trasferimento, alle promozioni, fino alla cessazione dal servizio). Provvede inoltre al reclutamento e alla gestione dell’attività dei magistrati onorari. Ha infine il compito di giudicare le condotte disciplinarmente rilevanti tenute dai magistrati. Quest’ultima competenza gli è attribuita dalla legge n. 195 del 1958 che  regola, in via generale, la costituzione e le competenze del Consiglio stesso.

Perché siano garantite al massimo l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dal potere legislativo e da quello esecutivo,  il Consiglio Superiore è presieduto dal Presidente della Repubblica che ne è membro di diritto al pari del Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione e del Procuratore Generale presso la stessa Corte.

Proprio in riferimento al referendum del 22 e 23 marzo-principalemte dedicato alla separazione delle carriere dei magistrati- chiariamo perché sarà possibile una revisione costituzionale, in caso passasse. La Costituzione italiana è rigida. Questo vuol dire che è modificabile- ma non nei suoi articoli fondamentali- solo con un lungo processo legislativo.

L’articolo 138 afferma che ‘Le leggi di revisione della Costituzione- cioè quelle tese a modificarla – e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti’.

Sempre riferendoci alla cronaca di questi giorni, che si tinge di tragedia, vorrei concludere con l’articolo sul diritto alla salute. Abbiamo assistito in questi giorni, con sgomento, al progressivo spegnimento della vita del piccolo Domenico. Siamo rimasti basiti davanti alla catena, davvero inspiegabile -perché ha avuto i tratti dell’assurdo, e su cui la magistratura dovrà fare chiarezza- di errori.

Nel sentirci umanamenti partecipi – come intera nazione- al lutto della famiglia, non possiamo che pensare a che questo non avvenga più, sostenendo sempre più il sistema sanitario nazionale che, nonostante questo dramma, garantisce i trapiani gratuitamente, permettendo, così, nella maggior parte dei casi, letteralmente, che nuove vite possano crescere, sognare, realizzare un progetto.

Articolo 32: ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti’.

Questo articolo, successivamente, è stato integrato nel migliore dei modi, rendendo l’accesso alle cure gratuite universali.

E questo è, forse, uno dei passi più belli di un testo che ci dovrebbe accompagnare ogni giorno, come un testo sacro, su cui riflettere e in base al quale agire, per una vita da cittadini responsabili e, come previsto dall’articolo 4 (La Repubblica promuove le condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro, inteso come strumento di realizzazione personale e contributo al progresso sociale), felici e realizzati.

Crans Montana: una riflessione sui fatti

di Francesco Mereu (Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari)

La scuola, in un contesto sociale così complesso, tenta di rinnovarsi e di rimanere fedele alla sua natura di luogo fondamentale di educazione, cultura, crescita, formazione. ‘La Riflessione’ ha sempre dedicato particolare attenzione ai giovani e al mondo scolastico e, per aiutare gli studenti e le studentesse nella loro opera di riflessione e approfondimento, continua a pubblicare gli articoli della redazione del giornale scolastico del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari, ‘Il Siottino’. Nella riflessione che segue, ci si interroga sui fatti di Crans Montana, mentre proseguono le indagini

Quello che è successo la notte di capodanno a Crans Montana,
in Svizzera, non ci ha lasciati s i c u r a m e n t e i n d i f f e r e n t i , soprattutto perché le vittime erano ragazze e ragazzi della nostra età, con vite e sogni come i nostri. Questo articolo non vuole essere semplicemente un racconto dei fatti avvenuti o un attacco ai presunti responsabili, come abbiamo visto in quasi tutti i servizi e articoli al riguardo e che hanno raccontato un fatto di cronaca nera che dopo un po’ sarebbe finito nel dimenticatoio, senza lasciarci altro se non rabbia e dispiacere per le vittime, i feriti e le loro famiglie.
Quello che voglio esprimere è una riflessione su come questa situazione, così come tante altre tragedie, non sia qualcosa di lontano da noi, che sì ci turba e ci fa pensare, ma non ci riguarda in prima persona: quello che è successo in Svizzera avrebbe
potuto coinvolgere davvero chiunque, persino me o voi.
Vorrei dunque trasmettervi la necessità di non rimanere spaventati e inermi al sentire una notizia del genere e di porci invece delle domande riguardo a ciò che accade.
Di fronte a un tale accadimento, emerge senza dubbio la forte e
pressante evidenza del fatto che non siamo padroni fino in fondo
della nostra esistenza; per questo l’uomo ha bisogno di costruirsi certezze e progetti riguardo la realtà, proprio perché non è prevedibile, non dipende totalmente da noi e perciò le uniche cose a cui possiamo ancorarci per poter avere almeno un’apparenza di stabilità sembrano coprire tutto l’orizzonte della nostra vita (ognuno di noi può dire cosa). Spesso non siamo scossi profondamente da queste notizie perché abbiamo paura di entrare in campi misteriosi e domande che non sono sotto il nostro controllo, come il senso della vita, della morte, del dolore, e quindi anche il senso di una tragedia così grande. Questo perché la vita è fragile, queste certezze sono frangibili e
non rispondono in maniera esauriente alla domanda infinita dell’uomo, che caratterizza
l’intera esistenza, portando al riconoscere che la vita non è in
mano a nessuno di noi, e quindi donata. Ecco perché non ha senso soffermarsi troppo a
lungo su questioni meramente t e c n i c h e , r i g u a r d a n t i l a
s i c u r e z z a o i l m o d o di svilupparsi di un incendio ( s i c u r a m e n t e
i m p o r t a n t i a n c h ’ e s s i p e r sensibilizzare riguardo temi simili ed essere più preparati in casi analoghi a questo), come se fosse una scappatoia per non
riflettere troppo e non pensare eccessivamente a temi che ci toccano più nel profondo, per paura di rimanere paralizzati davanti a domande brucianti e sicuramente scomode, ma necessarie per poter prendere sul serio la propria vita, non semplicemente per stare più attenti solo in caso di incendio, ma nella vita di tutti i giorni.

Per questo la tragedia di Crans- Montana non può lasciarci indifferenti: se non apre a questi interrogativi di senso, rischia di essere etichettata come l’ennesimo caso di cronaca nera.
Deve invece ricordarci che la vita è imprevedibile e diventa quindi ancora più urgente chiedersi per che cosa si sta vivendo, senza rimandare questa ardente domanda del cuore, ma vivendola nella quotidianità insieme, come centro di ogni nostra azione.

Gli europei sono «dannatamente felici»? Ecco perché le critiche degli Usa non convincono tutti

di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.
Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington.

Il premier spagnolo Pedro Sánchez, il presidente finlandese Alexander Stubb e la premier danese Mette Frederiksen durante un panel alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco il 14 febbraio 2026 (Epa)

«Non condivido l’argomentazione secondo cui stiamo andando male. In realtà sono dannatamente felice». Lo dice con convinzione e argomentazioni il presidente della Finlandia Alexander Stubb, un passato da ironman e un presente da triatleta da podio (terzo posto assoluto la scorsa estate in una gara di triathlon), compagno di golf del presidente degli Stati Uniti Donald Trump (Stubb è anche ex membro della nazionale finlandese di golf). Non proprio un «nemico» degli americani. Il presidente finlandese ha partecipato a un panel alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco intitolato «Alla pari? Rafforzare le fondamenta della sicurezza transatlantica». Accanto a lui la premier danese Mette Frederiksen, il premier spagnolo Pedro Sánchez e il senatore Usa Christopher A. Coons, membro della Commissione per le relazioni estere del Senato degli Stati Uniti.

Alla Conferenza di Monaco il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha apparentemente teso un ramoscello d’ulivo agli «amici europei» dopo il duro attacco sferrato un anno fa (e ripetuto in più occasioni) dal vicepresidente JD Vance. Ma nella sostanza Rubio ha confermato le politiche trumpiane e le critiche all’Europa seppure con toni diversi. Non ha definito gli europei «scrocconi» e ha riconfermato l’alleanza transatlantica: «Per noi Usa ed Europa sono fatti per stare insieme». Ma quello che allontana le due sponde dell’Atlantico è la risposta alla domanda che Rubio ha posto agli alleati: «Che cosa stiamo esattamente difendendo?». Qui le cose si complicano. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha pubblicato su Foreign Affairs un intervento il giorno stesso del suo discorso alla Conferenza di Monaco, che ha segnato un punto di svolta nel modo di concepire le relazioni transatlantiche con la certificazione di una «frattura» che impone la costruzione di un’Europa forte e sovrana, in linea con quanto espresso lo stesso giorno dal presidente francese Emmanuel Macron.

Il cancelliere tedesco non liquida però gli Stati Uniti.  «La Germania vuole stabilire un nuovo partenariato transatlantico — ha scritto Merz —. La scomoda verità è che si è aperta una frattura tra Europa e Stati Uniti. La guerra culturale condotta dal movimento Maga non è nostra. Non crediamo nei dazi e nel protezionismo, ma nel libero scambio. Sosteniamo gli accordi globali sul clima e l’Organizzazione mondiale della Sanità perché siamo convinti che possiamo risolvere le sfide globali solo insieme. Il partenariato transatlantico ha perso la sua evidenza, quindi se vogliamo che abbia un futuro, dobbiamo ristabilirlo. Le sue nuove fondamenta non devono essere esoteriche, ma basate sul reciproco riconoscimento che Europa e Stati Uniti sono più forti insieme».

Stubb è il presidente del «Paese più felice al mondo». La Finlandia è in cima alla classifica dal 2018. E il secondo Paese più felice al mondo è la Danimarca di Mette Frederiksen. Una bel tandem nel panel. «Sono molto felice», ha detto Stubb spiegando che quando ascolta «il discorso, specialmente degli economisti che considerano il Pil puro come l’unico parametro di riferimento, penso che noi che proveniamo dai Paesi nordici apprezziamo le società del welfare, che sono una combinazione di economie di mercato aperte e chiare reti di sicurezza. E se guardo il nostro coefficiente di Gini (misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito o della ricchezza, ndr), se guardo tutte le misure dei dati internazionali, quali sono i cinque Paesi nella top 10, che si tratti di giustizia, di corruzione, di apertura, di welfare, di ambiente, di media aperti, di uguaglianza di genere, sono i Paesi nordici. Quindi non condivido l’argomentazione secondo cui stiamo andando male (è l’argomentazione di Trump e del mondo Maga, ndr). In realtà sono dannatamente felice».

Una rondine non fa primavera ma complessivamente l’Unione europea rappresenta ancora un’isola felice pur con le sue contraddizioni e differenze tra Stato e Stato. La Spagna è al 38esimo posto nella classifica, l’Italia al 40esimo (gli Usa al 24esimo), anche se scherzando Sánchez ha detto che il suo è il terzo Paese al mondo più felice accanto a Finlandia e Danimarca. In realtà il terzo è l’Islanda, il quarto la Svezia e il quinto l’Olanda. I tre leader non sono stati d’accordo su tutto. Ovviamente a dividerli sono state le spese per la difesa.  Frederiksen e Stubb hanno contestato la contrarietà di Sánchez a portare al 5% del Pil la spesa per la difesa. Un tetto che per la premier danese non solo non è eccessivo ma non è abbastanza ambizioso. Per ora i Nordici riescono a tenere assieme difesa e welfare. Per i Paesi del Sud Europa con un alto debito pubblico è più complicato.
 
Per capire perché Stubb è «dannatamente felice», può essere utile citare le parole pronunciate dal premier belga Bart De Wever, un nazionalista fiammingo, al World Economic Forum di Davos qualche settimana fa: «Le persone vogliono entrare nell’Unione europea. Nessuno vuole entrare in Cina. Nessuno, tra i vicini degli Stati Uniti, dice: vogliamo entrare negli Stati Uniti. Nessuno lo vuole. Vogliono entrare nell’Unione europea perché abbiamo rispetto. Abbiamo lo Stato di diritto. E parliamo a bassa voce». Le statistiche sono dalla parte dell’Unione europea. In estrema sintesi: aspettativa di vita, accesso alla sanità e all’educazione, libertà civili come quella di manifestare (i fatti di Minneapolis non possono essere derubricati a un episodio ma sono ormai lo stile della casa). Eppure nell’Unione europea soffia il vento populista dell’insoddisfazione, alimentato talvolta più dalla percezione che dai fatti. Gonfiato anche dalla narrativa americana di un’Europa incapace di proteggere gli interessi dei propri cittadini: «Abbiamo aperto i nostri confini a un’ondata incontrollata di migrazione di massa — ha detto Rubio riferendosi all’Occidente —, che ha minacciato la nostra società e la nostra cultura». Il Segretario di Stato Usa, lasciata Monaco, è poi volato dai suoi alleati Maga nell’Est Europa, prima in Slovacchia da Robert Fico e poi in Ungheria da Viktor Orbán, che sta cercando di risalire nei sondaggi in vista delle elezioni di aprile. 

La contro-narrativa che difende lo stile di vita europeo, come lo chiama la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, non è abbastanza convincente.  Eppure quando si tratta di scegliere con chi stare, c’è chi non ha dubbi. «Il popolo groenlandese è stato molto chiaro: non vuole diventare americano», ha spiegato la premier danese Mette Frederiksen durante il panel, ricordando che le mire del presidente Trump su Nuuk «purtroppo non sono cambiate».  

  


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